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IT201900007779A1 - Metodo di controllo della dispensazione di prodotti fluidi - Google Patents

Metodo di controllo della dispensazione di prodotti fluidi Download PDF

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Publication number
IT201900007779A1
IT201900007779A1 IT102019000007779A IT201900007779A IT201900007779A1 IT 201900007779 A1 IT201900007779 A1 IT 201900007779A1 IT 102019000007779 A IT102019000007779 A IT 102019000007779A IT 201900007779 A IT201900007779 A IT 201900007779A IT 201900007779 A1 IT201900007779 A1 IT 201900007779A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
dispensing
control
fluid product
motor
detection means
Prior art date
Application number
IT102019000007779A
Other languages
English (en)
Inventor
Alessandro Caprara
Monica Clo'
Original Assignee
Corob Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Corob Spa filed Critical Corob Spa
Priority to IT102019000007779A priority Critical patent/IT201900007779A1/it
Publication of IT201900007779A1 publication Critical patent/IT201900007779A1/it

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    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F04POSITIVE - DISPLACEMENT MACHINES FOR LIQUIDS; PUMPS FOR LIQUIDS OR ELASTIC FLUIDS
    • F04BPOSITIVE-DISPLACEMENT MACHINES FOR LIQUIDS; PUMPS
    • F04B15/00Pumps adapted to handle specific fluids, e.g. by selection of specific materials for pumps or pump parts
    • F04B15/02Pumps adapted to handle specific fluids, e.g. by selection of specific materials for pumps or pump parts the fluids being viscous or non-homogeneous
    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F04POSITIVE - DISPLACEMENT MACHINES FOR LIQUIDS; PUMPS FOR LIQUIDS OR ELASTIC FLUIDS
    • F04BPOSITIVE-DISPLACEMENT MACHINES FOR LIQUIDS; PUMPS
    • F04B13/00Pumps specially modified to deliver fixed or variable measured quantities
    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F04POSITIVE - DISPLACEMENT MACHINES FOR LIQUIDS; PUMPS FOR LIQUIDS OR ELASTIC FLUIDS
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    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
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    • F04B43/00Machines, pumps, or pumping installations having flexible working members
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    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F04POSITIVE - DISPLACEMENT MACHINES FOR LIQUIDS; PUMPS FOR LIQUIDS OR ELASTIC FLUIDS
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  • Sampling And Sample Adjustment (AREA)

Description

Descrizione del trovato avente per titolo:
"METODO DI CONTROLLO DELLA DISPENSAZIONE DI PRODOTTI FLUIDI”
CAMPO DI APPLICAZIONE
Il presente trovato si riferisce ad un metodo di controllo idoneo a controllare la dispensazione di prodotti fluidi, in particolare prodotti coloranti fluidi quali vernici, smalti, inchiostri, o simili.
Il metodo di controllo secondo il presente trovato è idoneo, in particolare, ad essere attuato in macchine dispensatrici di prodotti fluidi, in particolare adatte a dispensare prodotti coloranti fluidi.
STATO DELLA TECNICA
Sono note nella tecnica molte diverse tipologie di macchine dispensatrici per dispensare una quantità dosata di prodotti coloranti fluidi. Generalmente, questo tipo di macchine comprende una pluralità di serbatoi contenenti i prodotti fluidi e connessi ciascuno ad un rispettivo circuito di dispensazione. Ciascun prodotto fluido viene estratto dal rispettivo serbatoio tramite una pompa volumetrica e mandato ad una rispettiva valvola distributrice. Quest’ultima può alternativamente consentire il passaggio del prodotto fluido proveniente dal serbatoio verso un ugello di erogazione, oppure inviare nuovamente il prodotto fluido nel relativo serbatoio attraverso un condotto di ricircolo.
Un esempio di un gruppo di erogazione noto nella tecnica, è descritto dal brevetto europeo n. EP-B 1-1.030.972, che descrive un gruppo pompante comprendente una camera pompante a volume variabile e azionato da un motore a passo tramite un meccanismo vite-madrevite. Il gruppo pompante, in particolare configurato come una pompa a soffietto, permette di mandare una certa quantità di prodotto fluido in un condotto di dispensazione, lungo il quale è collocata una valvola di non ritorno. In accordo con gli insegnamenti di questo documento anteriore, è previsto un sensore ottico operativamente associato alla camera pompante per rilevare una sua posizione di riferimento allo scopo di controllare in retroazione il processo di dispensazione comandando il movimento del motore a passo sulla base delle informazioni rilevate dal sensore ottico. In particolari condizioni di funzionamento, o per taluni particolari prodotti fluidi, si è osservato che il volume di prodotto fluido dispensato non corrisponde al volume di prodotto desiderato. Questo è dovuto principalmente al fatto che il prodotto colorante fluido, cioè un liquido sostanzialmente incomprimibile, può incorporare al suo interno anche notevoli quantità di aria, che è invece un fluido comprimibile. Di conseguenza, la differenza tra il volume effettivamente dispensato e il volume desiderato è dovuta al fatto che una porzione della camera pompante è occupata da aria, che viene erogata insieme al prodotto fluido durante la compressione della camera pompante, riducendo così la quantità di prodotto.
Allo scopo di superare questo inconveniente, per far sì che il volume effettivamente dispensato sia pari a quello desiderato, è stato sviluppato il circuito di dispensazione descritto nel brevetto statunitense n. US-B2-7.367.473. Il circuito descritto da questo documento comprende una valvola di non ritorno disposta sul condotto di dispensazione e provvista di un otturatore che permette selettivamente il passaggio del prodotto fluido verso l’ugello di dispensazione. Secondo gli insegnamenti di US-B2-7.367.473, è previsto un sensore che rileva quando l’otturatore inizia ad aprirsi, o - in un’alternativa del tutto equivalente - quanto il prodotto fluido comincia a transitare. Il segnale del sensore viene inviato al sistema di controllo, che comanda anche il motore a passo che aziona il gruppo pompante sulla base delle informazioni ricevute dal sensore, il che permette di ottenere una dispensazione precisa ed affidabile della quantità di prodotto fluido desiderata, grazie al controllo esatto del momento in cui la valvola di non ritorno inizia a consentire il passaggio del fluido.
In generale, un inconveniente delle soluzioni note nella tecnica è quello che, come detto, talvolta non riescono a gestire con flessibilità il ciclo di dispensazione della quantità di volume di prodotto fluido desiderata.
Esiste pertanto la necessità di mettere a punto un metodo perfezionato di controllo della dispensazione di prodotti fluidi che possa superare almeno uno degli inconvenienti della tecnica nota.
Uno scopo del presente trovato è mettere a punto un metodo di controllo in grado di controllare in maniera efficace la dispensazione del prodotto fluido, in particolare anche durante i periodi transitori iniziali e finali della fase di dispensazione.
Un altro scopo del presente trovato è mettere a punto un metodo di controllo in grado di controllare in maniera efficace la dispensazione del prodotto fluido per far sì che venga dispensata, in maniera precisa, affidabile e ripetibile, l’esatto volume di prodotto fluido desiderato.
Un ulteriore scopo del presente trovato è mettere a punto un metodo di controllo che ottimizzi i tempi di dispensazione del prodotto fluido.
Un altro scopo ancora del presente trovato è quello di mettere a punto un metodo di controllo idoneo a controllare la dispensazione di prodotti fluidi in macchine dispensatrici di diverse tipologie, potendo adattarsi ad esse con minime modifiche strutturali e funzionali.
Un ulteriore scopo del presente trovato è realizzare una macchina per dispensare prodotti fluidi operante secondo il suddetto metodo di controllo della dispensazione.
Per ovviare agli inconvenienti della tecnica nota e per ottenere questi ed ulteriori scopi e vantaggi, la Richiedente ha studiato, sperimentato e realizzato il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato è espresso e caratterizzato nelle rivendicazioni indipendenti. Le rivendicazioni dipendenti espongono altre caratteristiche del presente trovato o varianti dell’idea di soluzione principale.
Forme di realizzazione qui descritte si riferiscono ad un metodo di controllo della dispensazione di un prodotto fluido comprendente una fase di aspirazione del prodotto fluido da un serbatoio tramite un gruppo pompante, una fase di mandata, in cui è previsto che il gruppo pompante invii il prodoto fluido verso un’apertura di dispensazione, ove nelle fasi di aspirazione e di mandata il gruppo pompante è movimentato da mezzi di movimentazione azionati da un motore.
Secondo un aspeto carateristico del presente trovato, il metodo di controllo comprende una fase di rilevazione di uno o più parametri correlati alla viscosità del prodoto fluido tramite mezzi di rilevamento collegati ad un’unità di controllo e gestione, ed una fase in cui è previsto comandare in retroazione il suddetto motore, tramite l’unità di controllo e gestione, in funzione dei valori dei parametri rilevati dai mezzi di rilevamento.
Secondo una forma di realizzazione che sarà descritta in dettaglio nel seguito, uno dei parametri rilevati nella fase di rilevazione è la pressione del prodotto fluido e i mezzi di rilevamento comprendono sensori di pressione disposti su un condoto di mandata che si estende fra il gruppo pompante e l’apertura di dispensazione e operativamente collegati alla unità di controllo e gestione. In talune versioni, il sensore di pressione è disposto in prossimità del gruppo pompante e/o in prossimità dell’apertura di dispensazione.
Secondo un’altra forma di realizzazione, anch’essa detagliata nel seguito, uno dei parametri rilevati nella fase di rilevazione è la tensione, oppure la corrente, assorbite dal motore e i mezzi di rilevamento comprendono sensori di tensione, o di corrente, operativamente connessi al motore ed alla suddetta unità di controllo e gestione. Secondo forme di realizzazione qui previste, i sensori di tensione, o di corrente, possono comprendere Voltmetri o Amperometri di tipo noto nella tecnica.
Secondo forme di realizzazione, il metodo di controllo comprende una fase in cui è previsto memorizzare nell’unità di controllo e gestione un valore di soglia predeterminato per ciascuno dei parametri rilevati dai mezzi di rilevamento ed una fase in cui è previsto confrontare i valori rilevati dai mezzi di rilevamento con i rispettivi valori di soglia cosicché l’unità di controllo e gestione possa comandare in retroazione il motore per rallentarne il funzionamento qualora il confronto riveli che almeno uno dei parametri ha superato il corrispondente valore di soglia.
In una versione, la fase di rallentare il funzionamento del motore prevede di ridurre la velocità di movimentazione, lineare e/o angolare, di un elemento meccanico rotante tramite il quale il motore trasmette il movimento ai suddetti mezzi di movimentazione del gruppo pompante.
Secondo forme di realizzazione, il metodo di controllo comprende la fase di comandare un gruppo valvolare, in particolare comprendente una valvola deviatrice 3/2, a tre vie e due posizioni, per alternativamente dirigere il flusso del prodotto fluido verso la suddetta apertura di dispensazione oppure verso un condotto di ricircolo tramite il quale il prodotto fluido può ritornare al serbatoio.
In una versione realizzativa, è prevista la fase di rilevare la posizione di uno o più elementi mobili tramite sensori di posizione, ad esempio associati al gruppo valvolare, per rilevare la posizione di un elemento otturatore compreso in esso, in cui i sensori di posizione sono operativamente collegati all’unità di controllo e gestione per comunicare informazioni circa la posizione istantanea dell’elemento controllato. Secondo un altro aspetto del presente trovato, è previsto un circuito di dispensazione di un prodotto fluido comprendente un gruppo pompante movimentato da mezzi di movimentazione azionati da un motore, un condotto di aspirazione collegante il gruppo pompante ad un serbatoio destinato a contenere il prodotto fluido, ed un condotto di mandata che si estende fra il gruppo pompante ed un’apertura di dispensazione. Un aspetto caratteristico del circuito di dispensazione è dato dal fatto di comprendere mezzi di rilevamento configurati per rilevare uno o più parametri correlati alla viscosità del prodotto fluido e collegati ad un’unità di controllo e gestione del circuito, che è idonea a comandare in retroazione il suddetto motore in funzione dei valori dei parametri rilevati dai mezzi di rilevamento.
Un ulteriore aspetto del presente trovato si riferisce ad una macchina dispensatrice comprendente uno o più dei suddetti circuiti di dispensazione, in cui è previsto implementare il metodo di controllo in accordo con una o più delle forme di realizzazione descritte in precedenza.
Un vantaggio del metodo di controllo secondo il presente trovato è che esso consente di controllare il circuito di dispensazione, e la macchina dispensatrice che lo comprende, in modo preciso e affidabile. Infatti, il metodo di controllo del presente trovato consente di dispensare con precisione la voluta quantità di prodotto fluido a prescindere dalla sua viscosità.
Nell’ambito delle dispensazioni di prodotti fluidi con regolazione volumetrica è evidente che, a parità di tempo ciclo, il volume di prodotto fluido dispensato cambia significativamente in funzione della sua viscosità.
Il metodo di controllo in accordo con il presente trovato, grazie alla fase di rilevazione effettuata dai mezzi di rilevazione, consente di tenere conto della viscosità del prodotto fluido durante la dispensazione per far sì che venga dispensato esattamente il volume di prodotto fluido richiesto.
Un altro vantaggio del metodo di controllo secondo il presente trovato è che consente di ridurre gli sprechi di prodotto fluido, con un conseguente vantaggio sia in termini ambientali, che economici.
Nelle soluzioni note nella tecnica, infatti, può accadere che ci si accorga, spesso solo al termine del ciclo di dispensazione, che è stato dispensato un volume di prodotto fluido che eccede quello richiesto. In tal caso, il volume dispensato viene solitamente scartato. Grazie al metodo di controllo secondo il presente trovato, che attua una correzione “dinamica”, o in retroazione, del motore che comanda i mezzi di movimentazione che azionano il gruppo pompante, è possibile regolare il ciclo di dispensazione per dispensare esattamente il volume richiesto. Un ulteriore vantaggio del metodo di controllo secondo il presente trovato è quello di essere molto flessibile poiché non richiede che l’unità di controllo e gestione conosca, fra i dati di processo in essa memorizzati, la viscosità del prodotto fluido. In ogni caso, uno dei vantaggi del metodo secondo il presente trovato è dato dal fatto che è possibile tenere in considerazione anche scostamenti della viscosità effettiva del prodotto fluido in circolazione nel circuito di dispensazione rispetto alla viscosità teorica memorizzata in precedenza nell’unità di controllo e gestione, ad esempio dovuti alla imprevista presenza di aria all’interno del prodotto fluido, che lo diluisce e ne abbassa la viscosità. Questi ed altri aspetti, caratteristiche e vantaggi della presente divulgazione saranno meglio compresi con riferimento alla seguente descrizione, alle tavole di disegno e alle annesse rivendicazioni. Le tavole di disegno, che sono integrate e facenti parte della presente descrizione, illustrano alcune forme di realizzazione del presente oggetto e, unitamente alla descrizione, si propongono di descrivere i principi della divulgazione.
I vari aspetti e caratteristiche descritte nella presente descrizione possono essere applicati individualmente, dove possibile. Questi aspetti individuali, ad esempio aspetti e caratteristiche presenti nella descrizione oppure nelle rivendicazioni dipendenti allegate, possono essere oggetto di domande divisionali.
Si fa notare che qualsiasi aspetto o caratteristica che si trovi essere già nota durante la procedura di brevettazione si intende non essere rivendicata ed essere l’oggetto di un disclaimer.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato appariranno chiare dalla seguente descrizione di forme di realizzazione, fomite a titolo esemplificativo, non limitativo, con riferimento agli annessi disegni in cui: - la fig. 1 è una vista schematica di una prima forma di realizzazione di un circuito di dispensazione idoneo ad implementare un metodo di controllo della dispensazione di prodotti fluidi in accordo con il presente trovato;
- la fig. 2 è una vista schematica di una seconda forma di realizzazione di un circuito di dispensazione idoneo ad implementare un metodo di controllo della dispensazione di prodotti fluidi in accordo con il presente trovato
- la fig. 3 mostra un grafico in cui è illustrato l’andamento della velocità di movimentazione di un elemento meccanico rotante previsto nei circuiti di fig. 1 o 2.
Per facilitare la comprensione, numeri di riferimento identici sono stati utilizzati, ove possibile, per identificare elementi comuni identici nelle figure. Va inteso che elementi e caratteristiche di una forma di realizzazione possono essere convenientemente incorporati in altre forme di realizzazione senza ulteriori precisazioni.
DESCRIZIONE DI FORME DI REALIZZAZIONE
Si farà ora riferimento nel dettaglio alle varie forme di realizzazione del trovato, delle quali uno o più esempi sono illustrati nelle figure allegate. Ciascun esempio è fornito a titolo di illustrazione del trovato e non è inteso come una limitazione dello stesso. Ad esempio, le caratteristiche illustrate o descritte in quanto facenti parte di una forma di realizzazione potranno essere adottate su, o in associazione con, altre forme di realizzazione per produrre un’ulteriore forma di realizzazione. Resta inteso che il presente trovato sarà comprensivo di tali modifiche e varianti.
Prima di descrivere le forme di realizzazione, si chiarisce, inoltre, che la presente descrizione non è limitata nella sua applicazione ai dettagli costruttivi e di disposizione dei componenti come descritti nella seguente descrizione utilizzando le figure allegate. La presente descrizione può prevedere altre forme di realizzazione ed essere realizzata o messa in pratica in altri svariati modi. Inoltre, si chiarisce che la fraseologia e terminologia qui utilizzata è a fini descrittivi e non deve essere considerata come limitante.
Forme di realizzazione descritte utilizzando le figure allegate si riferiscono ad un circuito di dispensazione di prodotti fluidi, indicato nel suo complesso con il numero di riferimento 10.
Risulterà evidente per la persona esperta del settore che il circuito di dispensazione 10 qui descritto può essere compreso in una macchina di dispensazione di prodotti fluidi, non raffigurata.
In particolari forme di realizzazione, una macchina dispensatrice di prodotti coloranti fluidi può comprendere una pluralità di circuiti di dispensazione 10, ad esempio dodici, oppure sedici, oppure venti circuiti di dispensazione. In tal caso, ciascun circuito di dispensazione 10 è deputato a dispensare un rispettivo prodotto fluido, come ad esempio un prodotto colorante fluido di una particolare tonalità o sfumatura di colore.
Secondo forme di realizzazione qui previste, il circuito di dispensazione 10 comprende un serbatoio 11 contenente una determinata quantità di prodotto colorante fluido. A titolo di esempio non limitativo, il serbatoio 11 può avere una capacità di 0,5 litri, oppure 1 litro, oppure 2 litri oppure 5 litri.
Secondo forme di realizzazione, il circuito di dispensazione 10 comprende un gruppo pompante 12 configurato per far circolare il prodotto fluido nel circuito.
In forme di realizzazione, il gruppo pompante 12 comprende una pompa volumetrica.
In una forma di realizzazione preferita, il gruppo pompante 12 comprende una pompa a soffietto.
Secondo forme di realizzazione, il circuito di dispensazione 10 comprende mezzi di movimentazione 13 per azionare in movimento il gruppo pompante 12.
In una forma di realizzazione, a titolo esemplificativo e non limitativo, i mezzi di movimentazione 13 possono comprendere un meccanismo vite-madrevite. E’ evidente che in altre forme di realizzazione possono essere previsti altri mezzi di movimentazione meccanici, tecnicamente equivalenti al suddetto meccanismo vite-madrevite.
Secondo forme di realizzazione, il circuito di dispensazione 10 comprende un motore 14 idoneo ad azionare in movimento i mezzi di movimentazione 13.
In una forma di realizzazione preferita, il motore 14 può essere configurato come un motore elettrico a passo.
In altre forme realizzative, il motore 14 può essere, ad esempio, un motore idraulico o pneumatico.
Secondo versioni qui descritte del circuito di dispensazione 10, il motore 14 aziona in movimento i mezzi di movimentazione 13 tramite un elemento meccanico rotante 23, ad esempio configurato come un albero motore girevole attorno al proprio asse di sviluppo longitudinale.
Secondo forme di realizzazione, il circuito di dispensazione 10 comprende un condotto di aspirazione 15 e un condotto di mandata 16. In entrambi questi condotti 15, 16, può essere previsto disporre una valvola di non ritorno 17 che impedisce il flusso del prodotto fluido in direzione contraria a quella prevista.
Il condotto di aspirazione 15 collega il serbatoio 11 al gruppo pompante 12 e viene percorso dal prodotto fluido aspirato dal gruppo pompante 12 nella direzione indicata dalla freccia FI.
Il condotto di mandata 16 viene invece percorso dal prodotto fluido pompato dal gruppo pompante 12, nella direzione indicata dalla freccia F2.
In una prima forma di realizzazione, visibile in fig. 1, il circuito di dispensazione 10 comprende, inoltre, un gruppo valvolare 18 configurato per deviare il flusso del prodotto fluido alternativamente verso un’apertura di dispensazione 19 attraverso cui il prodotto fluido viene dispensato, oppure nuovamente verso il serbatoio 11.
Secondo tale forma di realizzazione, il gruppo valvolare 18 è disposto lungo il condotto di mandata 16, a valle rispetto alla valvola di non ritorno 17 con riferimento alla direzione del flusso del fluido F2.
In una possibile forma di realizzazione, il gruppo valvolare 18 è configurato come una valvola deviatrice 3/2, a tre vie e due posizioni, ad azionamento elettromagnetico.
Nella configurazione illustrata in fig. 1, il gruppo valvolare 18 è disposto in modo da permettere al flusso del prodotto fluido di continuare a percorrere il condotto di mandata 16 fino all’apertura di dispensazione 19 per essere dispensato.
In un’altra configurazione, non illustrata, il gruppo valvolare 18 è disposto in modo da dirigere il flusso del prodotto fluido proveniente dal condotto di mandata 16 verso un condotto di ricircolo 20, che è connesso al serbatoio 11 per ricircolare il prodotto fluido verso quest’ultimo.
Secondo forme di realizzazione, il circuito di dispensazione 10 comprende uno o più sensori di posizione 21, di tipo noto nella tecnica, idonei a rilevare la posizione di uno o più elementi mobili nel circuito.
Secondo una forma di realizzazione, i sensori di posizione 21 comprendono un encoder.
In possibili forme realizzative, i sensori di posizione 21 sono operativamente associati ad un elemento otturatore (non illustrato), che è mobile in una sede ad esso dedicata, all’intemo del gruppo valvolare 18, e/o ad un albero di collegamento che collega il gruppo pompante 12 ai mezzi di movimentazione 13.
In una seconda forma di realizzazione, visibile in fig. 2, il circuito di dispensazione 10 è privo del condotto di ricircolo 20. Di conseguenza, in tale forma di realizzazione non è previsto il gruppo valvolare 18, ma il condotto di mandata 16, a valle della valvola di non ritorno 17 consente al prodotto fluido di giungere direttamente all’apertura di dispensazione 19.
In forme di realizzazione, il circuito di dispensazione 10 comprende mezzi di rilevamento idonei a determinare, in maniera indiretta, la resistenza che il prodotto fluido oppone ai mezzi di movimentazione 13. In altre parole, i suddetti mezzi di rilevamento, rilevando una o più grandezze caratteristiche del prodotto fluido, consentono di determinare la forza necessaria per far circolare il prodoto fluido nel circuito.
In una forma di realizzazione, i mezzi di rilevamento comprendono sensori di pressione 24, di tipo noto nella tecnica, configurati per rilevare la pressione del prodoto fluido. In una versione realizzativa, può essere previsto un sensore di pressione 24 disposto a valle del gruppo valvolare 18, in prossimità dell’apertura di dispensazione 19, ed un altro sensore di pressione 24 disposto sul condotto di mandata 16, interposto fra il gruppo pompante 12 e la valvola di non ritorno 17.
In un’altra versione realizzativa, può essere previsto solamente un sensore di pressione 24, disposto in una delle due posizioni sopra descritte, o in prossimità dell’apertura di dispensazione 19, o in prossimità del gruppo pompante 12.
In altre versioni realizzative, può essere previsto un numero di sensori di pressione 24 maggiore di due, e tali sensori possono essere disposti in altre opportune posizioni del circuito dispensazione 10, diverse da quelle descrite e raffigurate, che risulteranno evidenti per un tecnico esperto del setore.
Secondo altre forme di realizzazione, i mezzi di rilevamento comprendono sensori di tensione o di corrente, idonei a rilevare rispettivamente la tensione o la corrente assorbite dal motore 14, ed indicati schematicamente nelle figure con il numero di riferimento 25. Come è noto dalla tecnica, la rilevazione delle grandezze elettriche/elettroniche relative al funzionamento di un motore permete di rilevare lo “sforzo” che il motore sta compiendo, ovvero quanta è la forza necessaria al motore per vincere le forze passive dei componenti da azionare. In questo caso, la tensione, e/o a corrente assorbite dal motore 14 sono proporzionali alla forza resistente opposta dal prodotto fluido, essendo dunque correlate alla forza necessaria a far circolare il prodotto fluido nel circuito di dispensazione 10. In altre parole, maggiore è la tensione, o la corrente, che sono assorbite dal motore 14, maggiore sarà la viscosità del prodotto fluido, che dunque necessita di una forza maggiore per poter essere circolato nel circuito di dispensazione 10. Il circuito di dispensazione 10 comprende, inoltre, una unità di controllo e gestione 22 configurata per comandare il funzionamento del circuito di dispensazione 10 per effettuare i cicli di dispensazione richiesti.
L’unità di controllo e gestione 22, di tipo programmabile e noto nella tecnica, può essere configurata per comandare il circuito di dispensazione 10 in modo idoneo ad attuare il metodo di controllo secondo il presente trovato.
Secondo forme di realizzazione, l’unità di controllo e gestione 22 è operativamente collegata almeno al motore 14 e ai mezzi di azionamento elettromagnetici del gruppo valvolare 18. Nelle forme realizzative in cui sono previsti i sensori di posizione 21, l’unità di controllo e gestione 22 è operativamente connessa anche a tali sensori per ricevere da essi l’informazione circa la posizione istantanea dell’elemento controllato. Secondo forme di realizzazione del presente trovato, l’unità di controllo e gestione 22 è operativamente connessa anche ai mezzi di rilevamento, cioè ai sensori di pressione 24 e/o ai sensori di tensione, o di corrente 25.
Il metodo secondo il presente trovato prevede di confrontare i valori di pressione, o di tensione/corrente rilevati dai mezzi di rilevamento con corrispondenti valori di soglia prestabiliti. Qualora i valori rilevati superino tali valori di soglia, il metodo prevede di “rallentare” il motore 14 e, di conseguenza, la velocità con cui si muovono l’albero di azionamento 23 ed i mezzi di movimentazione 13, e di conseguenza il gruppo pompante 12. Successivamente, il metodo prevede di continuare a confrontare i valori di pressione, o di tensione/corrente rilevati dai mezzi di rilevamento con i suddetti valori di soglia prestabiliti, per verificare che l’azione di rallentamento del motore 14 abbia fatto sì che i valori rilevati siano ritornati al di sotto dei valori di soglia.
Con riferimento al grafico di fig. 3 è illustrato un ciclo di dispensazione del prodotto fluido, in cui è visibile l’andamento della velocità lineare dell’albero di azionamento 23 in funzione del tempo T. Il ciclo di dispensazione inizia al tempo T0 e termina al tempo Tfin, istanti in cui l’albero di azionamento 23, e con esso il gruppo pompante 12, rispettivamente iniziano ed arrestano il movimento.
Il ciclo di dispensazione comprende una prima fase 101, una seconda fase 102 e una terza fase 103.
La prima fase 101 dura dal tempo T0 al tempo Tl, durante il quale la velocità cresce con una proporzionalità lineare, diretta, rispetto al tempo T. In questa fase l’albero di azionamento 23 sta accelerando per movimentare il gruppo pompante 12 nella sua fase di aspirazione del prodotto fluido.
Nella seconda fase 102, che presenta una durata che va dal tempo Tl al tempo T2, il gruppo pompante 12 continua a richiamare prodotto fluido dal serbatoio 11 mentre l’albero di azionamento 23 continua a ruotare con velocità costante.
La terza fase 103 presenta una durata che va dal tempo T2 al tempo Tfin, durante il quale la velocità dell’albero di azionamento 23 decresce con una proporzionalità lineare, inversa, rispetto al tempo T. Nella terza fase 103 l’albero di azionamento 23 inizia a rallentare fino ad arrestarsi completamente.
La durata della prima e della terza fase 101, 103 è pari a ΔΤ e, di conseguenza, la durata della seconda fase 102 è pari alla differenza fra il tempo ciclo e il doppio dell’ intervallo ΔΤ.
In fig. 3 è inoltre indicato, con linea tratteggiata e con il numero di riferimento 104, l’andamento del profilo di velocità dell’albero di azionamento 23, e con esso del gruppo pompante 12, nel caso in cui i mezzi di rilevamento abbiamo rilevato il superamento dei valori di soglia predeterminati, secondo quanto descritto in precedenza. Come si può notare dalla figura, in questo caso, in cui la viscosità del prodotto fluido è evidentemente più elevata, la massima velocità dell’albero di azionamento 23 è significativamente inferiore, ad esempio pari a circa la metà, rispetto a quella raggiunta nella seconda fase 102 sopra descritta. Si noti come, in questo caso, poiché l’albero di azionamento 23 ruota ad una velocità inferiore, il tempo ciclo Tfin’ sarà maggiore poiché per percorrere la medesima corsa sarà necessario un tempo maggiore. Relativamente al profilo di velocità 104, è evidente che cambia anche la durata delle diverse fasi sopra menzionate, e quindi anche il posizionamento nel grafito degli istanti TI e T2, che sono indicati come Τ1 e T2'.
È chiaro al metodo di controllo della dispensazione di prodotti fluidi, e al relativo circuito di dispensazione fin qui descritti possono essere apportate modifiche e/o aggiunte di fasi e/o parti, senza per questo uscire dall’ambito del presente trovato.
È anche chiaro che, sebbene il presente trovato sia stato descritto con riferimento ad alcuni esempi specifici, una persona esperta del ramo potrà senz’altro realizzare molte altre forme equivalenti di un metodo di controllo della dispensazione di prodotti fluidi, e del relativo circuito di dispensazione, aventi le caratteristiche espresse nelle rivendicazioni e quindi tutte rientranti nell’ambito di protezione da esse definito.
Nelle rivendicazioni che seguono, i riferimenti tra parentesi hanno il solo scopo di facilitare la lettura e non devono essere considerati come fattori limitativi per quanto attiene all’ambito di protezione sotteso nelle specifiche rivendicazioni.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Metodo di controllo della dispensazione di un prodotto fluido, in particolare prodotti coloranti fluidi quali vernici, pigmenti, inchiostri, o similari, comprendente una fase di aspirazione del prodotto fluido da un serbatoio (11) tramite un gruppo pompante (12), una fase di mandata, in cui è previsto che detto gruppo pompante (12) invii detto prodotto fluido verso un’apertura di dispensazione (19), in cui in detta fase di aspirazione e di mandata detto gruppo pompante (12) è movimentato da mezzi di movimentazione (13) azionati da un motore (14), detto metodo di controllo essendo caratterizzato dal fatto che è prevista una fase di rilevazione di uno o più parametri correlati alla viscosità del prodotto fluido tramite mezzi di rilevamento (24, 25) collegati ad un’unità di controllo e gestione (22), ed una fase in cui è previsto comandare in retroazione detto motore (14), tramite detta unità di controllo e gestione (22), in funzione dei valori dei parametri rilevati da detti mezzi di rilevamento (24, 25).
  2. 2. Metodo come nella rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che uno dei parametri rilevati in detta fase di rilevazione è la pressione del prodotto fluido; in cui detti mezzi di rilevamento (24, 25) comprendono uno o più sensori di pressione (24) disposti su un condotto di mandata (16) che si estende fra detto gruppo pompante (12) e detta apertura di dispensazione (19) e operativamente collegati a detta unità di controllo e gestione (22).
  3. 3 . Metodo come nella rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di rilevamento (24, 25) comprendono almeno un sensore di pressione (24) disposto in prossimità di detto gruppo pompante (12) e/o in prossimità di detta apertura di dispensazione (19).
  4. 4. Metodo come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che uno dei parametri rilevati in detta fase di rilevazione è la tensione, o la corrente, assorbite da detto motore (14); detti mezzi di rilevamento (24, 25) comprendendo uno o più sensori di tensione/corrente (25) operativamente connessi a detto motore (14) e a detta unità di controllo e gestione (22).
  5. 5. Metodo come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende una fase in cui è previsto memorizzare in detta unità di controllo e gestione (22) un valore di soglia predeterminato per ciascuno di detti parametri rilevati dai mezzi di rilevamento (24, 25); e che comprende inoltre una fase in cui è previsto confrontare i valori rilevati da detti mezzi di rilevamento (24, 25) con i rispettivi valori di soglia cosicché detta unità di controllo e gestione (22) possa comandare in retroazione detto motore (14) per rallentarne il funzionamento qualora detta fase di confrontare riveli che almeno uno dei parametri ha superato il corrispondente valore di soglia.
  6. 6. Metodo come nella rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detta fase di rallentare il funzionamento di detto motore (14) prevede di ridurre la velocità di movimentazione, lineare e/o angolare, di un elemento meccanico rotante (23) tramite il quale detto motore (14) trasmette il movimento a detti mezzi di movimentazione (13).
  7. 7. Metodo come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende la fase di comandare un gruppo valvolare (18), in particolare comprendente una valvola deviatrice 3/2, a tre vie e due posizioni, per alternativamente dirigere il flusso del prodotto fluido verso detta apertura di dispensazione (19) oppure verso un condotto di ricircolo (20) tramite il quale il prodotto fluido può ritornare a detto serbatoio (11).
  8. 8. Metodo come nella rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che comprende la fase di rilevare la posizione di uno o più elementi mobili tramite sensori di posizione (21), ad esempio associati a detto gruppo valvolare (18) per rilevare la posizione di un elemento otturatore compreso in esso, in cui i sensori di posizione (21) sono operativamente collegati a detta unità di controllo e gestione (22) per comunicare informazioni circa la posizione istantanea dell’elemento controllato.
  9. 9. Circuito di dispensazione di un prodotto fluido, in particolare prodotti coloranti fluidi quali vernici, pigmenti, inchiostri o similari, comprendente un gruppo pompante (12) movimentato da mezzi di movimentazione (13) azionati da un motore (14), un condotto di aspirazione (15) collegante detto gruppo pompante (12) ad un serbatoio (11) destinato a contenere il prodotto fluido, un condotto di mandata (16) che si estende fra detto gruppo pompante (12) ed un’apertura di dispensazione (19), detto circuito di dispensazione essendo caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi di rilevamento (24, 25) configurati per rilevare uno o più parametri correlati alla viscosità del prodotto fluido e collegati ad un’unità di controllo e gestione (22) del circuito, che è idonea a comandare in retroazione detto motore (14) in funzione dei valori dei parametri rilevati dai mezzi di rilevamento (24, 25).
  10. 10. Macchina dispensatrice caratterizzata dal fatto di comprendere una pluralità di circuiti di dispensazione (10) secondo la rivendicazione 9.
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