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IT201900006908A1 - Casco - Google Patents

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Publication number
IT201900006908A1
IT201900006908A1 IT102019000006908A IT201900006908A IT201900006908A1 IT 201900006908 A1 IT201900006908 A1 IT 201900006908A1 IT 102019000006908 A IT102019000006908 A IT 102019000006908A IT 201900006908 A IT201900006908 A IT 201900006908A IT 201900006908 A1 IT201900006908 A1 IT 201900006908A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
support arm
helmet
housing assembly
chin guard
seat
Prior art date
Application number
IT102019000006908A
Other languages
English (en)
Inventor
Antonio Locatelli
Original Assignee
Locatelli S P A
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Locatelli S P A filed Critical Locatelli S P A
Priority to IT102019000006908A priority Critical patent/IT201900006908A1/it
Priority to EP20758326.1A priority patent/EP3968805B1/en
Priority to AU2020274433A priority patent/AU2020274433A1/en
Priority to CN202080036454.8A priority patent/CN113891662A/zh
Priority to PCT/IB2020/054635 priority patent/WO2020230102A1/en
Priority to US17/610,858 priority patent/US12274324B2/en
Publication of IT201900006908A1 publication Critical patent/IT201900006908A1/it

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Classifications

    • AHUMAN NECESSITIES
    • A42HEADWEAR
    • A42BHATS; HEAD COVERINGS
    • A42B3/00Helmets; Helmet covers ; Other protective head coverings
    • A42B3/32Collapsible helmets; Helmets made of separable parts ; Helmets with movable parts, e.g. adjustable
    • A42B3/326Helmets with movable or separable chin or jaw guard

Landscapes

  • Helmets And Other Head Coverings (AREA)

Description

Descrizione del trovato avente per titolo:
"CASCO"
CAMPO DI APPLICAZIONE
Forme di realizzazione qui descritte si riferiscono ad un casco provvisto di una semi-mentoniera e di un dispositivo di aggancio, configurato per collegare in modo rilasciabile la semi-mentoniera.
STATO DELLA TECNICA
Nelle corse automobilistiche sportive è noto l’uso di un casco di protezione da parte di un utilizzatore, ad esempio un pilota e/o un navigatore.
Tipicamente tale casco comprende una calotta, o guscio, di protezione per la testa, che presenta un’apertura inferiore, configurata per l’inserimento della testa, ed un’apertura frontale, predisposta per garantire un campo visivo all’ utilizzatore.
Esistono caschi cosiddetti integrali, in cui l’apertura frontale è limitata ad una fascia frontale nella zona circostante gli occhi e inferiormente è presente un elemento per la protezione del mento, anche detto mentoniera, continuo da un lato e dall’altro della calotta ed integrale con essa, che chiude la parte frontale inferiore del guscio a maggiore protezione dell’utente.
Sono inoltre noti caschi aperti, o di tipo “jet”, in cui la mentoniera non è normalmente prevista, costituendo l’apertura frontale ed inferiore un’unica apertura continua. Tali caschi aperti, o “jet”, presentano il vantaggio di concedere maggiore comfort e libertà all’utilizzatore, pur fornendo una minore protezione rispetto a caschi integrali.
Nelle corse sportive, in particolare in ambito rallystico, è noto l’uso di un particolare casco nel quale è prevista una semi-mentoniera formata da un braccio monolitico in pezzo unico con il guscio, che si estende a sbalzo solo in parte da un lato dell’apertura frontale, terminando, in uso, in sostanziale corrispondenza della bocca dell’utente.
Un aspetto importante, relativo ai caschi provvisti di semi-mentoniera, è legato alla carente sicurezza di tali caschi durante le corse automobilistiche, in particolare in caso di incidente.
In particolare, i caschi provvisti di semi-mentoniera devono poter essere rimossi dalla testa dell’ utilizzatore parzialmente o totalmente in modo rapido ed agevole nelle fasi immediatamente successive all’incidente, movimentando il meno possibile la testa ed il collo dell’utilizzatore, per non rischiare di aggravare eventuali lesioni riportate.
La rimozione del casco può infatti essere necessaria per favorire la respirazione, o per eseguire operazioni di soccorso, come ad esempio applicare un respiratore o una maschera d’ossigeno.
Un inconveniente dei caschi noti è che in queste circostanze la semimentoniera può rappresentare un ingombro per una rimozione rapida ed agevole del casco, o anche solo per l’accesso dei soccorritori al volto dell’utilizzatore.
Ad esempio, l’ingombro dovuto alla presenza della semi-mentoniera può rappresentare un inconveniente nel caso in cui sia necessario applicare velocemente una maschera d’ossigeno.
Alcune soluzioni note, prevedono di impiegare semi-mentoniere mobili, ad esempio imperniate sulle porzioni laterali della calotta del casco e ruotabili verso l’alto o verso il basso.
Tali soluzioni tuttavia, presentano l’inconveniente che nel caso in cui l’incidente comporti impatti o urti in corrispondenza delle porzioni in cui la semi-mentoniera è imperniata alla calotta, la rotazione potrebbe risultare impedita.
Un ulteriore inconveniente di tali soluzioni è che per sollevare o ruotare la semi-mentoniera, in caso di incidente, gli operatori sono costretti ad imprimere dei movimenti rotatori e/o torsionali che inevitabilmente si ripercuotono sul collo, sulla testa e sulle vertebre dell’ utilizzatore, rischiando di aggravare eventuali lesioni riportate.
Un ulteriore inconveniente di tali soluzioni è che il sollevamento o la rotazione della semi-mentoniera richiede una certa quantità di spazio di manovra, che può non essere sufficiente nel caso in cui si debba operare negli abitacoli di autovetture eventualmente incidentate.
Altre soluzioni note, prevedono che parte della semi-mentoniera sia una porzione cedevole, che ad esempio è realizzata in un materiale più morbido del materiale con cui sono realizzate le altre porzioni del casco e/o che comprende profili, ad esempio scanalature, di rottura predefiniti. Tuttavia, in caso di incidente, la porzione cedevole della semimentoniera potrebbe favorirne il distacco, di fatto trasformando la semimentoniera in un corpo contundente che potrebbe provocare lesioni all’utilizzatore.
Inoltre, in tali soluzioni i soccorritori per rimuovere la semimentoniera devono applicare una forza sufficiente a rompere la porzione cedevole, rischiando di causare o aggravare eventuali lesioni riportate dall’ utilizzatore.
Tali soluzioni presentano inoltre l’inconveniente della non riutilizzabilità del casco a seguito della rottura accidentale o danno lieve in uso della porzione cedevole.
Esiste pertanto la necessità di perfezionare un casco che possa superare almeno uno degli inconvenienti della tecnica.
È quindi uno scopo del presente trovato è quello di fornire un casco che sia più sicuro dei caschi della tecnica nota, in particolare in caso di incidente.
Uno scopo del presente trovato è quello di fornire un casco che possa essere rimosso parzialmente o totalmente in modo rapido ed agevole dalla testa dellutilizzatore.
È uno scopo del presente trovato quello di realizzare un casco in cui la semi-mentoniera possa essere rimossa in modo rapido ed agevole dal casco, in particolare in caso di incidente.
Un ulteriore scopo del presente trovato è quello di realizzare un casco in cui la rimozione della semi-mentoniera non richieda di applicare impulsi o movimenti rotatori o torsionali al collo dellutilizzatore.
Un ulteriore scopo del presente trovato è quello di realizzare un casco che consenta la rimozione della semi-mentoniera anche in spazi ridotti. Un ulteriore scopo del presente trovato è quello di raggiungere gli scopi menzionati, ed altri ancora, senza compromettere la sicurezza del casco, ed in particolare le caratteristiche di resistenza agli urti.
Per ovviare agli inconvenienti della tecnica nota e per ottenere questi ed ulteriori scopi e vantaggi, la Richiedente ha studiato, sperimentato e realizzato il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato è espresso e caratterizzato nella rivendicazione indipendente. Le rivendicazioni dipendenti espongono altre caratteristiche del presente trovato o varianti dell’idea di soluzione principale.
Il presente trovato si riferisce ad un casco comprendente una calotta provvista di una coppia di estensioni laterali ed una semi-mentoniera prevista su una delle estensioni laterali.
Secondo un aspetto, il casco comprende inoltre un dispositivo di aggancio, configurato per collegare in modo rilasciabile la semimentoniera alla rispettiva estensione laterale.
In forme di realizzazione, il dispositivo di aggancio comprende un braccio di supporto, su cui è fissata la semi-mentoniera, ed un assieme di alloggiamento, disposto sull’estensione laterale alla quale è collegata la semi-mentoniera, e che stabilmente alloggia in modo selettivamente removibile detto braccio di supporto.
Vantaggiosamente, il dispositivo di aggancio così configurato consente quindi di inserire e disinserire in modo rapido ed agevole la semi-mentoniera nella calotta del casco, agevolando le operazioni di soccorso in caso di incidente e non richiedendo operazioni di torsione o rotazione per rimuovere la semi-mentoniera dal casco.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Questi ed altri aspetti, caratteristiche e vantaggi del presente trovato appariranno chiari dalla seguente descrizione di forme di realizzazione, fomite a titolo esemplificativo, non limitativo, con riferimento agli annessi disegni in cui:
- le figg. 1, 2, e 4 sono rappresentazioni schematiche di un casco in accordo con forme di realizzazione del presente trovato;
- la fig. 3 è una rappresentazione schematica di un casco in accordo con forme di realizzazione del presente trovato, in cui, a fini esplicativi, è stato reso visibile un dispositivo di aggancio;
- la fig. 5 illustra la regolazione del microfono in un casco in accordo con forme di realizzazione del presente trovato;
- la fig. 6 è una vista schematica esplosa di un dispositivo di aggancio in accordo con forme di realizzazione del presente trovato;
- la fig. 7 è una vista schematica laterale di un dispositivo di aggancio in accordo con forme di realizzazione del presente trovato;
- la fig. 8 è una vista schematica laterale di un dispositivo di aggancio, in configurazione agganciata, in accordo con forme di realizzazione del presente trovato.
- la fig. 9 è una vista schematica in prospettiva di un dispositivo di aggancio, in configurazione agganciata, in accordo con forme di realizzazione del presente trovato.
- la fig. 10 è una vista schematica laterale di un dispositivo di aggancio in accordo con forme di realizzazione del presente trovato;
- le figg. 11-17 sono viste schematiche di un dispositivo di aggancio in accordo con forme di realizzazione del presente trovato.
Per facilitare la comprensione, numeri di riferimento identici sono stati utilizzati, ove possibile, per identificare elementi comuni identici nelle figure. Va inteso che elementi e caratteristiche di una forma di realizzazione possono essere convenientemente incorporati in altre forme di realizzazione senza ulteriori precisazioni.
DESCRIZIONE DI FORME DI REALIZZAZIONE
Si farà ora riferimento nel dettaglio alle varie forme di realizzazione del trovato, delle quali uno o più esempi sono illustrati nelle figure allegate. Ciascun esempio è fornito a titolo di illustrazione del trovato e non è inteso come una limitazione dello stesso. Ad esempio, le caratteristiche illustrate o descritte in quanto facenti parte di una forma di realizzazione potranno essere adottate su, o in associazione con, altre forme di realizzazione per produrre un’ulteriore forma di realizzazione. Resta inteso che il presente trovato sarà comprensivo di tali modifiche e varianti.
Prima di descrivere le forme di realizzazione, si chiarisce, inoltre, che la presente descrizione non è limitata nella sua applicazione ai dettagli costruttivi e di disposizione dei componenti come descritti nella seguente descrizione utilizzando le figure allegate. La presente descrizione può prevedere altre forme di realizzazione ed essere realizzata o messa in pratica in altri svariati modi. Inoltre, si chiarisce che la fraseologia e terminologia qui utilizzata è a fini descrittivi e non deve essere considerata come limitante.
Il presente trovato si riferisce ad un casco 10 di protezione, schematicamente illustrato in fìgg. 1-5, in particolare ma non limitativamente un casco per automobilismo, che soddisfa gli scopi sopra menzionati.
Peraltro, il casco 10 di protezione qui descritto può essere impiegato anche in altri ambiti, non necessariamente riferiti all’automobilismo, quali motociclismo, oppure per la pratica di altri sport, ad esempio sport invernali, ad esempio sci o snowboard, oppure ancora per la pratica del parapendio od altre attività sportive, civili, professionali che richiedono l’uso di caschi di protezione del tipo di cui si discute.
Il casco 10 del presente trovato comprende una calotta 11, atta ad avvolgere almeno una porzione del cranio dell’ utilizzatore, ed un’imbottitura 12.
La calotta 11 è provvista di una coppia di estensioni laterali 13a, 13b, in particolare un’estensione laterale sinistra 13a e un’estensione laterale destra 13b, atte ad avvolgere almeno parzialmente le parti laterali del volto di un utilizzatore, e che delimitano lateralmente un’apertura frontale del casco.
In forme di realizzazione, le estensioni laterali 13a, 13b possono sia essere realizzate come pezzi separati, fissati alla calotta 11, che realizzati in pezzo unico con la calotta 11.
La calotta 11 e le estensioni laterali 13a, 13b possono essere realizzati in materiali idonei a fornire protezione alla testa dell’ utilizzatore in caso di incidente, ad esempio in materiali polimerici, resine, fibra di carbonio, o loro combinazioni.
In forme di realizzazione, il casco 10 può inoltre comprendere un’imbottitura 12, idonea a migliorare il comfort di vestibilità per l' utilizzatore e ad assorbire urti ed impatti associati ad eventuali incidenti.
Il casco 10 comprende inoltre una semi-mentoniera 14, prevista su una di dette estensioni laterali 13a, 13b.
Nella presente descrizione l’espressione “rispettiva estensione laterale 13 a, 13b” indicherà l’estensione laterale 13 a, 13b su cui è montata la semi-mentoniera 14, comprendendo con ciò la possibilità che la semimentoniera 14 possa indifferentemente essere montata sull’estensione laterale sinistra 13a o destra 13b.
In forme di realizzazione la semi-mentoniera 14 è montata a sbalzo e sporgente rispetto alla calotta 11.
In forme di realizzazione, la semi-mentoniera 14 può comprendere diversi componenti, come uno strato di rivestimento, ad esempio realizzato in materiale polimerico o in fibra di carbonio, uno o più corpi plastici, che possono essere conformati per conferire alla semimentoniera 14 forme e dimensioni opportune.
In forme di realizzazione, la semi-mentoniera 14 può inoltre comprendere un microfono e/o corpi o assiemi configurati per alloggiare e/o per asservire il microfono, fornendo funzionalità aggiuntive, come ad esempio un filtro per ridurre il rumore di fondo durante la trasmissione, dispositivi per migliorare la qualità del segnale audio, cavi di alimentazione elettrica, dispositivi di elaborazione digitale.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig.
3, il casco 10 comprende un dispositivo di aggancio 15, configurato per collegare la semi-mentoniera 14 alla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b.
Secondo un aspetto, il dispositivo di aggancio 15 è configurato per collegare in modo rilasciabile la semi-mentoniera 14 alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b.
A titolo esemplificativo e non limitativo, in fig. 1 è illustrata la semimentoniera 14 sganciata, o rilasciata, dalla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b, mentre in fig. 3 è illustrata la semi-mentoniera 14 collegata, o agganciata, alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b.
In forme di realizzazione, il dispositivo di aggancio 15 comprende un braccio di supporto 16, su cui è fissata la semi-mentoniera 14.
In forme di realizzazione schematicamente descritte mediante fig. 2, il braccio di supporto 16 può essere scorrevolmente mobile rispetto alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b, per selettivamente regolare una distanza D tra la semi-mentoniera 14 e la rispettiva estensione laterale 13a, 13b.
In particolare, in fig. 2, la semi-mentoniera 14 è collegata alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b ad una distanza D, che può essere regolata mediante avvicinamento o allontanamento del braccio di supporto 16 rispetto alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig.
6, il braccio di supporto 16 può prevedere una porzione di aggancio 50, in cui sono previsti dei fori 20 in cui vengono inseriti mezzi di fissaggio 51 per fissare la semi-mentoniera 14.
Il braccio di supporto 16 può inoltre presentare una porzione di collegamento 34, contrapposta alla porzione di aggancio 50 e predisposta per collegare il braccio di supporto 16 alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b; a tal fine, in forme di realizzazione non illustrate nelle figure, la porzione di collegamento 34 può presentare dei fori 20 predisposti per l’inserimento di appositi mezzi di fissaggio 51 per fissare la semimentoniera 14 alla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b.
In forme di realizzazione, il braccio di supporto 16 è realizzato in materiale di resistenza opportuna per sostenere la semi-mentoniera 14, ad esempio materiale metallico.
In forme di realizzazione, il braccio di supporto 16 può essere realizzato in pezzo unico, ad esempio configurato come un’unica struttura allungata.
In forme di realizzazione alternative, esemplificativamente descritte mediante fig. 6, il braccio di supporto 16 può essere realizzato come un assieme, comprendente diversi elementi assemblati fra loro anche eventualmente realizzati con materiali diversi.
Il dispositivo di aggancio 15 del presente trovato può inoltre comprendere un assieme di alloggiamento 17, disposto sull’estensione laterale 13a, 13b alla quale è collegata la semi-mentoniera 14.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig.
3, l’assieme di alloggiamento 17 stabilmente alloggia in modo selettivamente removibile il braccio di supporto 16.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig.
2, l’assieme di alloggiamento 17 stabilmente alloggia in modo selettivamente regolabile il braccio di supporto 16.
In tali forme di realizzazione, il braccio di supporto 16 può essere configurato per definire, in cooperazione con l’assieme di alloggiamento 17, una pluralità di posizioni stabili della semi-mentoniera 14, aventi ciascuna differente distanza D dalla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b.
A titolo esemplificativo e non limitativo, in fig. 2 è illustrata una di tale pluralità di posizioni stabili, in cui la semi-mentoniera 14 è disposta ad una distanza D dalla rispettiva estensione laterale 13a, 13b.
Come esemplificativamente illustrato in figg. 6, 7, 8, 10, il braccio di supporto 16 può essere inserito, almeno parzialmente, in una camera 21 presente nell’assieme di alloggiamento 17.
È quindi possibile definire un asse di inserimento X associato alla direzione di inserimento del braccio di supporto 16 nella camera 21, e sostanzialmente corrispondente con lo sviluppo longitudinale del braccio di supporto 16 e della camera 21.
In tali forme di realizzazione, la porzione di collegamento 34 può comprendere almeno una sede di ingaggio 32, avente un profilo caratterizzato da sagomature, rientranze, sporgenze, denti, concavità, convessità, o altre forme, atto a consentire l’aggancio del braccio di supporto 16 nell’assieme di alloggiamento 17.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig.
10, nella porzione di collegamento 34 del braccio di supporto 16 sono realizzate una pluralità di sedi di ingaggio 32, disposte longitudinalmente allineate per definire la pluralità di posizioni stabili della semimentoniera 14.
Con riferimento alle forme di realizzazione descritte mediante figg. 2 e 10, a ciascuna di dette sedi di ingaggio 32 corrisponde una determinata posizione stabile della semi-mentoniera 14, definita da una distanza D della semi-mentoniera 14 rispetto alla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b.
In forme di realizzazione descritte mediante figg. 6, 7 e 8, il braccio di supporto 16 presenta inoltre una porzione di arresto 49, configurata per andare in battuta contro l' assieme di alloggiamento 17, definendo un fine corsa di inserimento del braccio di supporto 16 nell’assieme di alloggiamento 17.
Tale porzione di arresto 49 può inoltre essere prevista nelle forme di realizzazione descritte mediante figg. 2 e 10. In tali forme di realizzazione la porzione di arresto 49 può essere configurata per definire il fine corsa del braccio di supporto 16 nell'assieme di alloggiamento 17 in corrispondenza dell'ultima sede di ingaggio 32, ovvero la più vicina alla porzione di aggancio 50, a cui corrisponde la posizione stabile di minima distanza D della semi-mentoniera 14 dalla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b.
In forme di realizzazione, l’assieme di alloggiamento 17 viene applicato su una delle estensioni laterali 13a, 13b della calotta 11 mediante mezzi di fissaggio 51, ad esempio viti inserite in appositi fori 20.
In forme di realizzazione, l’assieme di alloggiamento 17 comprende una piastra di alloggiamento 18 ed una contropiastra di chiusura 19, configurate in modo tale da definire, quando fissate l’una contro l’altra, la camera 21.
In forme di realizzazione, all’ interno della camera 21 è alloggiato in modo selettivamente removibile almeno il braccio di supporto 16 o una porzione di esso.
In forme di realizzazione, aH’intemo della camera 21 è alloggiato scorrevolmente almeno il braccio di supporto 16.
In forme di realizzazione, la piastra di alloggiamento 18 può essere fissata alla calotta 11 mediante mezzi di fissaggio 5 1 , ad esempio viti, per cui possono essere presenti degli appositi fori 20 passanti.
In forme di realizzazione la contropiastra di chiusura 19 può essere fissata alla piastra di alloggiamento 18 mediante mezzi di fissaggio 51, ad esempio viti, per cui possono essere presenti degli appositi fori 20 passanti.
In forme di realizzazione, l’assieme di alloggiamento 17 comprende un organo di bloccaggio 25, attuabile per selettivamente passare da una prima posizione operativa ad una seconda posizione operativa.
L’organo di bloccaggio 25 nella prima posizione operativa, esemplificativamente illustrato con tratto continuo in figg. 7 e 8, è atto ad impegnare almeno una delle sedi di ingaggio 32 realizzate sulla porzione di collegamento 34 del braccio di supporto 16, vincolando il braccio di supporto 16 nella camera 21.
Nelle forme di realizzazione descritte mediante fig. 10, l’organo di bloccaggio 25 nella prima posizione operativa è atto ad impegnare una selezionata delle sedi di ingaggio 32, vincolando detto braccio di supporto 16 nella camera 21.
In tali forme di realizzazione, la sede di ingaggio 32 in cui viene ingaggiato l’organo di bloccaggio 25 determina quindi la distanza D a cui viene regolata la semi-mentoniera 14.
In tali forme di realizzazione, la regolazione della semi-mentoniera 14 rispetto alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b è quindi una regolazione discreta, in cui è possibile assegnare alla semi-mentoniera 14 una fra una pluralità di posizioni stabili.
L’organo di bloccaggio 25 nella seconda posizione operativa, esemplificativamente illustrato in tratteggio in fìgg. 7, 8 e 10, è atto a consentire il disinserimento del braccio di supporto 16 dalla camera 21. In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante figg. 6, 7 e 8, l’organo di bloccaggio 25 può essere configurato come una leva ruotabile 25a, che presenta un primo braccio 25b, atto ad essere operato manualmente da un utilizzatore, ed un secondo braccio 25c, atto ad impegnare la sede di ingaggio 32 del braccio di supporto 16.
La leva ruotabile 25a può essere inoltre imperniata alla piastra di alloggiamento 18, o anche alla contropiastra di chiusura 19, mediante un apposito perno 28 situato in una sua porzione mediana.
Il secondo braccio 25c della leva 25a può presentare un profilo coniugato al profilo dell’almeno una sede di ingaggio 32 presente sulla porzione di collegamento 34 del braccio di supporto 16.
I profili del secondo braccio 25c e della sede di ingaggio 32 sono inoltre configurati in modo tale da prevenire il movimento retrogrado del braccio di supporto 16 una volta ingaggiato dall’organo di bloccaggio 25, come esemplificativamente illustrato in fig. 8.
In forme di realizzazione descritte mediante fig. 10, il secondo braccio 25c è atto ad impegnare una selezionata delle sedi di ingaggio 32 del braccio di supporto 16.
Inoltre, nelle forme di realizzazione descritte mediante fig. 10, le sedi di ingaggio 32 presentano ciascuna un profilo concavo, ed il secondo braccio 25c presenta una porzione sporgente 25d con un profilo convesso e coniugato al profilo concavo delle sedi di ingaggio 32.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante figg. 6, 7, 8, 10, l’assieme di alloggiamento 17 comprende inoltre un elemento elastico 30, ad esempio una molla o una linguetta metallica ricurva, cooperante con l’organo di bloccaggio 25 per mantenerlo normalmente nella prima posizione operativa.
In forme di realizzazione descritte mediante fig. 6, l’elemento elastico 30 comprende un tratto di aggancio 30b, predisposto per essere agganciato alla camera 21, ed un tratto operativo 3 Oc, predisposto per operare a contrasto contro una superficie di battuta del secondo braccio 25c della leva 25a.
In forme di realizzazione, un’estremità terminale dell’elemento elastico 30, contrapposta al tratto operativo 30b, può essere configurata come un’appendice 30a. Tale appendice 30a può formare un angolo rispetto al tratto di aggancio 30b, in maniera tale da migliorare l’aggancio dell’elemento elastico 30 nella camera 2 1.
Altre forme di realizzazione possono prevedere che l’organo di bloccaggio 25 e l’elemento elastico 30 siano realizzati in corpo unico, ad esempio prevedendo un’unica linguetta metallica flessibile, di forme e dimensioni opportune, ad esempio a forma di T, vincolata in modo opportuno alle pareti della camera 21.
In forme di realizzazione, la piastra di alloggiamento 18 e/o la contropiastra di chiusura 19 presentano delle porzioni sagomate 22, che definiscono nella camera 21 una prima sede 23, per alloggiare l’organo di bloccaggio 25 nella prima posizione operativa e nella seconda posizione operativa, una seconda sede 24, per alloggiare una porzione del braccio di supporto 16, ed una terza sede 31, per alloggiare almeno il tratto di aggancio 30b dell’elemento elastico 30.
Tali porzioni sagomate 22 possono ad esempio comprendere sporgenze, gradini, scanalature, spigoli, protrusioni, protuberanze, superfici sopraelevate.
Le pareti della camera 21, non necessariamente regolari, sono quindi formate dalla superficie interna della piastra di alloggiamento 18, dalla superficie interna della contropiastra di chiusura 19 e dalle porzioni sagomate 22, come schematicamente illustrato in fìg. 6.
La seconda sede 24 della camera 21 si sviluppa quindi sostanzialmente lungo l’asse di inserimento X, e presenta dimensioni coerenti con le dimensioni del braccio di supporto 16.
Il secondo braccio 25c della leva ruotabile 25a è inoltre configurato in modo tale che una sua porzione si trovi nella seconda sede 24.
L’escursione angolare del movimento rotatorio della leva ruotabile 25a rispetto all’asse del perno 28 risulta quindi limitata dal contatto fra i bracci 25b, 25c della leva ruotabile 25a e le pareti della camera 21, estendendosi per un intervallo angolare limitato.
Inoltre, in forme di realizzazione schematicamente descritte mediante fig. 6, 7, 8, nella seconda sede 24 della camera 21 può essere previsto un perno di fine corsa 29.
In tali forme di realizzazione, la porzione di collegamento 34 del braccio di supporto 16 presenta una sede con profilo concavo 33, di forma coniugata per ingaggiare il perno di fine corsa 29 quando il braccio di supporto 16 è a fine corsa nell’assieme di alloggiamento 17. In forme di realizzazione, sul perno di fine corsa 29 è calzato un anello 48, configurato per compensare o ridurre il gioco tra il braccio di supporto 16 e l’assieme di alloggiamento 17, come esemplificativamente illustrato in figg. 6 e 8.
In tali forme di realizzazione, l’anello 48 può essere configurato come un O-ring realizzato in materiale elastico.
In forme di realizzazione, descritte mediante fig. 7, 8, 9 e 10, il braccio di supporto 16 presenta una porzione di arresto 49, configurata per andare in battuta contro l’assieme di alloggiamento 17, definendo un fine corsa di inserimento del braccio di supporto 16 nell’assieme di alloggiamento 17.
Il fine corsa del braccio di supporto 16 nell’assieme di alloggiamento 17 può quindi essere definito dal perno di fine corsa 29, dalla porzione di arresto 49 o da entrambe le caratteristiche.
In forme di realizzazione, la camera 21 presenta una prima apertura 26, da cui sporge una porzione del primo braccio 25b della leva ruotabile 25a, come schematicamente illustrato in fig. 9, in modo tale che sia accessibile per essere movimentata dall’esterno, da un utilizzatore.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante figg. 6 e 9, la parte terminale del primo braccio 25b può presentare un tratto zigrinato 25 d, che consente una migliore presa e movimentazione da parte dell’ utilizzatore.
In forme di realizzazione, la camera 21 presenta inoltre una seconda apertura 27, in cui viene inserita la porzione di collegamento 34 del braccio di supporto 16.
L’inserimento del braccio di supporto 16 nell’assieme di alloggiamento 17 prevede quindi che il braccio di supporto 16 venga inserito nella seconda apertura 27 della camera 21 lungo l’asse di inserimento X, finché la porzione di collegamento 34 arriva in battuta contro l’organo di bloccaggio 25, ad esempio il secondo braccio 25c della leva ruotabile 25a, disposto nella prima posizione operativa.
Come schematicamente illustrato in fig. 7, una spinta del braccio di supporto 16 lungo l’asse di inserimento X farà quindi flettere l’elemento elastico 30, movimentando l’organo di bloccaggio 25 nella seconda posizione operativa, e consentendo l’inserimento del braccio di supporto 16.
La fine corsa di inserimento del braccio di supporto 16 sarà quindi determinata dalla battuta della sede con profilo concavo 33 contro il perno di fine corsa 29 e/o dalla battuta della porzione di battuta 49 contro l’assieme di allogiamento 17, e dal contestuale rientro dell’organo di bloccaggio 25 nella prima posizione operativa, come schematicamente illustrato in fig. 8.
Nel caso in cui l’organo di bloccaggio 25 sia la leva ruotabile 25a, il secondo braccio 25c viene ingaggiato nella sede di ingaggio 32, prevenendo la movimentazione retrograda del braccio di supporto 16, una volta inserito.
Tale caratteristica consente quindi un ancoraggio saldo e sicuro del braccio di supporto 16 nell’assieme di alloggiamento 17, e quindi il collegamento della semi-mentoniera 14 alla calotta 11.
Il disinserimento del braccio di supporto 16 dall’assieme di alloggiamento 17, e quindi della semi-mentoniera 14 dalla calotta 11, può essere effettuato disimpegnando manualmente l’organo di bloccaggio 25 dal braccio di supporto 16, ad esempio movimentando il primo braccio 25b della leva ruotabile 25a nel verso indicato dalla freccia in fig. 8.
Una volta che l’organo di bloccaggio 25 è posizionato nella seconda posizione operativa, il braccio di supporto 16 può essere facilmente disinserito dall’assieme di alloggiamento 17.
Il dispositivo di aggancio 15 così configurato consente quindi di collegare in modo rilasciabile la semi-mentoniera 14 alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b, permettendone l’inserimento e il disinserimento lungo l’asse di inserimento X.
Vantaggiosamente, tale caratteristica consente, in caso di incidente, di liberare in modo rapido il volto dell’utilizzatore dalla semi-mentoniera 14, agevolando inoltre la rimozione del casco 10, una volta privato della semi-mentoniera 14, dalla testa dell’ utilizzatore.
Tale caratteristica inoltre richiede un minore spazio di manovra per la rimozione della semi-mentoniera 14, e quindi del casco 10, rispetto a soluzioni che prevedono delle rotazioni della semi-mentoniera 14, ad esempio verso l’esterno o verso l’alto.
Tale caratteristica presenta l’ulteriore vantaggio che la rimozione della semi-mentoniera 14 non richiede movimenti di rotazione e/o torsione della testa dell’utilizzatore del casco 10, che potrebbero causare o aggravare ulteriormente eventuali danni, lesioni, o traumi vertebrali, ad esempio in corrispondenza del collo dell’ utilizzatore, riportati a seguito di un incidente.
Risulta inoltre ovvio che sono previste dal presente trovato forme di realizzazione descritte dalla combinazione di figg. 6 e 10, in cui è possibile collegare la semi-mentoniera 14 alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b sia in maniera rilasciabile, che in maniera scorrevolmente mobile, permettendo sia il disinserimento del braccio di supporto 16 dall’assieme di alloggiamento 17, che la regolazione della distanza D.
Nelle forme di realizzazione in cui il braccio di supporto 16 è realizzato come un assieme, esso può essere configurato come un braccio articolato.
In tali forme di realizzazione, il braccio di supporto 16 può collegare in modo rotativo verso l’esterno la semi-mentoniera 14.
In tali forme di realizzazione, ad esempio descritte mediante fig. 6, il braccio di supporto 16 comprende una piastra di collegamento 35, collegata alla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b, ed una piastra terminale 36, su cui viene fissata la semi-mentoniera 14.
La piastra di collegamento 35 e la piastra terminale 36 sono tra loro incernierate per ruotare la piastra terminale 36 attorno ad un asse di rotazione R, esemplificativamente illustrato in figg. 7, 8, 9 e 10.
In particolare, in tali forme di realizzazione può essere prevista una cerniera 42, o un cardine, o un’articolazione, o un impemiamento, o un sistema di collegamento articolato, che consente la rotazione della piastra terminale 36 rispetto alla piastra di collegamento 35.
In tali forme di realizzazione, la porzione di collegamento 34 precedentemente descritta può essere realizzata in corrispondenza dell’estremità della piastra di collegamento 35 contrapposta alla cerniera 42, come schematicamente illustrato in fig. 6.
Inoltre, la porzione di aggancio 50 precedentemente descritta può essere realizzata in corrispondenza dell’estremità della piastra terminale 36 contrapposta alla cerniera 42.
In forme di realizzazione descritte mediante fig. 6, la cerniera 42 può essere definita da una porzione di snodo 37, prevista sulla piastra di collegamento 35, una porzione di snodo complementare 38, prevista sulla piastra terminale 36, e da un elemento di impemiamento 45, ad esempio un perno, il cui asse definisce l’asse di rotazione R.
In forme di realizzazione schematicamente descritte mediante fig. 6, la porzione di snodo complementare 38 è di tipo femmina e prevede due occhielli 4 la distanziati, al centro dei quali viene giustapposto un occhiello 41a associato alla coniugata porzione di snodo 37, di tipo maschio, la cooperazione fra gli occhielli 41 a definendo una sede di impeniamento 41 per l’elemento di impeniamento 45.
In altre varianti realizzative, la porzione di snodo 27 può essere di tipo maschio mentre la porzione di snodo complementare 38 può essere di tipo femmina.
Sono inoltre possibili anche varianti in cui le porzioni di snodo 37, 38 prevedono un numero arbitrario di occhielli 4 la, di dimensioni variabili, arbitrariamente distanziati e complementari fra loro per definire la sede di impeniamento 41.
Inoltre, gli occhielli 4 la possono essere realizzati come fori passanti attraverso le rispettive porzioni di snodo 37, 38 o come scanalature aperte, come illustrato in fig. 6.
È quindi possibile ruotare la piastra terminale 36 tra una condizione stabile di normale utilizzo ed una condizione extra-ruotata temporanea. In particolare, è possibile associare un primo piano di giacitura P alla porzione di snodo 37 della piastra di collegamento 35, ed un secondo piano di giacitura Q alla porzione di snodo complementare 38 della piastra terminale 36, definendo un angolo di normale utilizzo a come l’angolo fra i due piani dì giacitura P, Q.
Nella condizione stabile di normale utilizzo, le rispettive porzioni di snodo 37, 38 della piastra di collegamento 35 e della piastra terminale 36 giacciono su rispettivi piani di giacitura P, Q, definendo tra loro l’angolo di normale utilizzo a.
Nella condizione stabile di normale utilizzo schematicamente descritta mediante fig. 11 e 13, le porzioni di snodo 37, 38 delle piastre 35, 36 sono allineate fra loro, i due piani di giacitura P, Q sono sostanzialmente coincidenti e l’angolo di normale utilizzo a assume valori sostanzialmente vicini a 0°.
Nella condizione stabile di normale utilizzo schematicamente descritta mediante figg. 14 e 17, le piastre 35, 36 non sono allineate fra loro e l’angolo di normale utilizzo a può assumere valori sostanzialmente compresi fra 0° e 180°.
Nella condizione extra-ruotata temporanea, la piastra terminale 36 è ruotata lateralmente verso l’esterno rispetto all’angolo di normale utilizzo a, e i piani di giacitura P, Q definiscono un angolo di extrarotazione β, differente dall’angolo di normale utilizzo a, schematicamente illustrato in figg. 12, 15 e 16.
Nell’esempio descritto mediante figg. 11 e 12, la piastra terminale 36 definisce un angolo di normale utilizzo a sostanzialmente nullo rispetto alla piastra di collegamento 35, e può essere temporaneamente extra ruotata di un angolo di extra-rotazione β.
Nell’esempio descritto mediante figg. 13 e 14, la piastra terminale 36 definisce un angolo di normale utilizzo a diverso da zero rispetto alla piastra di collegamento 35, e può essere temporaneamente extra ruotata di un angolo di extra-rotazione β, maggiore dell’angolo di normale utilizzo a.
Una rotazione della piastra terminale 36 corrisponde ad una rotazione della semi-mentoniera 14 rispetto all’estensione laterale 13a, 13b su cui è montata, come schematicamente illustrato in fìg. 4.
Nella condizione extra-ruotata viene quindi variata temporaneamente la posizione angolare della semi-mentoniera 14 rispetto alla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b.
Tale caratteristica, consente, in caso di incidente, di prevenire impulsi e movimenti torsionali del casco 10 dovuti ad un aggancio accidentale della semi-mentoniera ad elementi presenti nell’ abitacolo, come ad esempio razze dello sterzo, cinture di sicurezza, braccia e/o anche oggetti volanti, migliorando quindi la sicurezza del casco 10.
Tale caratteristica inoltre consente di liberare in modo rapido il volto dell’ utilizzatore in caso di emergenza, ad esempio nel caso in cui, a seguito di un incidente, dei soccorritori dovessero avere la necessità di applicare un respiratore.
Tale caratteristica consente, ad esempio, di poter applicare una maschera d’ossigeno sul volto dell’utilizzatore, velocemente e facilmente, senza rompere la semi-mentoniera 14 e/o il casco 10, evitando in tal modo che si generino schegge e/o detriti liberi associati alla rottura della semi-mentoniera 14.
In forme di realizzazione schematicamente descritte mediante figg. 6, 11, 12, 13, 14, 15, 16 e 17, il braccio di supporto 16 comprende inoltre una porzione di battuta interna 40, configurata per bloccare una rotazione verso l’interno della piastra terminale 36 rispetto alla piastra di collegamento 35, ovvero nella direzione del volto dell’utilizzatore del casco 10, opposta alla extra-rotazione verso l’esterno.
In particolare, la porzione di battuta interna 40 blocca le rotazioni della piastra terminale 36 associate a valori negativi di angoli di utilizzo α.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig.
6, la porzione di battuta interna 40 può essere fissata su, o realizzata in pezzo unico con, la piastra di collegamento 35.
In forme di realizzazione alternative esemplificativamente descritte mediante figg. 16 e 17, la porzione di battuta interna 40 può essere fissata su, o realizzata in pezzo unico con, la piastra terminale 36.
Con riferimento a fig. 4, tale caratteristica consente di evitare che la semi-mentoniera 14 si fletta verso l interno del casco 10, interferendo con il volto dell’ utilizzatore.
In forme di realizzazione, il braccio di supporto 16 può inoltre comprendere mezzi elastici, configurati per mantenere normalmente la piastra terminale 36 nella condizione stabile di normale utilizzo, ripristinando la condizione stabile di normale utilizzo quando la piastra terminale 36 viene ruotata verso l’esterno.
Ad esempio, tale situazione può verificarsi nelle operazioni eseguite dall’ utilizzatore per calzare il casco 10.
In particolare, i mezzi elastici possono essere configurati per ripristinare la condizione stabile di normale utilizzo quando la piastra terminale 36 viene ruotata nella condizione extra-ruotata.
In forme di realizzazione descritte mediante fig. 6, 11, 12, 13, 14, 15, 16 e 17, i mezzi elastici sono configurati come una linguetta elastica 39, disposta esternamente a cavallo delle regioni di incemieramento delle porzioni di snodo 37, 38.
In forme di realizzazione, la linguetta elastica 39 è realizzata in materiale polimerico, in particolare policarbonato, e presenta un modulo elastico a flessione compreso in un intervallo tra 1400 e 1600N/mm<2 >, preferibilmente tra 1450 e 1550N/mm<2>
In forme di realizzazione, la linguetta elastica 39 può inoltre presentare una resistenza a flessione compresa tra 70 e 110N/mm , preferibilmente tra 80 e 100N/mm<2>.
Ad esempio, in forme di realizzazione, la linguetta elastica 39 può presentare una resistenza a flessione di 90N/mm , ed un modulo elastico di 1500N/mm<2>.
In forme di realizzazione, i mezzi elastici sono abbastanza rigidi per garantire solidità e robustezza al braccio di supporto 16 durante il normale uso del casco 10, ma abbastanza flessibili da consentire l’extra la rotazione della semi-mentoniera 14 verso l’esterno in caso di necessità.
I mezzi elastici sono inoltre configurati in modo tale che l’extrarotazione della semi-mentoniera 14 verso l’esterno richieda di imprimere una forza biomeccanicamente adeguata, secondo le normative vigenti in materia, in maniera tale da non arrecar danno all’ utilizzatore.
La presenza dei mezzi elastici consente quindi di mantenere la semimentoniera 14 nella condizione stabile di normale utilizzo anche a seguito delle sollecitazioni che possono verificarsi durante varie pratiche sportive, motoristiche e non, come ad esempio corse automobilistiche o rallystiche, autocross, snow mobiles, sci, cross, MTB, eccetera.
Inoltre, quando tali forme di realizzazione vengono impiegate in combinazione con le varianti precedentemente descritte, in cui il braccio di supporto 16 è collegabile in modo rilasciabile o scorrevolmente mobile all’assieme di alloggiamento 17, una porzione terminale della linguetta elastica 39 può svolgere la funzione della porzione di arresto 49, e quindi la linguetta elastica 49 può svolgere anche la funzione di definire il fine corsa di inserimento del braccio di supporto 16.
In forme di realizzazione, il braccio di supporto 16 comprende, inoltre, mezzi di regolazione 43, per regolare la posizione angolare della piastra terminale 36, in modo da definire stabilmente la condizione stabile di normale utilizzo della semi-mentoniera 14 rispetto alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b.
In particolare, i mezzi di regolazione 43 sono predisposti per regolare l’angolo di normale utilizzo a.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig.
6, i mezzi di regolazione 43 possono essere disposti sulla piastra terminale 36, e la porzione di battuta interna 40 può essere fissata mediante mezzi di fissaggio 51 , ad esempio una vite di fissaggio 51 a, alla piastra di collegamento 35 sul lato interno del casco 10, ovvero sul lato rivolto verso il volto dell’utilizzatore.
In forme di realizzazione alternative, non illustrate nelle figure, la porzione di battuta interna 40 può anche essere realizzata in pezzo unico con la piastra di collegamento 35.
In tali forme di realizzazione, i mezzi di regolazione angolare 43 possono comprendere un grano di regolazione 47 avitabile in un foro filettato 44 realizzato sulla piastra terminale 36, atto ad essere azionato in rotazione per andare progressivamente in battuta contro una porzione di contrasto 46 della porzione di battuta interna 40, regolando l’angolo di normale utilizzo a.
In forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig.
17, i mezzi di regolazione 43 possono essere disposti sulla piastra di collegamento 35, e la porzione di battuta interna 40 può essere fissata alla piastra terminale 36 mediante mezzi di fissaggio 51, ad esempio una vite di fissaggio 5 la, o anche realizzata in pezzo unico con la piastra terminale 36.
In tali forme di realizzazione, i mezzi di regolazione angolare 43 possono comprendere il grano di regolazione 47 avitabile in un foro filettato 44 realizzato sulla piastra di collegamento 35, atto ad essere azionato in rotazione per andare progressivamente in battuta contro la porzione di contrasto 46 della porzione di battuta interna 40, regolando l’angolo di normale utilizzo a.
In forme di realizzazione descritte mediante fig. 5, è previsto un foro nella semi-mentoniera 14, in posizione coordinata alla posizione del grano di regolazione 47, che consente all’ utilizzatore di azionare il grano di regolazione 47 dall’ esterno, ad esempio mediante un cacciavite, regolando quindi la posizione angolare della semi-mentoniera 14.
Inoltre, nei casi in cui la semi-mentoniera comprenda un microfono, le forme di realizzazione precedentemente descritte consentono di poter regolare la distanza del microfono dalla bocca dell’utilizzatore.
In particolare, nelle forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fìgg. 4, 14 e 17, la regolazione del microfono può avvenire grazie ai mezzi di regolazione 43, che consentono di regolare l’angolo di normale utilizzo a e quindi la posizione angolare della semimentoniera 14.
In particolare, nelle forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante figg. 2 e 10, la regolazione del microfono può avvenire grazie alla presenza della pluralità di sedi di ingaggio 32 nel braccio di supporto 16, che consente di regolare la distanza D fra la semimentoniera 14 e la rispettiva estensione laterale 13a, 13b.
Sono inoltre previste dal presente trovato forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig. 15, in cui è previsto sia rincemieramento, che consente di ruotare la semi-mentoniera 14 verso l’esterno definendo l’angolo di extra-rotazione β, che i mezzi di regolazione 43, che consentono di regolare l’angolo di normale utilizzo a.
Inoltre, in forme di realizzazione descritte dalla combinazione di figg.
2 e 10 con figg. 4, 14 e 17, è possibile sia collegare la semi-mentoniera 14 alla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b in maniera scorrevolmente mobile, regolando la distanza D, che regolare l’angolo di normale utilizzo a della semi-mentoniera 14 rispetto alla rispettiva estensione laterale 13 a, 13b.
Inoltre, in forme di realizzazione descritte mediante la combinazione di fig. 6 e 10 è possibile sia collegare la semi-mentoniera 14 alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b in maniera scorrevolmente mobile, che prevedere rincemieramento che consente di ruotare la semimentoniera 14 verso l’esterno.
Inoltre, in forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fig. 6 è possibile sia collegare la semi-mentoniera 14 alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b in maniera rilasciabile, che prevedere l’incemieramento che consente di ruotare la semi-mentoniera 14 verso l’esterno.
Inoltre, in forme di realizzazione esemplificativamente descritte mediante fìg. 6 è possibile sia collegare la semi-mentoniera 14 alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b in maniera rilasciabile, che prevedere i mezzi di regolazione 43 che consentono regolare l’angolo di normale utilizzo a della semi-mentoniera 14 rispetto alla rispettiva estensione laterale 13a, 13b.
È chiaro che al casco fin qui descritto possono essere apportate modifiche e/o aggiunte di parti, senza per questo uscire dall’ambito del presente trovato come definito dalle rivendicazioni.
È anche chiaro che, sebbene il presente trovato sia stato descritto con riferimento ad alcuni esempi specifici, una persona esperta del ramo potrà senz’altro realizzare molte altre forme equivalenti di casco, aventi le caratteristiche espresse nelle rivendicazioni e quindi tutte rientranti nell’ambito di protezione da esse definito.
Nelle rivendicazioni che seguono, i riferimenti tra parentesi hanno il solo scopo di facilitare la lettura e non devono essere considerati come fattori limitativi per quanto attiene all’ambito di protezione sotteso nelle specifiche rivendicazioni.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Casco comprendente: - una calotta (11) provvista di una coppia di estensioni laterali (13a, 13b), - una semi-mentoniera (14) prevista su una di dette estensioni laterali (13a, 13b), caratterizzato dal fatto che detto casco comprende un dispositivo di aggancio (15), configurato per collegare in modo rilasciabile detta semi-mentoniera (14) alla rispettiva estensione laterale (13a, 13b).
  2. 2. Casco come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo di aggancio (15) comprende un braccio di supporto (16), su cui è fissata la semi-mentoniera (14), ed un assieme di alloggiamento (17), disposto sull’estensione laterale (13a, 13b) alla quale è collegata detta semi-mentoniera (14), e che stabilmente alloggia in modo selettivamente removibile detto braccio di supporto (16).
  3. 3. Casco come alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detto assieme di alloggiamento (17) comprende una piastra di alloggiamento (18) ed una contropiastra di chiusura (19), configurate in modo tale da definire, quando fissate l’una contro l’altra, una camera (21), al cui interno è alloggiato in modo selettivamente removibile almeno detto braccio di supporto (16), o una porzione di esso.
  4. 4. Casco come alla rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detto assieme di alloggiamento (17) comprende un organo di bloccaggio (25), attuabile per selettivamente passare da una prima posizione operativa, in cui è atto ad impegnare almeno una sede di ingaggio (32) realizzata su una porzione di collegamento (34) di detto braccio di supporto (16), vincolando detto braccio di supporto (16) in detta camera (21), ad una seconda posizione operativa, in cui è atto a consentire il disinserimento di detto braccio di supporto (16) da detta camera (21).
  5. 5. Casco come alla rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detto assieme di alloggiamento (17) comprende un elemento elastico (30) cooperante con detto organo di bloccaggio (25) per mantenerlo normalmente in detta prima posizione operativa.
  6. 6. Casco come alla rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detta piastra di alloggiamento (18) e/o detta contropiastra di chiusura (19) presentano delle porzioni sagomate (22), che definiscono in detta camera (21) una prima sede (23), per alloggiare detto organo di bloccaggio (25) nella prima posizione operativa e nella seconda posizione operativa, una seconda sede (24), per alloggiare una porzione di detto braccio di supporto (16), ed una terza sede (31), per alloggiare almeno un tratto di aggancio (30b) di detto elemento elastico (30).
  7. 7. Casco come in una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 4 alla 6, caratterizzato dal fatto che detto organo di bloccaggio (25) è una leva ruotabile (25a), che presenta un primo braccio (25b), atto ad essere operato manualmente da un utilizzatore, ed un secondo braccio (25c), atto ad impegnare detta sede di ingaggio (32) di detto braccio di supporto (16).
  8. 8. Casco come alla rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detta camera (21) presenta una prima apertura (26), da cui sporge una porzione di detto primo braccio (25b) di detta leva ruotabile (25a), ed una seconda apertura (27), in cui viene inserita detta porzione di collegamento (34) di detto braccio di supporto (16).
  9. 9. Casco come in una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 6 alla 8, caratterizzato dal fatto che in detta seconda sede (24) di detta camera (21) è presente un perno di fine corsa (29) e detta porzione di collegamento (34) di detto braccio di supporto (16) presenta una sede con profilo concavo (33), di forma coniugata per ingaggiare detto perno di fine corsa (29) quando detto braccio di supporto (16) è a fine corsa in detto assieme di alloggiamento (17), su detto perno di fine corsa (29) essendo calzato un anello (48) configurato per compensare o ridurre il gioco tra detto braccio di supporto (16) e detto assieme di alloggiamento (17).
  10. 10. Casco come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto braccio di supporto (16) presenta una porzione di arresto (49), configurata per andare in battuta contro detto assieme di alloggiamento (17) definendo un fine corsa di inserimento di detto braccio di supporto (16) in detto assieme di alloggiamento (17).
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