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ITBO930300A1 - Rullo d'avvolgimento, in particolare per strutture di macchine utensili o simili unita' operatrici. - Google Patents

Rullo d'avvolgimento, in particolare per strutture di macchine utensili o simili unita' operatrici. Download PDF

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Publication number
ITBO930300A1
ITBO930300A1 IT000300A ITBO930300A ITBO930300A1 IT BO930300 A1 ITBO930300 A1 IT BO930300A1 IT 000300 A IT000300 A IT 000300A IT BO930300 A ITBO930300 A IT BO930300A IT BO930300 A1 ITBO930300 A1 IT BO930300A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
shaft
spring
support
springs
winding roller
Prior art date
Application number
IT000300A
Other languages
English (en)
Inventor
Giorgio Tabellini
Original Assignee
Pei Protezioni Elaborazioni
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Pei Protezioni Elaborazioni filed Critical Pei Protezioni Elaborazioni
Priority to ITBO930300A priority Critical patent/IT1263592B/it
Publication of ITBO930300A0 publication Critical patent/ITBO930300A0/it
Publication of ITBO930300A1 publication Critical patent/ITBO930300A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1263592B publication Critical patent/IT1263592B/it
Priority to US08/724,060 priority patent/US5775619A/en

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Classifications

    • EFIXED CONSTRUCTIONS
    • E06DOORS, WINDOWS, SHUTTERS, OR ROLLER BLINDS IN GENERAL; LADDERS
    • E06BFIXED OR MOVABLE CLOSURES FOR OPENINGS IN BUILDINGS, VEHICLES, FENCES OR LIKE ENCLOSURES IN GENERAL, e.g. DOORS, WINDOWS, BLINDS, GATES
    • E06B9/00Screening or protective devices for wall or similar openings, with or without operating or securing mechanisms; Closures of similar construction
    • E06B9/56Operating, guiding or securing devices or arrangements for roll-type closures; Spring drums; Tape drums; Counterweighting arrangements therefor
    • E06B9/60Spring drums operated only by closure members

Landscapes

  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Structural Engineering (AREA)
  • Architecture (AREA)
  • Civil Engineering (AREA)
  • Winding Of Webs (AREA)
  • Operating, Guiding And Securing Of Roll- Type Closing Members (AREA)
  • Perforating, Stamping-Out Or Severing By Means Other Than Cutting (AREA)

Description

D E S C R I Z I O N E
RULLO D'AVVOLGIMENTO, IN PARTICOLARE PER STRUTTURE PRO-TETTIVE DI MACCHINE UTENSILI O SIMILI UNITA' OPERATRICI,
Il presente trovato concerne un rullo d?avvolgimento, in particolare per strutture protettive di macchine utensili o simili unit? operatrici, e pid precisamente per quelle strutture di protezione quali teli, serrande, tappeti e similari, utilizzate per proteggere e riparare guide di scorrimento o altre parti di tali macchine in alternativa ad altri tipi di protezioni quali, ad esem-pio, quelle a soffietto.
Queste strutture di protezione si sviluppano solita-mente lungo un riiano e scorrono lungo opportuni mezzi di guida lungo zone ad area variabile, variando la loro conformazione in funzione di corrispondenti posizionamenti delle parti mobili della macchina che equipaggiano ed a cui sono fissate con una loro estremit?. Esse passano, quindi, da una prima posizione, nella quale sono avvolte intorno al rullo disposto perpendicolare alla loro direzione di svolgimento, ad una seconda posizione nella qua le sono sbobinate daiIlo stesso, per proteggere, per un'a rea pari alla loro estensione relativa alla configurazio ne assunta dopo lo svolgimento, corrispondenti zone dell macchina. La loro estremit? libera ? infatti, come sopr accennato, fissata alla parte mobile della macchinai ch scorre sulle guide da proteggere, mentre l'altra estremi t? ? avvolta attorno ad un elemento di supporto cilindri co , quale il rullo.
Il loro svolgimento dal rullo avviene dunque in se guito ad una trazione delle strutture di protezione stes se operata dalle parti mobili a cui sono fissate che s allontanano dal rullo stesso, mentre l'avvolgimento in torno a quest'ultimo, che avviene quando la parte mobile ritorna verso la sua posizione originaria, ? comandato d organi motori di vario tipo agenti direttamente sul rullo, che risulta quindi condotto secondo un moto rotatori inverso a quello di svolgimento e tale da far avvolgere sulla sua superficie esterna la struttura protettiva. I campo tecnico relativo al presente trovato ? quello de rulli il cui avvolgimento ? comandato da organi motori In rulli di questo tipo l'organo motore ? generalmente costituito da una molla elicoidale, coassialmente calzata su un albero di supporto del rullo stesso e che risulta disposto perpendicolarmente alla direzione di avvolgimento e svolgimento della struttura avvolgibile di protezione che, in seguito,, verr? definita per semplicit? tappeto ? Esternamente alla molla, anch esso coassialmente cal?
contenimento degli organi motori (in questo caso, la mol? la) chiuso alle estremit? da due "tappi costituiti da una coppia di boccole, una per ogni estremit? del cilindro di contenimento, attraversate dall'albero stesso, con possibilit? di ruotare, che costituiscono le testate del rullo
La molla in una sua estremit? ? fissata ad una delle due boccole, mentre con l 'altra estremit? ? fissata su un supporto solidale all'albero.
Il tappeto ? fissato sulla superficie esterna del cilindro, e fa eseguire allo stesso delle-; rivoluzioni in seguito al proprio svolgimento, realizzato dai sopradetti organi di trascinamento, in corrispondenza di funzioni riparative della marchina a cui la struttura di protezione ?; associata.
Durante lo svolgimento del tappeto- precedentemente avvolto attorno al cilindro esterno. quest'ultimo ? costretto a ruotare attorno all?albero di supporto. e la molla subisce una torsione attorno al suo asse accumulando energia. In pratica durante tale fase la molla si comporta come antagonista allo svolgimento del tappeto dal cilindro stesso e si carica- Infatti essa con una sua e? streniit? segue il mo viment o rota torio del c ilindro perch? ad esso associata in corrispondenza di una delle due boccole, e con l'altra resta fissa solidale all'albero in corrispondenza del supporto calettato. In pratica, la molla, ad ogni rivoluzione completa (360?) del cilindro esterno aumenta di una unit? il numero delle sue spire, compattandosi , e diminuisce, almeno nella sua sona attiva, il proprio diametro, essendo la boccola ed il supporto mantenuti a distanza fissa tra loro.
Una volta terminata la corsa della parte mobile delia macchina nel senso di trascinamento del tappeto, 15 zione elastica della molla alla torsione subita, l'energia elastica accumulata, tende a richiamare il lo in senso opposto a quello seguito nella fase di svolgimento del tappeto, ed in questa fase la molla si coniporta attivamente come un "motore?. In questo modo nel momento in cui la parte mobile della macchina si muove nel senso opposto a quello di prima, la molla fa riavvolgere il tappeto con un ritorno del rullo alla posizione in cui il tappeto risulta avvolto intorno alla superficie esterna del rullo stesso.
I rulli a molla di tipo noto, fino ad ora utilizzati, anche se realizzativamente pi? elementari di quelli utilizzanti organi motori di tipo differente, presentano alcuni inconvenienti che ne hanno limitato l?utilizzazione.
Uno degli inconvenienti presentati ? dovuto al fatto che una gran parte dei tappeti di protezione si estende maggiormente in lunghezza, con un rapporto lunghezza/larghezza molto elevato: si hanno perci?,dei tappeti relativamente stretti e lunghi. Per questo motivo, la lunghezza del cilindro che ? sostanzialmente pari alla larghezza del tappeto, consente l'alloggiamento di una inolia di lunghezza relativamente contenuta Perci? risulta impossibile o quantomeno poco funzionale -far avvolgere un tappeto di lunghezza notevole sottoponendolo ad una trazione adeguata, sia per la quantit? di -forza in senso assoluto applicata, sia per la distribuzione della stessa nel tempo., o meglio sul numero di giri disponibili.
Equipaggiando il rullo con una molla relativamente corta per eseguire operazioni di avvolgimento di tappeti di una certa lunghezza, o comunque di un certo peso, occorre una molla realizzata con un filo di notevole diame? tro. Questo comporta che la stessa, oltre ad avere una elevata costante elastica, ? realizzata con un relativamente piccolo numero di spire, per cui ad ogni giro del cilindro corrisponde un notevole caricamento della molla.
A questo punto ? indispensabile fare una precisazione che ci consentir? rii capire meglio ? concetti che svilupperemo in seguito. Durante la sua rotazione nei modi sopra! descritti, la molla passa da una configurazione di quasi completa "scarica" ad una configurazione di quasi completa "carica", utiliziamo il quasi perch? difficilmente si arriva totalmente alle due configurazioni dinamiche estreme. E chiaro quindi che man mano che .la molla ruota su se stessa la sua forza antagonista a tale rotazione si fa sempre pi? grande, cos? come aumenta di conseguenza la sua forza di richiamo. Supponiamo che una molisi, per passare risiile due configurazioni sopir? enunciate, possa compiere un numero di giri uguale ad n. Dunque la forza con cui la .molla richiamer? il tappeto ad avvolgersi attorno al cilindro esterno sar? maggiore in corr ispondenza della sua corrfiguraz ione coincidente ad n giri, e sar? minore nella sua configurazione coincidente ad ?/2 giri. Tale forza varia secondo un? legge funzione dei parametri costruttivi della molla stessa ad esempio la costante elastica e la sua lunghezza, funzione loro volta del materiale utilizzato e della sezione del, filo con cui viene realizzata la inolia stessa. Dunque la forza di richiamo nel.caso di uria molla realizzata con filo a sezione "grande" passa dal valore mini,?no al valore massimo con un relativo piccolo inumer? n di giri, e quindi a parit? di sezione di filo per poter far compiere pi? giri alla molla bisogna dotarla di pi? spire e quindi aumentare la sua lunghezza assiale.
Con una molla di tale genere si rende cosi,oltrernodo difficile l'ottenimento di una reazione elastica costante dall'inizio alla fine dell'avvolgimento. Infatti sia la freccia elastica, cio? il cedimento che presenta una molla sotto l?azione di una forza nella direzione della foi? za stessa, sia il lavoro di deformazione sono proporzionali, dunque, al numero di spire della molla.
E' evidente quindi che l?uso di rivolle con sezioni di filo "grande" oppure relativamsnte assialmente corte, costringono l'utilizzatone ad utilizzarle quasi all'estremo della loro deformabilit? e si possono ottenere degli ef fetti di svergolamento della molla stessa.
Non ci seordiamo infatti che tali tipi di molle, uti? lizzate come elementi di richiamo, hanno un buon funzionamento se funzionano a pacco , cio? con le spire sempre sostanzialmente a contatto tra loro.
Oltre a ci?, ? utile sottolineare che l'utilizzo di una unica molla realizzata con un filo d? grosso diametro per consentire l'ottenimento di una buona costante elastica, e allo stesso tempo presentante lunghezza limitata, obbliga a sfruttare completamente la dinamicit? della molla stessa, nel senso che al numero di giri n, corrispondente alla totale estensione della stessa, corrisponde il numero massimo di giri consentiti.
In questo modo si ha una distribuzione delie forze di reazione elastica ripartita in un intervallo di giri nel quale la differenza di forza ottenibile tra l'inizio e la fine dell'erogazione della forza di reazione ? notevole e non consente una sua costante distribuzione lungo tutto l'avvolgimento del tappeto. Questo inconveniente ? particolarmente rilevante in alcune macchine, quali quelle di misura, nelle quali una forza molto differenziata tra i? nizio e fine avvolgimento del tappeto pu? influire sulla funzionalit? della macchina stessa, essendo il tappeto di protezione interagente con parti della macchina, come, ad esempio, i montanti, estremamente sensibili a variazioni non costanti della forza.
Lo scopo del presente trovato ? pertanto quello di e? limonare gli inconvenienti ora menzionati.
Il trovato quale esso ? caratterizzato datile rivendicazioni, risolve il problema affrontato con un rullo di avvolgimento, in particolare per strutture avvolgibili di protezione per macchine utensili o simili unit? operate :ici comprendente un albero di supporto supportante alle opposte estremit? due boccole di supporto di un elemento tubolare esterno di contenimento del eletto albero e destinato a formare elemento di sostegno della detta struttura avvolgibile ad esso fissata con una sua estremit?,, un organo motore atto a richiamare il detto rullo facendo ruotare il detto elemento tubolare intorno all'albero nel senso opposto a quello seguito durante lo svolgimento della detta struttura avvolgibile. e costituito da una molla elicoidale, calzata sul detto albero e fissata con Q una estremit? ad un primo supporto calettato sul dett albero e con l'altra estremit? ad un secondo supporto girevolmente montato, senza possibilit? di se:orrimento assiale, sul detto albero e solidale al detto elemento tubolare, cos? che a seguito della rotazione di detto rullo nel senso di svolgimento della detta struttura dall 'elemento tubolare corrisponde un precaricamento di detta molla elicoidale attorno al detto albero, il quale si caratterizza per il fatto che l'organo motore ? costituito da almeno due molle elicoidali tra loro distinte ma cooperanti, coassialmente calzate sul detto albero e le; cui estremit? sono stabilmente fissate su corrispondenti distinte sedi presentate dai detti primo e secondo sup-? porto.
L'idea di soluzione di dotare il rullo di pi? molle.
in alternativa ad una unica, consente di utilizzare molle realizzate con fili di sezione ridotta per ottenere gli stessi effetti dinamici, o meglio la stessa forza di richiamo una volta che la molla ? stata precaricata facendola ruotare attorno al suo asse tenendo ferma una sua e? stremi t? e ruotando l'altra. In pratica la stessa forza di richiamo che si otteneva con una unica molla viene nei caso suddivisa tra le due molle (nel caso particolare in cui le molle sono due). Da ci? ne consegue che, per unit? di lunghezza, e quindi su uno stesso albero di uguale lunghezza, ogni singola molla con filo di sezione ridotta rispetto al caso della molla unica, presenta un numerti maggiore di spire, rispetto alla molla con filo di sezione maggiore. Dunque per ogni singola molla la forza di reazione elastica corrispendente alla energia accumulata, a parit? di numero di giri eseguito durante la sua rotazi one su se stessa sar? minore rispetto la forza di reazione di una molla con sezione di filo maggiore, ma la forza di richiamo che viene applicata da parte del rullo sul tappeto durante il suo riavvo1g imento sul cilindro sistem o, sar? la stessa di quella che verriva precedertemenet applicata nel caso in cui il rullo era dotato di uria unica molla in quanto le molla adesso sono due e :i. dire effetti si sommano.
Onesto consente alla molla con- filo di sezione- ridot to di compiere un numero totale di giri maggiori per accumulare la stessa energia che ? in grado di accumulare la molla con filo con diametro pio grande con un numero di giri minore.
Da questo ne consegue che, sempre a parit? di lunghezza, una molla che presenta un filo di dimensioni ridotte passer? dalla sua configurazione "scarica? alla sua configurazione di massima "carica" attraverso il comp? mento di un numero n maggiore di giri.
E' chiaro quindi che a parit? di giri di rivoluzione che deve compiere il rullo per svolgere il tappeto su di esso avvolto, le molle con filo di diametro minore si caricheranno con minore energia rispetto alla molla realiz? zata con filo di diametro?maggio?e.
Questa differenza, come sopra detto, viene compensata dal numero delle singole molle che vengono fissociate al rullo in sostituzione di una sola, e quindi la somma dei singoli effetti prodotti dalle due molle sar? in grado di dare un risultato, per quanto si attiene al valore assoluto della forza di richiamo, uguale a quello dato unica molla con filo di sezione maggiore.
Quello che cambia, e che costituisce il grande vantaggio di una soluzione del genere, oggetto della presente invenzione, ? il "modo" con cui viene restituita l'energ:La accumulata dalle due molle rispetto ad una sola.
sempre a parit? di lunghezza e di numero di giri effet? tuati, ovviamente.
Facciamo un estampio per spiegarci meglio riprendendo quanto detto sopra nel caso di una unica molla. nel caso di due molle coassiali, a piarit? di numero di giri n da esse effettuato, quest ultime non avranno raggiunto la configurazione di quasi compiiet? "carica" e quindi il gradiente di energia accumulata (differenza tra la condizione di "scarica" e quella di "carica") sar? minore e quindi la forza di richiamo sar? pi? lineare e meno brusca. Tenendo sempre presente che l'effetto globale, somma dei due effetti delle due molle, d? io stesso risultato della originaria molla unica.
Questo risultato ? dato anche dal fatto che le due molle stanno reagendo in un intervallo di giri di carica reiativamente basso rispetto al potenziale numero di giri che esse possono eseguire prima di arrivare alla quasi
completa "carica" .
Tutto ci? ci consente, dunque di poter utilizzare a parit? di numero di giri che il rullo ? costretto a fare per svolgere completamente il tappeto, molle con lunghezza assiale minore e quindi di conseguenza ridurre gli ingombri dei rulli stessi con gli ovvi vantaggi che ne de? rivano.
Vantaggiosamente con il presente trovato si ha una reazione elastica da parte della molla esercitata in maniera estremamente lineare e che consente di equipaggiare con tappeti anche relativamente stretti e comunque di dimeneioni molto variabili tra loro, macchine di ogni tipo, comprese quelle per le quali ? necessaria una erogazione costante della forza di avvolgimento del tappeto, quali ad esempio le macchine per eseguire delle misure.
Le caratteristi.che tecniche del trovato, secondo i suddetti scoisi, sono chiaramente risconrabili i dal contenoto delle rivendicazioni sottoriportate ed i vantaggi dello stesso risulteranno maggiormente evidenti nella descrizione dettagliata che segue, fatta con riferimento ai disegni allegati, che ne rappresentano una forma di realizzazione puramente esemplificativa e non limitativa, in cui:
- la figura 1 illustra, in una vista laterale con parti asportate per meglio evidenziarne altre, un esempio di realizzazione del presente trovato;
- la figura 2 illustra, in una vista parziale laterale con parti asportate per meglio evidenziarne altre, un particolare relativo ad un esempio di realizzazione del presente trovato;
- la figura 3 illustra, ivi una vista prospettica in esploso, alcune parti componenti di un esempiio di realiz? za:?:ione del presente trovato;
- la figura 4 illustra, in una vista frontale co parti asportate per meglio evidenziarne altre. un parti colare relativo ad un ulteriore esempio di reaiizza::ione del presente trovato;
- la figura 5 illustrai, in una vista prospettic dall'alto, un esempio di utilizzazione di rullo realizza to secondo il presente trovato.
Come meglio illustrato in figura 5, il campo tecnici: in cui trova una particolare applicazione il pressnt trovato ? quello relativo all'avvolgimento di strutturdi protezione quali teli, serrande, tappeti e similari utilizzate per riparare guide di scorrimento o altre par ti.di macchine utensili o di differenti unit? operative lungo zone ad area variabile.
Nell'esempio in figura 5 ? stata schematicamente rap-presentata una generica macchina 11, il cui funzionamento non viene qui descritto in dettaglio poich? non pieriinen??-te alla presente descrizione, dotata di una piante mobile 12, scorrevole alternativamente nei due versi indicati con F ed F'in figura, lungo guide rettilinee non illustrate, occupando posizioni trasversalmente differenziate sulla macchina stessa, in figura 5 illustrate con tratto discontinuo.
Per proteggere le guide di seorrimanto, nel movimerito alternativo nei due versi F ed F' indicati sopra, vengono installati sulla macchina dei tappeti di protezione o strutture avvolgibili similari 7 e 7 ', che, associati in una loro estremit? alla parte mobile 12 della macchina 11 e nell'altra estremit? a due rulli di avvolgimento 10 e 10', si interpongono tra le guide di scorrimento ed eventuali agenti esterni, facendo corrispondere allo svolgimento di uno l?avvolgimento dell'altro.
Ovviamente, le applicazioni di un rullo di avvolgimento 10 possono essere molteplici, e differenti sono le sue possibili disposizioni sulle macchine alle quali vie. ne associato.
Verranno ora descritti gli esempi di rea1izzazione del presente trovato illustrati nelle figure allegate.
Conformemente alle figure allegate, e in particolare in figura 1, un rullo di avvolgimento 10 ? supportato da un albero 1 che definisce un asse di rotazione A.
Sull'albero di supporto 1 ? calzato un elemento tubolare 2, cilindrico nei disegni, sul quale viene fissato con mezzi noti, e quindi non descritti, un lembo di una struttura avvolgibile di protezione 7, che viene svolta e avvolta intorno allo stesso elemento tubolare 2, rispettivamente da mezzi noti di vario tipo non illustrati e da mezzi motori descritti in seguito, secondo i versi indicati rispettivamente con R ed R ' in figura 1.
Alle estremit? dell'elemento tubolare 2 sono associa? te due strutture a tappo o boccole 3, di superficie so? stanzialmente uguale alla sezione trasversale dell'elemento tubolare E, presentanti fori passanti costituenti sedi per l'associazione girevole dell'elemento tubolare E sull albero 1.
L.'albero supporto 1 pu? essere fissato su una struttura di supporto SE costituita, ad esempio, da parti della macchina su cui viene montato il rullo di avvolgimento sia da un solo lato in corrispondenza di una sua estremit? E3, come illustrato in figura 1, oppure da entrambe le estremit?, attraversando completamente l'elemento tubo
Il collegamento tra albero di supporto 1 ed elem ento tubolare 2 ? comunque tale da permettere rivoluzioni dell'elemento sull'albero.
Infatti, possono essere previsti, pome illustrato in figura i, dei collegamenti a bronzina 21 o similari inte--vagenti tra albero 1, che ? stabilmente fissato in una prima porzione 22 di una macchina, ed una delle boccole 3, con l'altra boccola fissata su un secondo albero la, disposto lungo lo stesso asse A del primo albero 1. e viricolato girevolmente tramite un cuscinetto 27 su una cor? rispondente porzione 22a della macchina affacciata alla prima porzione 22.
Secondo un'altra Forma di realizzazione. illustrata parzialmente in figura 2 e in totale in figura 4, l albero 1 si estende per una lunghezza, superiore a quella dell'elemento tubolare 8 di rivestimento e tale da essere fissato su entrambe le porzioni 22 e 28a della struttura di supporto del macchinai, con collegamenti a cuscinetto o a bronzina 21 e 24 interagenti, alle due estremit? dell'elemento tubolare 2 tra l'albero di supporto 1 ed entrambe le boccole 3.
Per l'avvolgimento della struttura avvolgibile di protezione 7, che nel seguito sar? anche detta tappeto 7, attorno all'elemento tubolare 2, sono previste quali organo motore 4 almeno due molle 4a, 4b, elicoidali ad elica cilindrica, calzate sull'albero 1 all'interno dell'elemento tubolare 2.
Per collegare, a1meno cinematicamente, le molici 4a e 4b al rullo di avvolgimento sono previsti due supporti: un primo supporto 3, a destra in figura 1, calettato fisso sull'albero 1, e un secondo supporto 6. girevolmente calzato sull'albero 1 e solidale in rotazione all'elemento tubolare, secondo quanto descritto in seguito? Sono inoltre previsti mezzi di bloccaggio della trastazione assiale, almeno in avvicinamento reciproco del primo 5 e del secondo 6 supporto; in figura 1 il fissaggio del secondo supporto 6,? realizzato tramite un anello di bloccaggio 59 radialmente disposto sull 'albero 1 in modo da tenere distainziati i supporti durante il moto rotatorio dell'elemento 8 corrispondentemente allo svolgimento del tappeto ?7.
E' previsto, inoltre, come illustrato nelle figure 1 e 3, un anello di fissaggio 37 per bloccare lo scorrimento verso esterno della boccola 3 rispetto all'albero i.
In questo modo le molle 4a e 4b si caricano sfruttando le rivoluzioni dell'elemento tubolare S attorno all'asse A per poi scaricarsi in verso contrario, facendo'?' avvolgere il tappeto 7 attorno* all'elemento tubolare 3, in maniera analoga a quanto descritto precedentemente.
Le molle possono essere , ovviamente, pi? di due, ma sono* sempre distinte tra loro e sono cooperanti perch?? associate ai supporti 5 e 6, senza per? averne punti di reciproco contatto. Per questo motivo, il primo supporto 5 ? costituito da un primo corpo 50, sviluppante*?,! su almeno due superfici cilindriche coassiali al detto albero provviste ognuna di una filettatura 51, 58 dotata di solchi complementari per dimensioni e verso alle spire delie corrispondenti estremit? 45a, 45b delle molle 4a e 4b..
La filettatura e le spire delle molle costituiscono un collegamento meccanico stabilmente vincolato per avvitamento tra il primo supporto 5 e le estremit? 45a . 45b delle molle ad esso fissate.
Analogamente, il secondo supporto 6 ? costituito da un secondo corpo 60, sviluppantesi su almeno due superfisi cilindriche coassiali al detto albero e provviste o? gnuna di una filettatura 61. 62 dotata di solchi complementari per dimensioni e verso alle spire delle corrispondenti estremit? 46a, 46b delle molle 4a, 4b; anche in questo caso la filettatura e le dette spire delle molle costituiscono un collegamento meccanico stabilmente viri colato per avvitamento tra il secondo supporto 6 e le e stremit? 46a, 46b delle molle ad esso fissate.
Per utilizzare un maggior numero di molle come organo motore del rullo, il primo 5 e il secondo supporto 6 isolo il primo in figura 4), possono essere provvisti di e? lamenti di collegamento 53, discoidali nell'esempio, per estremit? di altre molle, schematizzate con una terza molla 4c ivi figura, ma che possono, ovviamante, essere in numero maggiore.
Questi elementi di collegamento 53 si estendono radialmente rispetto all?albero 1.e sono dotati di sedi 56 per l'inserimento stabile di mezzi di fissaggio, in pratica delle viti, interagenti tra gli elementi di collegamento 53 ed estremit? 45c, 46c di dette molle, opportuna-mente conformate.
Come illustrato nelle figure i, 3 e 4, il secondo supporto 6. ed una delle boccole 3 sono provvisti di fi? Iettature complententari 36 e 63, atte a vincolare l'elemento tubolare 2, associato alla struttura a tappo 3 tramite mezzi di fissaggio costituiti da una vite 28 passante tra la sede 29 prevista sull?elemerito tubolare 2 e inserita nella sede 29? prevista sulla boccola 3., con il secondo supporto 6.
Nell'esempio di figura 1, il primo supporto 5 ? provvisto di un elemento distanziatore 57, fissato all'albero, con con un anello di tenuta 58. Il distanziatore 57 si estende radialmente attorno al corpo 50 ed ? dotato di una superficie esterna, rivolta alla superficie interna dell'ele;mento tubolare 2, a basso coefficiente di attrito, in modo da consentire, qualora ci fossero contatti dovuti a giochi dell'albero 1. rispetto all'elemento tubolare 2, la liber-t? di rotazione di quest'ultimo rispet allo stesso albero
Il primo 5 ed il secondo 6 supporto possono essere
montati, il primo S calettato sull'asse ed il secondo 6 girevole sullo stesso e risultando fissa la loro distanza assiale lungo l'albero di supporto 1.
Possibili forme di realizzazione dei supporti possono essere, ad esempio, due supporti uguali tra loro e provvisti ciascuno di due superfici cilindriche concentriche filettate destinate all 'associazione coricorrispondenti estremit? di molle. I due supporti cos? realizzati s andranno montati disposti simmetricamente tra loro lungo l'albero 1 , con le supsrfici cilindriche di diametro minore disposte pi? internamente, rispetto alle boccole, di quelle di diametro maggiore. Dal lato esterno, cio? da quello rivolto alle boccole 3, i supporti presenteranno opportuni messi di associasione rispettivamente il primo 5 per il calettamento sull'albero 1 ed il secondo 3 per il fissaggio alla boccola 3 disposta dal suo lato. messi di associazione possono essere, per esempio desi perni o spine di collegamento radialmente disposti ripetto all'albero 1.
Secondo altre forme di realizzazione, illustrate in figura i, supporti piossono essere differentemente con?
alle dette supenfici cilindriche destinate alle molle 4a s 4b, una tersa supericie cilindrica pr?vvista di una go? la 55 destinata! ad un anello di tenuta 58 od a un organo funzionalmente similare che ne permetta l?associasione stabile all'albero:? 1. 11 secondo 3, oltre alle dette due superfici con le filettature 31 e 33, presenta una tersa superficie, dal lato all?esterno rispetto all'albero 1, provvista della detta filettatura 33, avvitabile su una corrispondente filettaiura 33 previata su1la corrispon? dente boccola 3. Le filettature 31 e 33, come meglio illustrato in 'figura 3, sono complementari. come verso di avvitamento, alle spire delle molle 4a e 4h? mentre le filettature 36 e 63 sono associabili secondo un verso opposto a quello seguito dalle filettature 61 e 62 'nell'avvitamento con le molle 4a e 4b.
Un'ulteriore forma di realizzazione dei supporti ? poi quella, illustrata in figura 4-e descritta precedentemente, destinata all'equipaggiamento di rulli con almeno tre molle 4a, 4b, 4c. In questo ocaso il primo suppor-'to 5 ? provvisto di un elemento di collegamento 53. discoidale. per un'estremit? 45c di una tersa molla 4c:
Questo elemento di collegamento 53 si estende radialmente rispetto all'albero 1-ed ? dotato di una sede 56 per l'inserimento stabile-di mezzi di fissaggio, in pratica una vite, interagenti tra elemento di collegamento 53 e l'estremit? 45c della molle 4c, conformate ad anello per interagire con la testa della vite.
L'altra estremit? 46c della molla 4c ? fissata, nell'esempio in figura 4, direttamente sulla boccola 3 associata al secondo supporto 6, in una sede 56a, ivi (naniera analoga a quanto previsto per l'altra estremit? 45c. Ovviamente, anche per il secondo supporto 6 pu? essere previsto un elemento di collegamento associabile al solo supporto 6 e non alla boccola 3.
Su un medesimo albero, variando il tipo di supporti utilizzati e le dimensioni dell'elemento tubolare S e quindi delle boccole 3, ? possibile montare un numero variabile di molle., a seconda delle esigenze da soddisfare in funzione della macchina da equipaggiare, mantenendo sempre relativamente limitato l'ingombro longitudinale del rullo di avvolgimento.
Il trovato cosi concepito ? suscettibile di numerose modifiche e varianti, tutte rientranti nell'ambito del concetto inventivo. Inoltre, tutti i dettagli possono essere sostituiti da elementi tecnicamente equivalenti .

Claims (10)

  1. R I V E ND I C A Z I O N I 1, Rullo di avvolgi'mento, in particolare per strutture avvolgibili di protezione per macchine-utensili o simil unit? operatrici, comprendente uri albero di supporto (1 supportante alle opposte estremit? due boccole di supporto (3) di un elemento tubolare esterno (E") di contenimento del detto albero (I) e destinato a formare elemento di sostegno della detta struttura avvolgibile (7) ad esso fissata con una sua estremit?, un organo motore (4), atto a richiamare il detto rullo (IO) facendo ruotare il detto elemento tubolare (3) intorno all'albero (1) nel senso opposto a quello seguito durante lo svolgimento detta struttura avvolgibile <7), e costituito da una molla elicoidale, calzata sul detto albero (1) e fissata con una estremit? ad un primo supporto <5> calettato sul detto albero (1), e con l'altra estremit? ad un secondo supporto ??) girevolmente montato, senza possibilit? di scorrimento assiale, sul detto albero (1) e solidale al detto elemento tubolare (2), cos? che a seguito della rotazione di detto rullo (IO) nel senso di svolgimento della detta struttura (7) dall'elemento tubolare (2) corri? sponde un precaricamento di detta molla elicoidale attorno al detto albero (1), caratterizzato dal fatto che l'organo motore (4) ? costituito da almeno due molle elicoidali (4a, 4b) tra loro distinte ma cooperanti, coas? sialmente calzate sul detto albero 1)., e le cui estremit? (45a, 45b, 46a, 46b) sono stabilmente fissate su corrispondenti distinte sedi (51, 52, 61, 62) presentate dai detti primo (5) e secondo (6) supporto.
  2. 2. Rullo di avvolgimento secondo la rivendicazione i, caratterizzato dal fatto che le sedi (51, 52, 61, 62) destinate all accoglimentoo delle estremit? di ciascuna molla (4a, 4b) sui detti primo (5) e secondo (6) supporto sono ricavate su circonferenze di diametro diverso e sostanzialmente uguale al diametro interno della rispettiva molla. _
  3. 3. Rullo- di avvolgimento secondo 1a rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto che i detti primo (5) e secondo (6) supporto sono realizzati ciascuno in corpo unico, che le dette sedi (51, 52, 61, 62) sono concentricamente disposte sugli stessi e che i detti primo (5) e secondo (6) supporto sono uguali tra loro.
  4. 4. Rullo di avvolgimento secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i detti primo (5) e secondo (6) supporto sono costituiti da corpi (50), svilupnantesi su almeno due superfici cilindriche coassiali al detto albero (1) provviste ognuna di una filettatura (51, 52, 61, 62) dotata di solchi complementari'per dimensioni e verso aJ.le spire delle corrispondenti estremit? (45a, 45b, 46a, 46b) delle dette molle (4a. 4b), dette filetta ture di detti primo (5) e secondo (6) supporto e dett spire delle molle costituendo un collegamento meccanic stabilmente vincolato per avvitamento.
  5. 5. Rullo di avvolgimento secondo la rivendicazione 4 caratterizzato dal -fatto che il detto primo supporto (6 ? provvisto di mezzi di fissaggio ad una di dette boccol (3) costituiti da almeno una terza superficie cilindric provvista di una filettatura (63) complementarmente av vitabile in una corrisporedente filettatura (36) presen tata da una di dette boccole (3).
  6. 6. Fiutilo di avvolgimento secondo la rivendicazione 5 caratterizzato dal fatto che le dette filettatura dell terza superficie cilindrica (63) e della detta boccol (36) si avvitano in verso contrario a quello seguito dal le dette molle (4a, 4b) sulle dette prime filettatur (61, 62; delle due superfic?i cilindriche presentate da detto primo supporto (6).
  7. 7. Rullo di avvolgimento secondo la rivevidicazione 1 caratterizzato dal fatto che le molle sono almeno tr (4a, 4b, 4c) e che i detti primo (5) e secondo support (6) sono provvisti di elementi di collegamento (53) pe le estremit? di almeno una terza molla, estendentisi ra dialmente rispetto al detto albero (1) e dotati di sed (56) per l'inserimento stabile di mezzi di fissaggio (59 interagenti tra detti elementi (53) ed estremit? (45c 46c) di almeno detta terza molla (4c ) .
  8. S. Rullo di avvolgimento secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che le molle sono almeno tre (4a, 4b, 4-c) e che il detto primo (5) supporto (6) ? provvisto di un elemento di collegamento (53) per almeno un'estremit? di almeno una terza molla, estendentesi radialmente rispetto al detto albero il) e dotato di almeno una sede (56) per- l'inserimento stabile di mezzi di fissaggio interagenti tra detto elemento (53) e un?estremit? (45c) di almeno detta terza molla 4c) e che la boccola pi? vicina al detto secondo supporto (6) presenta almeno una sede <56a) per l'-inserimento stabile di saggio interagenti tra detta boccola (3) e un'estremit? (46c> di almeno detta terza molla 4c)
  9. 9. Rullo di avvolgimento secondo la rivendicazione 1-caratterizzato dal fatto che le molle sono coassialmante calzate sul detto albero (1> secondo un ordine crescente dei diametri del filo dall interno all esterno.
  10. 10. Rulllo di avvolgimento secondo le rivendicazion iprecedenti e secondo quanto descritto ed illustrato con riferimento alle figure degli uniti disegni e per gli ac? cennati- scopi
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