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ITMI950037A1 - Procedimento ed impianto per la preparazione di mangimi con additi- vi, per l'allevamento zootecnico - Google Patents

Procedimento ed impianto per la preparazione di mangimi con additi- vi, per l'allevamento zootecnico Download PDF

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ITMI950037A1
ITMI950037A1 IT95MI000037A ITMI950037A ITMI950037A1 IT MI950037 A1 ITMI950037 A1 IT MI950037A1 IT 95MI000037 A IT95MI000037 A IT 95MI000037A IT MI950037 A ITMI950037 A IT MI950037A IT MI950037 A1 ITMI950037 A1 IT MI950037A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
additives
emulsion
product
added
products
Prior art date
Application number
IT95MI000037A
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English (en)
Inventor
Roberto Amosso
Original Assignee
Brenno S R L
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Filing date
Publication date
Application filed by Brenno S R L filed Critical Brenno S R L
Priority to ITMI950037A priority Critical patent/IT1272885B/it
Publication of ITMI950037A0 publication Critical patent/ITMI950037A0/it
Publication of ITMI950037A1 publication Critical patent/ITMI950037A1/it
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Abstract

Il presente trovato ha come oggetto un procedimento ed un impianto, per la preparazione di mangimi con additivi per l'allevamento zootecnico, caratterizzato dal fatto che esso prevede di emulsionare l'additivo o gli additivi con albumina in un rapporto prefissato, nel miscelare l'emulsione, così' ottenuta, con il prodotto od i prodotti da additivare, e nel provocare la coagulazione della matrice proteica dell'emulsione, per il fissaggio dell'additivo, o degli additivi, al prodotto od ai prodotti da additivare.

Description

DESCRIZIONE dell’Invenzione Industriale avente per titolo:
"PROCEDIMENTO ED IMPIANTO PER LA PREPARAZIONE DI MAN-GIMI CON ADDITIVI, PER L’ALLEVAMENTO ZOOTECNICO”
D E S C R I Z I O N E
Il presente trovato ha come oggetto un procedimento e un impianto per la preparazione di mangimi con additivi, per l’allevamento zootecnico.
Come è noto, l’allevamento zootecnico utilizza, per l’alimentazione degli animali, mangimi composti integrati, che vengono preparati o in mangimifici industriali o in situ, ricorrendo a materie prime ed integratori, opportunamente miscelati.
L’industria mangimistica svolge sostanzialmente una attività di miscelazione.
In tutti i casi che in pratica sì presentano, il cantiere di lavoro è costituito: da celle o silos di stoccaggio delle materie prime, sistemi di trasporto, mulino, punto di miscelazione eventualmente dotato di pellettatrice, confezionamento e sistema di stoccaggio del prodotto finito.
Tale produzione viene poi immagazzinata in allevamento e distribuita alla bocca dell’animale con ulteriore catena di trasporto.
In questo procedimento, che, data la tendenza a concentrare le produzioni, coinvolge rilevanti quantità dì materiali, l’obiettivo è quello di fornire all’animale un prodotto di qualità costante, perfettamente rispondente all’analisi dichiarata in cartellino e la cui manipolazione non costituisca problema per l’utente.
Troppo spesso questo obiettivo è difficile da ottenere, per una serie di implicazioni negative, legate alla tipologìa degli impianti di produzione e alle caratteristiche chimico-fìsiche dei materiali impiegati.
In pratica, un mangime è costituito da due componenti: le materie prime alimentari, che apportano i principi nutritivi, ovvero zuccheri, amidi, proteine, grassi, minerali, e che vengono impiegate in rapporto al totale in percentuali rilevanti; la loro omogenea dispersione all’interno di un formulato non costituisce particolare problema.
La seconda componente è costituita dai micronutrienti e dagli additivi, generalmente assemblati in una premiscela, che contiene vitamine, oligoelementi, micronutrienti ed antibioticichemioterapici.
Sia nel caso che vengano aggiunti direttamente al mangime, o tramite appositi integratori preparati dall’industria integratoristica, è oltremodo importante che questi principi attivi restino unifor— memente distribuiti nell’alimento e non si disperdano nell’ambiente.
Questa esigenza costituisce uno dei maggiori problemi dell’industria di produzione di alimenti per la zootecnica.
Oltre alla responsabilità del produttore dì avere sul mercato prodotti, i cui contenuti, in caso di cattiva miscelazione, non sono piu’ rispondenti al cartellino, occorre considerare che buona parte degli additivi presi in considerazione sono tossici e, conseguentemente, inquinanti e che la loro dispersione nell’ambiente è dannosa, oltre che per gli animali allevati, anche per gli operatori, che con queste sostanze vengono in contatto.
Per questo motivo, sono previste apposite norme, che fissano i livelli massimi consentiti negli ambienti di lavoro, sìa a livello industria, sìa a livello allevamento, di ciascun additivo; tali norme fissano le quantità massime, tollerabili nell’aria, e le concentrazioni limite relative, negli effluenti e nei rifiuti emessi dagli impianti.
L’attitudine di ogni principio attivo a disperdersi nell’ambiente è direttamente correlata al suo grado di polverulenza ed è determinata attraver— so un apposito test, denominato test di Eubach.
Il grado di polverulenza è influenzato da una serie di parametri chimico-fisici, che vanno dal peso specifico del principio attivo alla dimensione delle particelle di cui è composto, all’attitudine delle stesse a caricarsi elettrostaticamente.
Da quanto finora esposto, risulta evidente come sia complesso il problema, nell’ambito della produzione industriale del mangimificio, di mantenere omogenee, in ogni loro parte, formulazioni, le cui componenti sono diversissime per il livello di comparizione, granulometria e peso specifico e, contemporaneamente, di evitare l’inquinamento ambientale e l’inquinamento delle lavorazioni successive, con impianti, i cui sistemi di trasporto e di miscelazione sono sostanzialmente stati studiati solo in funzione del rendimento operativo.
I principi attivi con spiccata tossicità specifica e con attitudine all’inquinamento ambientale, per polverosità o comportamento elettrostatico, sono utilizzati a basso dosaggio nel mangime, a partire generalmente da un intermedio, l’integratore, nel quale la loro concentrazione è regolata per legge-Attualmente, la legge regolamenta soltanto le quantità ammesse, dei singoli principi attivi, all’interno della produzione, come inquinante nell'ambiente.
Il compito che si propone il presente trovato è quello di risolvere il problema sopra esposto, studiando un procedimento, per la preparazione di mangimi con additivi per l’allevamento zootecnico, che consenta di ottenere una miscelazione con rapporto costante tra additivi e prodotti da additivare, non alterabile durante il trasporto o lo stoccaggio del prodotto, successivamente alla sua miscelazione.
Piu’ precisamente, il suddetto procedimento, oltre a vincolare l’additivo o gli additivi al prodotto da additivare, in modo da escludere con sicurezza una dispersione degli additivi, successivamente alla miscelazione, deve escludere la possibilità, per l’additivo o gli additivi, di demiscelarsi e di accumularsi nei punti morti degli impianti di miscelazione e trasporto.
Il compito sopra esposto, nonché gli scopi accennati ed altri, che saranno meglio evidenziati in seguito, vengono ottenuti con un procedimento, per la preparazione di mangimi con additivi, per l’allevamento zootecnico, caratterizzato dal fatto che esso consiste nell'emulsionare l’additivo, o additivi, con albumina, in rapporto prefissato, nel miscelare l’emulsione, cosi’ ottenuta, con il prodotto, o i prodotti, da additivare e nel provocare la coagulazione della matrice proteica dell’emulsione, per il fissaggio dell’additivo, o additivi, al prodotto, o prodotti, da additivare.
Per l’esecuzione del procedimento secondo il presente trovato viene utilizzato un impianto, caratterizzato dal fatto di comprendere un emulsionatore, alimentato con albumina e con un additivo, o additivi, per produrre una emulsione di additivo, o additivi, e di albumina, ed un miscelatore, alimentato con la predetta emulsione e con il prodotto, o prodotti, da additivare.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente evidenziati dalla descrizione di una forma di esecuzione preferita, ma non esclusiva, del procedimento, nonché dell’impianto per la sua realizzazione, secondo il trovato, illustrati a titolo indicativo, ma non limitativo, nei disegni allegati, in cui la figura 1 illustra, schematicamente, un impianto per l’esecuzione del procedimento secondo il trovato.
In pratica, il procedimento consiste sostanzialmente: nel prelevare il principio attivo a rischio, o l’insieme dei principi attivi, costituenti l’additivo o additivi, che si vogliono trattare, con le opportune precauzioni di manipolazione, nell'emulsionare a freddo, con un rapporto prestabilito, dipendente dal peso specifico e dalle caratteristiche chimiche, con albumina pastorizzata, preferibilmente con un rapporto tra l’additivo, o additivi, e l’albumina sostanzialmente compresi tra 1 e 5.
Successivamente, l’emulsione cosi’ ottenuta, amalgamata in modo perfettamente omogeneo, viene immessa in un miscelatore, nel quale viene immesso anche il prodotto, o prodotti, da additivare, che costituiscono il supporto vegetale, idoneo per granulometrìa e peso specifico, preferìbilmente con un rapporto emulsione/prodotto da additivare compreso tra 1/10 e 3/10.
La miscelazione viene, quindi, continuata portando il sistema ad una temperatura predeterminata, sostanzialmente compresa tra 30°C e 110°C, in funzione della resistenza al calore dei principi attivi che si trattano e della necessità dì avere una coagulazione piu’ o meno spinta della matrice proteica dell’emulsione, da cui sono avvolti, in modo da attuare il fissaggio dell’additivo, o additivi, sul prodotto da additivare.
Ad essiccazione avvenuta, il prodotto finito risultante, contenente una percentuale nota del o dei principi attivi, è pronto per essere impiegato, senza problema alcuno, per la manipolazione successiva.
Per l’esecuzione del procedimento, secondo il presente trovato, viene utilizzato un impianto, che comprende un emulsionatore 1, costituito sostanzialmente da un contenitore 2, all’interno del quale è disposta una girante 3 ad asse verticale, provvista di una pluralità di pale 4; la girante 3 è azionata con moto rotatorio intorno al suo asse da un gruppo motoriduttore 5.
In prossimità del fondo del contenitore 2, è previsto uno scarico 6, che è collegato all’alimentazione dì un dispositivo di pompaggio 7, connesso con la sua mandata ad una pluralità di ugelli di spruzzatura 8, disposti internamente ad un miscelatore 9.
Il miscelatore 9 si compone sostanzialmente di un contenitore 10, all’interno del quale è disposta un agitatore 11, ad asse orizzontale, che viene azionato mediante un gruppo motoriduttore 12.
Il miscelatore 9 è collegato ad un condotto di immissione 13 e ad un condotto di uscita 14, attraverso i quali viene posta in circolazione, all’interno del miscelatore 9, una quantità di vapore idonea a portare la temperatura interna del miscelatore ad un valore sostanzialmente compreso tra 30’C e 110°C, per provocare la coagulazione della matrice proteica dell’emulsione, in modo da attuare il fissaggio dell’additivo, o additivi al prodotto, o prodotti, da additivare.
Con il numero di riferimento 15 si è indicato il condotto, attraverso il quale viene immesso nel miscelatore 9 il prodotto, o i prodotti, secco da addìtivare, mentre con il numero di riferimento 16 si è indicato lo scarico del prodotto additivato.
Da quanto descritto in precedenza e dall’analisi dei disegni allegati, risulta evidente come il trovato raggiunga pienamente gli scopi proposti.
In particolare, si desidera sottolineare il fatto che, con il procedimento secondo il presente trovato, il principio attivo, o i principi attivi, che costituiscono l’additivo, o gli additivi, restano ancorati in modo stabile al prodotto da additivare, tramite la matrice proteica dell’albumina, che, in funzione del trattamento termico subito, li rilascerà durante il processo di digestione.
In questo modo, risulta praticamente evitata la possibilità, per i principi attivi cosi’ trattati, di separarsi dal prodotto e conseguentemente dal mangime finito, durante le successive lavorazioni, come, ad esempio, durante le cadute dello stesso nei sistemi di trasporto.
Risulta inoltre evitata, anche per principi attivi particolarmente problematici, la possibilità dì demiscelarsi e di accumularsi nei punti morti degli impianti di miscelazione e di trasporto.
L’inquinamento delle lavorazioni successive resta, pertanto, fortemente contenuto, e quello ambientale praticamente azzerato.
Il procedimento secondo il presente trovato ha, inoltre, il vantaggio di poter essere facilmente applicato a qualunque tipo di produzione e di avere un costo di intervento particolarmente contenuto.
Il procedimento, nonché l’impianto per la sua esecuzione, cosi’ concepiti, sono suscettibili di numerose varianti e modifiche, tutte rientranti nell’ambito del concetto inventivo.
Inoltre, tutti i dettagli potranno essere sostituiti da altri elementi, tecnicamente equivalenti.

Claims (12)

  1. R I V E N D I C A Z I O N I 1. Procedimento per la preparazione di mangimi con additivi, per l’allevamento zootecnico, caratterizzato dal fatto che esso consiste nell'emulsionare l’additivo, o additivi, con albumina, in rapporto prefissato, nel miscelare l’emulsione, cosi’ ottenuta, con il prodotto, o i prodotti, da additìvare, e nel provocare la coagulazione della matrice proteica dell’emulsione, per il fissaggio dell’additivo, o additivi, al prodotto, o prodotti, da additivare .
  2. 2. Procedimento, come alla rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che l’emulsione dell’additivo, o additivi, con albumina viene eseguita a freddo, e viene utilizzata albumina pastorizzata.
  3. 3. Procedimento, come alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il rapporto in peso tra additivo, o additivi, e albumina è sostanzialmente compreso tra 1 e 5.
  4. 4- Procedimento, come ad una o piu’ rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la miscelazione della emulsione con il prodotto, o i prodotti da additìvare viene effettuata mediante spruzzatura della suddetta emulsione sul prodotto, o prodotti, da additivare, in un miscelatore.
  5. 5. Procedimento, come ad una o piu’ rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la coagulazione viene ottenuta, riscaldando la miscela di prodotto o prodotti da additivare e la suddetta emulsione, ad una temperatura sostanzialmente compresa fra 30°C e 110°C.
  6. 6. Procedimento, come ad una o piu’ rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il rapporto tra la suddetta emulsione e il prodotto od i prodotti da additivare è sostanzialmente compreso tra 1/10 e 3/10.
  7. 7. Impianto per la produzione di mangimi con additivi, per l’allevamento zootecnico, caratterizzato dal fatto di comprendere un emulsionatore, alimentato con albumina e un additivo, o additivi, per produrre un’emulsione di additivo, o additivi, e di albumina, ed un miscelatore, alimentato con la predetta emulsione e con il prodotto od i prodotti da additivare.
  8. 8. Impianto, come alla rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che il miscelatore è provvisto di mezzi di riscaldamento, per la coagulazione dell’emulsione sul prodotto o sui prodotti da additivare.
  9. 9. Impianto, come alle rivendicazioni 7 e 8, caratterizzato dal fatto che i mezzi di riscaldamento comprendono erogatori di vapore, internamente al miscelatore.
  10. 10. Impianto, come ad una o piu’ rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi per la spruzzatura dell’emulsione internamente al miscelatore.
  11. 11. Impianto, come ad una o piu’ rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere un dispositivo di pompaggio, collegato all’emulsionatore e che alimenta ugelli dì spruzzatura, posti internamente al miscelatore.
  12. 12. Procedimento e impianto, per la preparazione di mangimi con additivi, per l’allevamento zootecnico, come ad una o piu’ rivendicazioni precedenti, il tutto, in sostanza, come piu’ ampiamente descritto ed illustrato e per gli scopi specificati.
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