ITMI961435A1 - Cassa di manovra per un deviatoio di armamento ferroviario - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
La presente invenzione concerne una cassa di manovra per comandare un ago da e verso un contrago di un deviatoio di armamento ferroviario, del tipo comprendente un gancio associato all'ago e mobile da e verso una posizione di chiusura in cui impegna il contrago per realizzare un accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il contrago, e mezzi di azionamento per comandare lo spostamento dell'ago e del gancio.
Nell'ambito del settore ferroviario è noto l'utilizzo di deviatoi comprendenti due aghi destinati ad essere alternativamente accostati a rispettivi contraghi ed ai quali sono associate casse di manovra aventi un gancio per ciascun ago atto a realizzare l'accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il contrago. Tali casse di manovra sono manovrabili manualmente, ad esempio mediante una leva laterale di manovra con contrappeso, e consentono la tallonabilità del deviatoio. Il movimento per ottenere lo spostamento viene trasmesso agli aghi per mezzo dei rispettivi ganci i quali sono imperniati agli aghi in modo da poter ruotare rispetto ad essi attorno ad un asse di rotazione parallelo agli aghi e sono inferiormente collegati a tiranti di manovra della cassa di manovra mediante snodi sferici. Così, una volta avvenuto l'accosto dell'ago al rispettivo contrago, un ulteriore spostamento del tirante di manovra determina la rotazione del gancio che porta lo stesso ad impegnare la suola del contrago a realizzare l'accoppiamento meccanico fra ago e contrago. La stabilizzazione dell'accoppiamento è assicurata dai tiranti di manovra della cassa di manovra, i quali spingendo attraverso lo snodo sferico sul gancio dell'ago accosto contrastano la rotazione nel senso di apertura del gancio stesso.
Tuttavia, tali casse di manovra manuali presentano l'inconveniente di non essere utilizzabili per deviatoi impegnati da treni a velocità sostenuta, dal momento che le vibrazioni a cui il deviatoio è sottoposto durante il passaggio dei treni potrebbero far venire meno la suddetta azione di spinta esercitata dai tiranti di manovra sullo snodo sferico del gancio dell'ago accosto, compromettendo la stabilizzazione dell'accoppiamento fra ago e contrago. In conseguenza di ciò tali casse di manovra, a meno di essere integrate con dispositivi di fermascambiatura esterni di tipo manuale o con dispositivi di bloccaggio che agiscono sulla leva laterale di manovra impedendogli di ruotare, sono adatte per essere abbinate solo a deviatoi di linee ferroviarie secondarie da impegnarsi a bassa velocità, indicativamente non superiore a 30 Km/h, o su linee secondarie di stazione quali ad esempio quelle utilizzate durante le operazioni di manovra necessarie alla composizione dei treni.
Per comandare la manovra di deviatoi destinati ad essere impegnati a velocità sostenuta vengono impiegate casse di manovra a funzionamento meccanico e comando elettrico che possono anche consentire al deviatoio di essere tallonabile. Queste casse di manovra sono generalmente posizionate su un lato del deviatoio e attraverso opportuni tiranti di manovra consentono di movimentare insieme i due aghi del deviatoio così da portarli alternativamente in accostamento al rispettivo contrago. La stabilità dell'accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il contrago, ossia la fermascambiatura del deviatoio, è garantita in questo caso da un dispositivo meccanico di bloccaggio interno alla cassa di manovra il quale agisce sui tiranti di manovra in modo da renderli solidali fra loro e da impedire movimenti degli stessi.
Tali casse di manovra, tuttavia, presentano l'inconveniente che la fermascambiatura dell'accoppiamento fra l'ago accosto ed il contrago viene realizzata e controllata dalla cassa di manovra attraverso i rinvìi costituiti dai tiranti di manovra e da tiranti di controllo, ad una distanza quindi che per l'ago più lontano dalla cassa di manovra è superiore al metro. Un altro inconveniente risiede nel fatto che la cassa di manovra risulta essere costantemente sollecitata, infatti per evitare che le sollecitazioni e le vibrazioni dovute al passaggio del treno facciano venire meno la bontà dell'accoppiamento fra ago accosto e contrago è necessario che il tirante dell'ago accosto agisca con una forza premente continua sull'ago accosto stesso. Inoltre, le sollecitazioni esercitate dal passaggio dei treni sull'ago accosto vengono a ripercuotersi direttamente sulla cassa di manovra. Vi è poi da considerare che con queste casse di manovra la intallonabilità dei deviatoi, viene realizzata mediante un perno azionato elettromagneticamente che inserendosi nel suddetto dispositivo meccanico di bloccaggio ne impedisce i movimenti, a costo però di sottoporre la cassa di manovra ad ulteriori sollecitazioni nel caso si verifichi un tentativo di tallonamento del deviatoio da parte di un treno.
Il problema che sta alla base della presente invenzione è quello di escogitare una cassa di manovra per un deviatoio di armamento ferroviario la quale sia in grado di assicurare la fermascambiatura dell'accoppiamento fra ago accosto e contrago e presenti nel contempo caratteristiche strutturali e funzionali tali da superare i suddetti inconvenienti.
Tale problema è risolto da una cassa di manovra per un deviatoio di armamento ferroviario del tipo specificato la quale si caratterizza per il fatto di comprendere un elemento a catenaccio azionabile fra una posizione arretrata ed una posizione avanzata in cui blocca il gancio in detta posizione di chiusura, garantendo la fermascambiatura dell'accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il rispettivo contrago.
L'idea di soluzione alla base della presente invenzione è quella di realizzare l'accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il rispettivo contrago mediante un gancio di bloccaggio e di garantire nel contempo la fermascambiatura di tale accoppiamento mediante un elemento a catenaccio che agisce direttamente sul gancio per impedirgli di spostarsi dalla posizione di chiusura.
Vantaggiosamente, ciò consente di ottenere che le sollecitazioni esercitate dal treno sul deviatoio durante l'impegno dello stesso restino concentrate su tale struttura e sui ganci, senza interessare le restanti parti della cassa di manovra.
Ulteriori caratteristiche ed i vantaggi della cassa di manovra secondo l'invenzione risulteranno dalla descrizione di seguito riportata di alcuni suoi esempi di realizzazione, dati a titolo indicativo e non limitativo, con riferimento alle annesse figure, in cui :
la figura 1 rappresenta una vista frontale semplificata ed in parziale sezione di una cassa di manovra, secondo l'invenzione,
- la figura 2 rappresenta una vista in prospettiva della cassa di manovra di figura 1,
- la figura 3 rappresenta una vista in esploso di alcuni componenti della cassa di manovra di figura 1, - le figure 4 e 5 rappresentano un particolare della cassa di manovra di figura 1 in differenti fasi del suo funzionamento,
la figura 6 rappresenta una vista frontale semplificata ed in parziale sezione di una cassa di manovra secondo l'invenzione in accordo con una sua variante di realizzazione,
- la figura 7 rappresenta una vista in prospettiva della cassa di manovra di figura 6,
- la figura 8 rappresenta una vista in esploso di alcuni componenti della cassa di manovra di figura 6, - le figure 9 e 10 rappresentano un particolare della cassa di manovra di figura 6 in differenti fasi del suo funzionamento,
- la figura 11 rappresenta una vista prospettica semplificata ed in parziale sezione di una cassa di manovra secondo l'invenzione in accordo con una sua ulteriore variante di realizzazione, e
le figure 12 e 13 rappresentano una vista frontale di alcuni particolari della cassa di manovra di figura 11 in differenti fasi del suo funzionamento.
Con riferimento alle figure da 1 a 5, con 1 è globalmente indicata una cassa di manovra per un deviatoio di armamento ferroviario.
Tale deviatoio è di tipo in sé noto e comprende due aghi 6, che nel seguito della descrizione verranno chiamati destro e sinistro, atti ad essere alternativamente accostati a rispettivi contraghi 2 destro e sinistro per consentire ai treni che impegnano il deviatoio di passare da un binario all'altro. I contraghi 2 sono disposti affacciati fra loro ad una prefissata distanza, sono rigidamente vincolati al terreno mediante traversine 7 di supporto opportunamente distanziate fra loro lungo l'asse dei contraghi 2 e comprendono un gambo 4 che unisce un fungo 3 ad una suola 5. Gli aghi 6 sono inseriti in modo mobile fra i due contraghi 2 e sono formati da un elemento di rotaia di prefissato asse X-X opportunamente sagomato ed assottigliato per accostarsi in appoggio con il suo fianco esterno al rispettivo contrago 2 in corrispondenza del bordo interno del fungo 3 e del gambo 4 del contrago 2.
La cassa di manovra 1 comprende per ciascun ago 6 un rispettivo gancio 12, il quale è associato all'ago 6 in modo da risultare angolarmente mobile rispetto ad esso da e verso una posizione di chiusura (fig. 4) in cui impegna il contrago 2 al quale l'ago 6 viene alternativamente accostato. I ganci 12 sono contrapposti uno all'altro.
La cassa di manovra 1 comprende mezzi di azionamento per comandare attraverso tiranti di manovra 13 lo spostamento dei ganci 12 e degli aghi 6.
Gli aghi 6 presentano una sporgenza 8 di rinforzo aggettante a squadra dell'estremità inferiore del fianco interno ed assialmente estesa per un prefissato tratto dell'ago 6. A cavaliere di questa sporgenza 8 è solidalmente fissato, ad esempio mediante un collegamento a bulloni, un supporto 9 di gancio sostanzialmente conformato a C. Dalla parte inferiore del supporto 9 di gancio si estende, parallelamente all'asse X-X dell'ago 6, un perno 15 attorno al quale il rispettivo gancio 12 è girevolmente supportato.
I ganci 12 si concretano in uno stelo 16 sostanzialmente verticale avente l'estremità 17 superiore girevolmente fissata al perno 15 e l'estremità 18 inferiore associata ad un tirante di manovra 13 mediante un collegamento articolato a snodo sferico. Un rispettivo braccio 19 si estende perpendicolarmente e per un prefissato tratto L dallo stelo 16 del gancio 12 destro e del gancio 12 sinistro verso il contrago 2 destro ed il contrago 2 sinistro rispettivamente. Tali bracci 19 sono posizionati più in basso rispetto alla suola 5 dei contraghi 2 e presentano una porzione 20 di estremità ricurva verso l'alto, in modo che facendo ruotare il gancio 12 dell'ago 6 accosto attorno al perno 15, fino a portarlo nella suddetta posizione di chiusura (fig.4), il gancio 12 possa impegnare il rispettivo contrago 2 abbracciando la suola 5 dello stesso fra l'estremità 17 imperniata dello stelo 16 e la porzione 20 di estremità ricurva del braccio 19. Ciò consente di realizzare l'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 accosto ed il rispettivo contrago 2. La dimensione della porzione 20 di estremità ricurva del braccio 19 è tale per cui ruotando il gancio 12 che si trova nella posizione di chiusura (fig. 4) di un prefissato angolo A attorno al perno 15, nel senso di allontanarlo dalla posizione di chiusura, si ottiene che il gancio 12 libera il contrago 2 e si colloca in una posizione di apertura (fig. 5) in cui è tutto al disotto della suola 5 del contrago 2 cosi da poter traslare al disotto di essa, come risulterà più evidente nel seguito della descrizione .
A ciascun gancio 12 della cassa di manovra 1 è associato in modo angolarmente mobile un elemento a catenaccio 22 azionabile fra una posizione arretrata (fig. 4) ed una posizione avanzata nella quale blocca il gancio 12 dell'ago accosto nella posizione di chiusura (fig. 1), assicurando la fermascambiatura dell'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 accosto ed il rispettivo contrago 2.
Nell'esempio considerato ciascun elemento a catenaccio 22, che nel seguito verrà chiamato catenaccio 22, è girevolmente fissato in posizione centrale ad un perno 21 aggettante dal braccio 19 del gancio 12 parallelamente all'asse X-X dell'ago 6. Il catenaccio 22 presenta superiormente una testa 23 conformata come la porzione 20 di estremità ricurva del gancio 12, mentre l'estremità inferiore 24 è collegata ad un tirante di azionamento 14 che ne comanda la rotazione attorno al perno 21. Nella testa 23 del catenaccio 22 è ricavato un recesso 27 avente un profilo complementare alla suola 5 del contrago 2 ed atto ad impegnarsi con essa quando il gancio 12 è in posizione di chiusura ed il catenaccio 22 viene fatto ruotare dal tirante di azionamento 14 attorno al perno 21 di un prefissato angolo B dalla posizione arretrata (fig. 4) alla posizione avanzata (fig. 1) rispetto al contrago 2. Nella posizione arretrata la testa 23 del catenaccio 22 ricopre la porzione 20 di estremità ricurva del gancio 12 sovrapponendosi ad essa. Il collegamento fra il tirante di azionamento 14 e l'estremità inferiore 24 del catenaccio si concreta in un piolo 25 aggettante perpendicolarmente dal tirante di azionamento 14 nella direzione X-X e scorrevolmente impegnato in un'asola 26 del catenaccio 22. Tale asola 26 permette al catenaccio 22 di effettuare un movimento relativo rispetto al piolo 25, e quindi rispetto al tirante di azionamento 14, che gli consente di seguire il gancio 12 nella rotazione dalla posizione di chiusura (fig. 4) alla posizione di apertura (fig. 5), e viceversa, mantenendo il tirante di azionamento 14 parallelo al tirante di manovra 13.
Gli aghi 6 destro e sinistro sono rigidamente collegati fra loro da un'asta 11, preferibilmente estesa fra i due contrapposti supporti 9 di gancio. Nel caso di deviatoio tallonabìle, l'asta 11 deve poter essere estensibile e può essere del tipo, in sé noto, costituito da due parti collegate di testa mediante una molla cosiddetta a cannocchiale.
I mezzi di azionamento dei tiranti di manovra 13 e dei tiranti di azionamento 14 sono preferibilmente posizionati fra i contraghi 2 e sono fissi rispetto ad essi. Tali mezzi di azionamento comprendono un distributore di manovra 10 avente mezzi motori, ad esempio un motore elettrico, che, agendo su un dispositivo a slitta in sé noto, azionano e controllano lo spostamento contemporaneo dei tiranti di manovra 13 e dei tiranti di azionamento 14. Tale dispositivo a slitta può, ad esempio, essere del tipo a cremagliera e ruota dentata, a vite senza fine o, ancora, può comprendere un dispositivo idraulico a stantuffi. Il distributore di manovra 10 comprende mezzi elastici, non rappresentati nelle figure, che agiscono sui tiranti di azionamento 14 con un prefissato carico elastico nel senso di spingere in posizione avanzata il catenaccio 22 associato al gancio dell'ago 6 che si trova in posizione di chiusura. Il distributore di manovra 10, inoltre, consente ai tiranti di azionamento 14 di compiere una corsa maggiore rispetto a quella dei rispettivi tiranti di manovra 13, così da permettere al catenaccio 22 associato al gancio 12 dell'ago 6 accosto di portarsi rispetto al contrago 2 nella posizione avanzata nella quale il recesso 27 impegna la suola 5 del contrago, solo dopo che il gancio 12 si trova nella posizione di chiusura.
La cassa di manovra 1 comprende ulteriormente dei tiranti di controllo passivi non rappresentati nelle figure e direttamente azionati dagli aghi 6 durante il loro spostamento. Tali tiranti di controllo azionano nel loro spostamento contatti elettrici associati al distributore di manovra 10, consentendo di verificare dopo ogni manovra il corretto posizionamento degli elementi della cassa di manovra, in modo del tutto analogo a quanto avviene nelle casse di manovra di tipo noto .
Il funzionamento della cassa di manovra 1 viene ora di seguito descritto con riferimento ad una configurazione di funzionamento iniziale (fig. 1) in cui l'ago 6 destro è accostato al contrago 2 destro, il rispettivo gancio 12 realizza l'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 accosto ed il contrago 2 ed il catenaccio 22 associato al gancio 12 è ruotato nella posizione avanzata rispetto al contrago 2.
In questa configurazione il gancio 12 dell'ago 6 accosto non può ruotare dal momento che il catenaccio 22 ad esso associato ne contrasta la rotazione agendo fra la suola 5 del contrago 2 ed il perno 21, così da assicurare la fermascambiatura dell'accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il contrago. L'asta 11 che collega fra loro i due supporti 9 di gancio vincola l'ago 6 sinistro, che è discosto dal contrago 2 sinistro, all'ago 6 destro che è accosto al rispettivo contrago 2. All'interno del distributore di manovra 10 i suddetti mezzi elastici agiscono, come precedentemente detto, sul tirante di azionamento 14 del catenaccio 22 dell'ago 6 destro accosto nel senso di mantenerlo in posizione avanzata nella quale il recesso 27 impegna la suola 5 del contrago 2 destro.
Lai manovra per ottenere lo scambio del deviatoio viene comandata dai mezzi motori del distributore di manovra 10 che agendo sul dispositivo a slitta determinano lo spostamento dei tiranti di manovra 13 e dei tiranti di azionamento 14. La manovra di scambio del deviatoio incomincia con uno spostamento del tirante di azionamento 14 del catenaccio 22 dell'ago 6 destro (ago accosto) tale da provocare la rotazione del catenaccio 22 attorno al perno 21 dalla posizione avanzata alla posizione arretrata (fig.5), eliminando il blocco (fermascambiatura) del gancio 12.
Una volta che il catenaccio 12 è stato portato nella posizione arretrata, il distributore di manovra 10 comanda, attraverso il rispettivo tirante di manovra 13, la rotazione del gancio 12 dell'ago 6 destro (accosto) attorno al perno 15, così da portarlo dalla posizione di chiusura (fig. 4) alla posizione di apertura (fig. 5) nella quale non è più in impegno con 11 contrago 2 destro.
Successivamente il distributore di manovra 10 comanda un contemporaneo ed uguale spostamento di entrambi i tiranti di manovra 13 e di entrambi i tiranti di azionamento 14 che determina uno spostamento di entrambi gli aghi 6 verso il contrago 2 sinistro. Quando l'ago 6 sinistro arriva a battuta contro il contrago 2 sinistro, lo spostamento del tirante di manovra 13 del gancio 12 associato all'ago 6 sinistro, diventato adesso ago accosto, prosegue fino ad ottenere una rotazione di tale gancio 12 attorno al perno 15 tale da portarlo nella posizione di chiusura nella quale realizza l'accoppiamento meccanico fra il nuovo ago accosto ed il contrago. La manovra di scambio termina con un ulteriore spostamento del tirante di azionamento 14 del catenaccio 22 associato all'ago 6 sinistro (ago accosto) tale da provocare la rotazione dello stesso catenaccio 22 attorno al perno 21 dalla posizione arretrata alla posizione avanzata nella quale il catenaccio 22 blocca il gancio 12 associato all'ago 6 sinistro in posizione di chiusura (fermascambiatura) . Al termine della manovra di scambio comandata dal distributore di manovra 10, il deviatoio viene a trovarsi in una configurazione di funzionamento opposta a quella iniziale (fig. 1) e non rappresentata nelle figure, nella quale l'ago 6 sinistro è accostato al contrago 2 sinistro, il rispettivo gancio 12 si trova nella posizione di chiusura nella quale realizza l'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 sinistro ed il contrago 2 sinistro ed il rispettivo catenaccio 22 è ruotate nella posizione avanzata rispetto al contrago 2 sinistro, così da garantire la fermascambiatura dell'accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il contrago. L'asta 11 provvede poi a vincolare l'ago 6 sinistro, diventato ago discosto, all'ago 6 destro.
E’ opportuno sottolineare che la rotazione dei ganci 12 dalla posizione dì apertura a quella di chiusura, e viceversa, è consentita dal suddetto collegamento articolato a snodo sferico fra i ganci 12 ed i rispettivi tiranti di manovra 13.
La manovra di scambio da eseguire per riportare il deviatoio nella configurazione di funzionamento iniziale (fig. 1) è sostanzialmente uguale a quella sopra descritta.
Poiché l'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 accosto ed il contrago 2 è realizzato dal gancio 12 è evidente che tutte le sollecitazioni esercitate dal treno sul deviatoio durante l'impegno dello stesso restano concentrati su tale struttura e sui ganci 12 e non sono trasmesse ai tiranti di manovra 13, ai tiranti di azionamento 14 ed alle restanti parti della cassa di manovra, così come non sono trasmessi gli sforzi necessari a vincolare l'ago discosto all'ago accosto. A questo proposito è opportuno sottolineare che anche il catenaccio 22 che assicura la fermascambiatura dell'accoppiamento fra l'ago accosto ed il contrago non risulta essere sollecitato dalle suddette sollecitazioni .
Vantaggiosamente, con la cassa di manovra secondo l'invenzione per ottenere la condizione di intallonabilità del deviatoio è sufficiente interrompere la continuità del collegamento fra i tiranti di azionamento 14 dei catenacci 22 ed il dispositivo a slitta del distributore di manovra 10, dal momento che per quanto precedentemente detto il gancio dell'ago accosto non può essere aperto se prima il rispettivo catenaccio non viene disimpegnato dalla suola del contrago. Così ad esempio nel caso che il collegamento fra ciascun tirante di azionamento 14 e la slitte, del distributore di manovra 10 venga realizzato mediante un collegamento a perni, la suddetta interruzione del collegamento può essere facilmente ottenuta comandando, ad esempio mediante un elettromagnete, il disimpegno di tali perni di collegamento. E' evidente, quindi, che la intallonabilità del deviatoio è ottenuta senza che il distributore di manovra 10 venga ulteriormente sollecitato nel caso si verifichi un tentativo di tallonamento del deviatoio da parte di un treno.
Diversamente, nel caso che il bordino della ruota di un treno talloni il deviatoio quando i tiranti di azionamento 14 sono collegati alla slitta del distributore di manovra 10, l'allungamento dell'asta 11 provoca lo spostamento dell'ago 6 discosto verso il rispettivo contrago 2 determinando lo spostamento dei tiranti di azionamento 14 prima e dei tiranti di manovra 13 dopo. Ciò comporta la rimozione della fermascambiatura e la liberazione dell'ago 6 accosto.
Vengono ora di seguito descritti due differenti esempi di realizzazione della cassa di manovra secondo 1 'invenzione , le cui parti che sono strutturalmente e funzionalmente uguali a corrispondenti parti già descritte non vengono più descritte e sono contraddistinte con gli stessi numeri di riferimento.
Con riferimento alle figure da 6 a 10, con 101 è globalmente indicata una cassa di manovra per un deviatoio di armamento ferroviario uguale a quello precedentemente descritto.
La cassa di manovra 101 comprende per ciascun ago 6 un rispettivo gancio 102. Il gancio 102 è associato all'ago 6 in modo da risultare angolarmente mobile rispetto ad esso da e verso una posizione di chiusura (fig. 9) nella quale impegna il contrago 2 al quale il rispettivo ago 6 viene alternativamente accostato. I ganci 102 sono contrapposti uno all'altro.
La cassa di manovra 101 è dotata di mezzi di azionamento comprendenti il distributore di manovra 10 per comandare attraverso tiranti di manovra 106 lo spostamento dei ganci 102 e degli aghi 6.
A cavaliere di ciascuna sporgenza 8 degli aghi 6 è solidalmente fissato, ad esempio mediante un collegamento a bulloni, un supporto 9 di gancio uguale a quello precedentemente descritto. I due supporti 9 di gancio sono contrapposti e collegati fra loro dall'asta 11 .
I ganci 102 si concretano in uno stelo 103 sostanzialmente verticale avente l'estremità 104 superiore girevolmente fissata al perno 15 del supporto 9 di gancio e l'estremità 105 inferiore associata al rispettivo tirante di manovra 106 mediante un collegamento articolato a snodo sferico. Un rispettivo braccio 107 si estende perpendicolarmente e per un prefissato tratto L dallo stelo 103 del gancio 102 destro e del gancio 102 sinistro verso il contrago 2 destro ed il contrago 2 sinistro rispettivamente. Tali bracci 107 sono più in basso rispetto alla suola 5 dei contraghi 2 e presentano una porzione 108 di estremità ricurva verso l'alto, in modo che facendo ruotare il gancio 102 dell'ago 6 accosto attorno al perno 15, fino a portarlo nella suddetta posizione di chiusura (fig.
9) , il gancio 102 possa impegnare il rispettivo contrago 2 abbracciando la suola 5 dello stesso fra l'estremità superiore 104 imperniata dello stelo 103 e la porzione 108 di estremità ricurva del braccio 107. Ciò consente di realizzare l'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 accosto ed il rispettivo contrago 2. La dimensione della porzione 108 di estremità ricurva del braccio 107 è tale per cui ruotando il gancio 102 che si trova in posizione di chiusura (fig. 9) di un prefissato angolo A attorno al perno 15, nel senso di allontanarlo dalla posizione di chiusura, si ottiene che il gancio 102 libera il contrago 2 e si colloca in una posizione di apertura (fig. 10) in cui è tutto al di sotto della suola 5 del contrago 2 così da poter traslare al di sotto di essa.
Una appendice 109 è aggettante dalla porzione 108 di estremità ricurva del gancio 102 parallelamente alla direzione X-X, mentre una sagoma 110 è fissata al fianco esterno del gambo 4 di ciascun contrago 2 per un tratto assiale del contrago coincidente con quello delle appendici 109. Ciò consente all'appendice 109 del gancio 102 di risultare affacciata alla sagoma 110 del contrago 2 ad una prefissata distanza da essa quando il gancio stesso si trova nella sua posizione di chiusura (fig. 9) in cui impegna il rispettivo contrago 2.
Un supporto 111 di catenaccio è solidalmente associato alla sporgenza 8 di ciascun ago 6 in modo analogo ai supporti 9 di gancio. I supporti 111 di catenaccio dell'ago 6 destro e dell'ago 6 sinistro comprendono un rispettivo braccio 112 che si estende perpendicolarmente all'asse X-X verso il contrago 2 destro e verso il contrago 2 sinistro rispettivamente per un tratto sostanzialmente uguale a quello L del braccio 107. I bracci 112 sono più in basso rispetto alla suola 5 dei contraghi 2. I due supporti 111 di catenaccio sono contrapposti fra loro e sono fissati agli aghi 6 in modo da risultare assialmente posizionati lungo il rispettivo ago 6 in corrispondenza delle appendici 109 e delle sagome 110. In prossimità dell'estremità libera, ciascun braccio 112 dei supporti Ili di catenaccio comprende un'asola 113 estesa lungo il braccio 112 secondo una direzione sostanzialmente perpendicolare all'asse X-X del rispettivo ago 6.
A ciascun supporto 111 di catenaccio della cassa di manovra 101 è associato in modo angolarmente mobile un elemento a catenaccio 114 azionabile fra una posizione arretrata (fig. 9) ed una posizione avanzata nella quale blocca il gancio 102 dell'ago accosto nella posizione di chiusura (fig. 6), assicurando la fermascambiatura dell'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 accosto ed il rispettivo contrago 2.
Nell'esempio considerato ciascun catenaccio 114, che nel seguito verrà chiamato catenaccio 114, è girevolmente supportato in posizione centrale da un perno 116 scorrevolmente impegnato nell'asola 113 del supporto 111 di catenaccio. Il catenaccio 114 presenta un'estremità inferiore 115 collegata ad un'estremità di un tirante di azionamento 118 che ne comanda la rotazione attorno al perno 116. Questo collegamento è realizzato da un piolo 117 aggettante perpendicolarmente dal tirante di azionamento 118 nella direzione X-X e girevolmente inserito in un foro del catenaccio 114. L'altra estremità dei tiranti di azionamento 118 è collegata al distributore di manovra 10 .
Superiormente, il catenaccio 114 comprende un'estremità sagomata 119 atta ad incunearsi fra la sagoma 110 e l'appendice 109 del gancio 102 quando il gancio 102 è in posizione di chiusura ed il catenaccio 114 viene fatto ruotare dal tirante di azionamento 118 attorno al perno 116 di un prefissato angolo B dalla posizione arretrata (fig. 9) alla posizione avanzata (fig. 6), in modo da bloccare il gancio 102 dell'ago 6 accoste nella posizione di chiusura.
Il funzionamento della cassa di manovra 101 è gestito dal distributore di manovra 10 attraverso i tiranti di manovra 106 e di azionamento 118 in modo analogo a quello con cui il distributore di manovra 10 gestisce il funzionamento della cassa di manovra 1 attraverso i tiranti di manovra 13 e di azionamento 14. Nel caso qui considerato della cassa di manovra 101, la fermascambiatura dell'accoppiamento fra l'ago 6 accosto ed il rispettivo contrago 2 è realizzata dall'estremità sagomata 119 del catenaccio 114 che, quando è incuneata fra la sagoma 110 e l'appendice 109 del gancio 102, impedisce al gancio 102 di ruotare attorno al perno 15 dalla posizione di chiusura (fig. 9) alla posizione di apertura (fig. 10).
Anche per la cassa di manovra 101 le sollecitazioni esercitate dal treno sul deviatoio durante l'impegno dello stesso restano concentrate su tale struttura e sui ganci 102 e non sono trasmesse ai tiranti di manovra 106, ai tiranti di azionamento 118 ed alle restanti parti della cassa di manovra, così come non sono trasmessi gli sforzi necessari a vincolare l'ago discosto all'ago accosto.
Con riferimento alle figure da 11 a 13, con 201 è globalmente indicata una cassa di manovra per un deviatoio di armamento ferroviario uguale a quello precedentemente descritto.
La cassa di manovra 201 comprende per ciascun ago 6 un rispettivo gancio 202. Il gancio 202 è associato all'ago 6 in modo da risultare angolarmente mobile rispetto ad esso da e verso una posizione di chiusura nella quale impegna il contrago 2 al quale il rispettivo ago 6 viene alternativamente accostato. I ganci 202 sono contrapposti uno all'altro.
La cassa di manovra 201 comprende mezzi di azionamento per comandare attraverso tiranti di manovra 206 lo spostamento dei ganci 202 e degli aghi 6.
A cavaliere di ciascuna sporgenza 8 degli aghi 6 è solidalmente fissato, ad esempio mediante un collegamento a bulloni, un supporto 9 di gancio uguale a quello precedentemente descritto. I due supporti 9 di gancio sono contrapposti e collegati fra loro dall'asta 11 .
I ganci 202 si concretano in uno stelo 203 sostanzialmente verticale avente un'estremità superiore 204 girevolmente fissata al perno 15 del supporto 9 di gancio ed un'estremità 205 inferiore girevolmente imperniata ad un tirante di manovra 206 sostanzialmente esteso nella direzione X-X. Un rispettivo braccio 207 si estende perpendicolarmente e per un prefissato tratto L dallo stelo 203 del gancio 202 destro e del gancio 202 sinistro verso il contrago 2 destro ed il contrago 2 sinistro rispettivamente. Tali bracci 207 sono più in basso rispetto alla suola 5 dei contraghi 2 e presentano una porzione 208 di estremità ricurva verso l'alto, in modo che facendo ruotare il gancio 202 dell'ago 6 accosto attorno al perno 15, fino a portarlo nella suddetta posizione di chiusura, il gancio 202 possa impegnare il rispettivo contrago 2 abbracciando la suola 5 dello stesso fra l'estremità 204 imperniata dello stelo 203 e la porzione 208 di estremità ricurva del braccio 207. Ciò consente di realizzare l'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 accosto ed il rispettivo contrago 2. La dimensione della porzione 208 di estremità ricurva del braccio 207 è tale per cui ruotando il gancio 202 che si trova in posizione di chiusura di un prefissato angolo A attorno al perno 15, nel senso di allontanarlo dalla posizione di chiusura, si ottiene che il gancio 202 libera il contrago 2 e si colloca in una posizione di apertura in cui è tutto al di sotto della suola 5 del contrago 2 così da poter traslare al di sotto di essa.
Una sagoma 210 è fissata al fianco esterno del gambo 4 di ciascun contrago 2 per un tratto assiale del contrago coincidente con quello della porzione 208 di estremità ricurva del braccio 207. Ciò consente alla suddetta porzione 208 di estremità ricurva del gancio 202 di abbracciare oltre che la suola 5 del contrago 2 anche tale sagoma 210 quando il gancio 210 dell'ago 6 accosto è ruotato nella posizione di chiusura.
I mezzi di azionamento dei tiranti di manovra 206 comprendono un distributore di manovra 211 conformato a parallelepipedo ed esteso secondo una direzione Y-Y perpendicolare ai contraghi 2, ai quali il distributore di manovra 211 è rigidamente collegato. In corrispondenza di ciascun contrago 2, il distributore di manovra 211 comprende rispettive aperture 213 conformate ad asola estese per un prefissato tratto nella direzione Y-Y, dalle quali fuoriescono i tiranti di manovra 206 che, come precedentemente detto, si estendono nella direzione X-X e sono collegati all'estremità inferiore 205 dei ganci 202.
Il distributore di manovra 211 è dotato di mezzi motori, ad esempio un motore elettrico, che, agendo su un dispositivo a slitta in sé noto, azionano e controllano lo spostamento dei tiranti di manovra 206 nella direzione Y-Y. Tale dispositivo a slitta può, ad esempio, essere del tipo a cremagliera e ruota dentata, a vite senza fine o, ancora, può comprendere un dispositivo idraulico a stantuffi.
Per ciascun gancio 201, la cassa di manovra 201 comprende un elemento a catenaccio 212, rispettivamente destro e sinistro, scorrevolmente supportato dal distributore di manovra 211 fra una posizione arretrata ed una posizione avanzata e che nel seguito della descrizione verrà chiamato catenaccio 212. Quando il rispettivo gancio 202 si trova nella posizione di chiusura in cui impegna il contrago 2, il catenaccio 212 impegna il gancio 202 impedendogli di ruotare attorno al perno 15. Ciò consente di garantire la fermascambi atura dell'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 accosto ed il rispettivo contrago 2.
Nell'esempio considerato (fig. 11), ciascun catenaccio 212 si concreta in un'asta a sezione rettangolare scorrevolmente accolta in una sede interna del distributore di manovra 211 estesa nella direzione X-X e non rappresentata nelle figure. Il catenaccio 212 è azionato dal distributore di manovra 211 a scorrere nella suddetta sede da e verso la posizione avanzata nella quale fuoriesce da un'apertura del distributore di manovra 211 per impegnare il rispettivo gancio 202 quando questo è ruotato in posizione di chiusura. Più dettagliatamente, il catenaccio 212 va ad inserirsi con un'estremità 214 in un recesso 209 ricavato nella porzione 208 di estremità ricurva del gancio 202.
E' opportuno precisare che in alternativa a quanto descritto è possibile avere un elemento a catenaccio che pur essendo associato al distributore di manovra 211 è, ad esempio, angolarmente mobile da e verso la posizione avanzata.
La cassa di manovra 201 comprende ulteriormente dei tiranti di controllo passivi non rappresentati nelle figure e direttamente azionati dagli aghi 6 durante il loro spostamento. Tali tiranti di controllo azionano nel loro spostamento contatti elettrici associati al distributore di manovra 211, consentendo di verificare dopo ogni manovra il corretto posizionamento degli elementi della cassa di manovra, in modo del tutto analogo a quanto avviene nelle casse di manovra di tipo noto.
Il funzionamento della cassa di manovra 201 viene ora di seguito descritto con riferimento ad una configurazione di funzionamento iniziale (fig. 12) in cui l'ago 6 destro è accostato al contrago 2 destro ed il gancio 202 dell'ago 2 destro si trova nella posizione di chiusura nella quale realizza l'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 destro accosto ed il contrago 2 destro. La fermascambiatura dell'accoppiamento fra ago accosto e contrago è garantita dal catenaccio 212 destro che avendo la sua estremità 214 impegnata nel recesso 209 blocca il gancio 202 dell'ago 6 destro nella suddetta posizione di chiusura con il contrago 2 destro.
L'asta 11 che collega fra loro i due supporti 9 di gancio vincola l'ago 6 sinistro, che è discosto dal contrago 2 sinistro, all'ago 6 destro che è accosto al rispettivo contrago 2.
La manovra per ottenere lo scambio del deviatoio viene comandata dai mezzi motori del distributore di manovra 211 che agendo sul dispositivo a slitta determinano lo spostamento dei catenacci 212 e dei tiranti di manovra 206. La manovra di scambio del deviatoio incomincia con uno scorrimento del catenaccio 212 destro tale da portare lo stesso dalla posizione avanzata alla posizione arretrata così da eliminare la fermascambiatura dell'accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il contrago.
Una volta ottenuto l'arretramento del catenaccio 212, il distributore di manovra 211 comanda uno spostamento del tirante di manovra 206 collegato al gancio 202 dell'ago 6 destro accosto nella direzione Y-Y verso il contrago 2 sinistro. Tale spostamento determina una rotazione del gancio 202 attorno al perno 15 tale da portarlo dalla posizione di chiusura alla posizione di apertura nella quale non è più in impegno con il contrago 2 destro.
Successivamente il distributore di manovra 211 comanda un contemporaneo ed uguale spostamento di entrambi i tiranti di manovra 206 che determina uno spostamento di entrambi gli aghi 6 verso il contrago 2 sinistro. Quando l'ago 6 sinistro arriva a battuta contro il contrago 2 sinistro, lo spostamento del tirante di manovra 206 del gancio 202 associato all'ago 6 sinistro, diventato adesso ago accosto, prosegue fino ad ottenere una rotazione di tale gancio 202 attorno al perno 15 tale da portarlo nella posizione di chiusura nella quale realizza l'accoppiamento meccanico fra il nuovo ago accosto ed il contrago. La manovra di scambio termina con uno spostamento del catenaccio 212 sinistro dalla posizione arretrata alla posizione avanzata nella quale blocca il gancio 202 associato all'ago 6 sinistro nella posizione di chiusura (fermascambiatura) .
Al termine della manovra di scambio comandata dal distributore di manovra 211, il deviatoio viene a trovarsi in una configurazione di funzionamento (fig.
13) opposta a quella iniziale (fig. 12), nella quale l'ago 6 sinistro è accostato al contrago 2 sinistro, il rispettivo gancio 202 si trova nella posizione di chiusura nella quale realizza l'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 sinistro ed il contrago 2 sinistro ed il catenaccio 212 sinistro è nella posizione avanzata nella quale garantisce la fermascambiatura dell'accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il contrago impedendo al gancio 202 di spostarsi dalla posizione di chiusura. L'asta 11 provvede poi a vincolare l'ago 6 sinistro, diventato ago discosto, all'ago 6 destro.
La manovra di scambio da eseguire per riportare il deviatoio nella configurazione di funzionamento iniziale (fig. 11) è sostanzialmente uguale a quella sopra descritta.
Poiché l'accoppiamento meccanico fra l'ago 6 accosto ed il contrago 2 è realizzato dal gancio 202 è evidente che le sollecitazioni esercitate dal treno sul deviatoio durante l'impegno dello stesso restano concentrate su tale struttura e sui ganci 202 e non sono trasmesse ai tiranti di manovra 206 ed alle restanti parti della cassa di manovra, così come non sono trasmessi gli sforzi necessari a vincolare l'ago discosto all'ago accosto.
Come si può apprezzare da quanto descritto, la cassa di manovra secondo il trovato consente di risolvere il problema di cui si è riferito nella parte iniziale del brevetto.
Un vantaggio della cassa di manovra secondo l'invenzione risiede nel fatto che con essa l'ago accosto è direttamente bloccato al contrago senza la necessità di avere elementi di rinvio che determinano un peggioramento della stabilità dell'accoppiamento meccanico fra l'ago accosto ed il contrago.
Un altro vantaggio della cassa di manovra secondo l'invenzione risiede nel fatto che le sollecitazioni esercitate dal treno sul deviatoio durante l'impegno dello stesso restano concentrate su tale struttura e sui ganci e non vengono trasmesse alle retanti parti della cassa di manovra.
Un altro vantaggio della cassa di manovra secondo l'invenzione risiede nel fatto che essa consente di ottenere la intallonabilità del deviatoi senza che la cassa di manovra venga ad essere sottoposta a ulteriori sollecitazioni .
Un ulteriore vantaggio della cassa di manovra secondo l'invenzione risiede nella semplicità strutturale e di funzionamento della stessa, cosicché essa risulta essere più affidabile ed economicamente più conveniente rispetto alle casse di manovra attualmente impiegate.
Ovviamente un tecnico del ramo, allo scopo di soddisfare esigenze contingenti e specifiche, potrà apportare numerose modifiche e varianti alla cassa di manovra sopra descritta, tutte peraltro contenute nell'ambito di protezione dell'invenzione quale definito dalle seguenti rivendicazioni.
Claims (15)
- RIVENDICAZIONI 1. Cassa di manovra per comandare un ago (6) da e verso un contrago (2) di un deviatoio di armamento ferroviario, del tipo comprendente un gancio (12;102;202) associato all'ago (6) e mobile da e verso una posizione di chiusura in cui impegna il contrago (2) per realizzare un accoppiamento meccanico fra l'ago (6) accosto ed il contrago (2), e mezzi di azionamento (10;211) per comandare lo spostamento dell'ago (6) e del gancio (12;102 ;202), caratterizzato dal fatto di comprendere un elemento a catenaccio (22;114; 212) azionabile fra una posizione arretrata ed una posizione avanzata in cui blocca il gancio (12;102;202) in detta posizione di chiusura, garantendo la fermascambiatura dell'accoppiamento meccanico fra l'ago (6) accosto ed il rispettivo contrago (2).
- 2. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 1, comprendente un tirante di manovra (13;106; 206) collegante il gancio (12;102;202) a detti mezzi di azionamento (10;211).
- 3. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 1, comprendente un tirante di azionamento (14;118) collegante detto elemento a catenaccio (22;114) a detti mezzi di azionamento (10).
- 4. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 4 o 5, in cui detti mezzi di azionamento comprendono un distributore di manovra (10).
- 5 . Cassa di manovra secondo la rivendicazione 1, in cui l'elemento a catenaccio (22) è associato in modo mobile al gancio (12).
- 6. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 5, in cui il gancio (12) è collegato al rispettivo ago (6) in modo angolarmente mobile ed in cui l'elemento a catenaccio (22) è associato al gancio (12) in modo angolarmente mobile.
- 7 . Cassa di manovra secondo la rivendicazione 5 o 6, in cui l'elemento a catenaccio (22) comprende un recesso (27) per impegnare una suola del contrago (2) ed è collegato ad un tirante di azionamento (14).
- 8. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 1, in cui l'elemento a catenaccio (114) è associato in modo mobile al rispettivo ago (6).
- 9. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 8, in cui : - al fianco del contrago (2) opposto all'ago (2) è fissata una sagoma (110), - il gancio (102) è collegato all'ago (6) in modo angolarmente mobile e comprende un'appendice (109) che risulta affacciata a detta sagoma (110) quando il gancio (102) è in detta posizione di chiusura, e - l'elemento a catenaccio (114) è collegato ad un tirante di azionamento (118) e comprende un'estremità sagomata (119) atta ad incunearsi fra detta sagoma (110) e detta appendice (109) quando l'elemento a catenaccio (114) è in detta posizione avanzata per impedire il disimpegno del gancio (202) dal contrago (2) .
- 10. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 1, in cui l'elemento a catenaccio (212) è associato in modo mobile ad un elemento (211) fisso rispetto ai contraghi (2) .
- 11. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 10, in cui detto elemento (211) comprende una guida nella quale l'elemento a catenaccio (212) è scorrevolmente supportato fra la posizione arretrata e la posizione avanzata nella quale impegna il gancio dell'ago (6) accosto bloccandolo nella sua posizione di chiusura.
- 12. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 11, in cui detto elemento è un distributore di manovra (211) atto ad azionare lo spostamento dell'elemento a catenaccio (212) e del gancio (202).
- 13. Cassa di manovra secondo la rivendicazione 11, in cui il gancio (202) è collegato all'ago (6) in modo angolarmente mobile.
- 14. Deviatoio di armamento ferroviario del tipo comprendente due aghi (6) destinati ad essere alternativamente accostati a rispettivi contraghi (2), caratterizzato dal fatto che ad esso è associata una cassa di manovra (1;101;201) secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni comprendente per ciascun ago (6) un gancio (12;102;202) ed un rispettivo elemento a catenaccio (22;114;212) .
- 15. Deviatoio di armamento ferroviario secondo la rivendicazione 14, comprendente un'asta (11) di collegamento fra i due aghi (6),
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| IT96MI001435A IT1283425B1 (it) | 1996-07-11 | 1996-07-11 | Cassa di manovra per un deviatoio di armamento ferroviario |
Applications Claiming Priority (1)
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Publications (3)
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| ITMI961435A0 ITMI961435A0 (it) | 1996-07-11 |
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Family Applications (1)
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1996
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| IT1283425B1 (it) | 1998-04-21 |
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