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IT201900009369A1 - Casco protettivo - Google Patents

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IT201900009369A1
IT201900009369A1 IT102019000009369A IT201900009369A IT201900009369A1 IT 201900009369 A1 IT201900009369 A1 IT 201900009369A1 IT 102019000009369 A IT102019000009369 A IT 102019000009369A IT 201900009369 A IT201900009369 A IT 201900009369A IT 201900009369 A1 IT201900009369 A1 IT 201900009369A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
epoxy resin
padding
inner shell
protective helmet
helmet
Prior art date
Application number
IT102019000009369A
Other languages
English (en)
Inventor
Giovanni Mazzarolo
Roberto Parissenti
Original Assignee
Alpinestars Res Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Family has litigation
First worldwide family litigation filed litigation Critical https://patents.darts-ip.com/?family=68234189&utm_source=google_patent&utm_medium=platform_link&utm_campaign=public_patent_search&patent=IT201900009369(A1) "Global patent litigation dataset” by Darts-ip is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Application filed by Alpinestars Res Spa filed Critical Alpinestars Res Spa
Priority to IT102019000009369A priority Critical patent/IT201900009369A1/it
Priority to JP2021576029A priority patent/JP7437423B2/ja
Priority to US17/617,371 priority patent/US12022904B2/en
Priority to EP20732609.1A priority patent/EP3986193B1/en
Priority to ES20732609T priority patent/ES2950112T3/es
Priority to PCT/EP2020/066770 priority patent/WO2020254411A1/en
Priority to CN202080044068.3A priority patent/CN113993409B/zh
Publication of IT201900009369A1 publication Critical patent/IT201900009369A1/it

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    • AHUMAN NECESSITIES
    • A42HEADWEAR
    • A42BHATS; HEAD COVERINGS
    • A42B3/00Helmets; Helmet covers ; Other protective head coverings
    • A42B3/04Parts, details or accessories of helmets
    • A42B3/06Impact-absorbing shells, e.g. of crash helmets
    • A42B3/062Impact-absorbing shells, e.g. of crash helmets with reinforcing means
    • A42B3/063Impact-absorbing shells, e.g. of crash helmets with reinforcing means using layered structures
    • A42B3/064Impact-absorbing shells, e.g. of crash helmets with reinforcing means using layered structures with relative movement between layers
    • AHUMAN NECESSITIES
    • A42HEADWEAR
    • A42BHATS; HEAD COVERINGS
    • A42B3/00Helmets; Helmet covers ; Other protective head coverings
    • A42B3/04Parts, details or accessories of helmets
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    • A42B3/12Cushioning devices
    • A42B3/125Cushioning devices with a padded structure, e.g. foam

Landscapes

  • Helmets And Other Head Coverings (AREA)
  • Gyroscopes (AREA)

Description

Descrizione dell’invenzione dal titolo “Casco protettivo”
La presente invenzione ha per oggetto un casco protettivo adatto ad essere indossato da un utilizzatore per proteggere la testa in caso di un impatto. In particolare, sebbene non in maniera esclusiva, la presente invenzione si riferisce ad un casco adatto ad essere utilizzato nel motociclismo, nello sci, nel ciclismo ed in altri sport similari in cui è richiesta una protezione per la testa dell’utilizzatore.
Per semplicità, nel prosieguo della descrizione si farà riferimento ed un casco da motociclismo, preferibilmente un casco da motocross.
Come ben noto nello stato dell’arte, i caschi da motociclismo comprendono una serie di strati sovrapposti accoppiati tra loro e realizzati in materiali differenti, ciascuno dei quali ha una funzione specifica.
In particolare, questi caschi possono comprendere una calotta esterna realizzata in un materiale rigido sintetico, un’imbottitura interna destinata ad essere in contatto con la testa dell’utilizzatore quando il casco è indossato ed una calotta interna ad assorbimento d’urto posizionata tra la calotta esterna e l’imbottitura.
Quindi, la disposizione degli strati del casco dall’esterno verso lo spazio interno del casco destinato ad alloggiare la testa prevede la calotte esterna, la calotta interna ad assorbimento d’urto e l’imbottitura.
La calotta esterna può essere realizzata con un materiale composito o termoplastico scelto nel gruppo comprendente policarbonato, ABS, PVC, fibra di vetro, fibra di carbonio o Kevlar ed è destinata ad essere la prima superficie a ricevere un impatto proveniente dall’esterno per distribuire la forza dell’impatto.
La calotta interna ad assorbimento d’urto può essere realizzata in materiale espanso, ad esempio EPS (polistirene espanso), EPU (poliuretano espanso), EPP (polipropilene espanso) o altri materiali collassabili.
Inoltre, la calotta interna ad assorbimento d’urto è destinata ad essere fissata al lato interno della calotta interna per assorbire la forza dell’impatto. In particolare, questi materiali sono destinati ad assorbire l’impatto attraverso una deformazione plastica considerevole fino a quando sono appiattiti per il 50% o più del loro spessore normale.
Inoltre, l’imbottitura può essere realizzata in un materiale morbido, ad esempio materiale espanso, tessuto o tessuto lavorato e la sua funzione è quella di consentire al casco di rimanere sulla testa dell’utilizzatore in modo confortevole. L’imbottitura può essere fissata, sia amovibilmente che stabilmente, alla calotta interna ad assorbimento d’urto mediante opportuni mezzi di fissaggio.
Come noto, questi caschi sono destinati a proteggere la testa dell’utilizzatore contro colpi o impatti, che includono impatti radiali, impatti tangenziali o impatti obliqui.
In particolare, gli impatti radiali avvengono quando una forza esterna colpisce la calotta esterna lungo una direzione radiale, mentre gli impatti tangenziali avvengono quando una forza esterna colpisce la calotta esterna lungo una direzione tangenziale rispetto alla superficie esterna della calotta. Gli impatti radiali e tangenziali sono molti rari e provocano, rispettivamente, un’accelerazione lineare o un’accelerazione rotazionale applicate al casco, e quindi alla testa dell’utilizzatore.
L’accelerazione lineare può causare la frattura del cranio, un ematoma epidurale e l’accelerazione traslazionale del cervello, mentre l’accelerazione rotazionale può causare la rotazione del cervello all’interno del cranio. La rotazione del cervello può provocare lesioni, come la commozione cerebrale, il danno assonale diffuso (DAI), l’ematoma subdurale, una contusione e l’ematoma intracerebrale.
Gli impatti obliqui avvengono quando la forza che colpisce il casco è la somma vettoriale di una forza normale e di una forza tangenziale e sono la tipologia di impatti più diffusa. Di fatto, gli impatti obliqui provocano una combinazione di accelerazione lineare ed accelerazione rotazionale.
Per migliorare la capacità di assorbimento degli impatti, in particolare degli impatti radiali, sono stati previsti caschi che comprendono uno strato addizionale posizionato tra calotta interna ad assorbimento d’urto e l’imbottitura.
Ad esempio, questo tipo di caschi è descritto in EP0166691 e lo strato aggiuntivo può essere realizzato in PVC (polivinilcloruro), ABS (acrilonitrile butadiene stirene), PETP (polietilene tereftalato), PC (policarbonato), poliammide, PMMA (poli(metil metacrilato) o PS (polistirene).
Anche se questi caschi riescono a migliorare la capacità di assorbimento dell’impatto rispetto ai caschi noti, non sono privi di inconvenienti.
In particolare, un inconveniente di questi caschi consiste nel fatto che essi non consentono di assorbire efficacemente la forza degli impatti obliqui, e quindi non riescono per nulla ad evitare l’accelerazione rotazionale del cervello.
Questo inconveniente deriva dal fatto che la testa dell’utilizzatore rimarrebbe completamente ferma rispetto sia alla calotta interna ad assorbimento d’urto che alla calotta esterna in caso di impatto obliquo.
Un altro inconveniente di questa soluzione consiste nel fatto che il miglioramento nell’assorbimento degli impatti radiali non è così degno di nota rispetto ai caschi noti dallo stato dell’arte.
Inoltre, sono stati messi a punto nuovi caschi con un facilitatore dello scorrimento posizionato tra la calotta interna ad assorbimento d’urto ed un dispositivo di fissaggio, utilizzato per fissare il casco alla testa dell’utilizzatore ed in contatto con la testa. Un esempio di questi nuovi caschi è descritto in EP2896308.
In questo tipo di caschi, il facilitatore dello scorrimento può essere fissato alla calotta interna ad assorbimento d’urto o al dispositivo di fissaggio e consente lo scorrimento tra loro per controllare meglio l’assorbimento della forza derivante dagli impatti obliqui, evitando quindi l’accelerazione rotazionale del cervello all’interno del cranio.
A questo scopo, il facilitatore dello scorrimento è realizzato in un materiale avente un ridotto coefficiente di attrito, o può essere ricoperto con un materiale con attrito ridotto, in particolare PTFE (polietilene tereftalato), ABS, PVC, PC, nylon o tessuti.
Il facilitatore di scorrimento può essere integrato con la calotta interna ad assorbimento d’urto o con il dispositivo di fissaggio mediante stampaggio o può essere fissato alla calotta interna ad assorbimento d’urto o al dispositivo di fissaggio usando almeno un elemento di fissaggio.
Tuttavia il casco descritto in EP2896308 non è privo di alcuni inconvenienti. Prima di tutto, questa soluzione tecnica non può essere facilmente implementata nei caschi descritti sopra e provvisti con lo strato addizionale per migliorare l’assorbimento degli impatti radiali.
Un ulteriore inconveniente di questa soluzione consiste nel fatto che il miglioramento nell’assorbimento degli impatti radiali non è così considerevole rispetto ai caschi noti dallo stato dell’arte.
Un altro inconveniente di questa soluzione tecnica consiste nel fatto che la struttura del casco è più complessa rispetto ai caschi noti, e quindi anche più costosa.
Un altro inconveniente di questa soluzione consiste nel fatto che il dispositivo di fissaggio o la calotta interna ad assorbimento d’urto provvisti del facilitatore di scorrimento non possono essere utilizzati con caschi preesistenti.
Uno scopo della presente invenzione è quello di fornire un casco protettivo con il quale gli inconvenienti sopra indicati sono risolti.
In particolare, un compito della presente invenzione è quello di fornire un casco che consenta di assorbire in modo efficace le forze degli impatti radiali che colpiscono il casco.
Un altro compito della presente invenzione è quello di fornire un casco che consenta un assorbimento effettivo delle forze degli impatti radiali ed un assorbimento parziale delle forze degli impatti obliqui.
Un ulteriore compito della presente invenzione è quello di fornire un casco protettivo che consenta di ridurre l’accelerazione lineare che il casco subisce normalmente dopo aver ricevuto un impatto radiale e parzialmente l’accelerazione rotazionale che il casco subisce normalmente dopo aver ricevuto un impatto obliquo.
Questi ed altri scopi e compiti sono ottenuti mediante un casco secondo la rivendicazione 1 e mediante rispettivi metodi di realizzazione del casco secondo le rivendicazioni 11 e 12.
I vantaggi e le caratteristiche peculiari dell’invenzione appariranno più chiaramente dalla seguente descrizione di una forma di realizzazione preferita, ma non esclusiva, di un casco protettivo con riferimento alle figure allegate in cui:
- la figura 1 illustra una vista laterale del casco secondo la presente invenzione;
- la figura 2 illustra una vista laterale sezionata del casco di figura 1, in cui la base del casco è illustrata con linee tratteggiate;
- la figura 3 illustra una vista laterale sezionata del casco simile a quello di figura 2 in cui la testa dell’utilizzatore e l’imbottitura non sono illustrati;
- la figura 4 illustra una vista prospettica di un elemento del casco secondo la presente invenzione.
Con riferimento alle figure allegate, un casco destinato ad essere indossato da un utilizzatore ed a proteggere la testa dell’utilizzatore secondo la presente invenzione è indicato globalmente con il numero di riferimento 1. Il casco è adatto ad essere utilizzato in particolare da motociclisti, specificamente da piloti di motocross. Tuttavia, come apparirà dalla seguente descrizione, il casco può essere vantaggiosamente utilizzato da ciclisti, sciatori, o in altri settori in cui è richiesta una protezione effettiva della testa dell’utilizzatore.
Come noto, il casco delimita uno spazio interno per l’inserimento della testa dell’utilizzatore H e lo spazio interno 2 è in comunicazione con l’esterno attraverso un’apertura frontale 4 quando il casco è indossato.
Per lo scopo della presente invenzione, il casco 1 è destinato ad essere indossato nel modo corretto dall’utilizzatore, vale a dire con l’apertura frontale 4 posizionata in corrispondenza del viso dell’utilizzatore per consentirgli/le di vedere attraverso l’apertura 4, come illustrato in figura 2. In una forma di realizzazione preferita meglio illustrata in figura 2, il casco 1 comprende, dall’esterno verso lo spazio interno 2, una calotta esterna rigida 6, una calotta interna ad assorbimento d’urto 8 ed un imbottitura 10. Anche il casco 1 di figura 3 comprende un’imbottitura 10, anche se non è illustrata. Preferibilmente, il casco 1 può comprendere inoltre mezzi di fissaggio, non illustrati nelle figure, per assicurare il casco 1 alla testa H dell’utilizzatore H, come ad esempio le ben note cinghiette all’altezza del mento.
Vantaggiosamente, la calotta interna ad assorbimento d’urto 8 può essere fissata in modo permanente alla superficie interna 12 della calotta esterna 6, e l’imbottitura 10 può essere accoppiata amovibilmente alla calotta interna ad assorbimento d’urto 8 come spiegato approfonditamente nel seguito.
La calotta interna ad assorbimento d’urto 8 può essere fissata alla superficie interna 12 della calotta esterna 6 sia mediante un adesivo, come ampiamente noto dallo stato dell’arte, o mediante iniezione della calotta interna ad assorbimento d’urto 8 sulla superficie interna 12 della calotta esterna 6.
Inoltre, la calotta esterna 6 è destinata a ricevere per prima un impatto proveniente dall’esterno per distribuire la forza dell’impatto su una porzione più ampia del casco 1.
Per questo motivo, il materiale della calotta esterna 6 è un materiale composito o termoplastico e può essere scelto nel gruppo comprendente il policarbonato, ABS, PVC, fibra di vetro, fibra di carbonio o Kevlar.
Come meglio illustrato in figura 1, la calotta esterna 6 può comprendere una protezione per il mento 14 ed una visiera 16. La protezione per il mento 14 è integrale con la parte rimanente della calotta esterna 6, mentre la visiera 16 può essere accoppiata amovibilmente alla calotta esterna 6 mediante mezzi di accoppiamento adatti, non illustrati nelle figure.
La calotta interna ad assorbimento d’urto 8 può essere realizzata, in modo noto, in un materiale cedevole scelto nel gruppo comprendente EPS (polistirene espanso), EPU (poliuretano espanso) o EPP (polipropilene espanso) per assorbire l’energia di un impatto.
La calotta interna ad assorbimento d’urto 8 è realizzata preferibilmente in EPS ed ha uno spessore maggiore rispetto agli spessori della calotta esterna 6 e dell’imbottitura 10 per assorbire meglio la forza dell’impatto, come illustrato nella vista in sezione di figura 2.
Come già indicato in precedenza, la calotta interna ad assorbimento d’urto 8 può subire una deformazione plastica fino a quando è appiattita per il 50% o più del suo spessore normale per assorbire l’impatto.
L’imbottitura 10 a sua volta comprende una superficie interna 18 destinata a rimanere a contatto con la testa H dell’utilizzatore quando il casco 1 è indossato dall’utilizzatore (si veda la figura 2) ed una superficie esterna 20 opposta alla superficie interna 18 e rivolta verso la superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8 (si veda la figura 2). Quindi, la calotta interna ad assorbimento d’urto 8 è interposta tra la calotta esterna 6 e l’imbottitura 10.
Lo scopo dell’imbottitura 10 è quello di consentire al casco 1 di rimanere sulla testa H dell’utilizzatore in modo confortevole e può essere realizzata in un materiale morbido, come ad esempio un tessuto o un tessuto lavorato. Può anche comprendere un’imbottitura interna, non illustrata nelle figure, per migliorare il comfort dell’utilizzatore.
Come illustrato in figura 4, l’imbottitura 10 può avere una forma a cupola e comprende un cuscinetto a corona 24 destinato a circondare le parti laterali della testa H dell’utilizzatore ed un cuscinetto superiore 26 destinato a ricoprire e ad andare a contatto con la parte superiore della testa dell’utilizzatore H.
In particolare, il cuscinetto superiore 26 può comprendere una porzione centrale 28 adatta a rimanere a contatto con la testa H dell’utilizzatore ed avente appendici collegate al cuscinetto a corona 24. Il cuscinetto superiore 26 è destinato ad essere allungato e deformato rispetto al cuscinetto a corona 24 dopo aver ricevuto un impatto.
La porzione centrale 28 del cuscinetto superiore 26, in particolare le sue appendici, possono essere fissate al cuscinetto a corona 24 mediante fasce elastiche, non illustrate nelle figure. Inoltre, possono essere previste aperture radiali 32 tra il cuscinetto superiore 26 ed il cuscinetto a corona 24, come illustrato in figura 4.
Quindi, la superficie 20 sopra indicata dell’imbottitura 10 è formata dalla superficie esterna del cuscinetto a corona 24 e dalla superficie esterna del cuscinetto superiore 26.
L’imbottitura 10 può essere fissata amovibilmente alla calotta interna ad assorbimento d’urto 8 mediante mezzi di fissaggio 34 adatti, meglio illustrati nelle figure dalla 2 alla 4.
Secondo la presente invenzione, la superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8 comprende almeno uno strato 36 realizzato in resina epossidica. Questo strato 36 durante l’utilizzo è a contatto con l’imbottitura 10, in particolare con la sua superficie esterna 20, e ancora più in particolare con la superficie esterna del cuscinetto a corona 24 e del cuscinetto superiore 26. Lo strato 36 di resina epossidica è meglio illustrato nelle figure 2 e 3, in particolare in figura 3.
Quindi, lo strato di resina epossidica 36 è posizionato tra la calotta interna ad assorbimento d’urto 8 e l’imbottitura 10 a loro volta fissati all’interno del casco 1.
La funzione principale dello strato di resina epossidica 36 è quello di consentire al casco 1 di assorbire meglio gli impatti radiali che agiscono sulla testa dell’utilizzatore.
Di fatto, lo strato 36 coopera per distribuire la forza dell’impatto su un’area più ampia della calotta interna ad assorbimento d’urto 8, riducendo quindi l’accelerazione traslazionale del casco 1.
Inoltre, si è trovato che la previsione dello strato 36 di resina epossidica in corrispondenza della superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8 consente di creare un’interfaccia che non ostacola lo spostamento reciproco tra la calotta interna ad assorbimento d’urto 8 e l’imbottitura 10, in particolare nell’evenienza di un impatto obliquo, e quindi lo spostamento reciproco tra la testa H dell’utilizzatore e la calotta interna ad assorbimento d’urto 8.
Vantaggiosamente, lo strato di resina epossidica 36 consente al casco 1 di ridurre parzialmente l’accelerazione rotazionale che agisce normalmente sulla testa H e sul cervello dell’utilizzatore durante un impatto obliquo. In questo modo, il rischio di avere un danno al cervello in caso di impatto obliquo è almeno parzialmente ridotto.
A tale riguardo, vale la pena notare che altri materiali, come ad esempio policarbonato ed acrilonitrile butadiene stirene, non sono adatti ad essere utilizzati al posto della resina epossidica dal momento che essi non hanno entrambi gli effetti tecnici sopra indicati.
Di fatto, la resina epossidica della presente invenzione è un polimero termoindurente, per cui non può essere iniettato, mentre gli altri materiali indicati in precedenza sono tutti materiali termoplastici.
Inoltre, lo strato 36 di resina epossidica consente di avere una superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8 uniforme e regolare, rispetto al caso in cui la superficie interna non è rivestita con nessun strato.
Come si può osservare dalle figure, in particolare dalla figura 3, lo strato di resina 36 ricopre tutta la superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8. In alternativa, secondo un ulteriore forma di realizzazione non illustrata nelle figure, lo strato 36 di resina epossidica può ricoprire solo parzialmente la superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8.
Preferibilmente, lo strato di resina epossidica 36 può essere applicato alla superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8 mediante spruzzatura ad aria o senza aria. In alternativa, lo strato di resina epossidica 36 può essere applicato alla superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8 mediante pennellatura o rullatura.
A prescindere dal metodo utilizzato per applicare la resina epossidica sulla superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8, lo strato di resina epossidica 36 ha preferibilmente uno spessore compreso tra 0,08 e 0,2mm.
Vantaggiosamente, l’applicazione della resina epossidica sulla superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8 può prevedere l’applicazione di una pluralità di strati di resina epossidica 36, uno sopra l’altro.
In questo modo, lo spessore dello strato di resina epossidica 36 applicato può essere regolato all’interno dell’intervallo indicato sopra secondo le esigenze operative, variando il numero di strati di resina epossidica applicati sulla superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8.
La resina epossidica è una resina tissotropica che è ottenuta dalla reazione tra un componente base che deve essere reticolato ed un indurente, che agisce da catalizzatore.
Preferibilmente, la resina epossidica ha una durezza compresa tra 60 e 70 Shore D misurata secondo lo standard ASTM D2240 ed una viscosità compresa tra 3800 e 4200 mPa · s misurata secondo lo standard ASTM D2393.
Inoltre, il coefficiente di attrito della resina epossidica non è molto elevato, per cui lo strato di resina epossidica 36 non ostacola lo spostamento relativo tra l’imbottitura 10 e la calotta interna ad assorbimento d’urto 8. Di seguito, si fornisce una tabella comparativa che riporta i valori di picco di accelerazione lineare (PLA) ed i valori di picco di accelerazione rotazionale (PRA) misurati per punti di impatto differenti su un casco comprendente una calotta interna ad assorbimento d’urto senza lo strato di resina epossidica e su un casco comprendente una calotta interna ad assorbimento d’urto rivestita con uno strato di resina epossidica.
Nella tabella riportata sopra, i riferimenti P+, R+, P-, R- identificano i differenti punti di impatto sul casco, in particolare:
- P+ identifica un impatto sulla parte posteriore del casco;
- P- identifica un impatto sulla parte anteriore del casco;
- R+ identifica un impatto sulla parte destra del casco;
- R- identifica un impatto sulla parte sinistra del casco.
I test di impatto sono stati realizzati utilizzando una strumentazione standard e procedure note nello stato della tecnica correlato.
Dalla tabella si può notare che i valori di picco di accelerazione lineare ed accelerazione rotazionale per il casco comprendente lo strato di resina epossidica sono ridotti considerevolmente rispetto ai valori di accelerazione lineare e rotazionale per il casco senza lo strato di resina epossidica.
Quindi, si può affermare che il casco della presente invenzione reduce in modo efficiente l’accelerazione lineare che agisce sulla testa dell’utilizzatore, migliorando quindi l’assorbimento dell’impatto da parte del casco.
Inoltre, inaspettatamente, si può affermare che il casco della presente invenzione è anche efficace nel ridurre l’accelerazione rotazionale che agisce sul cervello dell’utilizzatore in caso di impatto obliquo.
La presente invenzione ha per oggetto anche un metodo per l’applicazione di uno strato di resina epossidica 36, del tipo descritto sopra, su una calotta interna ad assorbimento d’urto 8 di un casco 1, in particolare sulla sua superficie interna 22.
Preferibilmente, la fase di applicazione dello strato di resina epossidica 36 sulla superficie interna 22 della calotta interna ad assorbimento d’urto 8 è realizzata mediante spruzzatura ad aria o senza aria dello strato di resina epossidica. In alternativa, lo strato di resina epossidica 36 può essere applicato mediante pennellatura o rollatura.
A questo punto della descrizione è chiaro come gli scopi predefiniti sono ottenuti con il casco provvisto dello strato di resina epossidica secondo l’invenzione.
Di fatto, uno strato di resina epossidica applicato sulla calotta interna ad assorbimento d’urto ed avente le caratteristiche indicate sopra consente al casco di assorbire meglio sia gli impatti normali che gli impatti obliqui.
Inoltre, lo strato di resina epossidica non ostacola il movimento reciproco tra la calotta interna ad assorbimento d’urto e l’imbottitura, e quindi in qualche modo consente di ridurre l’accelerazione rotazionale causata dagli impatti obliqui.
Con riferimento alle forme di realizzazione del casco descritte sopra, l’esperto del settore può, per soddisfare requisiti specifici, fare modifiche e/o sostituire gli elementi descritti con elementi equivalenti, senza per questo motivo discostarsi dallo scopo delle rivendicazioni allegate.
Ad esempio, l’esperto del settore potrebbe modificare la forma dell’imbottitura o prevedere differenti mezzi per il fissaggio dell’imbottitura alla calotta interna ad assorbimento d’urto, senza pregiudizio per l’ambito di protezione della presente invenzione.

Claims (12)

  1. Rivendicazioni 1. Casco protettivo (1) destinato ad essere indossato da un utilizzatore ed a proteggere la testa (H) dell’utilizzatore durante un impatto, il casco (1) comprendendo: - una calotta esterna rigida (6); - un’imbottitura (10) avente una superficie interna (18) destinata a rimanere a contatto con la testa (H) dell’utilizzatore quando il casco (1) è indossato dall’utilizzatore ed una superficie esterna (20) opposta alla superficie interna (18); - una calotta interna ad assorbimento d’urto (8) interposta tra detta calotta esterna rigida (6) e detta imbottitura (10) ed avente una superficie interna (22) rivolta verso la superficie esterna (20) dell’imbottitura (10); caratterizzato dal fatto che la superficie interna (22) di detta calotta interna ad assorbimento d’urto (8) comprende almeno uno strato (36) realizzato in resina epossidica a contatto con l’imbottitura (10) durante l’utilizzo.
  2. 2. Casco protettivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto almeno uno strato di resina epossidica (36) ha uno spessore compreso tra 0,08 e 0,2mm.
  3. 3. Casco protettivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta resina epossidica ha una durezza compresa tra 60 e 70 Shore D.
  4. 4. Casco protettivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta resina epossidica ha una viscosità compresa tra 3800 e 4200 mPa ·s.
  5. 5. Casco protettivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la superficie interna (22) della calotta interna ad assorbimento d’urto (8) comprende una pluralità di strati di resina epossidica (36) applicati l’uno sull’altro.
  6. 6. Casco protettivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta imbottitura (10) ha una forma a cupola.
  7. 7. Casco protettivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta imbottitura (10) comprende un cuscinetto a corona (24) destinato a circondare le parti laterali della testa dell’utilizzatore (H) ed un cuscinetto superiore (26) destinato a ricoprire e a rimanere a contatto con la porzione superiore della testa dell’utilizzatore (H).
  8. 8. Casco protettivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta imbottitura (10) è realizzata in tessuto o tessuto lavorato.
  9. 9. Casco protettivo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detto cuscinetto superiore (26) comprende una porzione centrale (28) avente appendici fissate al cuscinetto a corona (24).
  10. 10. Casco protettivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi (34) per il fissaggio amovibile di detta imbottitura (10) a detta calotta interna ad assorbimento d’urto (8).
  11. 11. Metodo per l’applicazione di uno strato di resina epossidica (36) su una calotta interna ad assorbimento d’urto (8) di un casco protettivo (1) secondo una qualunque delle rivendicazioni dalla 1 alla 10, caratterizzato dal fatto che la fase di applicazione dello strato di resina epossidica (36) è realizzata mediante spruzzatura ad aria o senza aria.
  12. 12. Metodo per l’applicazione di uno strato di resina epossidica (36) su una calotta interna ad assorbimento d’urto (8) di un casco protettivo (1) secondo una qualunque delle rivendicazioni dalla 1 alla 10, caratterizzato dal fatto che la fase di applicazione dello strato di resina epossidica (36) è realizzato mediante pennellatura o rollatura.
IT102019000009369A 2019-06-18 2019-06-18 Casco protettivo IT201900009369A1 (it)

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