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IT201800007908A1 - Carrello trasportatore - Google Patents

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IT201800007908A1
IT201800007908A1 IT102018000007908A IT201800007908A IT201800007908A1 IT 201800007908 A1 IT201800007908 A1 IT 201800007908A1 IT 102018000007908 A IT102018000007908 A IT 102018000007908A IT 201800007908 A IT201800007908 A IT 201800007908A IT 201800007908 A1 IT201800007908 A1 IT 201800007908A1
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IT
Italy
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tires
trolley
guides
fork
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IT102018000007908A
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English (en)
Inventor
Pierino Bravi
Original Assignee
Braviisol Dm Srl
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Publication date
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Description

CARRELLO TRASPORTATORE
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce a un carrello trasportatore, particolarmente, anche se non esclusivamente, utile per il trasporto e la movimentazione di pneumatici per autoveicoli all'interno di officine di dimensioni medie e grandi.
Il problema del trasporto delle merci è molto sentito in diversi settori industriali e/o commerciali. Sin dagli albori della civiltà industriale, infatti, si è reso necessario trasportare le merci prodotte dal sito di produzione alle varie fasi della sua distribuzione. In un primo tempo, ciò avveniva a piedi o con carri, per lo più trainati da animali, come cavalli, asini, muli o qualche volta buoi. Con l'invenzione della macchina a vapore e del treno, a opera di Stephenson in Inghilterra nel 1825, le merci vennero trasportate su distanze più lunghe via terra. Via mare, le merci vengono trasportate da navi fin dai tempi più antichi (si pensi a Fenici, Egiziani, Greci, Etruschi e Romani). In molti casi, la capacità di trasportare merci, soprattutto via nave, fece la fortuna di intere nazioni, come dimostrano i casi delle repubbliche marinare italiane (Amalfi, Genova, Pisa e Venezia) o della Gran Bretagna.
Con l'avvento del motore a scoppio, il trasporto di merci via terra acquisì nuovi strumenti, come autocarri e autotreni, più versatili ed elastici dei treni, visto che non hanno bisogno di rotaie e che permettono di raggiungere direttamente anche i luoghi di consumo dei prodotti.
La possibilità di un trasporto rapido ed efficiente delle merci è stata fra le cause -anche se non l'unica e, per la verità, neppure la più importante dell'impressionante sviluppo industriale che si è avuto soprattutto dal XVIII secolo in avanti. Questo ha portato alla necessità di processi produttivi più rapidi, ciò che richiede la possibilità di immagazzinare i prodotti in attesa di spedizione o di distribuzione. In questo modo, sono stati costruiti siti di immagazzinamento grandi (come capannoni e magazzini), dentro i quali le merci vengono depositate. È importante che il deposito all'interno di queste strutture sia ordinato il più possibile, in modo da evitare lo spreco di spazio, spesso costoso o difficile da ampliare.
La necessità di avere magazzini ordinati ha creato il problema di una corretta movimentazione delle merci al loro interno. Infatti, spesso il peso degli oggetti da disporre in modo ordinato è troppo alto per poterli movimentare a mano, oppure si tratta di merce molto ingombrante o con forme che, comunque, rendano difficile lo spostamento a mano da parte degli addetti. Inoltre, lo sviluppo in verticale delle strutture di immagazzinamento permette di ridurre il consumo di suolo, problema che va via via crescendo di questi tempi e che comporta, oltre a problemi di ordine ecologico-sociale, anche costi molto alti per l'acquisto di terreni, sempre più rari e quindi sempre più costosi.
Per tutto ciò, sono stati realizzati carrelli trasportatori di vario genere. Vi sono così i cosiddetti muletti, i carrelli elevatori e altri. Tali carrelli comprendono, generalmente delle sezioni: una sezione di guida, dalla quale l'operatore esegue tutte le manovre necessarie, sezioni di carico, sezioni motrici, sezioni di sollevamento, sezioni di ribaltamento e così via; si fa presente che non è necessario che tutte queste sezioni siano presenti su un carrello, ma è possibile che ce ne siano diverse di esse, combinate e coordinate in modo opportuno.
Fra i vari settori commerciali, si è molto sviluppato, dall'avvento dell'automobile a oggi, quello degli pneumatici. In particolare, in anni recenti sono stati messi a punto pneumatici cosiddetti invernali, che danno il meglio delle loro prestazioni per temperature basse, tipicamente dai 7 °C in giù. Tali pneumatici invernali permettono di guidare su neve e ghiaccio con un livello di sicurezza molto vicino a quello che ottengono gli pneumatici normali su terreni normali. Per questo motivo e per la comodità di non richiedere il montaggio di catene da neve, gli pneumatici cosiddetti invernali hanno acquisito vieppiù importanza nel tempo. Gli pneumatici invernali hanno, però, il difetto di comportare un'usura più rapida e più elevata di quella cui sottostanno gli pneumatici normali. Per questo, normalmente, si usa montare pneumatici normali nella stagione calda e pneumatici invernali nella stagione fredda; tipicamente, si usano pneumatici normali da maggio a ottobre e pneumatici invernali da novembre ad aprile. Un siffatto regime consente di viaggiare sempre in sicurezza, riducendo nel contempo al minimo il consumo degli pneumatici. Ovviamente, gli pneumatici vengono smontati da un'auto in una certa data e vi vengono rimontati in un'altra.
Il problema è che gli pneumatici che vengono smontati, essendo ancora utilizzabili, devono in qualche modo essere immagazzinati. Dal momento che non tutti dispongono di uno spazio a casa propria, vi sono molte officine che forniscono un servizio di custodia degli pneumatici che non si stanno utilizzando. Queste officine prevedono dei magazzini, anche questi, come quelli di cui si è parlato precedentemente, sviluppati ampiamente in senso verticale. Ciò fa sì che sia necessario issare e far scendere pneumatici per disporli su scaffali disposti a una certa altezza o per tirarli giù da essi.
Le operazioni di movimentazione degli pneumatici avvengono per lo più con appositi carrelli trasportatori. Un carrello di questo tipo viene realizzato con una parte motrice, cui si collega una piattaforma di guida, dove si trova l'operatore e alla quale è collegato un vassoio di carico, costituito da una forca, mobile lungo guide. Le forche inforcano gli pneumatici a terra, poi le guide vengono messe in orizzontale e il trasporto degli pneumatici da una parte all'altra del magazzino avviene con il vassoio sdraiato in orizzontale per il trasporto degli pneumatici. Arrivati in corrispondenza dello scaffale dove disporre gli pneumatici, la piattaforma di guida viene sollevata, fino a giungere all'altezza desiderata e gli pneumatici possono essere scaricati manualmente dal vassoio. Analogamente, quando si vogliano recuperare pneumatici da uno scaffale, ci si porta all'altezza giusta con la piattaforma, si carica manualmente il vassoio, si riporta la piattaforma all'altezza del terreno, si muove il carrello fino alla posizione di scarico, si ribalta il vassoio e lo si abbassa fino a portare a terra la forca e si depositano a terra gli pneumatici.
Questa costruzione presenta però alcuni problemi. In primo luogo, il movimento degli pneumatici, per questioni di equilibrio, deve essere eseguito con il vassoio orizzontale. Un movimento col vassoio in verticale avrebbe l'inconveniente principale di rischiare di inforcare altri oggetti lungo il percorso, in particolare attraverso occhielli, cinghie e corde, e di far cadere gli pneumatici dal vassoio durante il trasporto. In ogni caso, anche col vassoio orizzontale, questa costruzione difficilmente impedisce che uno o più degli pneumatici portati scivolino fuori dal vassoio lateralmente, finendo per terra, spesso rotolando, grazie alla loro forma, all'interno del magazzino, creando così confusione. Infine, il carico-scarico manuale del vassoio con gli pneumatici risulta difficile. La disposizione orizzontale del vassoio, però, ha come inconveniente un ingombro eccessivo da parte del veicolo durante il trasporto, che richiede spazi di manovra relativamente ampi per evitare problemi; tali spazi non sono sempre presenti nelle autofficine moderne, in tal modo diventa difficile anche far lavorare più di un carrello per volta.
Problema alla base dell'invenzione è di proporre una struttura di carrello trasportatore che superi gli inconvenienti menzionati e che consenta il trasporto di pneumatici o di altri oggetti analoghi, riducendo al minimo l'ingombro e i rischi di perdita del carico, consentendo il carico e lo scarico manuale del contenuto. Questo scopo viene raggiunto attraverso un carrello trasportatore, comprendente un'unità motrice e una piattaforma per l'operatore, detta piattaforma essendo atta a muoversi perpendicolarmente al piano di movimento dell'unità motrice, dunque in verticale, e portando una coppia di guide per una forca di carico, caratterizzato da ciò che i due rebbi di detta forca sono uniti fra loro da una traversa di chiusura. Le rivendicazioni subordinate descrivono caratteristiche preferenziali dell'invenzione.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell'invenzione risultano comunque meglio evidenti dalla seguente descrizione dettagliata di una forma di esecuzione preferita, data a puro titolo esemplificativo e non limitativo ed illustrata nei disegni allegati, nei quali:
fig. 1 è una vista schematica in pianta di un carrello secondo la presente invenzione;
fig. 2 è una vista schematica laterale del carrello secondo la presente invenzione;
fig. 3 è una vista schematica frontale del carrello secondo la presente invenzione;
fig. 4 è una vista schematica in prospettiva di un carrello secondo la presente invenzione;
fig. 5 è una vista di insieme della piattaforma di guida e del piano di carico di un carrello secondo la presente invenzione; e
fig. 6 è una vista in pianta di un piano di carico del carrello secondo la presente invenzione.
Il carrello trasportatore secondo la presente invenzione comprende un'unità motrice 1, portata da ruote 2. Nel caso illustrato nei disegni, le ruote 2 sono due coppie, ma qualsiasi loro numero è adatto, la scelta venendo operata a seconda delle necessità specifiche della forma d'esecuzione che si preferisce attuare. Le ruote 2 possono essere tutte o in parte motrici e/o sterzanti, a seconda delle necessità. L'unità 1 porta un cofano 3, che contiene le motorizzazioni necessarie al movimento dell'unità stessa.
Una piattaforma 4 per un operatore 5 poggia sul cofano 3. Sulla piattaforma 4 sono posti, a un'altezza scelta secondo i migliori criteri ergonomici, i comandi per tutte le possibili movimentazioni del carrello secondo l'invenzione. In questo modo, l'operatore 5 ha maggiore facilità di manovra, ottimizzando così il proprio lavoro.
Nella parte del cofano 3 libera dalla piattaforma 4 è disposta una coppia di guide di carico 6. Preferibilmente, le guide di carico 6 sono fissate in modo noto al corpo della piattaforma 4; negli esempi illustrati, tale fissaggio avviene mediante traverse 7. Dette guide 6 possono, preferibilmente, essere mosse fra due posizioni, una orizzontale e una sostanzialmente verticale, con una lieve inclinazione.
Le guide 6 terminano nella loro parte inferiore con una forca 8. La forca 8 è atta a scorrere lungo le guide 6, così da avere il carico sempre alla portata dell'operatore 5.
Esaminando la fig. 6, si vede come la forca 8 comprenda due rebbi 9, 10. Secondo la presente invenzione, i due rebbi 9, 10 sono uniti fra loro da una traversa 11, che fa sì che lo spazio fra i due rebbi 9, 10 venga chiuso su tutti i lati.
Il funzionamento del carrello secondo la presente invenzione verrà illustrato nel caso esemplare del caricamento di pneumatici 12, ma esso sarà lo stesso qualunque sia il carico scelto.
Quando si voglia utilizzare il carrello trasportatore secondo la presente invenzione, l'operatore 5 sale, in modo di per sé noto, sull'apposita piattaforma 4. La piattaforma è realizzata in modo da consentire una manovra pratica, efficace, semplice e completa di tutte le funzioni del carrello trasportatore secondo la presente invenzione e risponde a tutti i più moderni requisiti di sicurezza connessi ai carrelli di questo tipo. Così, per esempio, la piattaforma 4 è generalmente circondata da una sorta di parapetto e l'accesso è consentito da una sorta di cancello, le cui ante oppongono una certa resistenza, così da impedirne l'apertura accidentale e da resistere ad alcuni urti eventuali da parte dell'operatore 5 durante le manovre e la marcia; in questo modo, si rende molto difficile una caduta accidentale dell'operatore 5 dalla piattaforma 4 durante le operazioni, in particolare quando la piattaforma 4 sia sollevata rispetto al cofano 3. Vantaggiosamente, l'operatore 5 avrà a disposizione, in maniera compatta e facile da usare, tutti i comandi per tutte le operazioni che il carrello trasportatore può svolgere, senza richiedergli di spostarsi da una certa posizione di guida, perdendo tempo e rischiando di confondersi.
Si descrive, in primo luogo, l'operazione di caricamento di uno scaffale in un'officina.
Gli pneumatici 12 sono deposti su un pavimento dell'officina. L'operatore 5, grazie ai comandi posti sulla piattaforma 4, muove il carrello trasportatore, grazie alla propria motorizzazione che aziona le ruote 2 in avanti o all'indietro; l'operatore 5 dispone anche di comandi di sterzo delle ruote 2, cosicché il carrello trasportatore possa raggiungere praticamente ogni punto normalmente accessibile dell'officina. Le guide 6 sono, durante il trasferimento, mantenute in posizione pressoché verticale, in modo da avere un movimento più agevole e da avere meno difficoltà di manovra, rischiando meno di urtare inavvertitamente qualche sporgenza presente nell'officina. Giunto in prossimità del luogo dove gli pneumatici 12 sono deposti, l'operatore arresta la marcia del carrello, in modo da avere facile accesso agli pneumatici 12 stessi, aziona le guide 6, in modo da disporle in orizzontale, porta la forca 8 in posizione vicina alla piattaforma 4 e carica su essa e sulle guide 6 il primo pneumatico 12, appoggiandone la superficie laterale nello spazio fra le guide 6. A questo punto, fa muovere la forca 8 verso l'estremità distale delle guide 6, di una distanza pari all'altezza dello pneumatico 12 caricato, poi carica manualmente il secondo pneumatico 12 sulle guide 6, appoggiandone la base in quel momento inferiore alla base in quel momento superiore di quello già caricato, dopodiché procede a muovere ancora la forca 8 verso l'estremità distale delle guide 6 di una distanza pari all'altezza dello pneumatico 12 appena caricato. Le operazioni procedono fino a quando tutti e quattro gli pneumatici 12 di un treno siano disposti sulle guide 6. A questo punto, l'operatore 5 riporta le guide 6 in posizione pressoché verticale. In realtà, si ha ancora un'inclinazione residua delle guide 6 verso la piattaforma 4, in modo da ridurre ulteriormente il rischio di cadute accidentali degli pneumatici 12 dalle guide 6 e da mantenere l'equilibrio del carrello trasportatore durante le operazioni successive.
A questo punto, l'operatore 5 agisce nuovamente sui comandi della motorizzazione e dello sterzo e porta il carrello trasportatore in prossimità dello scaffale che dovrà contenere gli pneumatici per il rimessaggio. Ivi giunto, verrà nuovamente arrestata la marcia del carrello e l'operatore 5 agirà sui comandi per far sollevare la piattaforma 4 rispetto al cofano 3 del carrello trasportatore, in modo di per sé noto, fino a raggiungere un'altezza adatta a mettere lo scaffale di destinazione a portata di mano dell'operatore 5, così da potergli far scaricare gli pneumatici 12 manualmente.
Il sollevamento della piattaforma 4 comporta automaticamente il sollevamento anche delle guide 6 con la loro forca 8, grazie alla presenza delle traverse 7. Giunto in posizione, le guide 6 verranno nuovamente portate in posizione orizzontale. A questo punto, l'operatore 5 afferra con le mani lo pneumatico 12 più vicino e lo depone sullo scaffale di destinazione, nella posizione più opportuna per il suo rimessaggio. Fatto ciò, l'operatore agisce sulla forca 8, in modo da farla avvicinare a sé, fino a quando il secondo pneumatico più vicino giunga nella posizione ove precedentemente si trovava il primo, arresta il movimento traslatorio della forca 8 e afferra il secondo pneumatico 12, per disporlo nella sua destinazione. Successivamente, muove nuovamente la forca 8 verso la piattaforma 4, così da portare anche il terzo pneumatico 12 nella posizione dove si erano trovati precedentemente il primo e il secondo, ripetendo le stesse operazioni per il terzo e poi per il quarto pneumatico 12, fino a svuotare dal loro contenuto le guide 6. A questo punto, può rimettere in posizione pressoché verticale (ancora, con la solita inclinazione minima residua) le guide 6, può riportare la piattaforma 4 a contatto col cofano 3 e riportare il carrello trasportatore nella posizione di parcheggio, oppure può andare a recuperare un altro treno, ripetendo le stesse operazioni appena viste. Eventualmente e in caso di necessità, l'operatore 5 può muovere con motorizzazione e sterzo il carrello trasportatore, in modo da riportarsi in una posizione dove lo scaffale dove depositare gli pneumatici 12 sia di nuovo a portata di mano anche mentre la piattaforma 4 sia sollevata rispetto al cofano 3; è anche pensabile di cambiare decisamente scaffale, qualora quello dove si siano depositati i primi pneumatici 12 risulti ora pieno.
Si descrivono ora le operazioni per prelevare gli pneumatici 12 dallo scaffale di rimessaggio e portarle nella posizione di lavoro.
Partendo da una posizione che si può definire di parcheggio (parcheggio va inteso nel senso più ampio possibile, comprendendo anche posizioni dove il carrello trasportatore sia stato abbandonato per errore), l'operatore 5 sale sulla piattaforma 4 in modo del tutto analogo a quanto descritto in precedenza e manovra il carrello trasportatore verso lo scaffale dove debba effettuare il prelievo, agendo su motorizzazione e sterzo. Giunto in posizione, arresta la marcia del carrello e solleva la piattaforma 4 con le guide 6 fino a un'altezza tale da avere gli pneumatici 12 a portata di mano. L'operatore 5 porta le guide 6 in posizione orizzontale, portando la forca 8 a una distanza da sé tale da lasciare libero fra le guide 6 e la piattaforma 4 uno spazio prossimo (preferibilmente uguale o appena maggiore) all'altezza di uno degli pneumatici 12 da caricare. Con le mani afferra uno pneumatico 12 dallo scaffale di rimessaggio e lo appoggia con la superficie laterale alle guide 12 e con la base lontana da sé alla forca 8. Una volta che questo sia stato depositato, allontana da sé la forca 8 di una distanza pari all'altezza dello pneumatico 12 appena caricato, afferra un secondo pneumatico e ne appoggia una base alla base presente verso di sé di quello già depositato; allontana ancora la forca 8 di una distanza pari all'altezza dello pneumatico 12 appena deposto e ripete le operazioni appena descritte, fino a prelevare tutti gli pneumatici del treno.
È vantaggioso se si mantiene una minima inclinazione rispetto all'orizzontale, così da sfruttare la forza di gravità per mantenere sempre gli pneumatici a contatto fra loro e con la forca 8.
Qualora, come è molto probabile, dopo uno-due pneumatici, il successivo non sia più a portata di mano per l'operatore 5, egli può muovere il carrello trasportatore con la motorizzazione ed eventualmente lo sterzo, per avere una maggiore comodità e sicurezza nel recupero degli altri pneumatici.
Una volta completato il carico, l'operatore 5 riporta le guide 6 in posizione pressoché verticale, riporta la piattaforma 4 a contatto col cofano 3 e movimenta il carrello trasportatore, in modo da avvicinarsi alla zona di lavoro. Qui giunto, riporta le guide 6 in posizione orizzontale e inizia a scaricare il primo pneumatico 12 sul pavimento, nella posizione di lavoro. L'operatore 5 avvicina poi la forca 8, così da portare vicino a sé il secondo pneumatico 12, arresta il movimento della forca 8, scarica il secondo pneumatico 12 e ripete questa sequenza operativa fino al completo scaricamento delle guide 12.
Una volta completate queste operazioni e svuotate le guide 6, l'operatore 5 riporta le guide 6 in posizione pressoché verticale e riporta il carrello trasportatore in una posizione di parcheggio o riprende le operazioni. Come si è detto, tale posizione sostanzialmente verticale prevede una lieve inclinazione; preferibilmente, detta lieve inclinazione è orientata con la forca 8 lontana dal cofano 3 del carrello.
Preferibilmente, la posizione delle guide 6, pur potendo raggiungere una verticalità quasi completa -di per sé desiderabile-, non è mai perfettamente verticale, evitando così la caduta accidentale di pneumatici 12 su esse depositati, grazie all'azione della gravità e del movimento.
La "chiusura" dei rebbi 9 e 10 della forca 8 a opera della traversa 11 presenta due vantaggi fondamentali: si evita la possibile caduta degli pneumatici 12 durante la marcia e il carico e si evita, a meno di un suo uso volutamente scorretto, di impigliare il carrello trasportatore in oggetti e sporgenze presenti nella zona di operazione; questi vantaggi si realizzano in modo estremamente semplice ed elegante, senza dover ricorrere a strumenti complessi, ma avendo un'efficacia per la verità del tutto inattesa. Anche la compattezza che si ottiene dalla verticalità conseguibile grazie alla "chiusura" della forca 8, secondo l'insegnamento della presente invenzione, è un vantaggio, tutt'altro che prevedibile, rispetto ai carrelli della tecnica anteriore.
Il funzionamento del carrello secondo la presente invenzione è stato descritto in relazione alla movimentazione di pneumatici, ma è evidente che gli stessi principii possono applicarsi, mutatis mutandis, alla movimentazione di merci di qualsiasi genere, senza richiedere una particolare perizia all'operatore 5.
S'intende comunque che l'invenzione non deve considerarsi limitata alla particolare disposizione illustrata sopra, che costituisce soltanto una forma di esecuzione esemplificativa di essa, ma che diverse varianti sono possibili, tutte alla portata di un tecnico del ramo, senza per questo uscire dall'ambito di protezione dell'invenzione stessa, come definito dalle rivendicazioni che seguono.
ELENCO CARATTERI DI RIFERIMENTO
1 Unità motrice
2 Ruote
3 Cofano (di 1)
4 Piattaforma
5 Operatore
6 Guide di carico
7 Traversa
8 Forca di carico
9 Rebbio (di 8)
10 Rebbio (di 8)
11 Traversa (di 8)
12 Pneumatici

Claims (6)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Carrello trasportatore, comprendente un'unità motrice (1) e una piattaforma (4) per l'operatore (5), detta piattaforma (4) essendo atta a muoversi perpendicolarmente al piano di movimento dell'unità motrice (1), dunque in verticale, e portando una coppia di guide (6) per una forca (8) di carico, caratterizzato da ciò che i due rebbi (9; 10) di detta forca (8) sono uniti fra loro da una traversa (11) di chiusura.
  2. 2) Carrello trasportatore come in 1), caratterizzato da ciò che sulla piattaforma (4) sono posti, ad altezza scelta secondo i migliori criteri ergonomici, i comandi per tutte le possibili movimentazioni del carrello.
  3. 3) Carrello trasportatore come in 2), caratterizzato da ciò che l'operatore (5) dispone anche di comandi di sterzo delle ruote (2).
  4. 4) Carrello trasportatore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato da ciò che dette guide (6) possono essere mosse fra due posizioni, una orizzontale e una sostanzialmente verticale, con una lieve inclinazione.
  5. 5) Carrello trasportatore come in 4), caratterizzato da ciò che detta lieve inclinazione è orientata con la forca (8) lontana dal cofano (3) del carrello.
  6. 6) Carrello come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato da ciò che la forca (8) è atta a scorrere lungo le guide (6).
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