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IT201900007314A1 - Morsetto ad attacco rapido per sistemi di fissazione esterna - Google Patents

Morsetto ad attacco rapido per sistemi di fissazione esterna Download PDF

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Publication number
IT201900007314A1
IT201900007314A1 IT102019000007314A IT201900007314A IT201900007314A1 IT 201900007314 A1 IT201900007314 A1 IT 201900007314A1 IT 102019000007314 A IT102019000007314 A IT 102019000007314A IT 201900007314 A IT201900007314 A IT 201900007314A IT 201900007314 A1 IT201900007314 A1 IT 201900007314A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
attachment
clamp
seat
connector
external fixator
Prior art date
Application number
IT102019000007314A
Other languages
English (en)
Inventor
Daniele Venturini
Enrico Zandonà
Andrea Ottoboni
Original Assignee
Orthofix Srl
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Orthofix Srl filed Critical Orthofix Srl
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Priority to PCT/EP2020/064658 priority patent/WO2020239815A1/en
Priority to BR112021023711A priority patent/BR112021023711A2/pt
Priority to JP2021570475A priority patent/JP7525517B2/ja
Priority to EP20728039.7A priority patent/EP3975892B1/en
Priority to US17/613,273 priority patent/US12256960B2/en
Priority to CN202080038858.0A priority patent/CN113950299B/zh
Publication of IT201900007314A1 publication Critical patent/IT201900007314A1/it
Priority to IL287972A priority patent/IL287972B2/en
Priority to ZA2021/08966A priority patent/ZA202108966B/en
Priority to CONC2021/0016740A priority patent/CO2021016740A2/es

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    • A61B17/60Surgical instruments or methods for treatment of bones or joints; Devices specially adapted therefor for osteosynthesis, e.g. bone plates, screws or setting implements for external osteosynthesis, e.g. distractors, contractors
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Description

DESCRIZIONE
Campo di applicazione
La presente invenzione si riferisce ad un morsetto per applicazioni ortopediche, in particolare destinato all’accoppiamento degli elementi costitutivi un sistema di fissazione esterna.
L’invenzione trova quindi utile applicazione nel settore della chirurgia ortopedica, in particolare traumatologica.
Arte nota
In ortopedia, tecniche di fissazione esterna per la stabilizzazione, riduzione e manipolazione di segmenti ossei sono abitualmente impiegate. Tali tecniche prevedono l’applicazione chirurgica di un esoscheletro rigido, nella sua forma più semplice costituito da un insieme di barre articolate fra loro per mezzo di appositi morsetti, associato per mezzo di viti alla struttura ossea del paziente. Nel suo complesso, il sistema meccanico adottato prende il nome di fissatore esterno.
La diversità delle esigenze terapeutiche che compongono la realtà ospedaliera ha contribuito alla differenziazione di varie tipologie di fissatori, ciascuna delle quali presenta caratteristiche tecniche e morfologiche adatte per l’uso alla quale è destinata. Così per determinate applicazioni, perlopiù traumatologiche ed aventi carattere d’urgenza, sono stati sviluppati fissatori cosiddetti rapidi, appunto perché caratterizzati da semplicità e rapidità di fissaggio.
I fissatori rapidi comprendono barre strutturali connesse a morsetti di vario genere: destinati a collegare le barre fra loro nei punti di articolazione della struttura (morsetti barra-barra); oppure preposti per associare le barre a viti trapassanti e non ancorate all’osso del paziente (morsetti barra-vite). Tutti questi morsetti sono elementi di particolare criticità progettuale, dovendo conciliare le opposte esigenze di comodità di serraggio e di stabilità del fissaggio.
In questo contesto, sono stati proposti sul mercato sistemi di fissazione rapida comprendenti una pluralità di componenti che possono essere variamente assemblati per venire incontro a specifiche esigenze operatorie.
Tali sistemi prevedono in particolare attacchi di diverso tipo, ad esempio attacchi barra e attacchi vite, i quali possono essere collegati fra loro per mezzo di viti di connessione. Il chirurgo deve pertanto comporre almeno due attacchi ed una vite di connessione per realizzare un morsetto. In tali sistemi, gli attacchi barra sono generalmente sagomati a C; la barra si introduce fra le due braccia della C, laddove viene bloccata dal serraggio della vite di connessione.
I sistemi del tipo sopra descritto, pur svolgendo in modo soddisfacente la funzione alla quale sono preposti, presentano nondimeno alcuni inconvenienti ad oggi non risolti.
Un primo inconveniente riguarda l'inserimento della barra in sede di intervento operatorio. L’inserimento laterale, ovvero l'inserimento in senso trasversale all’estensione della barra, è in genere più agevole rispetto ad un inserimento longitudinale, in particolare nel caso in cui si voglia aggiungere un’ulteriore vite intermedia in un impianto dove sono già fissate due viti ossee sullo stesso moncone. L’inserimento laterale si fa preferire anche laddove la barra abbia estensione assiale considerevole e si voglia verificare, in sede operatoria, l'allineamento dei diversi morsetti che la sostengono. Con i sistemi a C di tipo noto, rinserimento laterale richiede però l’estrazione della vite di connessione che tiene uniti gli attacchi del morsetto: si deve quindi smontare completamente il morsetto e tornare a serrare il complessivo dopo l’inserzione della barra. In taluni casi, le braccia dell’attacco barra sono mantenute separate da un distanziale, che deve essere rimosso e reinserito per consentire l'inserimento della barra. L’inserimento laterale risulta pertanto un’operazione complessa e che richiederebbe un sensibile dispendio di tempo al chirurgo in sede operatoria.
Un secondo inconveniente nasce sempre dalla necessità di disassemblare il dispositivo in determinate applicazioni. Tale operazione presenta infatti un rischio di caduta e/o smarrimento dei singoli componenti, rischio particolarmente critico laddove lo smontaggio debba essere realizzato in fase operatoria.
Un terzo inconveniente è il peso del fissatore composto dalla somma di barre e morsetti, dovuto in massima parte al tipo di materiale impiegato.
Un ulteriore inconveniente deriva dal numero considerevole di pezzi che compongono il morsetto, che si traduce in costi di produzione elevati dal complessivo.
Il problema tecnico che sta alla base della presente invenzione è quindi quello di risolvere almeno alcuni degli inconvenienti lamentati nell’arte nota, e in particolare di fornire un morsetto che renda più semplice e meno rischioso limpianto del fissatore esterno su un paziente.
Sommario dellinvenzione
L’idea di soluzione che sta alla base della presente invenzione è quella di prevedere mezzi di connessione ausiliari che mantengano il morsetto coeso in una configurazione aperta per permettere l’inserzione laterale di una barra, nella quale il chirurgo possa intervenire sui componenti del morsetto prima di effettuare il serraggio.
Il suddetto problema tecnico è pertanto risolto da un morsetto per fissatore esterno, preferibilmente di tipo ad attacco rapido, comprendente: almeno un primo attacco dotato di almeno una sede di alloggiamento barra per una barra del fissatore esterno e/o di almeno una sede di alloggiamento vite per una vite ossea; almeno un secondo attacco dotato di almeno una sede di alloggiamento barra; e un connettore che, in una configurazione serrata, attraversa detto primo attacco e detto secondo attacco rendendoli solidali e realizzando il bloccaggio delle barre e/o viti ossee entro le sedi di alloggiamento barra e/o le sedi di alloggiamento vite; il morsetto essendo ulteriormente configurabile in una configurazione aperta, in cui detto connettore è almeno parzialmente estratto da detto secondo attacco liberando un accesso laterale a detta sede di alloggiamento barra, detto morsetto comprendendo mezzi di connessione ausiliari che mantengono detto primo attacco e detto secondo attacco interconnessi in detta configurazione aperta.
Grazie all’accorgimento adottato, il morsetto può quindi assumere una configurazione aperta stabile e coesa; in particolare, tale configurazione aperta può consentire l’accesso laterale ad almeno una delle sedi di alloggiamento barra solitamente chiuse dal connettore.
L’accesso laterale è particolarmente vantaggioso perché facilita l’ortopedico nell’allineamento dei morsetti successivi che devono trattenere una barra, specialmente laddove tale barra sia trattenuta da più di due morsetti allineati.
Inoltre, la coesione del morsetto in configurazione aperta previene smarrimenti o cadute dei singoli componenti, rendendo più agevole e sicura la manipolazione del morsetto, soprattutto in sede operatoria.
Preferibilmente, il connettore comprende una testa accessibile all’utilizzatore in corrispondenza di una prima estremità del morsetto e un gambo dotato di almeno una porzione filettata; detto morsetto comprendente una sede filettata posta alla sua seconda estremità; in configurazione serrata, il gambo attraversa detto primo attacco e detto secondo attacco e la porzione filettata si impegna nella sede filettata, realizzando il bloccaggio delle barre e/o viti ossee entro le sedi di alloggiamento barra e/o le sedi di alloggiamento vite; in configurazione aperta, detta porzione filettata è completamente disimpegnata dalla sede filettata.
Ancor preferibilmente, la prima estremità del morsetto è sul lato del primo attacco, la seconda estremità del morsetto è sul lato del secondo attacco, il secondo attacco comprende due bracci, collegati da un raccordo flessibile a C che definisce la sede di alloggiamento barra; in configurazione serrata, detto gambo si estende fra i due bracci interferendo con l’accesso laterale alla sede di alloggiamento barra; in configurazione aperta, detto gambo si solleva in direzione del primo attacco liberando l’accesso laterale alla sede di alloggiamento barra.
Il connettore può vantaggiosamente comprendere un collare d’arresto disposto lungo il gambo - preferibilmente al termine della porzione filettata - per limitare il serraggio massimo del morsetto. In questo modo, si evita l’eccessiva deformazione dei singoli attacchi senza dover ricorrere a distanziali separati, potenzialmente smarribili e di complesso posizionamento.
Il collare d’arresto presenta preferibilmente due superfici piane raccordate da una porzione troncoconica, predisposta ad introdursi in una corrispondente sede troncoconica del secondo attacco.
Il collare d’arresto, inoltre, può impedire la completa estrazione del connettore dal resto del morsetto in configurazione aperta, andando ad interferire con un organo di trattenimento solidale ad uno degli attacchi del morsetto stesso.
I suddetti mezzi di connessione ausiliari possono vantaggiosamente consentire, in configurazione aperta, uno spostamento assiale relativo del secondo attacco rispetto al primo attacco, fra: una prima posizione, nel quale due superfici d’accoppiamento rispettivamente previste sul primo attacco e sul secondo attacco sono reciprocamente impegnate a contatto impedendo la rotazione relativa del primo attacco rispetto al secondo attacco; e una seconda posizione, nel quale dette superfici d’accoppiamento sono discoste e la rotazione relativa del primo attacco rispetto al secondo attacco è consentita. Si consente così all’ortopedico di intervenire sull’orientamento relativo dei due attacchi in configurazione aperta.
Le superfici d’accoppiamento sopra dette possono comprendere dentature radiali o millerighe, o altri elementi predisposti all’impegno reciproco in posizione accostata.
I predetti mezzi di connessione ausiliari possono comprendere almeno un’aletta, solidale ad uno fra primo attacco e secondo attacco, e almeno una sede d’innesto solidale all’altro fra primo attacco e secondo attacco, detta almeno un’aletta essendo assialmente scorrevole entro detta sede d’innesto fino al raggiungimento di un blocco di massima estensione, detta almeno un’aletta essendo inoltre girevole entro detta sede d’innesto rispetto ad un asse di rotazione.
Preferibilmente, le alette sono solidali al secondo attacco mentre la sede d’innesto è ricavata sul primo attacco.
Il blocco di massima estensione è preferibilmente definito da un restringimento della sede d’innesto contro al quale va in battuta un dente in aggetto verso l’esterno di detta almeno un’aletta.
Le alette sono preferibilmente una pluralità, disposte lungo una circonferenza centrata nell’asse di rotazione, e deformabili verso l’interno per consentire l’innesto a scatto entro la sede d’innesto.
Ancor preferibilmente, le alette sono due, contrapposte fra loro. Lo scostamento assiale fra attacchi consentito dai mezzi di connessione ausiliari è preferibilmente tale da permettere l’accesso alle alette da parte dell’operatore. Premendo sulle alette da due lati contrapposti, l’operatore le flette verso l’interno consentendo lo svincolo dei mezzi di connessione ausiliari.
Preferibilmente, l’aletta o le alette sono solidali al secondo attacco, e definiscono un blocco all’estrazione del connettore in configurazione aperta.
Preferibilmente, la predetta azione di blocco è realizzata da un fine corsa posto all’estremità delle alette e contrapposto ai denti delle alette stesse, che trattiene il collare d’arresto del connettore. Data la flessibilità delle alette, il connettore può essere forzato oltre il fine corsa quando queste sono libere di flettersi verso l’esterno. Tale flessione verso l’esterno non è però consentita quando i mezzi di connessione ausiliari sono innestati; in tale condizione, il dente dell’aletta è esternamente in battuta contro una superficie interna della sede d’innesto.
Grazie al suddetto accorgimento, l’estrazione del fissatore risulta possibile ma subordinata alla disconnessione dei due attacchi che compongono il morsetto.
Il fine corsa è preferibilmente all’estremità di una pista cilindrica realizzata su una superficie interna dell’aletta o delle alette.
L’aletta o le alette possono essere realizzate di pezzo con uno dei due attacchi del connettore, preferibilmente il secondo attacco; in alternativa, esse possono essere realizzate su un inserto separato, che viene introdotto entro un foro centrale dell’attacco.
Preferibilmente, il primo attacco comprende almeno due sedi di alloggiamento vite, predisposte per consentire il serraggio di viti ossee di diametro diverso così da poter servire i differenti siti anatomici o differenti dimensioni delle ossa (ad esempio: 4 mm per polso, piede; 5 mm per omero, caviglia; 6 mm per bacino, femore, tibia).
Ancor preferibilmente, una prima sede può essere predisposta per alloggiare selettivamente due diametri diversi (ad esempio: 5 mm e 6 mm); una seconda sede può essere predisposta per alloggiare un terzo diametro (ad esempio: 4 mm).
Preferibilmente, il primo attacco comprende sia le sedi di alloggiamento vite che la sede di alloggiamento barra. La possibilità di attacco combinato barra/ vite consente flessibilità nell’utilizzo del morsetto, oltre ad agevolare considerevolmente l’assemblaggio dato che un unico componente può essere selezionato per diversi usi.
Il connettore prevede preferibilmente, ad un’estremità del gambo, un profilo d’innesto per un utensile di serraggio - preferibilmente una cava poligonale per una testa di chiave, ad esempio una cava esagonale per chiave a brugola - ed una manopola di serraggio per il serraggio manuale del connettore.
La manopola di serraggio può così essere vantaggiosamente utilizzata in una fase di serraggio preliminare, consentendo un montaggio ergonomico del sistema.
Il materiale dei diversi attacchi può essere, in un esempio comunque non da intendersi come esaustivo, in materiale plastico (polieterimmide, polisulfone, poliarillammide, o simili) rinforzato in fibra di vetro o carbonio, in modo da coniugare resistenza meccanica e alla sterilizzazione con costi contenuti.
Per il connettore può essere impiegato un semplice acciaio inossidabile della classe AISI 300, oppure una lega di alluminio o una lega di titanio.
Si nota inoltre che la particolarità del disegno degli attacchi e l’assenza di tolleranze ristrette suggeriscono l’adozione di tecniche di stampa tridimensionale.
Un vantaggio del morsetto sopra descritto deriva dal numero di componenti inusitatamente limitato: un connettore e due attacchi, con il dado preferibilmente solidale al secondo attacco. Si limitano così i costi di costruzione e stoccaggio, nonché la complessità dell’assemblaggio in produzione.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi appariranno maggiormente dalla descrizione dettagliata fatta qui di seguito di una forma di realizzazione preferita, ma non esclusiva, del presente trovato, con riferimento alle unite figure date a titolo esemplificativo ma non limitativo.
Breve descrizione dei disegni
La figura 1 rappresenta una vista prospettica di un primo attacco facente parte del morsetto per fissatore ortopedico secondo la presente invenzione;
la figura 2 rappresenta una vista prospettica, secondo una differente angolazione, dell’attacco di figura 1;
la figura 3 rappresenta una vista prospettica, sezionata lungo un piano mediano, dell’attacco di figura 1;
la figura 4 rappresenta una vista prospettica di una prima variante di un secondo attacco facente parte del morsetto per fissatore ortopedico secondo la presente invenzione;
la figura 5 rappresenta una vista prospettica, sezionata lungo un piano mediano, dell’attacco di figura 4;
la figura 6 rappresenta una vista prospettica di una seconda variante di un secondo attacco facente parte del morsetto per fissatore ortopedico secondo la presente invenzione;
la figura 7 rappresenta una vista prospettica dell’attacco di figura 6 a parti staccate;
la figura 8 rappresenta una vista prospettica, sezionata lungo un piano mediano, dell’attacco di figura 6 a parti staccate;
la figura 9 rappresenta una vista prospettica di una seconda variante di un connettore facente parte del morsetto per fissatore ortopedico secondo la presente invenzione;
la figura 10 rappresenta una vista laterale del connettore di figura 9;
la figura 11 rappresenta una vista frontale del connettore sezionato lungo il piano A- A di figura 10;
la figura 12 rappresenta una vista prospettica di un morsetto per fissatore esterno secondo la presente invenzione, comprendente: un primo attacco di figura 1, un secondo attacco in accordo con la prima variante di figura 4 e un fissatore in accordo con una prima variante non rappresentata nelle figure precedenti;
la figura 13 rappresenta una vista prospettica, sezionata lungo un piano mediano, del morsetto di figura 12 in configurazione serrata;
la figura 14 rappresenta una vista prospettica, sezionata lungo un piano mediano, del morsetto di figura 12 in configurazione aperta; la figura 15 rappresenta una vista prospettica a parti staccate del morsetto di figura 12;
la figura 16 rappresenta una vista prospettica a parti staccate, sezionata lungo un piano mediano, del morsetto di figura 12;
la figura 17 rappresenta una vista prospettica di un morsetto per fissatore esterno secondo la presente invenzione, comprendente: un primo attacco di figura 1, un secondo attacco in accordo con la seconda variante di figura 6 e un fissatore in accordo con la seconda variante di figura 9; il morsetto è rappresentato in una configurazione intermedia fra la configurazione serrata e la configurazione aperta;
la figura 18 rappresenta una vista prospettica del morsetto di figura 17 in configurazione aperta;
la figura 19 rappresenta una vista prospettica a parti staccate del morsetto di figura 17;
la figura 20 rappresenta un fissatore esterno, comprendente quattro morsetti del tipo in figura 12, una barra e quattro viti ossee, accoppiato all’osso lungo di un paziente; i quattro morsetti sono rappresentati in configurazione aperta;
la figura 2 1 rappresenta un fissatore esterno comprendente sei morsetti del tipo in figura 17 e tre barre.
Descrizione dettagliata
Con riferimento alle unite figure 12-19 si identificano con l e i’ due varianti di un morsetto progettato per fungere da elemento di collegamento di un fissatore ortopedico esterno 100, in particolare di un fissatore rapido del tipo illustrato nelle figure 20 e 21. Il morsetto 1; 1’ è predisposto per realizzare in modo rapido ed efficace un collegamento rigido temporaneo fra due barre di collegamento 101 o fra una barra 101 ed una vite ossea 102, di diametro di 4 mm, 5 mm o 6 mm.
Le varianti di morsetto 1 ; 1 ’ comprendono entrambe un primo attacco 2 ed un secondo attacco 3; 3’ tenuti insieme da un connettore 5; 5’; esse differiscono fra loro per l’adozione di varianti simili ma non identiche del secondo attacco 3; 3’ e del connettore 5; 5’. Altre varianti di morsetto possono derivare da diverse combinazioni di primo attacco 2, secondo attacco 3; 3’ e connettore 5; 5’.
Una prima variante di connettore 5, visibile nelle figure d’insieme 12-16, comprende un gambo 50 dotato di una porzione filettata 58 ad una sua estremità. L’estremità contrapposta del gambo 50 prevede una testa 51 raccordata al gambo per mezzo di una superficie concava 52, di conformazione sferica.
La porzione filettata 58 del gambo 50 è separata dalla successiva porzione non filettata per mezzo di un collare d’arresto 57, ovvero di una flangia circolare con superficie laterale troncoconica che si inserisce in una corrispondente sede del secondo attacco 3; 3’. Il collare d’arresto 57 definisce un fine corsa che limita il serraggio massimo del connettore 5; inoltre, come emergerà meglio dalla descrizione che segue, lo stesso collare d’arresto 57 realizza il trattenimento del connettore 5 nella sua sede di scorrimento sul morsetto 1 ; 1 ’.
La testa 51 prevede una ghiera esternamente zigrinata, che definisce una porzione d’impugnatura 54 per il serraggio preliminare manuale del connettore 5. Internamente, separato dalla manopola d’impugnatura 54 da una cavità 56 aperta in direzione opposta al gambo 50, è predisposto un profilo di innesto 53, nella fattispecie una cava esagonale per chiave a brugola.
Una seconda variante del connettore 5’, singolarmente rappresentata nelle figure 9-11 e parte del complessivo delle figure 17-19, è sostanzialmente analoga alla precedente se non per la conformazione della testa 51’.
In questo caso, la testa 51’ prevede infatti una porzione d’impugnatura 54’ biconcava, che sovrasta una porzione discoidale definendo un elemento di presa diametralmente esteso. Tale porzione di impugnatura 54’ presenta, in posizione centrale, un profilo d’innesto 53’ a cava esagonale per chiave a brugola analogo a quello precedentemente descritto per la prima variante.
La presenza di una porzione d’impugnatura 54; 54’ e di un profilo d’innesto 53; 53’ separati nei connettori 5; 5’ sopra descritti consente una prima operazione di serraggio manuale, che può essere successivamente perfezionata per mezzo di un opportuno strumento di serraggio.
I connettori 5; 5’ sopra detti si avvitano in un dado 55 di serraggio che definisce al suo interno una sede filettata 59. Il dado 55 è collocato ad un’estremità del morsetto 1 ; 1 ’ contrapposta rispetto a quella della testa 51; 51’ del connettore 5; 5’. Avvitandosi nel dado 55, il connettore 5; 5’ viene serrato impaccando gli attacchi 2, 3; 3’ interposti.
Come emergerà meglio di seguito, il dado 55 è preferibilmente realizzato di pezzo con il secondo attacco 3; 3’.
Il primo attacco 2, singolarmente rappresentato nelle figure 1-3, è dotato di due bracci, che individueremo rispettivamente come interno 20 ed esterno 21 rispetto alla struttura complessiva del morsetto 1 montato. I bracci 20, 21 sono collegati da un raccordo flessibile 22 a C, ovvero da una cerniera elastica che ne consente la flessione al di fuori da una configurazione a riposo di reciproco parallelismo.
Il raccordo flessibile 22 presenta internamente una superficie cilindrica, che si sviluppa su un arco leggermente superiore ai 180° per poi raccordarsi con le superfici planari interne dei due bracci 20, 21. Tale superficie definisce una sede di alloggiamento barra 26, allinterno della quale può essere serrata una barra di collegamento 101 del fissatore esterno 100.
All’estremità contrapposta rispetto al raccordo flessibile 22, i bracci 20, 21 definiscono rispettive ganasce 27a, 27b. Tali ganasce 27a, 27b, ispessite rispetto al resto del braccio, presentano contrapposte superfici. Su ognuna di dette superfici sono ricavate due scanalature a V, estese trasversalmente allattacco. Le scanalature, affacciate a quelle della contrapposta ganascia, definiscono due sedi di alloggiamento vite 23a, 23b. La prima sede di alloggiamento vite 23a, in posizione più esterna rispetto all’attacco 2, è predisposta per ospitare viti di 5 mm o di 6 mm, a seconda della flessione impartita ai bracci dal serraggio del connettore 5; 5’. La seconda sede di alloggiamento vite 23b, in posizione più interna, è predisposta invece per ospitare viti di 4 mm. Il chirurgo seleziona pertanto la sede di alloggiamento 23a, 23b da utilizzare a seconda del diametro della vite.
Il braccio interno 20 e il braccio esterno 21 comprendono inoltre rispettivi fori interno 24 ed esterno 25, predisposti per il passaggio del gambo 50 del connettore 5. Tali fori 24, 25 sono maggiorati rispetto al diametro del gambo 50, per consentire un gioco sufficiente ad assecondare le flessioni dellattacco 2.
Allesterno del foro di passaggio esterno 25 è realizzato uno svasamento sferico ovvero una sede convessa 28 per la superficie concava 52 del connettore 5; 5’, che qui si viene ad appoggiare con sostanziale contatto anche in condizioni di non perpendicolarità del braccio esterno 21 rispetto al gambo 50.
Si nota infine che il braccio interno 20 è definito, in una sua porzione intermedia, da una bussola cilindrica 29. Tale bussola esibisce una dentatura radiale 29a predisposta per impegnarsi contro una dentatura corrispondente dell’attacco giustapposto, garantendo la stabilità flessionale del morsetto 1. Inoltre, sulla superficie esterna sono previsti rilievi 29b angolarmente equi spaziati, nella fattispecie a 90°, utilizzabili come riferimenti angolare per garantire la perpendicolarità fra barre di collegamento 101 e viti ossee 102.
Alfintemo della bussola cilindrica è altresì definita una sede d’innesto 41 cilindrica, che si estende al di sotto della porzione di braccio 20 attraversata dal foro di passaggio interno 24. La sede d’innesto 41 presenta una bocca aperta verso il secondo attacco 3; 3’ e contornata da un restringimento 42 a gradino.
Una prima variante del secondo attacco 3 è singolarmente rappresentata nelle figure 4-5.
Il secondo attacco 3 presenta struttura analoga a quella del primo attacco 2, con l’eccezione delle differenze di seguito discusse.
Innanzitutto, il secondo attacco 3 non è dotato delle ganasce che definiscono la sede per la vite ossea. Anch’esso è dotato di due bracci, interno 30 ed esterno 3 1 rispetto alla struttura complessiva del morsetto 1 montato, collegati da un raccordo flessibile 32 a C.
Il raccordo flessibile 32 definisce anche in questo caso una sede di alloggiamento barra 36, all’interno della quale può essere serrata una barra di collegamento 101 del fissatore esterno 100.
I due bracci 30, 31 comprendono i rispettivi fori 34, 35 predisposti per il passaggio del gambo 50 del connettore 5; anche in questo caso essi presentano diametro maggiorato rispetto al diametro del gambo 50.
All’esterno del foro di passaggio 35 è realizzata una cava esagonale 38 per l’alloggiamento del dado di serraggio 55, che come precedentemente menzionato può essere inglobato nell’attacco 3 ad esempio tramite costampaggio o incastro.
Anche in questo caso il braccio interno 30 è definito, in una porzione terminale e non intermedia, da una bussola cilindrica 39. Tale bussola esibisce una dentatura radiale 39a predisposta per impegnarsi contro la dentatura dell’attacco giustapposto e rilievi 39b di riferimento spaziati di 90° l’uno rispetto all’altro.
A differenza del primo attacco, però, la bussola cilindrica 39 non definisce al suo interno una sede d’innesto.
Al disopra della bussola cilindrica 39, lateralmente rispetto al foro interno 35, si elevano invece due alette 40 contrapposte. Tali alette 40 definiscono, insieme alla sede d’innesto 41 precedentemente descritta, mezzi di connessione ausiliari 4 la cui funzione sarà chiarita nel seguito della presente descrizione.
La sezione di ogni singola aletta 40 definisce un segmento circolare; l’aletta 40 presenta pertanto una superficie esterna cilindrica contrapposta ad una superficie interna sostanzialmente planare. L’estremità della superficie esterna è sormontata da una flangia aggettante verso l’esterno, che definisce un dente 43 laterale dell’aletta.
Le alette 40 e i denti 43 sono dimensionati in maniera da consentire l’introduzione a scatto delle alette 40 entro la sede d’innesto 41 con rispettivo restringimento 42. Una volta introdotte, le alette 40 possono scorrere nel volume cilindrico definito dalla sede d’innesto 41. 1 denti 43, portandosi a battuta sul restringimento 42, impediscono in questo caso l’estrazione delle alette 40, vincolando così il secondo attacco 3 al primo attacco 2. In posizione vincolata, è comunque possibile un movimento assiale relativo fra i due attacchi 2, 3; 3’, dovuto all’escursione dei denti 43 entro la sede d’innesto 40. È anche possibile un movimento di rotazione relativo fra i due attacchi 2, 3; 3’ rispetto ad un asse di rotazione X centrale di questi, dovuto alla conformazione cilindrica di alette 40 e sede d’innesto 41, laddove i due attacchi 2, 3; 3’ siano sufficientemente discosti da evitare l’impegno reciproco delle dentature radiali 39a, 39b.
Le alette 40 sono convenientemente flessibili. Lo scostamento massimo dei due attacchi 2, 3; 3’ impegnati fra loro consente ad un operatore di accedere alle alette 40, deformandole verso l’interno e disimpegnando i denti 43 dal restringimento 42. Si realizza così la disconnessione dei due attacchi 2, 3; 3’.
La superficie interna delle alette 40 definisce una pista cilindrica 44 aperto verso l’interno dell’attacco 3. Detta pista si interrompe superiormente con un fine corsa 45. A morsetto assemblato, il perimetro esterno del collare d’arresto 57 può scorrere nella pista cilindrica 44 fino ad attestarsi contro il fine corsa 45, che impedisce l’estrazione completa del connettore 5; 5’. Per realizzare lo smontaggio completo del morsetto 1; 1’, è prima necessario disaccoppiare le alette 40 dalla sede d’innesto 41. Le alette 40, non più vincolate entro la sede d’innesto 4 1 , possono così deformarsi verso l’esterno rilasciando il collare d’arresto 57 del connettore 5; 5’.
Una seconda variante del secondo attacco 3’, singolarmente rappresentata nelle figure 6-8, è sostanzialmente identica alla prima se non per il fatto che le alette 40 sono realizzate su un inserto 46. Tale inserto 46 comprende una base comune flangiata che si introduce con interferenza entro il foro interno 34 della bussola cilindrica 39. La flangia si attesta contro la superficie inferiore del foro interno 34 definendo la corretta posizione di blocco.
I morsetti 1; 1’ sopra descritti possono assumere, oltre alla tradizionale configurazione serrata nella quale il fissatore 5; 5’ serrato blocca le barre 101 e/o le viti ossee 102 nella voluta posizione, anche una configurazione aperta che può essere utilizzata in corso d’intervento per introdurre lateralmente una barra 101 nelle sedi di alloggiamento 36 del secondo morsetto 3; 3’; ad esempio per verificare l'allineamento di una pluralità di morsetti da collegare con barra 101, come illustrato nell’unita figura 20.
Tale configurazione aperta prevede che la porzione filettata 58 del connettore 5; 5’ sia disimpegnata dal dado 55, ed estratta finché il collare d’arresto 57 non raggiunge il fine corsa 45 definito all’interno delle alette 40. In questa configurazione, il connettore 5; 5’ libera quindi del tutto l’accesso laterale alla sede di alloggiamento 36 del secondo morsetto 3; 3’. Il primo 2 e il secondo morsetto 3; 3’, non più trattenuti dalla connessione filettata, sono però mantenuti coesi dai mezzi di connessione ausiliari 4, che come sopra discusso consentono la rotazione relativa secondo l’asse di rotazione X fra i due componenti del morsetto 1 ; 1 ’.
Ovviamente, al trovato sopra descritto un tecnico del ramo, allo scopo di soddisfare esigenze contingenti e specifiche, potrà apportare numerose modifiche e varianti, tutte peraltro contenute nell’ambito di protezione dell’invenzione quale definito dalle seguenti rivendicazioni.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Morsetto (1; 1’) per fissatore esterno (100), comprendente: almeno un primo attacco (2) dotato di almeno una sede di alloggiamento barra (26) per una barra (101) del fissatore esterno (100) e/o di almeno una sede di alloggiamento vite (23a, 23b) per una vite ossea (102); almeno un secondo attacco (3; 3') dotato di almeno una sede di alloggiamento barra (36); e un connettore (5; 5') che, in una configurazione serrata, attraversa detto primo attacco (2) e detto secondo attacco (3; 3’) rendendoli solidali e realizzando il bloccaggio delle barre (101) e/o viti ossee (102) entro le sedi di alloggiamento barra (26, 36) e/o le sedi di alloggiamento vite (23a, 23b); caratterizzato dal fatto di essere ulteriormente configurabile in una configurazione aperta, in cui detto connettore (5; 5’) è almeno parzialmente estratto da detto secondo attacco (3; 3') liberando un accesso laterale a detta sede di alloggiamento barra (36), detto morsetto (1) comprendendo mezzi di connessione ausiliari (4) che mantengono detto primo attacco (2) e detto secondo attacco (3; 3') interconnessi in detta configurazione aperta.
  2. 2. Morsetto (1; 1') per fissatore esterno (100) secondo la rivendicazione 1, laddove detto connettore (5; 5') comprende una testa (51; 51') accessibile all’utilizzatore in corrispondenza di una prima estremità del morsetto (1) e un gambo (50) dotato di almeno una porzione filettata (58); detto morsetto (1) comprendente una sede filettata (59) posta alla sua seconda estremità; laddove, in configurazione serrata, il gambo (50) attraversa detto primo attacco (2) e detto secondo attacco (3) e la porzione filettata (58) si impegna nella sede filettata (59), realizzando il bloccaggio delle barre (101) e/o viti ossee (102) entro le sedi di alloggiamento barra (26, 36) e/o le sedi di alloggiamento vite (23a; 23b); e laddove, in configurazione aperta, detta porzione filettata (58) è completamente disimpegnata dalla sede filettata (59) .
  3. 3. Morsetto (1; 1’) per fissatore esterno (100) secondo la rivendicazione 2, laddove la prima estremità del morsetto (1; 1') è sul lato del primo attacco (2), la seconda estremità del morsetto (1; 1 ') è sul lato del secondo attacco (3; 3'), il secondo attacco (3; 3') comprende due bracci (30; 31), collegati da un raccordo flessibile (32) a C che definisce la sede di alloggiamento barra (36); laddove: in configurazione serrata, detto gambo (50) si estende fra i due bracci (30; 31) interferendo con l’accesso laterale alla sede di alloggiamento barra (36); in configurazione aperta, detto gambo (50) si solleva in direzione del primo attacco (2) liberando l’accesso laterale alla sede di alloggiamento barra (36).
  4. 4. Morsetto (1; 1') per fissatore esterno (100) secondo la rivendicazione 3, laddove detto connettore (5; 5') comprende un collare d’arresto (57) disposto lungo il gambo (50) per limitare il serraggio massimo del morsetto (1).
  5. 5. Morsetto (1; 1') per fissatore esterno (100) secondo la rivendicazione 4, laddove detto collare d’arresto (57) impedisce la completa estrazione del connettore (5) dal resto del morsetto (1) in configurazione aperta.
  6. 6. Morsetto (1; 1') per fissatore esterno (100) secondo una delle rivendicazioni precedenti, laddove detti mezzi di connessione ausiliari (4) consentono, in configurazione aperta, uno spostamento assiale relativo del secondo attacco (3; 3') rispetto al primo attacco (2), fra: una prima posizione, nel quale due superfici d’accoppiamento (29a, 39a) rispettivamente previste sul primo attacco (2) e sul secondo attacco (3; 3') sono reciprocamente impegnate a contatto impedendo la rotazione relativa del primo attacco (2) rispetto al secondo attacco (3; 3'); e una seconda posizione, nel quale dette superfici d’accoppiamento (29a, 39a) sono discoste e la rotazione relativa del primo attacco (2) rispetto al secondo attacco (3; 3') è consentita.
  7. 7. Morsetto (1; 1') per fissatore esterno (100) secondo la rivendicazione 6, laddove detti mezzi di connessione ausiliari (4) comprendono almeno un’aletta (40), solidale ad uno fra primo attacco (2) e secondo attacco (3; 3'), e almeno una sede d’innesto (41) solidale all’altro fra primo attacco (2) e secondo attacco (3; 3'), detta almeno un’aletta (40) essendo assialmente scorrevole entro detta sede d’innesto (41) fino al raggiungimento di un blocco di massima estensione, detta almeno un’aletta (40) essendo inoltre girevole entro detta sede d’innesto (41) rispetto ad un asse di rotazione (X).
  8. 8. Morsetto (1; 1') per fissatore esterno (100) secondo la rivendicazione 7, laddove detto blocco di massima estensione è definito da un restringimento (42) della sede d’innesto (41) contro al quale va in battuta un dente (43) in aggetto verso l’esterno di detta almeno un’aletta (40).
  9. 9. Morsetto (1; 1') per fissatore esterno (100) secondo la rivendicazione 8, laddove dette alette (40) sono una pluralità, disposte lungo una circonferenza centrata nell’asse di rotazione (X), e deformabili verso linterno per consentire l’innesto a scatto entro la sede d’innesto (41).
  10. 10. Morsetto (1; 1) per fissatore esterno (100) secondo una delle rivendicazioni 7-9, laddove detta almeno un’aletta (40) è solidale al secondo attacco (3; 3') e definisce un blocco all’estrazione del connettore (5, 5’) in configurazione aperta.
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