IT201900011466A1 - Chiusura di un contenitore - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
di una domanda di brevetto per Invenzione Industriale avente titolo:
“Chiusura di un contenitore”
CAMPO DELL’INVENZIONE
Il presente trovato è relativo a una chiusura di un contenitore.
In particolare si riferisce a una chiusura per bottiglie come bottiglie d’acqua, di latte, di bevande in genere, ma anche destinate a contenere altri liquidi.
STATO DELLA TECNICA
Negli ultimi anni la sensibilità ecologica sta aumentando ed è sorto il problema relativo ai tappi dei contenitori che spesso vengono gettati nei rifiuti indifferenziati o non riescono ad essere efficacemente raccolti nell’ottica di una raccolta differenziata dei rifiuti.
RIASSUNTO DELL’INVENZIONE
Scopo del presente trovato è quello di fornire una chiusura che renda più semplice la raccolta dei tappi di contenitori in genere.
Questo ed altri scopi sono raggiunti da una chiusura realizzata conformemente alle annesse rivendicazioni.
BREVE DESCRIZIONE DELLE FIGURE
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell’innovazione risulteranno evidenti dalla descrizione di una forma preferita ma non esclusiva del dispositivo, illustrata a titolo esemplificativo e quindi non limitativo nei disegni allegati, in cui:
la figura 1 è una vista laterale di una chiusura secondo il presente trovato;
la figura 2 è una vista laterale della chiusura di figura 1, in una configurazione appena successiva a una prima apertura della stessa;
la figura 3 è una vista laterale della chiusura di figura 1, associata al collo di un contenitore;
la figura 4 è una vista in sezione diametrale della figura 3;
la figura 5 è una vista prospettica della chiusura del presente trovato in una possibile configurazione di utilizzo, quando associata a un contenitore e in posizione aperta;
la figura 6 è una vista laterale di una diversa configurazione della chiusura di figura 1;
la figura 7 mostra in vista frontale ancora una diversa configurazione della chiusura di figura 1; e
la figura 8 mostra la stessa chiusura di figura 7, ma in vista da dietro.
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL’INVENZIONE
Con riferimento alle figure citate viene mostrata una chiusura di un contenitore indicata complessivamente con il numero di riferimento 1.
La chiusura 1 è configurata per essere associata un contenitore 10, ad esempio una bottiglia di bevande, latte, prodotti liquidi, un contenitore di prodotti in polvere, compresse, granuli e in genere di qualsiasi prodotto che possa essere confezionato in un contenitore.
Il contenitore 10 è realizzato preferibilmente in materia plastica, ad esempio PET, PLA, PP, PE, Bioplastiche etc.
Il contenitore è dotato di una bocca 10A di accesso ad una cavità ove è alloggiato il prodotto. La bocca è generalmente posizionata su di un collo del contenitore.
Vantaggiosamente (si veda la figura 4) il contenitore 10 è dotato di un filetto 20 previsto su di una superficie a cui è avvitato il tappo 2 della chiusura. A tal proposito, il tappo 2 può presentare un contro-filetto 21. Il tappo può prevedere anche un labbro di tenuta 22 che coopera a tenuta con una parete che
definisce la bocca 10A del contenitore 10. Di fatto, il tappo è avvitabile e svitabile dal contenitore per poterlo chiudere e aprire a piacimento.
Quella sopra descritta è solo una possibile configurazione del tappo 2. Infatti il tappo può essere associato al contenitore anche tramite mezzi diversi da un filetto. Ad esempio il tappo può essere associato alla bocca del contenitore semplicemente a pressione o a scatto (tramite un sottosquadro che in virtù della deformabilità elastica del tappo permette di bloccarlo amovibilmente al contenitore).
La chiusura prevede anche un sigillo 3 associato al tappo. Il sigillo 3 prevede una configurazione anulare ed è vincolato al tappo tramite una pluralità di ponticelli rompibili 4, configurati per spezzarsi in presenza di un movimento assiale (freccia F) fra il tappo e il sigillo (ovvero quando si svita il tappo, oppure quando si fa leva sul tappo per rimuoverlo da contenitore se non si tratta di un tappo avvitato).
Sempre con riferimento alla figura 4, si nota che il sigillo 3 è calzato sulla bocca (o meglio sul collo) del contenitore e può essere accoppiato al contenitore tramite sottosquadro.
Ad esempio il sigillo può prevedere uno o più dentini 3A che cooperano a sottosquadro con una flangia sagomata 24 che si estende dal contenitore.
In questo modo, una volta che il tappo con il sigillo (quello di figura 1) è stato avvitato al contenitore, il o i dentini 3A scattano sotto la flangia sagomata. Risulta quindi impossibile (nel normale uso della chiusura) rimuovere il sigillo dal contenitore.
In particolare, l’accoppiamento tra sigillo e contenitore è tale che risulta consentita una rotazione del sigillo (intorno all’asse A del tappo e del contenitore), ma non è consentita una traslazione ‘significativa’ (e quindi a parte i giochi consentiti dall’accoppiamento) in senso assiale (e quindi nel verso della freccia F).
Quando si desidera rimuovere il tappo 2 dal contenitore lo si ruota, e la rotazione del tappo (a mezzo del filetto) genera una traslazione del tappo stesso nel senso della freccia F. Dato che il sigillo non può ‘sollevarsi’ traslando assialmente, i ponticelli 4 si rompono, e il tappo 2 si separa dal sigillo.
In questa configurazione (figura 2) il tappo e il sigillo rimangono vincolati da un elemento allungato 5, che è configurato per rimanere integro e vincolare il tappo al sigillo anche in presenza di detto movimento assiale che rompe i ponticelli 4.
In questo modo il tappo rimane vincolato al sigillo, e quindi al contenitore; la lunghezza dell’elemento allungato è tale da consentire (durante il normale uso) tutte le movimentazioni (traslazioni, rotazioni, rototraslazioni) del
tappo necessarie per accedere alla bocca del contenitore, e quindi affinché un utilizzatore possa prelevare il contenuto del contenitore.
Il fatto che il sigillo sia libero di ‘ruotare’ senza vincoli attorno all’asse A del contenitore facilita la movimentazione del tappo nel normale uso, anche se il tappo e il sigillo rimangono vincolati dall’elemento allungato.
Vantaggiosamente, per consentire al tappo 2 di mantenere una posizione di apertura sostanzialmente stabile (quando richiesto) il tappo 2 può comprendere un’aletta 6 che si estende dal una sua superficie interna (si veda la figura 6) ed è configurata per poggiarsi a un bordo libero 10B della bocca 10A del contenitore 10; quindi, tramite l’aletta 6 (che può assumere qualsiasi configurazione) può rimanere aperto, in modo che l’asse del tappo formi un angolo di circa 90° con l’asse del contenitore (proprio come mostrato in figura 5).
C’è da dire che, per semplicità di realizzazione dei disegni, nella figura 5 il sigillo 3 è raffigurato come ancora fissato al tappo 2. Tuttavia, quando il tappo risulta aperto, tale configurazione è impossibile dato che il sigillo deve rimanere vincolato al di sotto della flangia 24 del contenitore 10. La rappresentazione di figura 5 non è reale, e come detto, è stata riportata solo a fini esemplificativi per mostrare come
l’aletta 6 possa coopera con la bocca del contenitore per mantenere il tappo 2 in posizione di apertura.
Preferenzialmente il tappo 2, il sigillo 3, i ponticelli 4 e l’elemento allungato 5 sono realizzati in un unico pezzo stampato in materia plastica.
Lo stampaggio avviene preferibilmente per iniezione, e le materie plastiche utilizzabili possono comprendere una o più tra le seguenti: PE, PP, Bioplastiche in genere etc.
Inoltre le dimensioni e la forma del tappo (e in particolare gli ingombri esterni o perimetrali) sono esattamente identiche a quelle di un tappo convenzionale con sigillo. Questo consente di utilizzare gli stessi macchinari automatici già in dotazione agli utilizzatori della chiusura (riempitori), senza effettuare alcuna modifica agli apparati. E questo costituisce un grandissimo vantaggio derivante dalla presente invenzione.
Nella configurazione rappresentata in figura 1, si nota che l’elemento allungato 5 ha una estensione piuttosto limitata rispetto alla circonferenza del tappo. Tuttavia può essere utile prevedere anche dei ponticelli rompibili 4A che vincolano l’elemento allungato 5 e il tappo 2, e/o che vincolano l’elemento allungato al sigillo 3.
Strutturalmente, l’elemento allungato 5 può comprendere una porzione centrale 5A che presenta almeno una zona
sostanzialmente rettilinea (in vista laterale) quando il sigillo è vincolato al tappo dai ponticelli.
Ovviamente l’andamento dell’elemento rompibile (o almeno della zona rettilinea) può copiare la curvatura del tappo, e quindi la forma della porzione centrale 5A può risultare sostanzialmente quella di un arco di cerchio.
Da un’estremità della porzione centrale 5A può estendersi una prima parte 5B che collega la porzione centrale al sigillo, e da una seconda estremità della porzione centrale può estendersi una seconda parte 5C che collega la porzione centrale al tappo 2.
La prima 5B e la seconda parte 5C possono distinguersi visivamente dalla porzione centrale de tappo, e possono essere configurate per deformarsi senza spezzarsi quando il tappo viene movimentato rispetto al sigillo nel normale utilizzo.
Ad esempio la prima 5B e la seconda parte 5C sono angolate rispetto alla porzione centrale 5A.
Ovviamente l’elemento allungato 5 è configurato per mantenere vincolato il tappo 2 e il sigillo 3 durante il normale utilizzo. Data la sua struttura sostanzialmente ‘filiforme’ l’elemento allungato può essere strappato se il tappo 2 viene tirato con forza da un utilizzatore. Tuttavia, una tale condizione non si verifica nel normale utilizzo della chiusura, e la rottura dell’elemento allungato 5 deve essere causata di
proposito dall’utilizzatore, in una situazione di utilizzo anormale.
In una diversa configurazione (si veda la figura 6), l’elemento allungato 5, quando i ponticelli 4 sono integri, può essere ripiegato su sé stesso a serpentina o a zig-zag, esattamente come mostrato in figura 6.
In questo modo l’elemento allungato 5 risulta più lungo, e quindi garantisce una migliore agilità di movimento al tappo 2.
Vantaggiosamente l’elemento allungato (ripiegato a zig-zag o a serpentina) può essere alloggiato in una finestra 7 ricava in una parete laterale 2A del tappo 2, in modo da non influire sull’ingombro esterno del tappo.
Anche in questo caso l’elemento allungato 5 può prevedere dei ponticelli rompibili 4A che lo mantengono in posizione fino a quando il tappo 2 non viene allontanato dal sigillo 3.
Nella variante di figura 7 e 8, l’elemento allungato 5 ha una lunghezza prossima alla circonferenza del tappo ed è disposto tra il sigillo e il tappo.
Dunque il tappo 2 è vincolato al sigillo 3 mediante i ponticelli 4, 4A tramite l’elemento allungato.
Nella configurazione mostrata l’elemento allungato risulta particolarmente lungo, garantendo una agile movimentazione del tappo 2 rispetto al sigillo 3.
Come già accennato, in tutte le varianti descritte, l’elemento allungato può avere una lunghezza tale da consentire al tappo di essere spostato in modo da accedere liberamente alla bocca del contenitore.
Ad esempio la lunghezza minima dell’elemento allungato 5 deve essere tale da consentire il completo svitamento del tappo 2, in modo da poterlo disaccoppiare dalla bocca del contenitore 10 per poter accedere al suo contenuto.
Si ribadisce che, in tutte le realizzazioni sopra illustrate, l’elemento allungato 5 (almeno quando i ponticelli sono integri) è completamente contenuto nell’ingombro perimetrale del tappo; pertanto la presenza dell’elemento allungato risulta totalmente ininfluente per i macchinari di riempimento che non hanno bisogno di nessuna modifica per poter manipolare e montare sul contenitore la chiusura qui descritta. Di fatto, una chiusura come quella oggetto del presente trovato, risulta con gli stessi ingombri esterni di un tappo convenzionale con sigillo, e pertanto è possibile utilizzare tale chiusura senza alcun cambiamento nei macchinari di riempimento esistenti.
Inoltre la presenza dell’elemento allungato che collega il tappo e il sigillo può fornire un ulteriore vantaggio, anche nell’ottica di una raccolta differenziata. Terminato il contenuto del contenitore è infatti possibile utilizzare l’elemento allungato come ausilio per dissociare (facendo
opportunamente leva sul sigillo) per dissociare il tappo e il sigillo dal collo del contenitore. In questo modo, se il contenitore e il complesso tappo, elemento allungato e sigillo sono realizzati in materiali che devono essere differenziati, è possibile dissociare con maggiore facilità il sigillo dal contenitore.
A tal proposito, il sigillo può esso stesso prevedere una porzione rompibile (ad esempio un indebolimento in una zona particolare del sigillo) configurato per rompersi a seguito di una trazione decisa esercitata tramite il tappo e l’elemento allungato sul sigillo stesso. In questo modo, terminato l’utilizzo del contenitore e del suo contenuto, è possibile strattonare il tappo rompendo cosi il sigillo in modo dissociarlo (per tramite dell’elemento allungato) dal collo del contenitore.
Ovviamente, in questo caso, la ‘robustezza’ del vincolo tra tappo e sigillo per tramite dell’elemento allungato potrà essere maggiore della forza di rottura necessaria per rompere la porzione rompibile del sigillo.
Sono state descritte varie forme di realizzazione dell’innovazione, ma altre potranno essere concepite sfruttando lo stesso concetto innovativo.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Chiusura (1) di un contenitore (10), comprendente un tappo (2) e un sigillo (3), il sigillo (3) prevedendo una configurazione anulare ed essendo vincolato al tappo tramite una pluralità di ponticelli rompibili (4, 4A) configurati per spezzarsi almeno in presenza di un movimento assiale (F) fra il tappo e il sigillo, caratterizzato dal fatto che il tappo (2) e il sigillo (3) sono reciprocamente vincolati da un elemento allungato (5) configurato per rimanere integro e vincolare il tappo al sigillo anche in presenza di detto movimento assiale (F) che rompe i ponticelli rompibili (4).
- 2. Chiusura secondo la rivendicazione precedente, in cui il tappo (2), il sigillo (3), i ponticelli (4) e l’elemento allungato (5) sono realizzati in un unico pezzo stampato in materia plastica.
- 3. Chiusura secondo la rivendicazione 1, in cui il tappo (2) comprende un’aletta (6) che si estende da una superficie interna del tappo (2) ed è configurata per poggiarsi a un bordo libero (10B) di una bocca (10A) del contenitore (10).
- 4. Chiusura secondo la rivendicazione 1, in cui i ponticelli rompibili (4) collegano direttamente il tappo (2) e il sigillo (3) e/o in cui i ponticelli rompibili (4A) collegano il tappo (2) e il sigillo (3) tramite l’elemento allungato (3), e/o in cui l’elemento allungato (5) è vincolato al tappo (2) e/o al sigillo (3) tramite almeno un ponticello rompibile (4C).
- 5. Chiusura secondo la rivendicazione 1, in cui l’elemento allungato (5) comprende una porzione centrale (5A) con almeno una zona sostanzialmente rettilinea in vista laterale quando il sigillo è vincolato al tappo dai ponticelli, e/o in cui da un estremità della porzione centrale (5A) si estende una prima parte (5B) che collega la porzione centrale (5A) al sigillo (3), e da una seconda estremità della porzione centrale (5A) si estende una seconda parte (5C) che collega la porzione centrale al tappo (2) e/o in cui la prima (5B) e la seconda parte (5C) sono configurate per deformarsi senza spezzarsi quando il tappo viene movimentato rispetto al sigillo nel normale utilizzo e/o in cui la prima (5B) e la seconda parte (5C) sono angolate rispetto alla porzione centrale (5A).
- 6. Chiusura secondo al rivendicazione 1, in cui l’elemento allungato (5), quando i ponticelli (4, 4C) sono integri è contenuto nell’ingombro esterno del tappo (2) e/o del sigillo (3).
- 7. Chiusura secondo la rivendicazione 1, in cui l’elemento allungato (5), quando i ponticelli rompibili (4, 4A) sono integri, è ripiegato su sé stesso a serpentina o a zigzag, e/o in cui è alloggiato in una finestra (7) ricava in una parete laterale (2A) del tappo (2) e/o del sigillo (3).
- 8. Chiusura secondo la rivendicazione 1, in cui l’elemento allungato (5), ha una lunghezza prossima alla circonferenza del tappo ed è disposto tra il sigillo e il tappo e/o in cui il tappo (2) è vincolato al sigillo mediante i ponticelli tramite l’elemento allungato.
- 9. Chiusura secondo la rivendicazione 1, in cui l’elemento allungato (5), quando i ponticelli sono rotti, ha una lunghezza tale da consentire al tappo di essere spostato in modo da accedere liberamente alla bocca del contenitore.
- 10. Chiusura secondo la rivendicazione 1, in cui il sigillo prevede mezzi di vincolo (3A) a sottosquadro con il contenitore, configurati in modo che sia consentita una rotazione intorno ad un asse (A) del sigillo, ma sia sostanzialmente impedito un movimento di traslazione lungo l’asse (A) del sigillo stesso.
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- 2019-07-11 IT IT102019000011466A patent/IT201900011466A1/it unknown
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