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IT201800002648A1 - Metodo per gonfiare uno pneumatico - Google Patents

Metodo per gonfiare uno pneumatico Download PDF

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IT201800002648A1
IT201800002648A1 IT201800002648A IT201800002648A IT201800002648A1 IT 201800002648 A1 IT201800002648 A1 IT 201800002648A1 IT 201800002648 A IT201800002648 A IT 201800002648A IT 201800002648 A IT201800002648 A IT 201800002648A IT 201800002648 A1 IT201800002648 A1 IT 201800002648A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
tool
tire
bead
flange
rib
Prior art date
Application number
IT201800002648A
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English (en)
Inventor
Giulio Corghi
Original Assignee
Nexion Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Nexion Spa filed Critical Nexion Spa
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Priority to US16/273,184 priority patent/US11845409B2/en
Priority to ES19156831T priority patent/ES2845324T3/es
Priority to EP19156831.0A priority patent/EP3524448B1/en
Priority to CN201910112882.3A priority patent/CN110154992B/zh
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Description

DESCRIZIONE
Annessa a domanda di brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE avente per titolo
“METODO PER GONFIARE UNO PNEUMATICO”
La presente invenzione ha per oggetto un metodo per gonfiare uno pneumatico mediante un apparato smontagomme.
Un apparato per il montaggio e lo smontaggio di uno pneumatico rispetto al corrispondente cerchio di una ruota, noto anche come apparato smontagomme, è una attrezzatura comunemente utilizzata dai gommisti per eseguire operazioni di montaggio e smontaggio di uno pneumatico rispetto al corrispondente cerchio di una ruota.
Tale apparato può comprendere un gruppo di gonfiaggio, configurato per gonfiare lo pneumatico, una volta che esso è stato montato sul corrispondente cerchio. Il gruppo di gonfiaggio comprende una sorgente di gas in pressione (per esempio, un compressore). Il gruppo di gonfiaggio comprende una sonda di gonfiaggio. La sonda di gonfiaggio è collegabile alla sorgente di gas in pressione. La sonda di gonfiaggio ha un’estremità configurata per insufflare il gas all’interno di una camera, delimitata dallo pneumatico e dal cerchio. Il gas che viene insufflato può essere, tipicamente, aria o azoto. Solitamente, l’estremità della sonda di gonfiaggio è collegabile ad uno stelo di una valvola di gonfiaggio dello pneumatico, attraverso la quale viene insufflato il gas all’interno della camera. Una sonda di gonfiaggio accoppiabile ad uno stelo di una valvola di gonfiaggio dello pneumatico è nota, ad esempio, dal documento brevettuale EP1170184B1.
Lo pneumatico include un primo tallone e un secondo tallone, i quali, al termine delle operazioni di montaggio e gonfiaggio, sono inseriti in una prima sede e in una seconda sede del cerchio, rispettivamente. La prima sede è definita da una prima flangia e da una prima nervatura del cerchio, tra loro distanziate e aggettanti radialmente da una superficie esterna del cerchio. La seconda sede è definita da una seconda flangia e da una seconda nervatura del cerchio, opposte alla prima flangia e alla prima nervatura, tra loro distanziate e aggettanti radialmente da una superficie esterna del cerchio.
Durante il montaggio, il secondo tallone viene montato in una rispettiva posizione provvisoria, compresa tra la seconda nervatura e il primo tallone; analogamente, il primo tallone viene montato in una rispettiva posizione provvisoria, compresa tra la prima nervatura e il secondo tallone.
Durante il gonfiaggio, la pressione della camera delimitata dallo pneumatico e dal cerchio aumenta, esercitando una forza di espansione della camera, che spinge il primo tallone ad oltrepassare la prima nervatura, per posizionarsi tra la prima nervatura e la prima flangia (cioè nella prima sede) e il secondo tallone ad oltrepassare la seconda nervatura, per posizionarsi tra la seconda nervatura e la seconda flangia (cioè nella seconda sede). Tipicamente, il primo tallone e il secondo tallone non si collocano nella prima sede e nella seconda sede per tutta la rispettiva circonferenza in un medesimo istante, bensì aumenta gradualmente l’arco di circonferenza del primo tallone che è collocato nella prima sede, fino a che non rimane un’ultima porzione del primo tallone nella rispettiva posizione provvisoria, e analogamente aumenta gradualmente l’arco di circonferenza del secondo tallone che è collocato nella seconda sede, fino a che non rimane un’ultima porzione del secondo tallone nella rispettiva posizione provvisoria; dunque, quando anche l’ultima porzione del primo tallone oltrepassa la prima nervatura, essa va a sbattere contro la prima flangia con una elevata forza, generando un (primo) forte rumore; analogamente, quando anche l’ultima porzione del secondo tallone oltrepassa la seconda nervatura, essa va a sbattere contro la seconda flangia con una elevata forza, generando un (secondo) forte rumore. Il rumore risulta particolarmente fastidioso e dannoso per gli operatori addetti al gonfiaggio dello pneumatico; in particolare, è molto fastidioso il rumore generato dal primo tallone, che è il più prossimo al volto dell’operatore. Infatti, è un rumore istantaneo e improvviso, che gli operatori devono sentire molte volte nell’arco di una giornata di lavoro (due volte per ogni pneumatico che viene gonfiato). Inoltre, l’urto solleva polvere che può essere presente sul fianco dello pneumatico, con conseguenze negative sulla salubrità dell’ambiente di lavoro e quindi sulla salute degli operatori che ivi lavorano. Infine, l’urto del tallone dello pneumatico contro la flangia del cerchio, con il tempo, può portare a danneggiamenti del cerchio e/o dello pneumatico.
Sono noti inoltre metodi alternativi per il gonfiaggio di uno pneumatico, che non prevedono l’utilizzo della valvola di gonfiaggio. Ad esempio, il documento brevettuale EP2193875A1 mette a disposizione un metodo di gonfiaggio attraverso una sonda di gonfiaggio la cui estremità viene posizionata tra una flangia della ruota e lo pneumatico, in una posizione prossimale alla rispettiva sede del rispettivo tallone. Tale metodo presenta l’inconveniente che, quando la pressione interna della camera spinge il tallone verso la rispettiva flangia, l’estremità della sonda viene schiacciata tra lo pneumatico e il cerchio; dunque la sonda deve essere costruita con materiali sufficientemente robusti, per resistere allo schiacciamento. Per ovviare a tale inconveniente, il documento brevettuale US9840234B2 mette a disposizione un metodo di gonfiaggio che prevede di interporre una staffa tra il tallone dello pneumatico e la flangia del cerchio, per tenere sufficientemente abbassato il tallone da non schiacciare la sonda durante il gonfiaggio. Tali metodi che prevedono di interporre la sonda di gonfiaggio direttamente tra cerchio e pneumatico (senza passare dalla valvola di gonfiaggio) richiedono una notevole complessità sia dell’apparato di gonfiaggio, sia del controllo della pressione di gonfiaggio, poiché non consentono di insufflare gas all’interno della camera una volta che entrambi i talloni si sono collocati nelle rispettive sedi.
Scopo del presente trovato è rendere disponibile un metodo per gonfiare uno pneumatico mediante un apparato smontagomme, un apparato smontagomme, e un accessorio per detto apparato, che superino gli inconvenienti della tecnica nota citati.
Detto scopo è pienamente raggiunto dal metodo, dall’apparato e dall’accessorio oggetto del presente trovato, che si caratterizzano per quanto contenuto nelle rivendicazioni sotto riportate.
Il presente trovato riguarda un metodo per il gonfiaggio di uno pneumatico montato su un corrispondente cerchio di una ruota. Più in generale, il presente trovato riguarda un metodo per il montaggio e lo smontaggio di uno pneumatico rispetto al corrispondente cerchio di una ruota. Più in generale, il presente trovato riguarda un metodo di servizio alla ruota. Il metodo, in particolare, è un metodo per gonfiare uno pneumatico. Lo pneumatico è montato su un corrispondente cerchio di una ruota. Il cerchio è fissato a un gruppo portaruota. Il gruppo portaruota, in una forma realizzativa, fa parte di un apparato smontagomme. Il presente trovato mette dunque a disposizione un metodo per gonfiare uno pneumatico mediante un apparato smontagomme (noto anche come apparato per il montaggio e lo smontaggio di uno pneumatico rispetto al corrispondente cerchio di una ruota). Il gruppo portaruota, in una forma realizzativa, ha un asse di rotazione coincidente con un asse di rotazione della ruota che su di esso è montata.
In una forma realizzativa, l’asse di rotazione è orientato in direzione verticale, ovvero parallelamente alla forza di gravità. In tale forma realizzativa, la ruota ha un primo lato, che nel seguito si indicherà con ‘superiore’, posto ad una certa quota dal terreno, ed un secondo lato, che nel seguito si indicherà con ‘inferiore’, posto ad una quota dal terreno inferiore rispetto al primo lato. Un utensile (ad esempio, un utensile stallonatore o un utensile di smontaggio e montaggio) sarà indicato come ‘superiore’ se preposto ad operare sul lato superiore della ruota, ed ‘inferiore’ se preposto ad operare sul lato inferiore della ruota.
Il gruppo portaruota è configurato per bloccare la ruota e metterla in rotazione intorno all’asse di rotazione della ruota. L’apparato smontagomme, in una forma realizzativa, è dotato di un utensile (o almeno un utensile, o una pluralità di utensili). L’utensile può essere utilizzato per operazioni di montaggio e/o montaggio dello pneumatico rispetto al cerchio. L’utensile può essere un utensile ausiliario (dedicato). L’utensile può essere un utensile premitallone. L’utensile può essere un utensile stallonatore superiore (cioè preposto a lavorare su un lato superiore della ruota). L’utensile può essere un utensile premifianco. L’utensile può essere un utensile di smontaggio superiore.
Nel proseguo, il metodo viene descritto con riferimento al primo tallone; la descrizione vale anche, mutatis mutandis, per il secondo tallone. Per il secondo tallone, è necessario utilizzare un rispettivo utensile. Il rispettivo utensile del secondo tallone può essere un utensile ausiliario (dedicato), un utensile premitallone inferiore, un utensile di smontaggio inferiore oppure un utensile stallonatore inferiore. Ad esempio, si possono utilizzare contemporaneamente l’utensile stallonatore superiore – per premere il primo fianco dello pneumatico - e l’utensile stallonatore inferiore – per premere il secondo fianco dello pneumatico.
Per quanto riguarda lo pneumatico, in una forma realizzativa del presente trovato (metodo e apparato), esso include un primo tallone. Il primo tallone ha un profilo circolare, simmetrico rispetto ad un asse di rotazione dello pneumatico. Lo pneumatico include un primo fianco. Il primo fianco è connesso al primo tallone. Lo pneumatico comprende un secondo tallone. Il secondo tallone ha un profilo circolare, simmetrico rispetto all’asse di rotazione dello pneumatico. Lo pneumatico include un secondo fianco. Il secondo fianco è connesso al secondo tallone. Lo pneumatico include un battistrada. Il battistrada ha simmetria cilindrica intorno all’asse di rotazione dello pneumatico. Il primo fianco ha forma di corona circolare (simmetrica rispetto all’asse di rotazione dello pneumatico), avente un anello interno connesso al primo tallone, e un anello esterno connesso al battistrada. Il secondo fianco ha forma di corona circolare (simmetrica rispetto all’asse di rotazione dello pneumatico), avente un anello interno connesso al secondo tallone, e un anello esterno connesso al battistrada.
Per quanto riguarda il cerchio, in una forma realizzativa del presente trovato (metodo e apparato), esso include una superficie esterna. Il cerchio include una prima flangia, aggettante dalla superficie esterna. Il cerchio include una seconda flangia, aggettante dalla superficie esterna. Il cerchio, in una forma realizzativa, include una prima nervatura. Il cerchio, in una forma realizzativa, include una seconda nervatura. La prima e la seconda nervatura sono interposte tra la prima flangia e la seconda flangia. La prima nervatura aggetta radialmente dalla superficie esterna. La seconda nervatura aggetta radialmente dalla superficie esterna. La prima nervatura e la seconda nervatura aggettano radialmente dalla superficie esterna meno rispetto alla prima flangia e alla seconda flangia. La prima nervatura è distanziata dalla prima flangia per definire una prima sede per il primo tallone. La seconda nervatura è distanziata dalla seconda flangia per definire una seconda sede per il secondo tallone.
Il cerchio, in una forma realizzativa, include un canale centrale. Il canale centrale è compreso tra la prima nervatura e la seconda nervatura. Il canale centrale è scavato rispetto alla superficie esterna del cerchio.
Il metodo in una forma realizzativa comprende una fase di montaggio dello pneumatico sul corrispondente cerchio di una ruota. Nella fase di montaggio, il secondo tallone viene inserito nella seconda sede. Nella fase di montaggio, il primo tallone viene collocato in una posizione provvisoria. Nella posizione provvisoria, il primo tallone è posizionato tra la prima nervatura e la seconda nervatura, in prossimità della prima nervatura. Nella posizione provvisoria, il primo tallone è interposto tra la prima nervatura e il canale centrale.
Il metodo, in una forma realizzativa, comprende una fase di collocamento dell’utensile in una posizione operativa. La fase di collocamento dell’utensile nella posizione operativa è successiva al montaggio.
In una forma realizzativa, quando l’utensile è nella posizione operativa, il primo tallone è interposto tra l’utensile e il secondo tallone. Quando l’utensile è nella posizione operativa, l’utensile ha una estremità avente una posizione radiale (perpendicolare rispetto all’asse di rotazione dello pneumatico) compresa tra la superficie esterna del cerchio e il battistrada. Preferibilmente, la posizione radiale dell’estremità dell’utensile è prossima alla prima flangia del cerchio. In una forma realizzativa, quando l’utensile è nella posizione operativa, l’estremità dell’utensile ha una posizione assiale (parallela all’asse di rotazione dello pneumatico) compresa tra la prima flangia e la prima nervatura del cerchio. In questa forma realizzativa, l’utensile è atto a contattare il primo fianco dello pneumatico (per agire sul rumore causato dall’urto del primo tallone sulla prima flangia).
Il metodo comprende una fase di insufflaggio di un gas in pressione all’interno di una camera. Il gas può essere aria. Il gas può essere azoto. La camera (o camera d’aria) è delimitata dallo pneumatico e dal cerchio. La fase di insufflaggio, in una forma realizzativa, è successiva alla fase di collocamento dell’utensile nella posizione operativa. Durante la fase di insufflaggio, l’utensile è mantenuto nella posizione operativa. La forza esercitata dalla pressione interna alla camera spinge il primo tallone dello pneumatico ad oltrepassare la prima nervatura e ad avvicinarsi alla prima flangia. Il primo tallone quindi contatta la prima flangia in un’area di contatto che si estende progressivamente, fino a che il primo tallone non contatta la prima flangia in tutta la sua circonferenza, ad esclusione di un’ultima zona, in cui rimane tra la prima nervatura e il canale centrale. Continuando a insufflare gas nella camera, in assenza dell’utensile, il primo tallone andrebbe a sbattere contro la prima flangia in corrispondenza dell’ultima zona, provocando un forte rumore. In presenza dell’utensile invece, il primo fianco viene premuto contro l’estremità dell’utensile (dunque contatta o appoggia sull’estremità dell’utensile). Il primo tallone dunque è ostacolato ad andare a sbattere contro la prima flangia. L’utensile infatti applica una forza controllata sul primo fianco dello pneumatico, durante lo spostamento del primo tallone dalla prima nervatura alla prima flangia.
Il metodo comprende una fase di rimozione dell’utensile dalla posizione operativa. Quando l’utensile viene rimosso dalla posizione operativa, il primo tallone entra completamente nella prima sede. L’area di contatto tra il primo tallone e la prima flangia si estende quindi a tutta la circonferenza del primo tallone (compresa l’ultima zona). Tuttavia, poiché l’estremità dell’utensile è assialmente interposta tra la prima flangia e la prima nervatura, la distanza che il primo tallone percorre dalla posizione di appoggio contro l’estremità dell’utensile alla prima flangia è minore rispetto a quella che percorrerebbe se partisse dalla prima nervatura (in assenza di utensile), quindi l’urto contro la prima flangia, e il conseguente rumore, è minimizzato (o quanto meno ridotto). Inoltre l’utensile può essere rimosso in maniera controllata, per rallentare la corsa del tallone contro la prima flangia.
In una forma realizzativa, quando l’utensile è nella posizione operativa, la posizione radiale dell’estremità dell’utensile è compresa tra un bordo anulare della prima flangia e un bordo anulare della prima nervatura. Per bordo anulare della prima flangia e della prima nervatura, si intendono i rispettivi bordi esterni, che hanno una distanza massima dall’asse di rotazione della ruota, cioè che sono maggiormente aggettanti dalla superficie esterna del cerchio. Dunque, in questa forma realizzativa, l’estremità dell’utensile è sotto la prima flangia. In questa forma realizzativa, è possibile che quando il primo fianco dello pneumatico viene premuto contro l’utensile, l’utensile sia a sua volta premuto contro la prima flangia. Dunque, invece che un urto del primo tallone contro la prima flangia, si può avere un urto dell’utensile contro la prima flangia. In una forma realizzativa, la forma dell’utensile è tale da limitare l’effetto delle forze di contatto dovute all’urto dell’utensile contro la flangia, onde minimizzare i danni che si possono creare sull’utensile (ad esempio, la superficie dell’utensile che va a contatto con la prima flangia può essere molto inclinata rispetto all’asse di rotazione della ruota, sostanzialmente perpendicolare ad esso). In una forma realizzativa, l’utensile è rivestito di una calza avente proprietà di assorbimento acustico. In questa forma realizzativa, almeno una parte della superficie esterna dell’utensile è costituita da un materiale con elevate proprietà di assorbimento acustico. In questo modo, se l’utensile viene sbattuto contro la prima flangia, si minimizza (o quantomeno si riduce) il rumore derivante dall’urto.
In una forma realizzativa, quando l’utensile è nella posizione operativa, la posizione radiale dell’estremità dell’utensile è compresa tra il bordo anulare della prima flangia e il battistrada (comunque prossima alla prima flangia). In questa forma realizzativa, se lo pneumatico ha buona elasticità, è possibile che il primo tallone vada a posizionarsi nella prima sede (quindi contatti la prima flangia) quando ancora l’utensile è nella posizione operativa. Comunque, la presenza dell’utensile permette di rallentare il primo tallone e quindi smorzare l’urto del primo tallone contro la prima flangia.
In una forma realizzativa, l’utensile comprende un elemento elastico. L’elemento elastico, in una forma realizzativa, è una gomma comprimibile. L’elemento elastico, in una forma realizzativa, ha anche proprietà di elevato assorbimento acustico.
L’elemento elastico, in una forma realizzativa, riveste esternamente l’utensile.
L’elemento elastico, in una forma realizzativa, è interposto tra l’estremità dell’utensile e un’asta di supporto dell’utensile. L’estremità dell’utensile è quindi interposta tra il primo fianco dello pneumatico e l’elemento elastico. L’elemento elastico, in una forma realizzativa, è una molla. La molla, preferibilmente, è una molla a compressione: se compressa, fa avvicinare l’estremità dell’utensile all’asta di supporto dell’utensile. In questa forma realizzativa, quando l’insufflaggio di gas determina una pressurizzazione della camera oltre un valore di soglia, la pressione interna della camera, premendo il primo fianco dello pneumatico contro l’estremità dell’utensile, causa una compressione della molla. La compressione della molla comporta la rimozione dell’utensile dalla posizione operativa. La compressione della molla, in una forma realizzativa, determina il posizionamento dell’utensile in una posizione intermedia, intermedia tra la posizione operativa e una posizione di riposo, in cui l’utensile è allontanato dallo pneumatico. Il valore di soglia è quel valore per cui la forza esercitata dal fianco dello pneumatico contro l’utensile è pari alla forza elastica della molla. Dunque, in questa forma realizzativa, quando la pressione interna dello pneumatico raggiunge il valore di soglia (che dipende anche dalla rigidità della molla, scelta opportunamente in relazione ad una pressione desiderata interna alla camera), il primo fianco scalza l’utensile dalla posizione operativa (posizionandolo nella posizione intermedia) e il primo tallone va ad inserirsi nella prima sede. La molla permette di smorzare la forza con cui il primo va a sbattere contro la prima flangia: parte di questa forza è infatti assorbita dalla molla.
La molla, in una forma realizzativa, può essere una molla ad espansione. In una forma realizzativa, l’apparato smontagomme include un attuatore. L’attuatore, preferibilmente, è pneumatico. Cionondimeno, l’attuatore può essere idraulico o elettrico. L’attuatore è configurato per attuare uno spostamento dell’utensile da una posizione di riposo, in cui è allontanato dallo pneumatico, alla posizione operativa, e viceversa.
L’attuatore, in una forma realizzativa, include una camicia. L’utensile è collegato a un’asta. L’asta è scorrevole nella camicia. In una forma realizzativa, durante l’insufflaggio di gas nella camera, la camicia è pressurizzata ad una pressione pari alla pressione interna alla camera. Quindi si ha equilibrio di pressione tra la camicia dell’attuatore e la camera. L’estremità dell’utensile è dunque premuta dalla pressione della camera verso l’asta, e dall’attuatore verso il fianco dello pneumatico. Poiché le pressioni nella camicia e nella camera si equilibrano, la risultante delle forze esercitate sull’utensile è nulla. L’utensile è quindi mantenuto nella posizione operativa.
Quando la pressione della camera raggiunge un valore di soglia, la camicia dell’attuatore viene depressurizzata. In una forma realizzativa, la depressurizzazione della camera avviene mediante una strozzatura (in modo da controllare il moto dell’utensile e quindi lo spostamento del fianco dello pneumatico). Il valore di soglia corrisponde ad una pressione interna alla camera desiderata. In questo modo, la pressione interna della camera che preme il primo fianco dello pneumatico contro l’estremità dell’utensile. Il primo fianco, essendo premuto contro l’utensile, causa la rimozione dell’utensile dalla posizione operativa. Infatti, la pressione interna alla camera non è più bilanciata dalla pressione interna della camicia.
La pressione interna alla camera in una forma realizzativa viene misurata sul dispositivo di gonfiaggio, preferibilmente in prossimità del connettore della valvola di gonfiaggio. La pressione interna alla camera in una forma realizzativa viene misurata, durante l’insufflaggio, con un manometro inserito nella camera. La pressione interna alla camera in una forma realizzativa viene misurata, durante l’insufflaggio, misurando la pressione del gas compresso che viene inviato al gruppo di gonfiaggio.
In una forma realizzativa, la camicia dell’attuatore è collegata alla sorgente di gas in pressione del gruppo di gonfiaggio. La pressione interna alla camera, può quindi essere misurata, durante l’insufflaggio, con un riduttore di pressione connesso alla camicia.
Il metodo oggetto del presente trovato si può applicare anche in una forma realizzativa nella quale il gruppo portaruota fa parte di una macchina per il gonfiaggio di uno pneumatico. L’utensile, in questa forma realizzativa, fa parte della macchina per il gonfiaggio dello pneumatico.
Il presente trovato concerne inoltre un apparato per il montaggio e lo smontaggio di uno pneumatico rispetto al corrispondente cerchio di una ruota (detto anche apparato smontagomme).
Più in generale, il presente trovato riguarda un apparato per montare e/o smontare uno pneumatico dal corrispondente cerchione. Più in generale, il presente trovato riguarda una macchina di servizio alla ruota[MCB1].
L’apparato è del tipo descritto nel documento brevettuale EP2962876B1 della stessa Richiedente, qui richiamato per riferimento. Resta esplicitamente inteso che tutte le caratteristiche funzionali e strutturali dell’apparato del documento brevettuale EP2962876B1 possono essere applicate all’apparato smontagomme secondo questa forma di realizzazione.
L’apparato oggetto del presente trovato si utilizza in particolare per il montaggio e/o lo smontaggio di uno pneumatico rispetto al corrispondente cerchio di una ruota di un veicolo leggero, ad esempio un’autovettura. Cionondimeno, può essere utilizzato per il montaggio e/o lo smontaggio di uno pneumatico rispetto al corrispondente cerchio di una ruota di un veicolo pesante.
L’apparato include un gruppo portaruota. Il gruppo portaruota è configurato per bloccare il cerchio e metterlo in rotazione rispetto ad un asse di rotazione della ruota.
L’apparato include un gruppo di gonfiaggio. Il gruppo di gonfiaggio ha una configurazione attiva, nella quale è configurato per insufflare un gas all’interno di una camera delimitata dallo pneumatico e dal cerchio. Il gas può essere aria. Il gas può essere azoto. Lo pneumatico comprende una valvola di gonfiaggio, che, quando aperta, fornisce un canale per il passaggio di gas tra la camera e l’esterno. Il gas è insufflato attraverso la valvola di gonfiaggio dello pneumatico. Il gruppo di gonfiaggio, in una forma realizzativa, comprende una sonda di gonfiaggio. Il gruppo di gonfiaggio, in una forma realizzativa, comprende una sorgente di gas in pressione. La sonda di gonfiaggio è collegabile alla sorgente di gas in pressione. La sonda di gonfiaggio ha un’estremità collegabile alla valvola di gonfiaggio dello pneumatico. Il gruppo di gonfiaggio ha inoltre una configurazione inattiva, in cui una fuoriuscita di gas dall’estremità della sonda di gonfiaggio (e quindi dal gruppo di gonfiaggio) è interdetta.
L’apparato smontagomme comprende un utensile (o almeno un utensile, o una pluralità di utensili). L’utensile può essere utilizzato per operazioni di montaggio e/o montaggio dello pneumatico rispetto al cerchio. L’utensile può essere un utensile premitallone. L’utensile può essere un utensile stallonatore. L’utensile può essere un utensile premifianco. L’utensile può essere un utensile di smontaggio. L’utensile può essere un utensile di supporto per il connettore alla valvola di gonfiaggio. L’utensile può essere un dispositivo per agevolare un avvicinamento dei talloni alle corrispondenti nervature.
L’utensile è mobile tra almeno una posizione di riposo e una posizione operativa. Nella posizione di riposo, l’utensile è allontanato dallo pneumatico. Quando l’utensile è nella posizione operativa, il primo tallone è interposto tra l’utensile e il secondo tallone. L’utensile, nella posizione operativa, ha un’estremità posizionata assialmente tra la prima flangia e la prima nervatura. L’utensile, nella posizione operativa, ha un’estremità posizionata radialmente tra la superficie esterna del cerchio e il battistrada. L’apparato include una configurazione operativa nella quale l’utensile è nella posizione operativa e contemporaneamente il gruppo di gonfiaggio è nella configurazione attiva. Quindi, quando l’apparato è in tale configurazione operativa, il gruppo di gonfiaggio è configurato per insufflare un gas all’interno della camera quando l’utensile è nella posizione operativa. In una forma realizzativa, quando l’utensile è nella posizione operativa, la posizione radiale dell’estremità dell’utensile è compresa tra un bordo anulare della prima flangia e un bordo anulare della prima nervatura.
In una forma realizzativa, l’utensile è rivestito di una calza avente proprietà di assorbimento acustico. In una forma realizzativa, l’utensile ha una superficie esterna di materiale con elevato coefficiente di assorbimento acustico.
In una forma realizzativa, quando l’utensile è nella posizione operativa, la posizione radiale dell’estremità dell’utensile è compresa tra il bordo anulare della prima flangia e il battistrada (prossima alla prima flangia).
In una forma realizzativa, l’utensile include un elemento elastico. L’elemento elastico, in una forma realizzativa, è una gomma comprimibile. La gomma comprimibile, in una forma realizzativa, è interposta tra l’estremità dell’utensile e un’asta di supporto dell’utensile. La gomma comprimibile, in un’altra forma realizzativa, riveste l’utensile (può essere una calza fissa o removibile).
L’elemento elastico, in una forma realizzativa, è una molla. In una forma realizzativa la molla è una molla a compressione. La molla ha una prima estremità collegata ad un corpo dell’utensile (a cui è collegata l’estremità dell’utensile). L’apparato include un’asta di supporto dell’utensile. La molla ha una seconda estremità collegata all’asta di supporto dell’utensile. La molla è interposta tra l’asta e l’estremità dell’utensile. Quando la molla viene compressa, l’estremità dell’utensile si avvicina all’asta. In una forma realizzativo la molla è una molla a trazione.
In una forma realizzativa, l’apparato comprende un attuatore. L’attuatore è configurato per muovere l’utensile dalla posizione di riposo alla posizione operativa. L’attuatore, preferibilmente è pneumatico. L’attuatore può essere idraulico o elettrico. L’attuatore include una camicia. L’asta di supporto dell’utensile è scorrevole nella camicia. In una forma realizzativa, il gruppo di gonfiaggio è selettivamente collegabile alla camicia dell’attuatore. L’apparato, in una forma realizzativa, comprende una prima valvola. In una forma realizzativa, il gruppo di gonfiaggio è selettivamente collegabile alla camicia dell’attuatore mediante la prima valvola. In particolare, la sorgente di gas in pressione è collegabile alla camicia dell’attuatore. In questo modo, la camicia dell’attuatore è pressurizzabile ad una pressione pari ad una pressione interna alla camera delimitata dal cerchio e dallo pneumatico. In una forma realizzativa, l’apparato comprende un’unità di controllo.
In una forma realizzativa, l’apparato comprende un sensore di pressione. Il sensore di pressione, in una forma realizzativa, è configurato per rilevare una pressione della camera (ossia interna alla camera). Il sensore di pressione, in una forma realizzativa, è configurato per rilevare una pressione della camicia (ossia interna alla camicia). Il sensore di pressione è collegato all’unità di controllo. Il sensore di pressione è configurato per inviare all’unità di controllo un segnale di pressione. Il segnale di pressione è rappresentativo della pressione della camera. Il segnale di pressione è rappresentativo della pressione della camicia.
L’apparato, in una forma realizzativa, comprende una valvola di scarico. La valvola di scarico è collegata alla camicia. La valvola di scarico è commutabile tra una posizione aperta, in cui la camicia è collegata ad un ambiente esterno (ad esempio mediante una strozzatura), e una posizione chiusa, in cui la camicia è isolata dall’ambiente esterno.
L’unità di controllo, in una forma realizzativa, è programmata per comandare una commutazione della valvola di scarico dalla posizione chiusa alla posizione aperta, in funzione del segnale di pressione. In una forma realizzativa la valvola di scarico è configurata per controllare il flusso di aria verso l’ambiente esterno. In una forma realizzativa il controllo del flusso di aria in uscita dalla valvola di scarico avviene mediante l’unità di controllo.
L’unità di controllo, in una forma realizzativa, è programmata per comandare un’apertura e/o una chiusura della prima valvola, in funzione del segnale di pressione.
L’unità di controllo è quindi configurata per comandare l’attuatore.
In una forma realizzativa, l’apparato comprende un’interfaccia. L’interfaccia è configurata per impostare un parametro di soglia, rappresentativo di una pressione di soglia. La pressione di soglia può essere, per esempio, la pressione desiderata nella camera (detta anche pressione di gonfiaggio). In una forma realizzativa, l’unità di controllo è programmata per comandare una commutazione della valvola di scarico dalla posizione chiusa alla posizione aperta, in funzione del segnale di pressione e del parametro di soglia. In una forma realizzativa, l’unità di controllo è programmata per un’apertura e/o una chiusura della prima valvola, in funzione del segnale di pressione e del parametro di soglia. In particolare, quando la pressione rilevata dal sensore di pressione eccede oltre la pressione di soglia, l’unità di controllo è programmata per commutare la valvola di scarico nella posizione aperta e per chiudere la prima valvola. Chiudendo la prima valvola, la camicia dell’attuatore viene isolata dalla sorgente di gas in pressione. Aprendo la valvola di scarico, la camicia dell’attuatore si depressurizza fino ad una pressione ambiente (che può essere la pressione atmosferica).
In una forma realizzativa, l’apparato comprende una telecamera. La telecamera, in una forma realizzativa, è configurata per acquisire un’immagine rappresentativa di una posizione della prima flangia e di una posizione della prima nervatura. La telecamera, in una forma realizzativa, è configurata per acquisire un’immagine rappresentativa di una posizione della seconda flangia e della seconda nervatura. La telecamera è collegata all’attuatore per collocare l’utensile nella posizione operativa in funzione della posizione della prima flangia e della posizione della prima nervatura (o della posizione della seconda flangia e della seconda nervatura). La telecamera, in una forma realizzativa, è collegata all’unità di controllo. In una forma realizzativa, l’unità di controllo è programmata per comandare, appena prima di comandare l’insufflaggio (avviando la sorgente di gas in pressione), la collocazione dell’utensile nella posizione operativa. In una forma realizzativa, l’apparato include un interruttore, configurato per avviare la collocazione dell’utensile nella posizione operativa.
In una forma realizzativa, l’unità di controllo è programmata per comandare un’accensione di una spia di allarme se, quando inizia l’insufflaggio, l’utensile non è collocato nella posizione operativa.
La presente descrizione mette a disposizione anche un accessorio per un apparato per il montaggio e lo smontaggio di uno pneumatico rispetto ad un corrispondente cerchio di una ruota.
L’accessorio, in una forma realizzativa, comprende un’asta. L’accessorio comprende un utensile. L’utensile è fissato all’asta. L’utensile comprende un elemento elastico.
In una forma realizzativa l’elemento elastico è una molla a compressione. La molla ha una prima estremità collegata all’asta e una seconda estremità collegata ad un corpo dell’utensile. Dunque la molla consente un avvicinamento dell’estremità dell’utensile all’asta, sotto un’azione di compressione della molla.
L’elemento elastico in una forma realizzativa è una gomma comprimibile. La gomma comprimibile in una forma realizzativa è un elemento avente una prima estremità collegata all’asta e una seconda estremità collegata ad un corpo dell’utensile. La gomma comprimibile in una forma realizzativa riveste l’utensile. La gomma comprimibile, in una forma realizzativa, ha anche proprietà di isolamento acustico.
In una forma realizzativa, la superficie esterna dell’utensile, o almeno la superficie esterna dell’estremità dell’utensile, è costituita da un materiale avente proprietà di assorbimento acustico (per esempio, feltro o gomma). La superficie esterna dell’utensile (o almeno dell’estremità dell’utensile) dunque, in una forma realizzativa, ha elevato coefficiente di assorbimento acustico (in altre parole, è fonoassorbente).
L’accessorio, in una forma realizzativa, include una calza in materiale avente proprietà di assorbimento acustico (per esempio, feltro o gomma). L’estremità dell’utensile è rivestita con detta calza.
L’accessorio, in una forma realizzativa, comprende un attuatore dell’utensile. L’attuatore, in una forma realizzativa, comprende una camicia in cui è scorrevole l’asta. L’attuatore può essere pneumatico. L’attuatore può essere idraulico. L’attuatore può essere elettrico.
Questa ed altre caratteristiche risulteranno maggiormente evidenziate dalla descrizione seguente di una preferita forma realizzativa, illustrata a puro titolo esemplificativo e non limitativo nelle unite tavole di disegno, in cui: - la figura 1 illustra un apparato smontagomme, secondo la presente descrizione;
- la figura 2A illustra un utensile dell’apparato figura 1, secondo una variante realizzativa, in una posizione operativa;
- la figura 2B illustra l’utensile di figura 2A, in una posizione operativa secondo una possibile variante di realizzazione;
- la figura 3A illustra l’utensile di figura 2A;
- la figura 3B illustra una sezione della figura 3A;
- le figure 4A, 4B illustrano rispettivi utensili dell’apparato di figura 1, in una posizione operativa;
- le figure 4C e 4D illustrano, in sezione, rispettive varianti realizzative dell’utensile di figura 2A;
- la figura 5 illustra schematicamente una variante realizzativa di un gruppo di gonfiaggio associato ad un utensile dell’apparato di figura 1, collocato nella posizione operativa.
Con riferimento alle figure allegate, con il numero 1 si è indicato un apparato per montare uno pneumatico 2 rispetto al corrispondente cerchio 3 di una ruota, secondo la presente descrizione.
L’apparato 1 comprende una base 5. La base 5 comprende un gruppo portaruota 6. Il gruppo portaruota 6 è configurato per alloggiare la ruota e per farla ruotare intorno ad un asse di rotazione della ruota A1, al fine di consentire di effettuare operazioni di smontaggio e montaggio. Preferibilmente l’asse di rotazione della ruota A1 è verticale. In possibili forme realizzative, l’asse di rotazione A1 della ruota è orizzontale o orientato in altro modo.
Il gruppo portaruota 6 comprende un albero cavo, connesso a mezzi di rotazione (non visibili), e un piano di supporto forato (non visibile), per consentire l'attraversamento da parte di un’asta di serraggio 7.
La ruota viene bloccata per poter ruotare solidalmente all’albero del gruppo portaruota 6. A tal scopo, dopo aver posizionato la ruota sul piano di supporto, l’asta di serraggio 7 viene inserita in un foro del gruppo portaruota 6 e successivamente serrata, per mantenere bloccato il cerchio 3.
Quando la ruota è posizionata su un piano di supporto ad asse verticale, lo pneumatico 2 presenta un secondo fianco 204 (o fianco inferiore) rivolto verso la base 5 ed un primo fianco 203 (o fianco superiore) rivolto in direzione opposta rispetto al fianco inferiore. Ciascuno dei due fianchi è collegato ad un rispettivo tallone, ossia il bordo rinforzato dello pneumatico 2, a contatto con il cerchio 3. In particolare, il primo fianco 203 è collegato ad un primo tallone 201. Il secondo fianco 204 è collegato ad un secondo tallone 202. Lo pneumatico comprende un battistrada 205, interposto e collegato al primo fianco 203 e al secondo fianco 204.
Il cerchio 3 ha una superficie esterna 30. Dalla superficie esterna 30 aggettano una prima flangia (anulare) 3A e una seconda flangia (anulare) 3C. La seconda flangia 3C (nel caso di asse di rotazione della ruota verticale, flangia inferiore) è rivolta verso la base 5, mentre la prima flangia 3A (nel caso di asse di rotazione della ruota verticale, flangia superiore) è opposta alla seconda flangia 3C. La superficie esterna 30 presenta un canale centrale (anulare) 31, compreso tra la prima flangia 3A e la seconda flangia 3C. Dalla superficie esterna 30 aggettano inoltre una prima nervatura (anulare) 3B e una seconda nervatura (anulare) 3D. Si osservi che la prima nervatura 3B e la seconda nervatura 3D sono meno aggettanti rispetto alla prima flangia 3A e alla seconda flangia 3C. La prima nervatura 3B è interposta tra il canale centrale 31 e la prima flangia 3A. La seconda nervatura 3D è interposta tra il canale centrale 31 e la seconda flangia 3C. Lo spazio compreso tra la prima flangia 3A e la prima nervatura 3B definisce una prima sede in cui il primo tallone 201 dello pneumatico 2 è posizionato quando lo pneumatico 2 è montato e gonfiato. Lo spazio compreso tra la seconda flangia 3C e la seconda nervatura 3D definisce una seconda sede in cui il secondo tallone 202 dello pneumatico 2 è posizionato quando lo pneumatico 2 è montato e gonfiato. In particolare, nelle operazioni di montaggio, il secondo tallone 202 entra nella seconda sede, mentre il primo tallone 201 resta in una posizione provvisoria sotto alla prima nervatura 3B (cioè tra la prima nervatura 3B e il canale centrale 31). In una successiva fase di gonfiaggio, il primo tallone 201 entra nella prima sede.
Il gruppo portaruota 6 è accoppiato alla base 5 per essere movimentato in direzione perpendicolare all’asse di rotazione della ruota A1.
In una forma realizzativa, l’apparato 1 comprende, associata alla base 2, una colonna 8, che si sviluppa in direzione parallela all’asse di rotazione della ruota A1. Preferibilmente la colonna 8 si sviluppa in direzione verticale. Il gruppo portaruota 6 può perciò essere movimentato in direzione di avvicinamento o allontanamento dalla colonna 8, permettendo alla macchina smontagomme 1 di operare su pneumatici di differente diametro. La colonna 8 comprende una guida 10 che si sviluppa lungo la direzione di sviluppo prevalente della colonna 8. Un carrello superiore 11 è scorrevolmente vincolato alla guida 10 per muoversi lungo tale guida 10 in discesa o in salita. Un primo sistema di movimentazione 12 è associato al carrello superiore 11 allo scopo di movimentare il carrello superiore 11 tra una prima posizione estrema superiore ed una seconda posizione estrema inferiore lungo la guida 10.
Il primo sistema di movimentazione 12 associato al carrello superiore 11 comprende un primo pistone 12A. Il primo pistone 12A presenta un foro assiale per essere scorrevolmente accoppiato ad una prima asta di guida 12B. In particolare, la prima asta di guida 12B è solidale alla colonna 8 e l'estremità superiore del primo pistone 12A è accoppiata al carrello superiore 11.
Un braccio superiore 15 presenta una prima ed una seconda estremità. La prima estremità del braccio superiore 15 è accoppiata al carrello superiore 11. In particolare, l'accoppiamento è tale da consentire la rotazione di detto braccio superiore 15 intorno ad un secondo asse di rotazione superiore B. Preferibilmente, l’asse di rotazione superiore B è perpendicolare all'asse di rotazione della ruota A1. La seconda estremità del braccio superiore 15 è collegata ad una testa operativa superiore 16, solidale a detto braccio superiore 15.
Un carrello inferiore 13 è scorrevolmente vincolato alla guida 10 per muoversi lungo tale guida 10 in salita o discesa. Un secondo sistema di movimentazione 14 è associato al carrello inferiore 13 allo scopo di movimentare il carrello inferiore 13 tra una prima posizione estrema inferiore ed una seconda posizione estrema superiore lungo la guida 10.
Preferibilmente il carrello superiore 11 e il carrello inferiore 13 sono scorrevolmente vincolati alla stessa guida 10.
Il secondo sistema di movimentazione 14 comprende un secondo pistone 14A. Il secondo pistone 14A presenta un foro assiale per essere scorrevolmente accoppiato ad una seconda asta di guida 14B. In particolare, la seconda asta di guida 14B è solidale alla colonna 8 e l'estremità inferiore del secondo pistone 14A è accoppiata al carrello inferiore 13.
Un braccio inferiore 23 presenta una prima ed una seconda estremità. La prima estremità del braccio inferiore 23 è fissata al carrello inferiore 13. La seconda estremità del braccio inferiore 23 è accoppiata ad una testa operativa inferiore 24.
La testa operativa superiore 16 è costituita da un corpo 17 comprendente almeno un utensile di montaggio superiore 18 ed almeno un ulteriore utensile. L'utensile di montaggio superiore 18 è definito da un corpo avente forma allungata in una direzione per essere operativamente inserito tra il primo tallone 201 dello pneumatico 2 la prima flangia 3A del cerchio 3. Preferibilmente l'utensile di montaggio superiore 18 e l’ulteriore utensile sono distanziati angolarmente di un angolo prestabilito per essere selettivamente e alternativamente posizionabili in una configurazione operativa (ovvero di lavoro) mediante rotazione della testa operativa superiore 16.
Preferibilmente detto ulteriore utensile è un disco stallonatore superiore 19 o un utensile di smontaggio 20. L’utensile di smontaggio 20 ha forma allungata in una direzione, ad esempio ad artiglio, per essere inserito tra il primo tallone 201 dello pneumatico 2 e la prima flangia 3A del cerchio 3, per afferrare ed estrarre una porzione del primo tallone 201 dalla prima sede. L’utensile stallonatore superiore 19 comprende un corpo circolare sostenuto da un braccetto di supporto. Il corpo circolare è configurato per premere sul primo tallone 201 dello pneumatico 2 verso il secondo tallone 202, per provocarne il distacco dalla prima flangia 3A del cerchio 3.
Secondo la presente descrizione, l’apparato include un utensile premifianco 21. L’utensile premifianco 21 è collegato alla testa operativa superiore 16, preferibilmente in modo rigido.
In una forma realizzativa, in aggiunta all'utensile di montaggio superiore 18 accoppiato all'utensile premifianco 21, la testa operativa superiore 16 comprende due ulteriori utensili, l’utensile stallonatore superiore 19 e l'utensile di smontaggio 20.
Il moto di rotazione del braccio superiore 15 è comandato da una cremagliera 26 accoppiata ad una ruota dentata. La ruota dentata è accoppiata al braccio superiore 15 per ruotare intorno all’ asse di rotazione superiore B.
Il braccio superiore 15 è altresì movimentabile lungo l’asse di rotazione superiore B, tra una posizione di lavoro, in cui gli utensili della testa superiore 16 sono allineati alla prima flangia 3A del cerchio 3 per eseguire tutte le operazioni, ed una posizione di disimpegno in cui la testa operativa superiore 16 è allontanata dal cerchio, per agevolare le operazioni di posizionamento e rimozione della ruota sul e dal gruppo portaruota 6. La testa operativa inferiore 24 è accoppiata alla seconda estremità del braccio inferiore 23 e provvista di almeno un utensile inferiore preposto ad essere operativamente attivo sul secondo fianco 202 dello pneumatico. Preferibilmente la testa operativa inferiore 24 comprende almeno due utensili, ovvero un disco stallonatore inferiore 32 ed un utensile di montaggio inferiore. Il disco stallonatore inferiore 32, in maniera analoga all’utensile stallonatore superiore 19, è configurato per premere sul secondo tallone 202 dello pneumatico 2 e ruotare intorno ad un proprio asse quando si trova a contatto con la ruota, messa in rotazione dal gruppo portaruota 6. L'utensile di montaggio inferiore è definito da un corpo avente forma allungata in una direzione per essere operativamente inserito tra il secondo tallone 202 dello pneumatico 2 e la seconda flangia 3C del cerchio 3 per disporre, il secondo tallone 202 all'interno della seconda sede.
Preferibilmente gli utensili della testa operativa inferiore 24 sono spaziati radialmente di un angolo prestabilito, in modo da risultare selettivamente e alternativamente posizionabili in una configurazione operativa mediante rotazione della testa operativa inferiore 24 intorno ad un asse di rotazione inferiore C. Preferibilmente l’asse di rotazione inferiore C e l’asse di rotazione superiore B sono paralleli.
In una forma realizzativa, l’apparato smontagomme 1 comprende un utensile ausiliario 38. L’utensile ausiliario 38 associabile al primo fianco 203 dello pneumatico 2 durante la fase di montaggio. L'utensile ausiliario 38 è configurato per premere sul primo fianco 203 dello pneumatico, in una zona in cui il primo tallone 201 è già stato inserito nella prima sede del cerchio 3. Quando associato al primo fianco 203 dello pneumatico 2, l'utensile ausiliario 38 è solidale alla ruota, messa in rotazione dal gruppo portaruota 6.
In una forma realizzativa, l'utensile ausiliario 38 è collegato alla colonna 8 mediante un braccio articolato 39 che ne consente lo spostamento in un piano perpendicolare all’asse di rotazione della ruota A1. L'utensile ausiliario 38 è movimentabile in direzione parallela all’asse di rotazione della ruota A1 da un attuatore 40, accoppiato al braccio articolato 39. L’attuatore 40 comprende una camicia 40A, avente un foro in cui è scorrevolmente accoppiata un’asta 40B, che supporta l’utensile ausiliario 38.
L’apparato smontagomme 1 comprende un gruppo di gonfiaggio 51. Il gruppo di gonfiaggio, in una forma realizzativa, include una sonda di gonfiaggio 46. Il gruppo di gonfiaggio 51 è operabile in una configurazione attiva, in cui è configurato per insufflare l’aria all’interno della camera 4 tramite la sonda di gonfiaggio 46. Il gruppo di gonfiaggio 51 è operabile in una configurazione inattiva, in cui una fuoriuscita di aria da un ramo di gonfiaggio 46 è bloccata.
La sonda di gonfiaggio 46 in una forma realizzativa comprende un tubo 52 configurato per farvi passare all’interno aria o altro gas. Il tubo 52 include un’estremità 53 configurata per essere accoppiata alla valvola 206 dello pneumatico, per insufflare nella camera 4 aria o altro gas.
In una forma realizzativa, il tubo 52 è estraibile dall’asta 40B di supporto dell’utensile 38. In una forma realizzativa, il tubo 52 è removibilmente fissato esternamente all’asta 40B di supporto dell’utensile 38. Per connettere il tubo 52 alla valvola di gonfiaggio 206, è necessario prelevarlo (estraendolo o staccandolo) dall’asta 40B e portarlo manualmente a contatto con la valvola di gonfiaggio 206.
La sonda di gonfiaggio 46 in una forma realizzativa comprende un canale di gonfiaggio 54. Il canale di gonfiaggio 54 è configurato per convogliare aria compressa tra la prima flangia 3A del cerchio e il primo tallone 201 dello pneumatico, per insufflare nella camera 4 aria o altro gas. Il canale di gonfiaggio 54 in una forma realizzativa è ricavato all’interno dell’utensile 38 e della sua asta di supporto 40B. In una forma realizzativa, quando si insuffla aria compressa tra la prima flangia 3A e il primo tallone 201, l’utensile 38 è nella posizione operativa. Questa soluzione è utile ad esempio quando tra la prima flangia 3A e il primo tallone 201 vi è un interstizio di dimensioni tali che l’aria che si insuffla attraverso la valvola di gonfiaggio 206 esce da tale interstizio vanificando l’insufflaggio.
Il gruppo di gonfiaggio 51 comprende un riduttore di pressione 44. Il riduttore di pressione 44 è connesso ad un compressore. Il compressore in una forma realizzativa è esterno all’apparato smontagomme. Il riduttore di pressione 44 è collegato alla sonda di gonfiaggio 46, per insufflare aria (o altro gas) all’interno di una camera 4, delimitata dallo pneumatico 2 accoppiato al cerchio 3. Lo pneumatico 2 comprende una valvola di gonfiaggio 206, a cui è collegabile un’estremità della sonda di gonfiaggio 46.
L’utensile ausiliario 38 è mobile tra almeno una posizione di riposo, in cui è allontanato dallo pneumatico 2, e una posizione operativa, nella quale è avvicinato allo pneumatico 2. L’apparato 1 include una configurazione operativa nella quale l’utensile 38 è nella posizione operativa e il gruppo di gonfiaggio è nella configurazione attiva. Il gruppo di gonfiaggio 51 è configurato per insufflare aria (o altro gas) all’interno della camera 4 quando l’utensile ausiliario 38 è nella posizione operativa. In particolare, quando l’utensile ausiliario 38 è nella posizione operativa, il primo tallone 201 è interposto tra l’utensile ausiliario 38 e il secondo tallone 202. Inoltre, quando l’utensile ausiliario 38 è nella posizione operativa, un’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 è posizionata assialmente (cioè lungo una direzione parallela all’asse di rotazione A1) tra la prima flangia 3A e la prima nervatura 3B.
In una forma realizzativa, quando l’utensile 38 è nella posizione operativa, l’estremità 38A dell’utensile 38 è posizionata radialmente (cioè lungo un asse di mezzeria A2 della ruota, perpendicolare all’asse di rotazione A1 della ruota) tra un bordo anulare della prima flangia 3A e un bordo anulare della prima nervatura 3B.
In una forma realizzativa, quando l’utensile 38 è nella posizione operativa, l’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 è posizionata radialmente tra un bordo anulare della prima flangia 3A e il battistrada 205.
Analogamente all’utensile ausiliario 38, anche l’utensile stallonatore superiore 19 è mobile tra almeno una posizione di riposo, in cui è allontanato dallo pneumatico 2, ad una posizione operativa, nella quale è avvicinato a (a contatto con) lo pneumatico 2. Il gruppo di gonfiaggio 51 è atto a insufflare aria (o altro gas) all’interno della camera 4 quando l’utensile stallonatore superiore 19 è nella posizione operativa. In particolare, quando l’utensile stallonatore superiore 19 è nella posizione operativa, il primo tallone 201 è interposto tra l’utensile stallonatore superiore 19 e il secondo tallone 202. Inoltre, quando l’utensile stallonatore superiore 19 è nella posizione operativa, un’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 è posizionata assialmente (cioè lungo una direzione parallela all’asse di rotazione A1) tra la prima flangia 3A e la prima nervatura 3B.
In una forma realizzativa, quando l’utensile stallonatore superiore 19 è nella posizione operativa, l’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 è posizionata radialmente (cioè lungo l’asse di mezzeria A2 della ruota) tra il bordo anulare della prima flangia 3A e il bordo anulare della prima nervatura 3B.
In una forma realizzativa, quando l’utensile stallonatore superiore 19 è nella posizione operativa, l’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 è posizionata radialmente tra un bordo anulare della prima flangia 3A e il battistrada 205.
Analogamente all’utensile ausiliario 38 e all’utensile stallonatore superiore 19, anche l’utensile di montaggio superiore 18 è mobile tra almeno una posizione di riposo, in cui è allontanato dallo pneumatico 2, ad una posizione operativa, nella quale è avvicinato allo pneumatico 2. Il gruppo di gonfiaggio 51 è atto a insufflare aria (o altro gas) all’interno della camera 4 quando l’utensile di montaggio superiore 18 è nella posizione operativa. In particolare, quando l’utensile di montaggio superiore 18 è nella posizione operativa, il primo tallone 201 è interposto tra l’utensile di montaggio superiore 18 e il secondo tallone 202. Inoltre, quando l’utensile di montaggio superiore 18 è nella posizione operativa, un’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18 è posizionata assialmente (cioè lungo una direzione parallela all’asse di rotazione A1) tra la prima flangia 3A e la prima nervatura 3B.
In una forma realizzativa, quando l’utensile di montaggio superiore 18 è nella posizione operativa, l’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18 è posizionata radialmente (cioè lungo l’asse di mezzeria A2 della ruota) tra il bordo anulare della prima flangia 3A e il bordo anulare della prima nervatura 3B.
In una forma realizzativa, quando l’utensile stallonatore superiore 19 è nella posizione operativa, l’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 è posizionata radialmente tra un bordo anulare della prima flangia 3A e il battistrada 205.
In una forma realizzativa, l’utensile stallonatore inferiore 32 è mobile tra almeno una posizione di riposo, in cui è allontanato dallo pneumatico 2, e una posizione operativa, in cui è avvicinato allo pneumatico 2. Il gruppo di gonfiaggio 51 è atto ad insufflare aria (o altro gas) all’interno della camera 4 quando l’utensile stallonatore inferiore 32 è nella rispettiva posizione operativa. In particolare, quando l’utensile stallonatore inferiore 32 è nella rispettiva posizione operativa, il secondo tallone 202 è interposto tra l’utensile stallonatore inferiore 32 e il primo tallone 201. Inoltre, quando l’utensile stallonatore inferiore 32 è nella rispettiva posizione operativa, un’estremità dell’utensile stallonatore inferiore 32 è posizionata assialmente tra la seconda flangia 3C e la seconda nervatura 3B e posizionata radialmente tra la superficie esterna del cerchio 30 e il battistrada 205.
In una forma realizzativa, l’utensile di smontaggio inferiore è mobile tra almeno una posizione di riposo, in cui è allontanato dallo pneumatico 2, e una posizione operativa, in cui è avvicinato allo pneumatico 2. Il gruppo di gonfiaggio 51 è atto ad insufflare aria (o altro gas) all’interno della camera 4 quando l’utensile di smontaggio inferiore è nella rispettiva posizione operativa. In particolare, quando l’utensile di smontaggio inferiore è nella rispettiva posizione operativa, il secondo tallone 202 è interposto tra l’utensile di smontaggio inferiore e il primo tallone 201. Inoltre, quando l’utensile di smontaggio inferiore è nella rispettiva posizione operativa, un’estremità dell’utensile di smontaggio inferiore è posizionata assialmente tra la seconda flangia 3C e la seconda nervatura 3B e posizionata radialmente tra la superficie esterna del cerchio 30 e il battistrada 205.
In una forma realizzativa, il compressore è connettibile alla camicia 40A dell’attuatore 40, attraverso un riduttore di pressione 44. Il gruppo di gonfiaggio può comprendere un ramo di attuazione 48, che collega il riduttore di pressione 44 alla camicia 40A. In questo modo, la camicia 40A può essere pressurizzata ad una pressione uguale (o ad una pressione proporzionale) ad una pressione della camicia 4.
In una forma realizzativa, il gruppo di gonfiaggio 51 comprende una prima valvola 47, disposta nel ramo di attuazione 48.
In una forma realizzativa, il gruppo di gonfiaggio 51 comprende una seconda valvola 45, disposta nella sonda di gonfiaggio 46, per aprire e chiudere detta sonda di gonfiaggio 46.
In una forma realizzativa, il gruppo di gonfiaggio 51 comprende una valvola di scarico 49. La valvola di scarico 49 è disposta in un ramo di scarico 50, che collega il ramo di attuazione 48 (quindi la camicia 40A) ad un ambiente esterno. La valvola di scarico 49, quando aperta, mette in comunicazione la camicia 40A con l’ambiente esterno, per depressurizzarla. La valvola di scarico 49, se chiusa, isola la camicia 40A dall’ambiente esterno.
In una forma realizzativa, l’apparato 1 comprende un’unità di controllo 43. Il gruppo di gonfiaggio 51 è controllabile dall’unità di controllo 43. In particolare, l’unità di controllo 43 è programmata per comandare la prima valvola 47 (per aprirla e chiuderla). L’unità di controllo 43 è programmata per comandare la seconda valvola 45 (per aprirla e chiuderla). L’unità di controllo 43 è programmata per comandare la valvola di scarico 49 (per aprirla, chiuderla o parzializzarla).
L’unità di controllo 43 è programmata per comandare il riduttore di pressione 44, per regolare la pressione interna al gruppo di gonfiaggio. Il riduttore di pressione 44 è connesso al compressore. In una forma realizzativa, l’apparato 1 comprende un’interfaccia 41, collegata all’unità di controllo 43. L’interfaccia 41 è configurata per ricevere in impostazione da un utente un parametro di soglia, rappresentativo di una pressione di soglia (che può essere la pressione desiderata nella camera al termine del gonfiaggio).
L’apparato 1, in una forma realizzativa, comprende un sensore di pressione, configurato per rilevare una pressione della camera 4. Il sensore di pressione è collegato all’unità di controllo 43, per inviarle un segnale di pressione, rappresentativo della pressione della camera 4.
L’unità di controllo 43, in una forma realizzativa, è programmata per comandare una apertura della valvola di scarico 49 in funzione del segnale di pressione e del parametro di soglia (quando la pressione nella camera 4 raggiunge la pressione di soglia).
L’utensile ausiliario 38 in una forma realizzativa comprende una molla 38B a compressione. La molla 38B è collegata all’asta 40B. L’asta 40B supporta l’utensile sia che essa sia scorrevole nella camicia 40A, sia che essa sia direttamente collegata al braccio articolato 39. La molla 38B, a riposo, mantiene l’estremità 38A dell’utensile 38 distanziata dall’asta 40B. La molla 38B, se compressa, permette un avvicinamento dell’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 all’asta 40B.
L’utensile stallonatore superiore 19 in una forma realizzativa comprende una molla a compressione, che, se compressa, permette un avvicinamento dell’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 al corpo 17 della testa operativa superiore 16.
L’utensile di montaggio superiore 18 in una forma realizzativa comprende una molla a compressione, che, se compressa, permette un avvicinamento dell’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18 al corpo 17 della testa operativa superiore 16.
L’utensile ausiliario 38 (o almeno la sua estremità 38A) in una forma realizzativa ha una superficie esterna formata da (o rivestita da) materiale avente elevato coefficiente di assorbimento acustico (per esempio, feltro o gomma). L’utensile di montaggio superiore 18 (o almeno la sua estremità 18A) in una forma realizzativa ha una superficie esterna formata da (o rivestita da) materiale avente elevato coefficiente di assorbimento acustico. L’utensile stallonatore superiore 19 (o almeno la sua estremità 19A) in una forma realizzativa ha una superficie esterna formata da (o rivestita da) materiale avente elevato coefficiente di assorbimento acustico.
La presente descrizione mette a disposizione anche un accessorio ausiliario per un apparato smontagomme 1.
L’accessorio in una forma realizzativa è un accessorio ausiliario. L’accessorio ausiliario comprende un’asta 40B. L’accessorio ausiliario comprende un utensile 38, fissato all’asta 40B e comprendente una molla 38B a compressione. La molla 38B è collegata all’asta 40B e ad una estremità 38A dell’utensile 38, in modo da consentire un avvicinamento dell’estremità 38A dell’utensile 38 all’asta 40B, sotto un’azione di compressione della molla 38B.
L’accessorio in una forma realizzativa è connettibile ad una testa operativa superiore 16, comprendente un corpo 17. L’accessorio in una forma realizzativa comprende un braccio (o asta) superiore 15. L’accessorio in una forma realizzativa è conformato come un utensile stallonatore superiore 19, connesso al corpo 17. L’accessorio in una forma realizzativa è conformato come un utensile di montaggio superiore 18, connesso al corpo 17. L’accessorio può comprendere una molla a compressione, connessa al corpo 17 e a uno di detti utensile stallonatore superiore 19 e utensile di montaggio superiore 18, per consentirne un avvicinamento al corpo 17, sotto un’azione di compressione della molla.
L’accessorio, in una forma realizzativa, è rivestito di materiale fonoassorbente (per esempio, feltro o gomma).
L’accessorio, in una forma realizzativa, è rivestito di un materiale elastico (per esempio, gomma) che ha sia la funzione di smorzare l’urto del tallone sia la funzione di attutire il rumore.
La presente descrizione mette a disposizione anche un metodo per il gonfiaggio di uno pneumatico 2 montato su un corrispondente cerchio 3 di una ruota. Il cerchio è fissato a un gruppo portaruota 6 di un apparato 1 per il montaggio e lo smontaggio di uno pneumatico 2 rispetto ad un corrispondente cerchio 3 di una ruota (indicato anche come apparato smontagomme 1).
L’apparato smontagomme 1 comprende una pluralità di utensili. Detta pluralità di utensili, in una forma realizzativa, comprende un utensile ausiliario 38. Detta pluralità di utensili, in una forma realizzativa, comprende un utensile di montaggio superiore 18. Detta pluralità di utensili, in una forma realizzativa, comprende un utensile stallonatore superiore 19.
Lo pneumatico 2 include un primo tallone 201, un primo fianco 203, un secondo tallone 202, un secondo fianco 204 e un battistrada 205.
Il cerchio 3 include una superficie esterna 30, una prima flangia 3A una prima nervatura 3B, una seconda flangia 3C, una seconda nervatura 3D e un canale centrale 31. La prima flangia 3A e la prima nervatura 3B aggettano radialmente dalla superficie esterna 30 e sono tra loro distanziate assialmente (lungo un asse di rotazione della ruota A1) per definire una prima sede per il primo tallone 201. La seconda flangia 3C e la seconda nervatura 3D aggettano radialmente dalla superficie esterna 30 e sono tra loro distanziate assialmente (lungo un asse di rotazione della ruota A1) per definire una seconda sede per il secondo tallone 202. Il canale centrale 31 è interposto tra la prima flangia 3A e la prima nervatura 3B, da un lato, e la seconda flangia 3C e la seconda nervatura 3D, dall’altro lato.
Il metodo comprende, precedentemente al gonfiaggio vero e proprio, il montaggio dello pneumatico 2 sul cerchio 3. Nel montaggio, il primo tallone 201 non è inserito nella prima sede, ma rimane in una rispettiva posizione provvisoria, tra la prima nervatura 3B e il canale centrale 31 del cerchio. Analogamente, il secondo tallone 202 non è inserito nella seconda sede, ma rimane in una rispettiva posizione provvisoria, tra la seconda nervatura 3D e il canale centrale 31 del cerchio.
Si definisce un asse di mezzeria della ruota A2, perpendicolare ad un asse di rotazione della ruota A1, tale che la prima flangia 3A e la seconda flangia 3C sono equidistanti dall’asse di mezzeria della ruota A2. Si definisce ‘d’ la distanza assiale di un bordo superiore della prima nervatura 3B dall’asse di mezzeria della ruota A2. Per bordo superiore della prima nervatura 3B si intende la superficie anulare della prima nervatura 3B rivolta verso la prima flangia 3A. La distanza del primo tallone 201 dall’asse di mezzeria della ruota A2, a seguito del montaggio e prima del gonfiaggio (ossia nella posizione provvisoria) è inferiore a ‘d’.
Il gonfiaggio comprende una prima fase di collocamento di un utensile in una posizione operativa.
In una forma realizzativa, l’utensile ausiliario 38 è collocato nella posizione operativa.
Quando l’utensile ausiliario 38 è nella posizione operativa, una sua estremità 38A dista dall’asse di mezzeria della ruota A2 di una distanza assiale ‘h’. La distanza assiale ‘h’ dell’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 dall’asse di mezzeria della ruota A2, in una forma realizzativa, è superiore alla distanza assiale ‘d’ del bordo superiore della prima nervatura 3B dall’ asse di mezzeria della ruota A2. La distanza assiale ‘h’ dell’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 dall’asse di mezzeria della ruota A2, in una forma realizzativa, è inferiore alla distanza assiale ‘d’ del bordo superiore della prima nervatura 3B dall’ asse di mezzeria della ruota A2, ma superiore ad una distanza del bordo inferiore della prima nervatura 3B dall’asse di mezzeria della ruota A2.
Si definisce inoltre una distanza assiale ‘c’ di un bordo inferiore della prima flangia 3A dall’asse di mezzeria della ruota A2. Per bordo inferiore della prima flangia 3A, si intende la superficie anulare della prima flangia 3A rivolta verso la prima nervatura 3B. La distanza assiale ‘h’ dell’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 dall’asse di mezzeria della ruota A2 è inferiore alla distanza assiale ‘c’ del bordo inferiore della prima flangia 3A dall’asse di mezzeria della ruota A2.
Si definisce una distanza radiale ‘a’ di un bordo esterno della prima flangia 3A dall’asse di rotazione della ruota A1. Per bordo esterno della prima flangia 3A si intende un anello della prima flangia 3A che ha una massima sporgenza dalla superficie esterna del cerchio 30.
Si definisce una distanza radiale ‘b’ di un bordo esterno della prima nervatura 3B dall’asse di rotazione della ruota A1. Per bordo esterno della prima nervatura 3B si intende un anello della prima nervatura 3B che ha una massima sporgenza dalla superficie esterna del cerchio 30.
Si definisce una distanza radiale ‘r’ dell’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 dall’asse di rotazione della ruota A1, quando l’utensile ausiliario 38 è nella posizione operativa. La distanza radiale ‘r’ dell’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 dall’asse di rotazione della ruota A1 è maggiore della distanza radiale ‘b’ del bordo esterno della prima nervatura 3B dall’asse di rotazione della ruota A1. In una forma realizzativa, la distanza radiale ‘r’ dell’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 dall’asse di rotazione della ruota A1 è minore della distanza radiale ‘a’ del bordo esterno della prima flangia 3A dall’asse di rotazione della ruota A1. In un’altra forma realizzativa, la distanza radiale ‘r’ dell’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38 dall’asse di rotazione della ruota A1 è maggiore della distanza radiale ‘a’ del bordo esterno della prima flangia 3A dall’asse di rotazione della ruota A1.
In una forma realizzativa, l’utensile stallonatore superiore 19 è collocato in una posizione operativa.
Quando l’utensile stallonatore superiore 19 è nella posizione operativa, una sua estremità 19A dista dall’asse di mezzeria della ruota A2 di una distanza assiale ‘h1’. La distanza assiale ‘h1’ dell’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 dall’asse di mezzeria della ruota A2 è superiore alla distanza assiale ‘d’ del bordo superiore della prima nervatura 3B dall’ asse di mezzeria della ruota A2. La distanza assiale ‘h1’ dell’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 dall’asse di mezzeria della ruota A2 è inferiore alla distanza assiale ‘c’ del bordo inferiore della prima flangia 3A dall’asse di mezzeria della ruota A2.
Si definisce una distanza radiale ‘r1’ dell’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 dall’asse di rotazione della ruota A1, quando l’utensile stallonatore superiore 19 è nella posizione operativa. La distanza radiale ‘r1’ dell’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 dall’asse di rotazione della ruota A1 è maggiore della distanza radiale ‘b’ del bordo esterno della prima nervatura 3B dall’asse di rotazione della ruota A1. In una forma realizzativa, la distanza radiale ‘r1’ dell’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 dall’asse di rotazione della ruota A1 è minore della distanza radiale ‘a’ del bordo esterno della prima flangia 3A dall’asse di rotazione della ruota A1. In un’altra forma realizzativa, la distanza radiale ‘r1’ dell’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19 dall’asse di rotazione della ruota A1 è maggiore della distanza radiale ‘a’ del bordo esterno della prima flangia 3A dall’asse di rotazione della ruota A1.
In una forma realizzativa, l’utensile di montaggio superiore 18 è collocato in una posizione operativa.
Quando l’utensile di montaggio superiore 18 è nella posizione operativa, una sua estremità 18A dista dall’asse di mezzeria della ruota A2 di una distanza assiale ‘h2’. La distanza assiale ‘h2’ dell’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18 dall’asse di mezzeria della ruota A2 è superiore alla distanza assiale ‘d’ del bordo superiore della prima nervatura 3B dall’ asse di mezzeria della ruota A2. La distanza assiale ‘h2’ dell’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18 dall’asse di mezzeria della ruota A2 è inferiore alla distanza assiale ‘c’ del bordo inferiore della prima flangia 3A dall’asse di mezzeria della ruota A2.
Si definisce una distanza radiale ‘r2’ dell’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18 dall’asse di rotazione della ruota A1, quando l’utensile di montaggio superiore 18 è nella posizione operativa. La distanza radiale ‘r2’ dell’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18 dall’asse di rotazione della ruota A1 è maggiore della distanza radiale ‘b’ del bordo esterno della prima nervatura 3B dall’asse di rotazione della ruota A1. In una forma realizzativa, la distanza radiale ‘r2’ dell’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18 dall’asse di rotazione della ruota A1 è minore della distanza radiale ‘a’ del bordo esterno della prima flangia 3A dall’asse di rotazione della ruota A1. In un’altra forma realizzativa, la distanza radiale ‘r2’ dell’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18 dall’asse di rotazione della ruota A1 è maggiore della distanza radiale ‘a’ del bordo esterno della prima flangia 3A dall’asse di rotazione della ruota A1.
Analogamente all’utensile ausiliario 38, all’utensile di montaggio superiore 18 e all’utensile stallonatore superiore 19, altri utensili dell’apparato smontagomme 1 possono essere collocati nella posizione operativa.
In una forma realizzativa, l’utensile stallonatore inferiore 32 è collocato in una rispettiva posizione operativa, in cui ha una estremità posizionata radialmente tra la superficie esterna 30 del cerchio 3 e il battistrada 205 e posizionata assialmente tra la seconda nervatura 3C e la seconda flangia 3D. In una forma realizzativa, l’utensile di smontaggio inferiore è collocato in una rispettiva posizione operativa, in cui ha una estremità posizionata radialmente tra la superficie esterna 30 del cerchio 3 e il battistrada 205 e posizionata assialmente tra la seconda nervatura 3C e la seconda flangia 3D.
Il metodo comprende, successivamente alla fase di collocamento di un utensile in posizione operativa, una fase di insufflaggio di un gas in pressione all’interno di una camera 4, delimitata dallo pneumatico 2 e dal cerchio 3. Il gas viene insufflato mediante una valvola di gonfiaggio 296 dello pneumatico 2.
Se l’utensile collocato in posizione operativa è l’utensile ausiliario 38, durante l’insufflaggio il primo fianco 203 dello pneumatico 2 viene premuto contro l’estremità 38A dell’utensile ausiliario 38.
Se l’utensile collocato in posizione operativa è l’utensile stallonatore superiore 19, durante l’insufflaggio il primo fianco 203 dello pneumatico 2 viene premuto contro l’estremità 19A dell’utensile stallonatore superiore 19. Se l’utensile collocato in posizione operativa è l’utensile di montaggio superiore 18, durante l’insufflaggio il primo fianco 203 dello pneumatico 2 viene premuto contro l’estremità 18A dell’utensile di montaggio superiore 18.
Il metodo comprende una fase di rimozione dell’utensile dalla posizione operativa (successiva alla fase di insufflaggio). In una forma realizzativa, viene rimosso dalla posizione operativa l’utensile ausiliario 38. In una forma realizzativa, viene rimosso dalla posizione operativa l’utensile stallonatore superiore 19. In una forma realizzativa, viene rimosso dalla posizione operativa l’utensile di montaggio superiore 18.
In una forma realizzativa, in cui l’utensile collocato in posizione operativa è l’utensile ausiliario 38, detto utensile ausiliario 38 comprende una molla 38B a compressione, che al termine della fase di insufflaggio viene compressa dal primo fianco 203 che viene premuto dalla pressione interna alla camera 4 contro l’estremità 38A dell’utensile. La compressione della molla 38B determina uno scalzamento dell’utensile ausiliario 38 dalla posizione operativa. La compressione della molla 38B, in una forma realizzativa, determina il posizionamento dell’utensile 38 in una posizione intermedia, intermedia tra la posizione operativa e una posizione di riposo, in cui l’utensile è allontanato dallo pneumatico.
In una forma realizzativa, l’utensile ausiliario 38 è sorretto da un’asta 40B, scorrevole in una camicia 40A di un attuatore 40. La camicia 40A in una forma realizzativa è collegata ad un compressore, attraverso un riduttore di pressione 44. Il riduttore di pressione 44 è anche collegato ad una sonda di gonfiaggio 46 per insufflare gas in pressione nella camera 4 (attraverso la valvola di gonfiaggio 206). In una forma realizzativa, nella fase di insufflagggio, il riduttore di pressione 44 riceve aria compressa dal compressore per pressurizzare sia la camera 4 sia la camicia 40A dell’attuatore 40, in modo da avere un equilibrio di pressione tra la camicia 40A e la camera 4. Tale equilibrio di pressione, fa sì che il primo fianco 203 (per effetto della pressione nella camera 4) spinga l’utensile ausiliario 38 verso la prima flangia 3A, mentre l’asta 40B (per effetto della pressione nella camicia 40A), spinga l’utensile ausiliario 38 verso il primo fianco 303: dunque, poiché tali spinte si equilibrano, l’utensile ausiliario 38 è mantenuto nella posizione operativa.
In una forma realizzativa, quando la pressione della camera 4 (rilevata, ad esempio, mediante un sensore di pressione interno o esterno alla camera 4, o mediante un sensore di pressione nella camicia 40A), raggiunge un valore di soglia, la camicia 40A viene depressurizzata aprendo una valvola di scarico 49: per effetto della depressurizzazione della camicia 40A, l’utensile ausiliario 38, spinto dal primo fianco 203, viene rimosso dalla posizione operativa.
Analogamente, l’attuatore 40 può essere collegato all’utensile di montaggio superiore 18, all’utensile stallonatore 19 o ad un altro utensile dell’apparato smontagomme 1, per mantenerlo nella posizione operativa durante la fase di insufflaggio e rimuoverlo dalla posizione operativa al termine della fase di insufflaggio.

Claims (17)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Metodo per gonfiare uno pneumatico (2) mediante un apparato smontagomme (1) dotato di un utensile (18, 19, 38), in cui lo pneumatico (2) è montato su un corrispondente cerchio (3) di una ruota, il cerchio (3) essendo fissato a un gruppo portaruota (6) dell’apparato smontagomme (1), in cui lo pneumatico (2) include un primo tallone (201), un primo fianco (203), un secondo tallone (202), un secondo fianco (204) e un battistrada (205) e in cui il cerchio (3) include una superficie esterna (30), una prima flangia (3A) e una prima nervatura (3B), in cui la prima flangia (3A) e la prima nervatura (3B) aggettano radialmente dalla superficie esterna (30) e sono tra loro distanziate assialmente per definire una prima sede per il primo tallone (201), caratterizzato dal fatto che comprende le seguenti fasi in sequenza: - collocamento dell’utensile (18, 19, 38) in una posizione operativa, in cui ha un’estremità (18A,19A,38A) che è posizionata assialmente tra la prima flangia (3A) e la prima nervatura (3B) ed è posizionata radialmente tra la superficie esterna (30) del cerchio (3) e il battistrada (205), in cui il primo tallone (201) è interposto tra l’utensile e il secondo tallone (202); - insufflaggio, attraverso una valvola di gonfiaggio (206), di un gas in pressione all’interno di una camera (4), delimitata dallo pneumatico (2) e dal cerchio (3), mantenendo l’utensile (18, 19, 38) nella posizione operativa durante l’insufflaggio, cosicché una porzione del primo fianco (203) dello pneumatico (2) sia premuta contro l’estremità (18A,19A,38A) dell’utensile (18, 19, 38); - rimozione dell’utensile (18, 19, 38) dalla posizione operativa.
  2. 2. Metodo secondo la rivendicazione 1, in cui, quando l’utensile (18, 19, 38) è nella posizione operativa, l’utensile (18, 19, 38) è affacciato al primo fianco (203) dello pneumatico (2).
  3. 3. Metodo secondo la rivendicazione 2, in cui, quando l’utensile (18, 19, 38) è nella posizione operativa, l’estremità (18A,19A,38A) dell’utensile (18, 19, 38) è posizionata radialmente tra un bordo anulare della prima nervatura (3B) e il battistrada (205).
  4. 4. Metodo secondo la rivendicazione 3, in cui quando l’utensile (18, 19, 38) è nella posizione operativa, l’estremità (18A,19A,38A) dell’utensile (18, 19, 38) è posizionata radialmente tra il bordo anulare della prima nervatura (3B) e un bordo anulare della prima flangia (3A).
  5. 5. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui l’utensile (18, 19, 38) comprende un elemento elastico, in cui quando l’insufflaggio di gas determina una pressurizzazione della camera (4) oltre ad un valore di soglia, la pressione interna alla camera (4), premendo il primo fianco (203) dello pneumatico (2) contro l’estremità (18A,19A,38A) dell’utensile (18, 19, 38), causa una compressione dell’elemento elastico e dunque la rimozione dell’utensile dalla posizione operativa.
  6. 6. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui l’apparato (1) smontagomme include un attuatore (40), includente una camicia (40A) in cui scorre un’asta (40B) collegata all’utensile (18, 19, 38), in cui, durante l’insufflaggio, la camicia (40A) dell’attuatore (40) è pressurizzata, per mantenere l’utensile (18, 19, 38) nella posizione operativa.
  7. 7. Metodo secondo la rivendicazione 6, in cui, quando la pressione interna alla camera (4) raggiunge un valore di soglia, la camicia (40A) viene depressurizzata e il primo fianco (203) dello pneumatico (2) viene premuto contro l’utensile (18, 19, 38), causando la rimozione dell’utensile (18, 19, 38) dalla posizione operativa.
  8. 8. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui l’utensile (18, 19, 38) ha una superficie esterna di materiale avente proprietà di assorbimento acustico.
  9. 9. Apparato (1) per il montaggio e lo smontaggio di uno pneumatico (2) rispetto ad un corrispondente cerchio (3) di una ruota, la quale ha un asse (A1) di rotazione, in cui lo pneumatico (2) include un primo tallone (201), un primo fianco (203), un secondo tallone (202), un secondo fianco (204) e un battistrada (205) e in cui il cerchio (3) include una superficie esterna (30), una prima flangia (3A) e una prima nervatura (3B), in cui la prima flangia (3A) e la prima nervatura (3B) aggettano radialmente dalla superficie esterna (30) e sono tra loro distanziate assialmente per definire una prima sede per il primo tallone (201), detto apparato (1) comprendendo: - un gruppo portaruota (6) per bloccare il cerchio (3) e metterlo in rotazione intorno all’asse (A1) di rotazione della ruota; - un gruppo di gonfiaggio (51), avente una configurazione attiva, in cui è configurato per insufflare, attraverso una valvola di gonfiaggio (206) dello pneumatico (2), un gas all’interno di una camera (4) delimitata dallo pneumatico (2) e dal cerchio (3), e una configurazione inattiva, in cui una fuoriuscita di gas dal gruppo di gonfiaggio (51) è interdetta; - un utensile (18, 19, 38) mobile tra almeno una posizione di riposo, in cui è allontanato dallo pneumatico (2), e una posizione operativa, nella quale il primo tallone (201) è interposto tra l’utensile (18, 19, 38) e il secondo tallone (202), e l’utensile (18, 19, 38) ha un’estremità (18A,19A,38A) posizionata assialmente tra la prima flangia (3A) e la prima nervatura (3B) e posizionata radialmente tra la superficie esterna (30) del cerchio (3) e il battistrada (205); caratterizzato dal fatto che l’apparato (1) include una configurazione operativa in cui l’utensile (18, 19, 38) è nella posizione operativa e contemporaneamente il gruppo di gonfiaggio (51) è nella configurazione attiva.
  10. 10. Apparato (1) secondo la rivendicazione 9, in cui l’utensile (18, 19, 38) include un elemento elastico, avente una prima estremità collegata all’estremità (18A,19A,38A) dell’utensile (18, 19, 38) e una seconda estremità collegata ad un’asta (40B) su cui è supportato detto utensile (18, 19, 38), in modo da consentire un avvicinamento dell’estremità (18A,19A,38A) dell’utensile (18, 19, 38) all’asta (40B) sotto un’azione di compressione dell’elemento elastico.
  11. 11. Apparato (1) secondo la rivendicazione 9 o la 10, in cui l’utensile (18, 19, 38) ha una superficie esterna di materiale avente proprietà di assorbimento acustico.
  12. 12. Apparato (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 9 alla 11, comprendente un attuatore (40) pneumatico, configurato per muovere l’utensile (18, 19, 38) dalla posizione di riposo alla posizione operativa, in cui l’attuatore (40) include una camicia (40A) in cui è scorrevole un’asta (40B) su cui è supportato l’utensile (18, 19, 38), e in cui il gruppo di gonfiaggio è selettivamente collegabile alla camicia (40A) dell’attuatore (40), per pressurizzarla ad una pressione pari ad una pressione interna alla camera (4).
  13. 13. Apparato (1) secondo la rivendicazione 12, comprendente: - un’unità di controllo (43); - un sensore di pressione, configurato per rilevare una pressione della camera (4) e collegato all’unità di controllo (43), per inviarle un segnale di pressione, rappresentativo della pressione della camera (4); - una valvola di scarico (49), collegata alla camicia (40A) dell’attuatore (4) e commutabile tra una posizione aperta, in cui la camicia (40A) dell’attuatore (4) è aperta su un ambiente esterno, e una posizione chiusa, in cui la camicia (40A) dell’attuatore (4) è isolata dall’ambiente esterno; in cui l’unità di controllo (43) è programmata per comandare una commutazione della valvola di scarico (49) dalla posizione chiusa alla posizione aperta, in funzione del segnale di pressione.
  14. 14. Apparato (1) secondo la rivendicazione 13, comprendente un’interfaccia (41), configurata per ricevere in impostazione un parametro di soglia, rappresentativo di una pressione di soglia, in cui l’unità di controllo (43) è programmata per comandare una commutazione della valvola di scarico (49) dalla posizione chiusa alla posizione aperta, in funzione del segnale di pressione e del parametro di soglia.
  15. 15. Apparato (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 12 a 14, comprendente una telecamera configurata per acquisire un’immagine rappresentativa di una posizione della prima flangia (3A) e di una posizione della prima nervatura (3B), e collegata all’attuatore (40) per collocare l’utensile nella posizione operativa in funzione della posizione della prima flangia (3A) e della posizione della prima nervatura (3B).
  16. 16. Accessorio per un apparato (1) per il montaggio e lo smontaggio di uno pneumatico (2) rispetto ad un corrispondente cerchio (3) di una ruota, includente: - un’asta (40B); - un utensile (38), supportato sull’asta (40B) e comprendente un elemento elastico, collegata all’asta (40B) e ad una estremità (38A) dell’utensile, in modo da consentire un avvicinamento dell’estremità dell’utensile all’asta (40B), sotto un’azione di compressione dell’elemento elastico.
  17. 17. Accessorio secondo la rivendicazione 16, in cui l’utensile (38) ha una superficie esterna di materiale avente proprietà di assorbimento acustico.
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