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IT8223440A1 - Lattici cationici utili per applicazioni termoplastiche e termoindurenti - Google Patents

Lattici cationici utili per applicazioni termoplastiche e termoindurenti

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Publication number
IT8223440A1
IT8223440A1 ITMI1982A023440A IT2344082A IT8223440A1 IT 8223440 A1 IT8223440 A1 IT 8223440A1 IT MI1982A023440 A ITMI1982A023440 A IT MI1982A023440A IT 2344082 A IT2344082 A IT 2344082A IT 8223440 A1 IT8223440 A1 IT 8223440A1
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IT
Italy
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weight
cationic
latex
monomers
power supply
Prior art date
Application number
ITMI1982A023440A
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IT1159098B (it
IT8223440A0 (it
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Ppg Industries Inc
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Filing date
Publication date
Application filed by Ppg Industries Inc filed Critical Ppg Industries Inc
Publication of IT8223440A0 publication Critical patent/IT8223440A0/it
Publication of IT8223440A1 publication Critical patent/IT8223440A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1159098B publication Critical patent/IT1159098B/it

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Classifications

    • CCHEMISTRY; METALLURGY
    • C08ORGANIC MACROMOLECULAR COMPOUNDS; THEIR PREPARATION OR CHEMICAL WORKING-UP; COMPOSITIONS BASED THEREON
    • C08FMACROMOLECULAR COMPOUNDS OBTAINED BY REACTIONS ONLY INVOLVING CARBON-TO-CARBON UNSATURATED BONDS
    • C08F2/00Processes of polymerisation
    • C08F2/12Polymerisation in non-solvents
    • C08F2/16Aqueous medium
    • C08F2/22Emulsion polymerisation
    • C08F2/24Emulsion polymerisation with the aid of emulsifying agents
    • C08F2/28Emulsion polymerisation with the aid of emulsifying agents cationic

Landscapes

  • Chemical & Material Sciences (AREA)
  • Health & Medical Sciences (AREA)
  • Chemical Kinetics & Catalysis (AREA)
  • Medicinal Chemistry (AREA)
  • Polymers & Plastics (AREA)
  • Organic Chemistry (AREA)
  • Addition Polymer Or Copolymer, Post-Treatments, Or Chemical Modifications (AREA)
  • Polymerisation Methods In General (AREA)
  • Paints Or Removers (AREA)
  • Paper (AREA)

Description

"LATTICI CATIONICI UTILI PER APPLICAZIONI TSM OPLAST?CBETE TERMOINDURENTI".
RIASSUNTO
Procedimento per preparare lattici stabili con tensioattivi cationici aventi i loro contro-ioni ottenuti dall?acido metansolfonico; il tensioattivo cationico ? presente in concentrazioni relativamente basse ma efficaci .
DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda lattici cationici acrilici e procedimenti per la loro preparazione e il loro impiego.
I lattici cationici sono notinella tecnica e ilmetodo per la loro preparazione comportante la polimerizzazionedei monomeri in acqua in emulsione ' con radicali liberi, in presenza di tensioattivi cationici, ? anch?esso noto. Il procedimento di polimerizzazione in emulsione a radicali libexi d? generalmente luogo a prodotti polimeri di alto peso molecolare che sono normalmente nell'intervallo da 100000 a diversi milioni. In questo intervallo di pesi molecolari i lattici posseggono buone propriet? meccaniche. E1 stato tuttavia trovato che i lattici lasciano alquanto a desiderare per quanto riguarda le propriet? delle pellicole relativamente alla durata di protezione, cio? relativamente alla capacit? dei rivestimenti di mantenere la loro integrit? contro gli agenti chimici, gli agenti atmosferici e simili? Qiesti inconvenienti nono dovuti, almeno in parte, ai tensioattivi che
sono impiegati nella preparazione dei lattici.
1 tensioattivi sono solubili nel?acqua e perci? essi rendono
i rivestimenti preparati da essi sensibili all'acqua, in particolare quan?
do essi sono impiegati in elevate concentrazioni. Il tensioattivo, essendo I
oligomerico, pu? trasudare alla superficie della pellicola fornendo una su?
perficie oleosa suscettibile di raccogliere polvere. Inoltre, i tensioatti?
vi possono permanere in corrispondenza dell'interfase fra il substrato e
la pellicola, inibendo l'adesione della pellicola alla superficie?
In vista di guanto precede, ? desiderabile impiegare l'agente
tensioattivo in concentrazioni piccole ma efficaci, cosi da ottenere latti?
ci stabili e sostanzialmenti privi di coaguli. Relativamente a d ? si ? tro
vaio che sono molto efficaci tensioattivi aventi acidi aiogenici come contro
ioni.
Viceversa, i tensioattivi con controioni ottenuti da acidi orga?
nici, per risultare efficaci, devono essere impiegati in concentrazioni re?
lativamente elevate. La presente invenzione prevede un acido organico il
quale pu? essere impiegato in concentrazioni piccole ma efficaci, per forni?
re lattici che sono privi degli inconvenienti precedentemente descritti.
Secondo quanto precede, la presente invenzione include un pro?
cedimento per preparare un lattice acrilico oationico stabile; detto
procedimento comprende il copolimerizzare monomeri. etilenicamente insaturi
in un mezzo acido in presenza di un tensioattivo oationico, in cui il con?
tro?ione del tensioattivo cationico ? ottenuto dall'acido metansolfonico?
Composizioni preparate da esso, in particolare composizioni da rivestimento, sono pure comprese dalla presente invenzione. Le composizio possono essere termoplastiche oppure termoindurenti, e si ? trovato che hanno una buona adesione al substrato, Rappresentativi di agenti di polimerizzazione che possono essere impiegati in composizioni termoindurenti sono isocianati bloccati e amminoplasti. Quando le composizioni di rivestimento termoindurenti sono state applicate a substrati e quindi cotte o riscaldate, si trovava che le pellicole polimerizzate evidenziavano eccellenti propriet? di adesione, levigatezza, ritenzione della lucentezza, assenza di sfarinatura, e resistenza agli agenti chimici e ai solventi.
In una forma realizzativa preferita i presenti lattici comprai! dono amlnogruppi. Le composizioni di rivestimento dei lattici contenen ti amlnogruppi hanno mostrato di possedere, oltre alle suddette, proprie t? di resistenza alla muffa e di stabilit? alla degradazione ai raggi tJ.V.(ultravioletti) ?La caratterizzazione del lattice acrilico come "con tenente gruppo amminico" ? qui impiegata per indicare che il polimero contiene un gruppo amminico come parte integrale di esso. In caso diver so, il gruppo amminico pu? essere introdotto nelle composizioni del lat_ tice ad esempio tramite l'impiego di un reagente contenente un gruppo amnrt nico come ad esempio un tensioattivo, in grado di co-polimerizzare con il polimero.
Il lattice acril?oo cationico della presente invenzione ? pre parato mediante polimerizzazione a radicali liberi, in un mezzo acquoso, di monomeri etilenicamente insaturi, in presenza di un tensioattivo cationico? Come esposto qui, la presente invenzione ? caratterizzata da un gruppo selezionato da tensioattivi che sono usati durante la polirne^ r?zzazione dei monomeri} detti tensioattivi hanno i loro contro-ioni ottenuti dall'acido metansolfonico.
I monomeri polimerizzabili sono scelti dal gruppo costituito da un monomero contenente un gruppo con idrogeno attivo e uno o pi? altri monomeri differenti dal precedente.
II gruppo idrogenoattivo pu? essere un gruppo idrossile, arami no, ammido o tiolico o miscele di questi. I gruppi sono incorporati nel polimero durante la sua preparazione mediante la copolimerizzazione dei monomeri etilenicamente insaturi contenenti detti gruppi con idrogeno attivo
Esemplificativi dei monomeri contenenti gruppi con idrogeno ajt tivo Bono i monomeri contenenti gruppi idrossilici, come per esempio idrossialchil acrilati e metacrilati. Freferi'bilmente il gruppo idrossi> alchilico contiene da circa 2 a 4 atomi di carbonio. Esempi sono l'idros^ sietilaorilato, l'idrossietilmetacrilato, 1*idrossipropilacrilato e 1?idroseipropilmetacrilato.
Esempi di monomero contenente un amminogruppo sono gli stessi descritti qui di seguito.
Esempi di monomeri vinilici contenenti ammidogruppi sono acrilammide, metaciilammide, etacrilammide,cL-cloroacrilammide, vinilacetam mide,metilacrilemmide, N?etilacrilammide e N-metilmetracrilammide.
I monomeri vinilici contenenti l'idrogeno attivo possono esse, re usati in quantit? da 1 a 30$ in peso, meglio da 1 a 10$ in peso, ri ferito al peso totale della carica menomer?.
Esempi di altri monomeri etilenicamente insaturi che sono generalmente copol?merizzati con i suddetti monomeri sono gli esteri di acidi organici insaturi. Questi monomeri possono costituire da circa il 30 al 90$? meglio dal 40 all'80$ della carica monomera totale. Baj> presentativi di detti monomeri sono alchil acrilati e metacrilati conto nenti da circa 1 a 18 atomi di carbonio nel gruppo alchilioo.
?
i 11 lattice cationico pu? contenere una sezione di polimero duro derivato da un alchiimetacrilato contenente nel gruppo alcbilico da 1 a 3 atomi di carbonio, come per esempio metilmetacrilato ed etilmetacrilato. Inoltre il lattice cationico pu? contenere una sezione di polimero morbido ottenuta dall?uso di un alchilmetacrilato contenente nel gruppo alchilico da 4 a 12 atomi di carbonio, per esempio butilmeto crilato e esilmetacrilato, o di un alchilacrilatc contenente nel gruppo alchilico da 1 a 8 atomi di carbonio, per esempio butilacrilato e 2-etilesilacrilato. Possono anche essere usate miscele di alchiimetacri lati contenenti nel gruppo alchilico da 4 a 12 atomi di carbonio e di alchilacrilati contenenti nel gruppo alchilico da 1 a 8 atomi di carbonio,
Un altro tipo di monomero etilenicamente insaturo che pu? esse_ re usato nella preparazione del lattice cationico ? costituito da materiali monomeri copolimerizzabili quali ad esempio stirene,j^-metilst rene,oL-olorostirene, cloruro di allile e acrilonitrile. Questo tipo di materiali monomeri insaturi pu? costituire da circa 0 al 60$ in peso, meglio da 0 a 40$ in peso riferito al peso totale della carica monomera?
Il lattice cationico pu? facoltativamente contenere parti di acido oarbossil?co che sono introdotte nel polimero dall'uso di un acd do oarbossil?co o?-^-etilenicamente insaturo che ? copollmerizzab?le oon gli altri monomeri?.Esempi di acidi carbossilici insaturi sono acido acrilico e l'acidometacrilico. Esempi di altri acidi insaturi meno preferiti sono acido crotonico, acido maleico o la sua anidride aoido fumarico o acido ?taconico? Usualmentequando si usano questi aoidi citati da ultimo, si usano in combinazione con gli acidi acrilico o metacrilico. Si preferisce tuttavia che il polimero oontenga pochi gruppi carobosailici o non ne contenga affatto
I monomeri contenenti amminogruppi sono particolarmente utili nella preparazione delle forme preferite di realizzazione dell'invenzi? ne, con i vantaggi esposti sopra. L'amra?nogruppo pu? essere primario, secondario, terziario o quaternario. Rappresentativi dei monomeri oon tenenti amminogruppi sono amrainoalchil acrilati o metacrilati. Prefer? bilmente il gruppo amminoaichilico contieneneiradicali alchil?co da circa 1 a 6 atomi di carbonio. Esempi sono saliappropriatidi amminoetil, amminopropil e amminoesil acrilati o metacrilati, N,N-dialchilsmminoalchil acrilati o metacrilati. Sono anche utili gli amminocomposti viniljL oi monociclici o biciclici inclusi quelli che hanno un composto eterociclico a 5 o 6 elementi con un eteroatomo azoto; i monomeri modificati con acrilammide-ammino e i monomeri contenenti gruppi d'ammonio quaternario
1 monomeri contenenti amminogruppi possono essere presenti per la polimerizzazione in quantit? varianti preferibilmente da circa 0,5 a 10J? ancor meglio da circa 1 al 3/5 e di gran lunga ancor meglio da ci? ca 1,5 & 2,5$, riferito al peso totale della carica monomera.
Come esposto qui prima la preparazione dei lattici acrilici della presente invenzione comporta l'uso di tensioattivi come emulsionati ti o stabilizzanti.
Nella presente invenzione, si ? scoperto che per concentrazit> ni relativamente basse, tensioattivi comprendenti contro-ioni ottenuti . dall'acido metansolfonico danno luogo a caratteristiche chiare e distin tive di lattici preparati con essi. Attualmente, si ? trovato che quaja do il contro-ione del tensioattivo ? ottenuto dall'acido metansolfonico, concentrazioni relativamente,piccole del tensioattivo sono richie, ste per produrre lattici che sono stabili e sostanzialmente privi di coa^ guli.
Come si comprender? i lattici cosi ottenuti sono meno inclini agli inconvenienti che sono associati alla presenza di tensioattivi, particolarmente in grandi quantit?. L'acido metansolfonico ? un acido organiooj nel contesto della presente invenzione,,tuttavia, esso s? distingue rispetto ad altri acidi organici utili,perci? che segue. An che se i contro-ioni ottenuti da altri acidi organici possono essere impiegati con la porzione idrorepellente dei tensioattivi (come ad esem pio amm?na), concentrazioni relativamente alte del tensioattivo sarebbero richieste per preparare lattici stabili e sostanzialmente privi di coaguli.
L'acido metansolfonico ?, perci?, altrettanto efficace degli acidi inorganici noti nella tecnica che sono utili relativamente al fo? nire contro-ioni di tensioattivo per la preparazione di lattici. I tensioattivi ottenuti dall'acido metansolfonico sono impiegati in essenziale mente le medesime quantit? di quelli ottenuti dagli acidi noti nella teonica e comunemente impiegati come ad esempio l'acido cloridrico. Z tensioattivi possono essere di tipo esterno o di tipo intej? no, o entrambi. Per tensioattivi esterni si intendono quelli che non costituiscono parte integrante dell'ossatura polimera del lattice acri Ileo risultante. Per contro, per tensioattivi interni si intendono que,l li che costituiscono parte integrante dell'ossatura polimera del lattice aoril?co risultante; essi sono realizzati attraverso una copolimerizzazione di monomeri che sono in grado di formare sali. Si desidera sottolineare che quando si impiegano i tensioattivi interni la formazione di sale pu? verificarsi prima, durante o dopo la polimerizzazione del menomer?.
Tipicamente, la quantit? di tensioattivo richiesta varia principalmente con la concentrazione dei monomeri da manipolare e, in una certa misura, con la scelta del tensioattivo, dei monomeri, e con le proporzioni dei monomeri. Usualmente la quantit? di tensioattivo estejr no ? oompresa fra 0 e 10$ in peso della miscela dei monomeri ed ? pref? ribilmente fra 0,1 e 5$ in peso. Se il polimero del lattice non deve contenere tensioattivo esterno o deve contenerne quantit? relativamente basse, occorre aumentare in misura compensativa la quantit? del monomero polimerizzabile che d? luogo al tensioattivo interno.
L'iniziatore della polimerizzazione a radicali liberi ? un tipo idrosolubile. Esempi includono perossidi, come per esempio l'idroperossido di eumene, 1'idroperossido t-butilico e catalizzatori Bedox, i qua_ li sono i preferiti. La quantit? di iniziatore impiegata dipende in una certa misura dalla natura dei monomeri scelti, incluse le impurezze che poesono accompagnare i particolari monomeri. Tuttavia, l'intervallo usuale per l'iniziatore a radicali liberi varia da circa 0,01 a 3$ in peso e, meglio, da 0,05 e 1$ in peso, riferito al peso totale della miscela monomera.
Il lattice cationico pu? essere preparato mediante termiche di polimerizzazione in emulsione note in questo settore. Esempi di tecni_ che adatte comportano la tecnica di pre-emulsione e la tecnica di "germinazione". Eolia tecnica di pre-emulsione, nel recipiente di polimeri^ zazione ? presente una piccola quantit? di acqua insieme con un inizia, tore di polimerizzazione e, eventualmente, tutto l'agente emulsionante tensioattivo o una parte di esso. La oarica monomera ? emulsionata in una maggiore quantit? di acqua ed ? aggiunta continuamente nel recipieti te di reazione in condizioni di polimerizzazione. Se il tensioattivo non ? presente tutto inizialmente nel recipiente di reazione, esso pu? essere aggiunto simultaneamente all'aggiunta del monomero. Alternativamente nel recipiente di reazione pu? essere presente la quantit? totale di acqua e il monomero o i monomeri possonoessere aggiunti in massa.
Nella tecnica di germinazione si aggiunge nel recipiente di reazione una piccola quantit? della carica monomera insieme con tutto l'iniziatore di polimerizzazione o parte di esso e tutto il tensioattivo o parte di esso e si polimerizza per formareun lattice-seme* Dopo la formazione del lattice-seme nel recipiente di reazione si aggiungono in continuo i rimanenti ingredienti di polimerizzazione, in condizioni di polimerizzazione, per formare l'emulsione polimera finale.
Generalmente il contenuto di solidi del lattice cationico pre? parato col suddetto metodo varier? da circa 35 a 65$ ?? usualmente, en tro l'intervallo da circa 40 a 60$. Il peso molecolare dei lattici, e in genere nell'intervallo da 100,000 a circa 10 milioni, su una base ponderale media, determinato mediante cormatografia a penneazione di gel. Quelli aventi pesi molecolari nell'intervallo da 250.000 ? oltre sono generalmente preferiti.
Il lattice della presente invenzione pu? contenere piccole quantit?, per esempio fino a 15$ in peso riferito al peso totale del solvente, acqua inclusa, di un solvente organico. Il solvente organico pu? essere aggiunto al lattice acrilico durante o dopo la polimerizzazione in emulsione, di preferenza dopo la polimerizzazione. Questi sol venti devono essere scelti in maniera tale ohe non influenzino negativamente le qualit? reologiche o le velocit? di essiccamento delle pelli, cole applicate o la continuit? della pellicola. Si possono usare solven ti idrocarburici, sebbene si possano usare anche solventi stabili (non reattivi), come esteri, chetoni, eteri-esteri e altri tipi di solventi idromiscibili.
Il lattice cationico preparato col procedimento descritto sopra pu? essere mischiato, se richiesto, con una .quantit?minore, cio? fino a 20$ in peso riferito al peso totale del lattice, di agenti di ispessimento, stabilizzanti, agenti antischiuma, preservanti, pigmenti, d?lultori di pigmenti e plastificanti?
I lattici!acrilici della presente invenzione possonoessere resi di natura termoindurente dalla presenza di agenti di polimerizzazione. Gli agenti di polimerizzazione possono essere una parte integrale del polimero o poseono essere esterni al polimero.
Agenti di polimerizzazione ohe.sono integrali col polimero acrilico sono descritti nel "brevetto statunitense ??. 4166882, dalla colonna 3, riga 37, alla colonna 4 riga 2, che ? qui incluso a titolo di riferimento, e il quale illustra agenti di polimerizzazione che costituiscono una parte integrale di un polimero acrilico e che sono pre parati includendo entro la carica monomer?ca monomeri etilenicamente insaturi polimerizzablli contenenti un gruppo ad auto-polimerizzazione come ad esempio ?derivati di N-m?tilol etere delle ammidi acriliche e metacriliche. Possono pure essere impiegati agenti di polimerizzazione esterni. Questi agenti di polimerizzazione possono essere costituiti da amminoplasti, come ? descr?tto nel brevetto statunitense N. 4166882, dalla colonna 4? riga 5?? alla colonna 5 riga 28, il quale ? qui ind? so a titolo d? riferimento.
I lettici acrilici cation?oi secondo la presente invenzione possono essere impiegati nella fabbricazione della oarta, fibre tessili, adesivi e simili, in cui ? richiesta adesione intr?nseca a substrati anionici.
Le composizioni termoindurenti preparate come descritto sopra possono essere impiegate in composizioni di rivestimento che sono trasparenti o pigmentate. 1 pigmenti che si possono usare possono essere qualsiasi dei tipi convenzionali, alla condizione che essi non ?nfluen zino negativamente le propriet? desiderabili della vernice;per esempiod? vrebbe essere presa in considerazione la propriet? di sedimentazione del? la vernice
Il contenuto di pigmento della vernice ? usualmente espresso come rapp?rto ponderale pigmento/legante? Nelle pratica della presente invenzione i rapporti ponderali pignento/legante possono raggiunge re 2t1, per la maggior parte dei rivestimenti pigmentati sono entro l'intervallo da 0,5 a 1M.
Il lattice cationico della presente invenzione, incluso il lattioe pigmentato, ? statile, cio? esso non sedimenta quando immagaz, zinato fra 10 e 30?C. Se si forma qualche sedimento, questo ? del tipo che pu? essere disperso con una blanda agitazione?
Le composizioni del rivestimento descritte sopra sono particolarmente utili per applicazioni di rivestimento di rotoli. Il rivestimento dei rotoli comporta l'applicazione della composizione di rive stimento su un nastro continuo di un substratometallico,usualmente alili minio o acciaio. ?? metallo ? di spessore relativamente leggero e perviene all'operazione di rivestimento nella forma di avvolgimenti da cui ? svolto e rivestito in cont?nuo. Dopo il rivestimento il rotolo passa in un forno di cottura o indurimento dove ? indurito a temperature relativamente alte per un periodo di tempo relativamente breve. L'artico, lo rivestito ? poi alimentato ad altre operazioni dove ? lavorato in forme opportune, come per esempio per rivestimenti murari industrialie domestici nonch? per parti di apparecchiature e di automobili.
Sebbene particolarmente utile in applicazioni di rivestimento di rotoli, la composizione termoindurente del lattice cationico pu? es^ sere applicata su qualsiasi substrato solido, come per esempio vetro, porcellana o metalli che non siano l'accaio e l'alluminio, come per esempio^
rame, ottone e nichel.
Avendo descritto in generale le caratteristiche della presente inven-
zione, si forniscono i seguenti esempi per illustrare pi? ampiamente agli
esperti nel ramo la messa in pratica della presente invenzione senza con
questo limitarla.
Tutte le parti e le percentuali sono in peso se non ? indicato altri-
menti.
ESEMPI
ESEMPIO 1
L'esempio seguente mostra la preparazione del lattice acrilico della
presente invenzione. Nella preparazione si sono usati i seguenti ingredienti:
Carica del reattore
Ingredienti Parti in peso
Acqua deionizzata 616,2
Miscela A 109,3
Alimentazione D 120,8
Cloruro ferrico (1,0$ acquoso) 0,3 grammi
Alimentazione A
Ingrediente Parti in peso
$ dell'alimentazione C 60
Alimentazione B
Ingrediente Parti in peso
Perossido d'idrogeno (30$ acquoso) 5,4
Alimentazione C
Ingredienti Parti in peso
Butil acrilato 282
Metil metacrilato 294
Idrossipropil acrilato 24
Alimentazione I)
Ingredienti Parti in peso Dimetilamminoetil metacrilato 7*5
Acido metansolforico (70$ acquoso) 6,6
Acqua? deionizzata 106,8
Miscela A (10$ acquoso)
Ingredienti Parti in peso
Laurilammina 4,0
Acqua deionizzata 114?5
Acido metansolfonico (70$ acquoso) 3,0
Si scaldava e si agitava la carica dei reattori sotto una atmosfera di azoto a circa 56?C, quindi si aggiungeva l?alimentazione A. Si lasciava salire la temperatura della miscela di reazione a 70?C e poi si man teneva a questo valore per 15 minuti. Si aggiungeva poi l?alimentazione 3 e si iniziava l'aggiunta della alimentazione C e la si continuava alla velocit? di 37?5 mi Per 15 minuti. Dopo 3 minuti dall'inizio dell'aggiunta dell1 alimentazione C la miscela di reazione aveva raggiunto una temperatura di 76?C mentre il suo colore virava al "blu indicando l'inizio della polimerizzazione. Circa 1 ora dopo l'inizio dell'aggiunta della alimentazione C, si aggiungeva la alimentazione D in tre porzioni uguali di 40,6 g, a intervalli di 1 ora, mantenendo la temperatura a 72?C. Completata 1'aggiunta dell'alimentazione C, si teneva la miscela di reazione per un'altra ora entro l'intervallo di temperature di 72-75?C. Successivamente si raffred dava la miscela e poi si filtrava. Quello che risultava era un lattice avente un pH di 2,9, un contenuto totale di solidi resinosi di 40,1$ e una viscosit? Brookfield di 44?5 centipoise, misurata .con un alterino No. 2 a 20 giri al minuto, a 22?C.
t
Esempio 2
Il seguente esempio illustra ulteriormente la preparazione dei lat-
tici acrilici della presente invenzione.
Carica del reattore
Ingredienti Parti in peso
Acqua deionizzata 907,2
Alimentazione C 90,0
Cloruro ferrico (acquoso all'1,0$) 5,6 par
ti per
milione
di Alimentazione B 148.9
10$ di Alimentazione D 120.9
Alimentazione A
ingrediente Parti in peso
Perossido d'idrogeno (acquoso al 30$) 12,5
Alimentazione B
Ingredienti Parti in peso
Stirene 960,0 Idrossipropilmetacrilato 518,6
Acido acrilico 15,0
Alimentazione C
Ingredienti Parti in peso
Oleilammina (attiva all'85$) 10,6
Acido metansolfonico (acquoso al 70$) 4,6
Acqua deionizzata 156,8
Alimentazione I)
Ingredienti Parti in peso Dimetilamminoetil metacrilato 37,5
Acido metansolfonico (acquoso al 98$) 23,0
Acqua deionizzata 1138,9
Si agitava la carica del reattore e si scaldava ad una temperatu-
ra nell'intervallo da 70 a 75?C, quindi si aggiungeva l'alimentazione A.
Si manteneva poi la miscela di reazione a questa temperatura fino a che es^iJ?-
sa non virava a colore blu indicando l'inizio della polimerizzazione. Si ag
giungevano poi simultaneamente le Alimentazioni B e D durante un periodo
di 3 ore alle velocit? rispettivamente di 138 cc e 8,75 mi Per 15 minuti.
Completata l'aggiunta delle Alimentazioni B e D, si teneva la miscela di rea
zione per 2 ore a 75?C. Successivamente si raffreddava la miscela e poi si
filtrava. Quello che risultava era un lattice avente un contenuto di soli-
di resinosi di 40,6$, un pH di circa 3,0 e una viscosit? Brookfiold di 60
centipoise, misurata a 22?C con un alberino No. 2 a 50 giri al minuto.
Esempio 3
Anche il seguente esempio illustra la preparazione dei lattici acri-
lici della presente invenzione. Nella preparazione si usavano i seguenti
ingredienti:
Carica del reattore
i;
Ingredienti Parti in peso
Acqua deionizzata 1422
Alimentazione C 90,0
Cloruro ferrico (1,0$ acquoso) 5,6 parti per
milione
f0di Alimentazione B 148,9
10$ di Alimentazione D 94
Alimentazione A
Ingrediente Parti in peso
Perossido di idrogeno (30$ acquoso) 12,5
Alimentazione B
Ingredienti Parti in peso
Metil metacrilato 694,5
Butil acrilato 694,5
Idrossipropil metacrilato 70,2
Acido acrilico 30
Alimentazione C
Ingredienti Parti in peso
ARMEEN DMCD1 9
Acido metansolfonico (70$ acquoso) 5
Acqua deionizzata 127,3
1
Dimetil laurilamrnina un prodotto della Armak Industriai Chemical Division Alimentazione D
Ingredienti Parti in pes?
Dimetilamininoetil metacrilato 15
Acido metansolfonico (70$ acquoso) 13,1
Acqua deionizzata 911,8
Si agitava la carica del reattore e si scaldava ad una temperatura di circa 70?C, quindi si aggiungeva la alimentazione A. Si manteneva poi la miscela di reazione ? questa temperatura fino a che essa non virava al blu indicando l'inizio della polimerizzazione. Si aggiungevano quindi simultanea mente durante un periodo di 3 ore le Alimentazioni B e L alle velocit? di 138 cc e, rispettivamente, JO cc per 15 minuti. Completata l'aggiunta delle Alimentazioni B e D, si manteneva la miscela di reazione per 2 ore a 75?C. Poi la miscela era raffreddata e filtrata. Quello che risultava era un lattice avente un contenuto di solidi resinosi di 36,8$, un pH di circa 2,9 e una viscosit? Erookfield di 32 centipoise misurata a 22?C con un alberino Ho. 1 a 50 giri al minuto...
Esempio 4
Il seguente esempio mostra la preparazione dei lattici acrilici della presente invenzione comprendenti un agente indurente interno contenente un gruppo isocianato bloccato.
Carica del reattore
Ingredienti Parti in peso
Acqua deionizzata 709,2
Alimentazione C 8,4
Solfato ferrico (acquoso all'1, 0,3
Alimentazione L (acquosa al 10$) 120,9
Alimentazione A
Ingrediente Parti in peso
Perossido di idrogeno (30$ acquoso) 5,13
Alimentazione B
Ingredienti Parti in peso
Metil metacrilato 230,6
Butll acrilato 221,4
Idroesipropil metacrilato 28,8
Stirene 63,3
\ IBOcianatoetil metacrilato 29,1
Stirene 2?,1
2-etilesanolo 25,3
* L'isocianatoetil metacrilato nella soluzione di monomero stirenico era
bloccato col 2-etilesanolo prima di essere copolimerizzato.
Alimentazione C
Ingredienti Parti in peso
ARMEEN DMCD 2,0
Acido metansolfonico (70% acquoso) 1,17
Acqua deionizzata 25,0
Alimentazione D
Ingredienti Parti in peso Simetilamminoetil metacrilato 14,8
Acido metansolfonico (70^ acquoso) 13,1
Aoqua deionizzata 213,7

Claims (3)

R I V E N D I C A Z I O N I
1. Procedimento per preparare un lattice acrilico cationico stabile; detto procedimento comprendendo il copolimerizzare monomeri ati Ionicamente insaturi in un mezzo acido in presenza di un tensioattivo cationico, in cui il contro-ione del tensioattivo cationico ? ottenuto dall* acido metansolfonico.
2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, in cui almeno uno dei monomeri etilenicamente insaturi ? un gruppo amminioo.
3. Lattice acrilico cationico preparato secondo la rivendicazione 1
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