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IT201800005755A1 - Apparecchiatura e procedimento per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti di inalatori, in particolare cartomizzatori per sigarette elettroniche. - Google Patents

Apparecchiatura e procedimento per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti di inalatori, in particolare cartomizzatori per sigarette elettroniche. Download PDF

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IT201800005755A1
IT201800005755A1 IT102018000005755A IT201800005755A IT201800005755A1 IT 201800005755 A1 IT201800005755 A1 IT 201800005755A1 IT 102018000005755 A IT102018000005755 A IT 102018000005755A IT 201800005755 A IT201800005755 A IT 201800005755A IT 201800005755 A1 IT201800005755 A1 IT 201800005755A1
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injection
components
conveyor member
seats
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IT102018000005755A
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Priority to ES19725171T priority patent/ES2916391T3/es
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  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Mechanical Engineering (AREA)
  • Basic Packing Technique (AREA)
  • Handcart (AREA)

Description

Descrizione del trovato avente per titolo:
"APPARECCHIATURA E PROCEDIMENTO PER INSERIRE AUTOMATICAMENTE UN LIQUIDO ALL’INTERNO DI COMPONENTI DI INALATORI, IN PARTICOLARE CARTOMIZZATORI PER SIGARETTE ELETTRONICHE"
CAMPO DI APPLICAZIONE
Il campo di applicazione del presente trovato è quello delle apparecchiature e dei procedimenti per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti di inalatori. In particolare, ma non solo, i suddetti componenti possono essere i cartomizzatori per sigarette elettroniche, ossia oggetti composti ognuno da una cartuccia provvista all’interno di un atomizzatore in grado di trasformare in vapore un liquido in essa contenuto, mediante un elemento riscaldante, ad esempio una resistenza elettrica.
STATO DELLA TECNICA
Nel settore degli inalatori in generale e delle sigarette elettroniche in particolare, uno dei componenti su cui si sta concentrando l’attenzione delle industrie produttrici di tali prodotti è il cosiddetto cartomizzatore, ossia una cartuccia di forma sostanzialmente tubolare, all’interno dalla quale è disposto un atomizzatore in grado di trasformare selettivamente in vapore un determinato liquido contenuto all’interno della stessa cartuccia.
Nel caso delle sigarette elettroniche, ciascuna cartuccia ha dimensioni sostanzialmente equivalenti ad una normale sigaretta di tabacco, ad esempio una lunghezza di circa 60 mm ed un diametro esterno di circa 9 mm ed ha una superficie esterna con una finitura con caratteristiche estetiche e tattili che devono essere apprezzabili da parte dell’utente.
Inoltre, ciascuna cartuccia ha entrambe le estremità provviste di aperture, attraverso le quali è possibile accedere agli elementi in essa contenuti, come ad esempio un piccolo serbatoio, o elemento ricettivo, per il liquido da trasformare in vapore e le parti elettriche ed elettroniche dell’atomizzatore. In certi casi, tale elemento ricettivo comprende un materiale assorbente, come ad esempio un feltrino.
Uno dei problemi tecnici che i progettisti di apparecchiature per inserire automaticamente un liquido all’interno dei suddetti componenti di inalatori si trovano a dover affrontare e risolvere è quello di eseguire l’operazione di inserimento del liquido in modo estremamente preciso considerando le piccole dimensioni degli stessi componenti da riempire e delle parti che li compongono.
Un altro problema tecnico è quello dell’elevata produttività che si vuole ottenere con un’apparecchiatura per inserire automaticamente un liquido all’interno dei suddetti componenti, affinché il costo di produzione di ogni singolo componente sia sufficientemente basso, per rendere il componente stesso competitivo sul mercato. A titolo indicativo, un valore obiettivo di tale produttività è circa 1.000 componenti da riempire di liquido al minuto, il che significa che un’apparecchiatura deve essere in grado di trattare automaticamente un componente circa ogni 6 centesimi di secondo.
Allo stato attuale le apparecchiature della tecnica nota non sono in grado di risolvere i suddetti problemi tecnici e di raggiungere il suddetto obiettivo.
Uno scopo del presente trovato è quindi quello di realizzare un’apparecchiatura e mettere a punto il relativo procedimento per inserire automaticamente un liquido in componenti di inalatori, in particolare, ma non solo, cartomizzatori per sigarette elettroniche, che, ovviando agli inconvenienti della tecnica nota, sia veloce ed affidabile.
Un altro scopo del presente trovato è quello di realizzare un’apparecchiatura e mettere a punto il relativo procedimento per inserire automaticamente un liquido in componenti di inalatori, in particolare, ma non solo, cartomizzatori per sigarette elettroniche, che abbia anche una elevata produttività, dell’ordine di 1.000 inalatori riempiti di liquido al minuto.
Per ovviare agli inconvenienti della tecnica nota e per ottenere questi ed ulteriori scopi e vantaggi, la Richiedente ha studiato, sperimentato e realizzato l’apparecchiatura e messo a punto il procedimento secondo il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato è espresso e caratterizzato nelle rivendicazioni indipendenti, mentre le rivendicazioni dipendenti espongono altre caratteristiche del presente trovato, o varianti dell’idea di soluzione principale.
In accordo con i suddetti scopi, un’apparecchiatura per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti di inalatori comprende mezzi di iniezione aventi uno o più iniettori. In particolare, i suddetti componenti possono essere cartomizzatori per sigarette elettroniche, provvisti ciascuno di un corpo centrale, preferibilmente di forma tubolare, avente una cavità assiale che ha una parte terminale vuota e una parte interna nella quale è disposto un elemento ricettivo configurato per ricevere il suddetto liquido.
In accordo con una caratteristica del presente trovato, ciascuno degli iniettori comprende almeno un’estremità configurata per inserirsi selettivamente nella parte terminale vuota della suddetta cavità assiale e almeno un ago di iniezione configurato per muoversi rispetto alla suddetta estremità per penetrare nel suddetto elemento ricettivo e iniettare selettivamente il liquido, mentre la suddetta estremità è ferma e inserita nella parte terminale vuota della suddetta cavità assiale.
In accordo con un’altra caratteristica del presente trovato, un primo organo trasportatore, associato all’apparecchiatura, o facente parte di essa, è configurato per trasportare selettivamente, con avanzamenti incrementali aventi un determinato passo, un primo numero dei suddetti componenti alla volta, verso una posizione di prelievo associata ai suddetti mezzi di iniezione. Inoltre, l’apparecchiatura comprende un secondo organo trasportatore sostanzialmente parallelo al suddetto primo organo trasportatore e configurato per trasportare selettivamente, con avanzamenti incrementali aventi il suddetto passo, un secondo numero di componenti alla volta, verso i suddetti mezzi di iniezione, in cui il suddetto secondo numero è un multiplo intero del suddetto primo numero.
In accordo con un’altra caratteristica del presente trovato, i componenti sono allineati sul suddetto primo organo trasportatore lungo un asse longitudinale, intervallati fra loro con un determinato interasse, in cui il suddetto passo è uguale al suddetto interasse per il suddetto primo numero. Inoltre, il suddetto secondo organo trasportatore comprende una catena costituita da una pluralità di maglie articolate fra loro ed aventi ciascuna un interasse che è un sottomultiplo intero del suddetto passo.
In accordo con un’ulteriore caratteristica del presente trovato, in ciascuna delle suddette maglie sono presenti una pluralità di sedi configurate per accogliere ognuna uno dei suddetti componenti; inoltre, le suddette sedi sono distribuite su un numero di file parallele fra loro che è uguale al suddetto multiplo intero.
In accordo con un’altra caratteristica del presente trovato, in ciascuna delle suddette maglie il numero delle suddette sedi per ciascuna delle suddette file è uguale al suddetto multiplo intero.
Si noti che, in questo modo, il secondo organo trasportatore definisce mezzi di accumulo dei cartomizzatori perché consente di processare contemporaneamente un numero di cartomizzatori pari al suddetto secondo numero, almeno durante una fase di iniezione del liquido all’interno dei cartomizzatori.
In accordo con un’altra caratteristica del presente trovato, i suddetti mezzi di iniezione comprendono un numero di iniettori uguale al suddetto secondo numero e i suddetti iniettori sono disposti secondo una matrice regolare costituita da un numero di file parallele corrispondenti a quello delle suddette sedi per un numero di iniettori per fila che è uguale al suddetto primo numero.
In accordo con un’altra caratteristica del presente trovato, l’apparecchiatura comprende anche primi mezzi di presa e posizionamento disposi a monte dei suddetti mezzi di iniezione e configurati per spostare selettivamente un numero dei suddetti componenti alla volta, uguale al suddetto primo numero, dal suddetto primo organo trasportatore al suddetto secondo organo trasportatore.
In accordo con un’altra caratteristica del presente trovato, l’apparecchiatura comprende anche secondi mezzi di presa e posizionamento disposi a valle dei suddetti mezzi di iniezione e configurati per spostare selettivamente un numero dei suddetti componenti alla volta, uguale al suddetto primo numero, dal suddetto secondo organo trasportatore al suddetto primo organo trasportatore.
In accordo con un’altra caratteristica del presente trovato, un procedimento per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti di inalatori, in particolare cartomizzatori per sigarette elettroniche, in cui ciascuno dei suddetti componenti comprende un corpo centrale, preferibilmente di forma tubolare, avente una cavità assiale che ha una parte terminale vuota e una parte interna nella quale è disposto un elemento ricettivo configurato per ricevere il suddetto liquido, comprendente una fase di iniezione durante la quale vengono attivati mezzi di iniezione aventi uno o più iniettori.
In particolare, la suddetta fase di iniezione comprende sia una prima sotto-fase di iniezione in cui un’estremità di ciascuno dei suddetti iniettori viene inserita selettivamente nella parte terminale vuota della suddetta cavità assiale insieme ad almeno un ago di iniezione, sia una seconda sottofase di iniezione in cui il suddetto almeno un ago di iniezione compie una corsa di andata durante la quale viene fatto fuoriuscire dalla suddetta estremità per penetrare nel suddetto elemento ricettivo e iniettare selettivamente in quest’ultimo il suddetto liquido mentre la suddetta estremità rimane ferma e inserita nella parte terminale vuota della suddetta cavità assiale. In una forma di realizzazione, la fase di iniezione comprende inoltre una terza sotto-fase di iniezione in cui l’ago di iniezione compie una corsa di ritorno durante la quale si ritrae dall’elemento ricettivo per rientrare nella suddetta estremità. Nella terza sotto-fase di iniezione è previsto iniettare il liquido tramite l’ago di iniezione durante almeno una parte della corsa di ritorno. Grazie a questa terza sotto-fase di iniezione è possibile irrorare l’elemento ricettivo con il liquido in una maniera distribuita più omogeneamente lungo una direzione verticale. Inoltre, questa terza sottofase di iniezione consente di ottimizzare i tempi del ciclo di iniezione complessivo perché parte del ciclo di iniezione è temporalmente sovrapposta al movimento di ritorno degli aghi di iniezione.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato appariranno chiare dalla seguente descrizione di una forma preferita di realizzazione, fornita solamente a titolo esemplificativo e non limitativo, con riferimento agli annessi disegni in cui:
-la fig. 1 è una vista schematica e in pianta di una macchina per trattare automaticamente componenti per inalatori, in particolare cartomizzatori per sigarette elettroniche, comprendente un’apparecchiatura per inserire automaticamente un liquido all’interno dei componenti secondo il presente trovato;
- la fig. 2 è una vista schematica in elevazione frontale della macchina di fig. 1;
- la fig. 3 è una vista schematica e in sezione longitudinale di un cartomizzatore che può essere trattato dall’apparecchiatura di fig.1;
- la fig. 4 è una vista esplosa degli elementi che compongono il cartomizzatore di fig. 3;
- la fig. 5 è una vista frontale e ingrandita di un’apparecchiatura per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti per inalatori secondo il presente trovato;
- la fig. 6 è una vista prospettica dell’apparecchiatura di fig. 5;
- la fig. 7 è una vista laterale sinistra dell’apparecchiatura di fig. 5;
- la fig. 8 è un primo particolare ingrandito di fig. 7;
- la fig. 9 è un secondo particolare ingrandito di fig. 7;
- le figg. 10 e 11 sono sezioni longitudinali di un iniettore dell’apparecchiatura di fig. 5, che illustrano l’iniettore in diverse configurazioni operative;
- la fig. 12 è una sezione trasversale schematica presa secondo il piano di sezione XII-XII di fig. 11, in cui sono visibili aghi di iniezione inseriti all’interno del cartomizzatore di fig. 2;
- la fig. 13 è una sezione trasversale lungo la linea XIII-XIII di fig. 5.
Si precisa che nella presente descrizione e nelle rivendicazioni i termini, alto, basso, verticale, orizzontale, superiore, inferiore, interno ed esterno, con le loro declinazioni, hanno la sola funzione di illustrare meglio il presente trovato con riferimento alle figure dei disegni e non devono essere in alcun modo utilizzati per limitare la portata del trovato stesso, o l’ambito di protezione definito dalle rivendicazioni. Ad esempio, con il termine orizzontale si vuole indicare un piano che può essere sia parallelo alla linea dell’orizzonte, sia inclinato, anche di parecchi gradi, ad esempio fino a __° (Nota per l’inventore: per cortesia indicare un valore esemplificativo verosimile), rispetto a quest’ultima.
DESCRIZIONE DI UNA FORMA DI REALIZZAZIONE DEL
PRESENTE TROVATO
Con riferimento alle figure 1 e 2, è descritta una macchina 100 (figure 1 e 2) configurata per trattare componenti per inalatori, come ad esempio cartomizzatori 11 (figure 3 e 4) per sigarette elettroniche. La macchina 100 comprende una pluralità di stazioni di lavorazione, tra le quali è prevista una stazione di riempimento comprendente un’apparecchiatura 10 secondo il presente trovato per inserire automaticamente un liquido all’interno dei suddetti componenti
Per meglio comprendere il concetto inventivo del presente trovato, prima di descrivere in dettaglio l’apparecchiatura 10 e una parte della macchina 100 e i relativi procedimenti, viene ora descritto un esempio di come può essere fatto un cartomizzatore 11 completo (figure 3 e 4), fermo restando che il presente trovato non è limitato a tale esempio, ma che esso può essere utilizzato per l’inserimento automatizzato di un liquido all’interno di un qualunque componente per inalatori, di tipo già noto, o che sarà sviluppato in futuro.
A titolo esemplificativo, un cartomizzatore 11 comprende un corpo centrale 12 di forma tubolare, avente una cavità interna 13 di tipo passante ed una superficie esterna 14, che è trattata in modo noto per essere gradevole sia al tatto sia nell’aspetto estetico. Nell’esempio qui fornito, il cartomizzatore 11 ha un’altezza di circa 60 mm e un diametro esterno di circa 9 mm, e lo spessore della parete cilindrica del corpo centrale 12 è di circa 0,2 mm.
Nella parte inferiore della cavità assiale 13 sono disposti, dal basso verso l’alto in fig, 2, un anello metallico 15, che funge da elettrodo, un anello di materiale isolante 16, un tappo 17, cavo internamente e filettato esternamente, e un’unità riscaldante 18 collegata all’anello metallico 15. Inoltre, attorno all’unità riscaldante 18 è disposto un elemento tubolare 19 realizzato con fibre di vetro. Coassiale a quest’ultimo e contro la parete interna della cavità assiale 13 è disposto un cannotto 20 di materiale plastico, ad esempio poliestere. Nello spazio anulare compreso fra l’elemento tubolare 19 e il cannotto 20 è disposto un feltrino 21 di cotone, il quale è configurato per essere intriso di un determinato liquido, ad esempio contenente essenze naturali, o artificiali, e/o qualunque altra sostanza, destinato a essere vaporizzato mediante l’attivazione selettiva dell’unità riscaldante 18. Un anello di bloccaggio 22 è adatto ad essere disposto al di sopra del feltrino 21 dopo che quest’ultimo è stato intriso di liquido.
La parte terminale superiore della cavità assiale 13 è vuota per una profondità di circa 8-9 mm ed è configurata per alloggiare eventualmente una capsula di tabacco, o di un’altra sostanza idonea a conferire un determinato gusto al vapore inalato dall’utente, aspirando dall’estremità superiore del cartomizzatore 11.
La macchina 100 (figure 1 e 2) comprende, per esempio, un primo organo trasportatore 101 configurato per trasportare selettivamente i cartomizzatori 11 lungo un percorso, ad esempio rettilineo e orizzontale, definito da un asse longitudinale X, da una stazione di caricamento S1 verso l’apparecchiatura 10 e da questa verso una stazione finale SF.
Il primo organo trasportatore 101 è costituito, ad esempio, da una prima catena 102 (figure 5 e 6), realizzata con maglie 103 articolate fra loro e tesa fra due prime ruote dentate 104 e 105 (fig. 2), disposte su un piano verticale passante per l’asse longitudinale X e collegate ognuna a un corrispondente motore elettrico 106 e 107, schematizzato in fig. 2.
I cartomizzatori 11 sono disposti nella prima catena 102 (figure 6 e 8) già allineati verticalmente uno dietro l’altro, e correttamente orientati, ossia con la parte terminale superiore vuota della cavità assiale 13 rivolta verso l’alto, e privi di eventuali elementi di protezione, come cappucci od altro, che potrebbero essere stati messi in precedenza su ciascun corpo centrale 12. In particolare, ad esempio, ciascuna maglia 103 porta un carrello 109 provvisto di cinque sedi 110, configurate per assumere una posizione verticale quando sono allineate lungo l’asse longitudinale X, per supportare cinque corrispondenti cartomizzatori 11. A titolo esemplificativo, l’interasse IC fra due sedi 110 adiacenti è di circa 19 mm, per cui la lunghezza di ciascun carrello 109, nel senso dell’asse longitudinale X, che corrisponde all’interasse IM1 (fig. 5) fra le maglie 103, è di circa 95 mm.
Un’unità centrale di controllo 108, schematizzata in fig. 1, è configurata per controllare e comandare, fra l’altro, i due motori 106 e 107 (fig. 2), in modo che la prima catena 102 avanzi a passo, ossia con incrementi discreti, dalla stazione di caricamento S1 alla stazione finale SF, come sarà descritto più avanti in dettaglio. In particolare, nell’esempio qui fornito, l’unità centrale di controllo 108 è configurata per fare compiere alla prima catena 102, ad ogni passo P (fig. 2), un avanzamento incrementale, che corrispondente alla lunghezza di tre carrelli 109, ossia di circa 285 (P = 3 IM1), in modo che ad ogni passo P avanzi un primo numero N1 di cartomizzatori 11, che nell’esempio qui fornito è quindici.
L’apparecchiatura 10 comprende una struttura fissa 23 (figure 6, 7, 8 e 12) disposta davanti al primo organo trasportatore 101 ed avente una parete verticale 24, sostanzialmente parallela all’asse longitudinale X, ed un piano di appoggio 25 orizzontale.
Sulla parte anteriore della parete verticale 24 sono montate girevoli due seconde ruote dentate 26 e 27 (fig. 5), disposte su un piano verticale parallelo al piano passante per l’asse longitudinale X.
Sulle ruote dentate 26 e 27 è montato un secondo organo trasportatore 31, costituito, ad esempio, da una seconda catena 32, realizzata con maglie 33 articolate fra loro.
Un motore elettrico 36, schematizzato in fig. 5 e controllato, ad esempio, dalla stessa unità centrale di controllo 108, è collegato alle due seconde ruote dentate 26 e 27 per portarle selettivamente in rotazione in senso orario in modo che la seconda catena 32 effettui avanzamenti incrementali aventi lo stesso passo P del primo organo trasportatore 101. In alternativa, il motore elettrico 36 può essere controllato da un’altra unità di controllo, non rappresentata nei disegni, purché ciò avvenga in modo sincronizzato con il controllo dei motori elettrici 106 e 107. Inoltre, al posto di un singolo motore elettrico 36, potrebbero essere previsti due motori elettrici 36 (non rappresentati nei disegni), associati uno alla ruota dentata 26 e uno alla ruota dentata 27.
A differenza delle maglie 103 della prima catena 102, ciascuna maglia 33 della seconda catena 32 ha una lunghezza più piccola e l’interasse IM2 fra due maglie 33 adiacenti è uguale al passo P suddiviso per un sottomultiplo intero SM, che nell’esempio qui fornito è cinque, per cui l’interasse IM2 è di circa 57 mm.
Ciascuna maglia 33 comprende nove sedi cilindriche 37 (fig. 6), disposte allineate su tre file regolari, ossia tre sedi cilindriche 37 per ciascuna fila. Le sedi 37 sono configurate per assumere una posizione verticale quando sono allineate parallele all’asse longitudinale X, per accogliere ciascuna un cartomizzatore 11. L’interasse fra due sedi cilindriche 37 adiacenti è uguale all’interasse fra due sedi 110 adiacenti. Pertanto, nell’esempio qui fornito, il secondo organo trasportatore 31 ad ogni passo P è in grado di fare avanzare un secondo numero N2 di cartomizzatori 11 alla volta, che è un multiplo intero MI del suddetto primo numero N1 di cartomizzatori 11. Nella fattispecie MI è uguale al numero delle file delle sedi 37, ossia tre, per cui N2 è uguale a quarantacinque.
Il piano di appoggio 25 è provvisto sulla sua parte sinistra, ossia verso la stazione di caricamento S1 (fig. 1), di un primo gruppo di sedi verticali fisse 38 (fig. 6), uguale al suddetto primo numero N1, allineate in un’unica fila, che è parallela all’asse longitudinale X, per accogliere temporaneamente il suddetto primo numero N1 di cartomizzatori 11 da riempire con il liquido, e sulla parte destra, ossia verso la stazione finale SF (fig. 1), di un secondo gruppo di sedi verticali fisse 39 (fig. 12), anch’esso uguale al suddetto primo numero N1, allineate con le sedi verticali fisse 38 e configurate per accogliere temporaneamente il suddetto primo numero N1 di cartomizzatori 11 già riempiti con il suddetto liquido. L’interasse fra due sedi verticali fisse 38 adiacenti e quello fra due sedi verticali fisse 39 adiacenti sono entrambi uguali all’interasse IC fra due sedi 110 adiacenti.
L’apparecchiatura 10 comprende anche un primo dispositivo di presa e posizionamento 40 (figure 6 e 8) e un secondo dispositivo di presa e posizionamento 41, uguali fra loro e, ad esempio, del tipo noto agli esperti del ramo con il termine inglese “pick and place”, o “P&P”, i quali sono allineati lungo un primo asse trasversale Y1 (fig. 8), sostanzialmente orizzontale e perpendicolare all’asse longitudinale X.
Ciascun dispositivo di presa e posizionamento 40 e 41 è provvisto di un numero di pinze 42, rispettivamente 43, uguale al suddetto primo numero N1 di cartomizzatori 11. Le pinze 42 e 43 sono azionabili selettivamente, sotto il controllo dell’unità centrale di controllo 108, sia per sollevarsi e abbassarsi tutte insieme, sia per pinzare ognuna un cartomizzatore 11, come sarà più avanti descritto in dettaglio.
In particolare, il primo dispositivo di presa e posizionamento 40 è anche configurato per traslare contemporaneamente il suddetto primo numero N1 di cartomizzatori 11 alla volta, lungo il primo asse trasversale Y1, dopo averli prelevati dalle sedi 110 dei carrelli 109, per deporli poi, abbassandoli contemporaneamente, sulle corrispondenti sedi verticali fisse 38, come sarà più avanti descritto in dettaglio.
Il secondo dispositivo di presa e posizionamento 41 è invece configurato per traslare contemporaneamente il suddetto primo numero N1 di cartomizzatori 11 alla volta, lungo il primo asse trasversale Y1, e deporli poi, abbassandoli contemporaneamente, sulle corrispondenti sedi cilindriche 37 delle maglie 33, dopo averli prelevati dalle sedi verticali fisse 38, come sarà più avanti descritto in dettaglio.
Inoltre, l’apparecchiatura 10 comprende un dispositivo di iniezione 50 (figure 5, 6, 7 e 9), che comprende un supporto 51, mobile verticalmente, sul quale è montata una pluralità di iniettori 52 il cui numero è uguale al suddetto secondo numero N2 di cartomizzatori 11, disposti in modo regolare su una matrice di tre file parallele all’asse longitudinale X, ossia un primo numero N1 di iniettori 52 per ciascuna fila, per inserire, iniettandolo, un determinato liquido contemporaneamente nel suddetto secondo numero N2 di cartomizzatori 11 alla volta. L’interasse fra due iniettori 52 adiacenti è uguale all’interasse fra due sedi cilindriche 37 adiacenti delle maglie 33, che, come si è visto in precedenza, è uguale all’interasse IC fra due cartomizzatori 11 nel primo organo trasportatore 101.
Ogni iniettore 52 è collegato, mediante un condotto 53, ad una pompa 54 (fig. 7) di un’unità di pompaggio 55 disposta in una zona posteriore rispetto al secondo organo trasportatore 31 e comprendente anche un serbatoio 56 per il liquido da iniettare.
Inoltre, ciascun iniettore 52 comprende una testa inferiore 57 (fig. 10), avente il diametro esterno appena più piccolo del diametro interno della cavità interna 13 di un cartomizzatore 11, e tre aghi di iniezione 58 verticali disposti angolarmente sfalsati fra loro di 120° (figure 10 e 11) e ad una determinata distanza, o raggio, R (fig. 11) da un asse centrale verticale Z, in modo che essi possano essere inseriti contemporaneamente nel feltrino 21 di un cartomizzatore 11, fra l’elemento tubolare 19 e il cannotto 20 per iniettare nello stesso feltrino 21 il liquido proveniente dall’unità di pompaggio 55. Nell’esempio qui fornito il raggio R è di circa 3,25 mm. Il supporto 51 (figg. 5, 6 e 8) è configurato per spostarsi verticalmente fra una posizione di riposo M, sollevata, in cui tutte le teste inferiori 57 degli N2 iniettori 52 sono completamente all’esterno dei sottostanti N2 cartomizzatori 11, ed una posizione operativa abbassata L (figg. 11 e 12), in cui tutte le teste inferiori 57 degli N2 iniettori 52 sono completamente all’interno della parte superiore delle cavità interne 13 dei sottostanti N2 cartomizzatori 11.
In aggiunta, il dispositivo di iniezione 50 è configurato in modo che gli aghi di iniezione 58 di tutti gli N2 iniettori 52 siano anche mobili contemporaneamente fra una posizione inattiva I, in cui le loro punte sono all’interno della corrispondente testa inferiore 57 (fig. 10), ed una posizione attiva A (figg. 11 e 12), in cui essi sono fuoriusciti da quest’ultima e sono all’interno del corrispondente feltrino 21 per iniettare in esso il liquido. L’apparecchiatura 10 comprende, inoltre, un terzo dispositivo di presa e posizionamento 60 e un quarto dispositivo di presa e posizionamento 61 (figure 5 e 12), analoghi ai dispositivi di presa e posizionamento 40 e 41, i quali sono però allineati lungo un secondo asse trasversale Y2 (fig. 12), parallelo al primo asse trasversale Y1 e disposto a valle del dispositivo di iniezione 50, ossia verso la stazione finale SF.
Ciascun dispositivo di presa e posizionamento 60 e 61 è provvisto di un numero di pinze 62, rispettivamente 63, uguale al suddetto primo numero N1 di cartomizzatori 11. Le pinze 62 e 63 sono azionabili selettivamente, sotto il controllo dell’unità centrale di controllo 108, sia per sollevarsi e abbassarsi tutte insieme, sia per pinzare ognuna un cartomizzatore 11, come sarà più avanti descritto in dettaglio.
In particolare, il terzo dispositivo di presa e posizionamento 60 è anche configurato per traslare, lungo il secondo asse trasversale Y2, contemporaneamente N1 cartomizzatori 11 alla volta, dopo che in questi ultimi è stato iniettato il liquido, e che gli stessi sono stati prelevati dalle sedi cilindriche 37 delle maglie 33, per deporli poi, abbassandoli contemporaneamente, sulle N1 sedi verticali fisse 39, come sarà più avanti descritto in dettaglio.
Il quarto dispositivo di presa e posizionamento 61 è invece configurato per traslare contemporaneamente N1 cartomizzatori 11 alla volta lungo il secondo asse trasversale Y2 e deporli poi, abbassandoli contemporaneamente, sulle corrispondenti N1 sedi 110 dei carrelli 109, dopo averli prelevati dalle sedi verticali fisse 39, come sarà più avanti descritto in dettaglio.
Inoltre, associato al primo gruppo di sedi verticali fisse 38, è presente un primo dispositivo di pesatura 64 (figure 6 e 8), che comprende un numero N1 celle di carico 65, ognuna disposta sul fondo di una corrispondente sede verticale fissa 38 e configurata per pesare il cartomizzatore 11 inserito in essa, per determinare il peso del rispettivo cartomizzatore 11, o tara, prima che in esso sia introdotto il liquido.
Associato al secondo gruppo di sedi verticali fisse 39 è presente un secondo dispositivo di pesatura 66 (fig. 12), che comprende un numero N1 celle di carico 67, ognuna disposta sul fondo di una corrispondente sede verticale fissa 39 e configurata per pesare il cartomizzatore 11 inserito in essa, per determinarne il peso lordo, dopo che in esso è stato introdotto il liquido da parte del dispositivo di iniezione 50.
Tutte le celle di carico 65 e 67 sono collegate all’unità centrale di controllo 108, che è programmata per determinare il peso effettivo del liquido inserito in ciascun cartomizzatore 11 ed individuare gli eventuali cartomizzatori 11 in cui la quantità di liquido inserita è al di fuori di una determinata tolleranza, per scartarli, in qualunque modo noto, prima che gli stessi arrivino alla stazione finale SF.
Il funzionamento dell’apparecchiatura 10 fin qui descritta, che definisce anche il procedimento per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti per inalatori, in particolare nei cartomizzatori 11 per sigarette elettroniche, è il seguente.
Innanzitutto, i cartomizzatori 11, ciascuno ancora privo dell’anello di bloccaggio 22 (fig. 3), nei quali si vuole iniettare un determinato liquido contenuto nel serbatoio 56 (fig. 7) dell’unità di pompaggio 55, sono fatti avanzare, con avanzamenti incrementali di passo P (fig. 2) lungo l’asse longitudinale X, mediante il primo organo trasportatore 101, fino a portare un primo gruppo di N1 cartomizzatori 11 dalla stazione di caricamento S1 ad un posizione definita di prelievo dell’apparecchiatura 10, ossia in corrispondenza dei primo dispositivo di presa e posizionamento 40 (figure 6 e 8). Ciò avviene mediante l’unità centrale di controllo 108 che comanda opportunamente i motori elettrici 106 e 107 associati alle prime ruote dentate 104 e 105.
A titolo indicativo, la velocità di avanzamento V del primo organo trasportatore 101 è molto elevata, in modo che ciascun suo avanzamento incrementale che corrisponde al passo P, venga effettuato molto velocemente ad ogni intervallo di tempo unitario T1 che nell’esempio qui fornito è di circa 0,9 secondi, in modo da ottenere una produttività dell’apparecchiatura 10 di circa 1.000 cartomizzatori 11 all’ora.
Poi, mantenendo fermi sia il primo organo trasportatore 101, sia il secondo organo trasportatore 31, si esegue una fase di prelievo, che comprende una prima fase di traslazione per traslare, lungo il primo asse trasversale Y1 (fig. 8), il primo gruppo di N1 cartomizzatori 11 fino a portarli contemporaneamente, mediante il primo dispositivo di presa e posizionamento 40, dalle sedi 110 dei carrelli 109 alle sedi verticali fisse 38 del piano di appoggio 25.
Poi, mentre il secondo organo trasportatore 31 rimane ancora fermo, si fa avanzare il primo organo trasportatore 101 di un ulteriore passo P (fig. 2), in modo da portare un secondo gruppo di N1 cartomizzatori 11, immediatamente successivo al primo, nella suddetta posizione di prelievo. Il secondo dispositivo di presa e posizionamento 41 trasla poi il primo gruppo di N1 cartomizzatori 11 lungo il primo asse trasversale Y1 fino a portarlo dalle sedi verticali fisse 38 alla fila più esterna, ossia quella più a destra in fig. 8, delle sedi cilindriche 37 delle maglie 33 della catena 32. Una volta che le sedi verticali fisse 38 sono state liberate, mediante il primo dispositivo di presa e posizionamento 40 si esegue poi una seconda fase di traslazione per traslare, lungo il primo asse trasversale Y1 (fig. 8), il secondo gruppo di N1 cartomizzatori 11 fino a portarli dalle sedi 110 dei carrelli 109 alle sedi verticali fisse 38 del piano di appoggio 25.
Quindi, mentre il secondo organo trasportatore 31 rimane ancora fermo, si fa avanzare di un ulteriore passo P (fig. 2) il primo organo trasportatore 101, in modo da portare un terzo gruppo di N1 cartomizzatori 11, immediatamente successivo al secondo, nella suddetta posizione di prelievo. Il secondo dispositivo di presa e posizionamento 41 trasla quindi il secondo gruppo di N1 cartomizzatori 11 lungo il primo asse trasversale Y1 fino a portarlo dalle sedi verticali fisse 38 alla fila centrale delle sedi cilindriche 37 delle maglie 33 della catena 32. Una volta che le sedi fisse 38 sono state liberate dal secondo gruppo N1 di cartomizzatori 11, si esegue poi una terza fase di traslazione per traslare, lungo il primo asse trasversale Y1 (fig. 8), il terzo gruppo di N1 cartomizzatori 11 e portarlo, mediante il primo dispositivo di presa e posizionamento 40, dalle sedi 110 dei carrelli 109 alle sedi verticali fisse 38 del piano di appoggio 25.
Quindi, mentre il secondo organo trasportatore 31 rimane ancora fermo, si fa avanzare di un ulteriore passo P (fig. 2) il primo organo trasportatore 101, in modo da portare un quarto gruppo di N1 cartomizzatori 11, immediatamente successivo al terzo, nella suddetta posizione di prelievo. Il secondo dispositivo di presa e posizionamento 41 trasla il terzo gruppo di N1 cartomizzatori 11 lungo il primo asse trasversale Y1 fino a portarlo dalle sedi verticali fisse 38 alla fila più interna, ossia quella più a sinistra in fig. 8, delle sedi cilindriche 37 delle maglie 33 della catena 32. Dopo aver in questo modo liberato le sedi fisse 38 dal terzo gruppo N1 di cartomizzatori 11, si esegue poi una quarta fase di traslazione per traslare, lungo il primo asse trasversale Y1 (fig. 8), il quarto gruppo di N1 cartomizzatori 11 e portarlo, mediante il primo dispositivo di presa e posizionamento 40, dalle sedi 110 dei carrelli 109 alle sedi verticali fisse 38 del piano di appoggio 25. Si noti che mentre ogni gruppo di N1 cartomizzatori 11 staziona nelle sedi fisse 38, ciascuno di essi viene pesato individualmente, mediante le celle di carico 65, per determinare la tara, cioè il peso del cartomizzatore 11 vuoto.
Poi si fanno avanzare di un ulteriore passo P sia il primo organo trasportatore 101, in modo che quest’ultimo porti un quinto gruppo di N1 cartomizzatori 11 in posizione di prelievo, sia il secondo organo trasportatore 31, in modo che gli N2 cartomizzatori 11 precedentemente posizionati nelle sedi cilindriche 37 delle maglie 33, ossia N1 cartomizzatori per ciascuna delle tre file, si spostino contemporaneamente verso destra (fig.
6) fino a portarsi in corrispondenza degli N2 iniettori 52 del dispositivo di iniezione 50.
Si fa notare che grazie alla suddetta fase di prelievo dei cartomizzatori 11 ed il loro trasferimento dal primo organo trasportatore 101 al secondo organo trasportatore 31, gli N2 cartomizzatori 11 posizionati su quest’ultimo vengono fatti avanzare di un passo P con una frequenza che è un terzo di quella con cui avanzano gli N1 cartomizzatori 11 posizionati sul primo organo trasportatore 101, per cui gli N2 cartomizzatori 11 stazionano nel dispositivo di iniezione 50 per un tempo di iniezione T2, che è il triplo del suddetto tempo unitario T1. Pertanto, nell’esempio qui fornito, tale tempo di iniezione T2 è di circa 2,7 secondi, che è un tempo sufficiente per eseguire la fase di iniezione che permette di iniettare la necessaria quantità di liquido in ciascuno degli N2 cartomizzatori 11.
In questo modo, grazie alla sequenza di trasferimento sopra descritta, il secondo organo trasportatore 31 così riempito di cartomizzatori 11 definisce mezzi di accumulo di questi ultimi, poiché consente di alloggiare e avanzare ad ogni passo incrementale P un numero di cartomizzatori 11 pari al suddetto secondo numero, cioè pari a quarantacinque nell’esempio qui descritto e illustrato. Da un lato questo consente vantaggiosamente di far avanzare il secondo organo trasportatore 31 più lentamente, in particolare con una velocità di avanzamento pari a un terzo della velocità di avanzamento del primo organo trasportatore 101). Conseguentemente, il secondo organo trasportatore 31 staziona ad ogni passo per un tempo maggiore, cioè per un tempo sufficiente a far sì che i mezzi di iniezione 50 iniettino la quantità di liquido prevista all’interno dei cartomizzatori 11, in particolare in contemporanea all’interno di un numero di cartomizzatori 11 pari al suddetto secondo numero N2 ad ogni ciclo di iniezione.
Si esegue quindi la fase di iniezione vera e propria, che comprende una prima sotto-fase di iniezione in cui il supporto 51 viene portato nella posizione operativa abbassata L, in modo che le teste inferiori 57 degli N2 iniettori 52 entrino nelle corrispondenti cavità assiali 13 degli N2 cartomizzatori 11. In una seconda sotto-fase di iniezione si abbassano quindi tutti gli aghi di iniezione 58 (cioè tre aghi di iniezione 58 per ciascuno degli N2 iniettori 52, nell’esempio raffigurato) fino a portarli nella posizione attiva A, nella quale essi sono penetrati all’interno dei feltrini 21. Si azionano quindi le pompe 54 (fig. 7) in modo da iniettare nei feltrini 21 (figure 11 e 12) il liquido contenuto nel serbatoio 56 (fig. 7). Mantenendo azionate le pompe 54, tutti gli aghi di iniezione 58 vengono vantaggiosamente sollevati con gradualità, o con avanzamenti incrementali verso l’alto, in modo da impregnare bene tutto il feltrino 21 di ciascun cartomizzatore 11 in una terza sotto-fase di iniezione. In altre parole, l’iniezione del liquido può avvenire sia durante la corsa di andata degli aghi 58 fuoriuscenti dalle teste inferiori 57 (seconda sotto-fase di iniezione), sia durante la corsa di ritorno degli aghi 58 per ritornare entro le teste inferiori 57 (terza sotto-fase di iniezione).
Terminato l’azionamento delle pompe 54 (fig. 7), tutti gli aghi di iniezione 58 vengono riportati contemporaneamente in posizione inattiva I (fig. 10), e il supporto 51 con tutti gli N2 iniettori 52 vengono riportati nella loro posizione di riposo M.
Durante la fase di iniezione, il secondo organo trasportatore 31 rimane fermo, mentre il primo organo trasportatore 101 continua ad avanzare di un passo P (fig. 2) alla volta, per altre tre volte. Contemporaneamente, i due dispositivi di presa e posizionamento 40 e 41 (fig. 8) trasferiscono altri N2 cartomizzatori 11 (N1 alla volta) dal primo organo trasportatore 101 alle sedi fisse 58 del piano di appoggio 25, e da queste alle sedi 37 nelle maglie 33 del secondo organo trasportatore 31, nel modo descritto in precedenza. In questo modo, durante la fase di iniezione, altri N2 cartomizzatori 11 vengono posizionati in altrettante sedi cilindriche 37 delle maglie 33.
Terminata la fase di iniezione, anche il secondo organo trasportatore 31 viene fatto avanzare di un ulteriore passo P verso destra (fig. 6), in modo da portare gli N2 cartomizzatori 11 appena riempiti di liquido in una posizione di rimozione dal secondo organo trasportatore 31.
Si esegue quindi una fase di rimozione degli N2 cartomizzatori 11 appena riempiti di liquido, per riportarli, N1 alla volta, nelle sedi 110 del primo organo trasportatore 101. In particolare, mentre il secondo organo trasportatore 31 rimane fermo per un tempo uguale al tempo di iniezione T2 ed il primo organo trasportatore 101 rimane fermo per un tempo unitario T1, si esegue una quinta fase di traslazione in cui il terzo dispositivo di presa e posizionamento 60 (fig. 12) preleva con le proprie pinze 62 e poi trasla, lungo il secondo asse trasversale Y2, il terzo gruppo di N1 cartomizzatori 11 per portarlo dalla fila più interna, ossia quella più a sinistra in fig. 12, delle sedi cilindriche 37 delle maglie 33, in cui si trovava, alle sedi verticali fisse 39 del piano di appoggio 25.
Poi, mentre il secondo organo trasportatore 31 rimane ancora fermo, si fa avanzare il primo organo trasportatore 101 di un ulteriore passo P (fig. 2) verso destra. Si esegue quindi una sesta fase di traslazione in cui il quarto dispositivo di presa e posizionamento 61 (fig. 12) preleva con le proprie pinze 63 e poi trasla, lungo il secondo asse trasversale Y2, il terzo gruppo di N1 cartomizzatori 11 per portarlo dalle sedi verticali fisse 39 del piano di appoggio 25 alle sedi 110 dei carrelli 109. Contemporaneamente, il terzo dispositivo di presa e posizionamento 60 preleva con le proprie pinze 62 e poi trasla, lungo il secondo asse trasversale Y2, il secondo gruppo di N1 cartomizzatori 11 per portarlo dalla fila centrale delle sedi cilindriche 37 delle maglie 33, in cui si trovava, alle sedi verticali fisse 39 del piano di appoggio 25.
Poi, mentre il secondo organo trasportatore 31 rimane ancora fermo, si fa avanzare il primo organo trasportatore 101 di un ulteriore passo P (fig. 2) verso destra. Si esegue quindi una settima fase di traslazione in cui il quarto dispositivo di presa e posizionamento 61 (fig. 12) preleva con le proprie pinze 63 e poi trasla, lungo il secondo asse trasversale Y2, il secondo gruppo di N1 cartomizzatori 11 per portarlo dalle sedi verticali fisse 39 del piano di appoggio 25 alle sedi 110 dei carrelli 109. Contemporaneamente, il terzo dispositivo di presa e posizionamento 60 preleva con le proprie pinze 62 e poi trasla, lungo il secondo asse trasversale Y2, il primo gruppo di N1 cartomizzatori 11 per portarlo dalla fila più esterna, ossia quella più a destra in fig. 12, delle sedi cilindriche 37 delle maglie 33, in cui si trovava, alle sedi verticali fisse 39 del piano di appoggio 25.
Poi, mentre il secondo organo trasportatore 31 rimane ancora fermo, si fa avanzare il primo organo trasportatore 101 di un ulteriore passo P (fig. 2) verso destra. Si esegue quindi una ottava fase di traslazione in cui il quarto dispositivo di presa e posizionamento 61 (fig. 12) preleva con le proprie pinze 63 e poi trasla, lungo il secondo asse trasversale Y2, il primo gruppo di N1 cartomizzatori 11 per portarlo dalle sedi verticali fisse 39 del piano di appoggio 25 alle sedi 110 dei carrelli 109.
Le fasi di prelievo, iniezione e rimozione fin qui descritte si ripeteranno quindi in continuo fintanto che ci saranno cartomizzatori 11 da riempire con il liquido desiderato.
È chiaro che all’apparecchiatura 10 e al relativo procedimento fin qui descritti possono essere apportate modifiche e/o aggiunte di parti e/o di fasi, senza per questo uscire dall’ambito del presente trovato.
Ad esempio, secondo una variante, il primo organo trasportatore 101, con gli elementi che lo compongono, ossia la prima catena 102, con le maglie 103, i carrelli 104 con le relative sedi 110, nonché le due prime ruote dentate 104 e 105, i due motori elettrici 106 e 107, e l’unità centrale di controllo 108 possono fare parte della stessa apparecchiatura 10, in modo che quest’ultima possa operare autonomamente.
È anche chiaro che, sebbene il presente trovato sia stato descritto con riferimento a un esempio specifico di una forma di realizzazione, una persona esperta del ramo potrà senz’altro realizzare molte altre forme equivalenti di apparecchiature e/o di procedimenti per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti di inalatori, in particolare cartomizzatori per sigarette elettroniche, aventi le caratteristiche espresse nelle rivendicazioni allegate e quindi tutte rientranti nell’ambito di protezione da esse definito.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Apparecchiatura (10) per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti (11) di inalatori, in particolare cartomizzatori per sigarette elettroniche, in cui ciascuno di detti componenti (11) comprende un corpo centrale (12), preferibilmente di forma tubolare, avente una cavità assiale (13) che ha una parte terminale vuota e una parte interna nella quale è disposto un elemento ricettivo (21) configurato per ricevere detto liquido, comprendente mezzi di iniezione (50) aventi uno o più iniettori (52), caratterizzata dal fatto che ciascuno di detti iniettori (52) comprende almeno un’estremità (57) configurata per inserirsi selettivamente in detta parte terminale vuota di detta cavità assiale (13) e almeno un ago di iniezione (58) configurato per muoversi rispetto a detta estremità (57) per penetrare in detto elemento ricettivo (21) e iniettare selettivamente detto liquido, mentre detta estremità (57) è ferma e inserita in detta parte terminale vuota di detta cavità assiale (13).
  2. 2. Apparecchiatura (10) come nella rivendicazione 1, in cui un primo organo trasportatore (101), associato a detta apparecchiatura (10), o facente parte di essa, è configurato per trasportare selettivamente, con avanzamenti incrementali aventi un passo (P), un primo numero (N1) di detti componenti (11) alla volta, verso una posizione di prelievo associata a detti mezzi di iniezione (50), caratterizzata dal fatto che comprende, inoltre, un secondo organo trasportatore (31) configurato per trasportare selettivamente, con avanzamenti incrementali aventi detto passo (P), un secondo numero (N2) di detti componenti (11) alla volta, verso detti mezzi di iniezione (50), e che detto secondo numero (N2) è un multiplo intero (MI) di detto primo numero (N1).
  3. 3. Apparecchiatura (10) come nella rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che detto primo numero (N1) è quindici e detto multiplo intero (MI) è tre.
  4. 4. Apparecchiatura (10) come nella rivendicazione 2 o 3, in cui detti componenti (11) sono allineati su detto primo organo trasportatore (101) lungo un asse longitudinale (X), intervallati fra loro con un determinato interasse (IC), e in cui detto passo (P) è uguale a detto interasse (IC) per detto primo numero (N1), caratterizzata dal fatto che detto secondo organo trasportatore (31) è parallelo a detto primo organo trasportatore (101) e comprende una catena (32) costituita da una pluralità di maglie (33) articolate fra loro ed aventi ciascuna un interasse (IM2) che è un sottomultiplo intero (SM) di detto passo (P).
  5. 5. Apparecchiatura (10) come nella rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che in ciascuna di dette maglie (33) sono presenti una pluralità di sedi (37) configurate per accogliere ognuna uno di detti componenti (11) e che dette sedi (37) sono distribuite su un numero di file parallele fra loro che è uguale a detto multiplo intero (MI).
  6. 6. Apparecchiatura (10) come nella rivendicazione 5, caratterizzata dal fatto che in ciascuna di dette maglie (33) il numero di dette sedi (37) per ciascuna di dette file è uguale a detto multiplo intero (MI).
  7. 7. Apparecchiatura (10) come nella rivendicazione 5 o 6, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di iniezione (50) comprendono un numero di iniettori (52) uguale a detto secondo numero (N2), e che detti iniettori (52) sono disposti secondo una matrice regolare costituita da un numero di file parallele corrispondenti a quello di dette sedi (37) per un numero di iniettori (52) per fila che è uguale a detto primo numero (N1).
  8. 8. Apparecchiatura (10) come in una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 2 alla 7, caratterizzata dal fatto che comprende, inoltre, primi mezzi di presa e posizionamento (40, 41, 42, 43) disposti a monte di detti mezzi di iniezione (50) e configurati per spostare selettivamente un numero di detti componenti (11) alla volta, uguale a detto primo numero (N1), da detto primo organo trasportatore (101) a detto secondo organo trasportatore (31).
  9. 9. Apparecchiatura (10) come nella rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che comprende, inoltre, secondi mezzi di presa e posizionamento (60, 61, 62, 63) disposti a valle di detti mezzi di iniezione (50) e configurati per spostare selettivamente un numero di detti componenti (11) alla volta, uguale a detto primo numero (N1), da detto secondo organo trasportatore (31) a detto primo organo trasportatore (101).
  10. 10. Procedimento per inserire automaticamente un liquido all’interno di componenti (11) di inalatori, in particolare cartomizzatori per sigarette elettroniche, in cui ciascuno di detti componenti (11) comprende un corpo centrale (12), preferibilmente di forma tubolare, avente una cavità assiale (13) che ha una parte terminale vuota e una parte interna nella quale è disposto un elemento ricettivo (21) configurato per ricevere detto liquido, comprendente una fase di iniezione durante la quale vengono attivati mezzi di iniezione (50) aventi uno o più iniettori (52), caratterizzata dal fatto che comprende detta fase di iniezione comprende una prima sotto-fase di iniezione in cui un’estremità (57) di ciascuno di detti iniettori (52) viene inserita selettivamente in detta parte terminale vuota di detta cavità assiale (13) insieme ad almeno un ago di iniezione (58) e una seconda sotto-fase di iniezione in cui detto almeno un ago di iniezione (58) compie una corsa di andata durante la quale viene fatto fuoriuscire da detta estremità (57) e penetrare in detto elemento ricettivo (21) per iniettare selettivamente in quest’ultimo detto liquido mentre detta estremità (57) rimane ferma e inserita in detta parte terminale vuota di detta cavità assiale (13).
  11. 11. Procedimento come nella rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detta fase di iniezione comprende una terza sotto-fase di iniezione in cui detto almeno un ago di iniezione (58) compie una corsa di ritorno durante la quale si ritrae da detto elemento ricettivo (21) per rientrare in detta estremità (57), in detta terza sotto-fase di iniezione essendo previsto iniettare il liquido tramite detto almeno un ago di iniezione (58) durante almeno una parte di detta corsa di ritorno.
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