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venerdì 15 agosto 2014

Ferragosto




La parola "Ferragosto" ha le sue radici nel rito pagano. Deriva dal latino Feriae Augusti, "riposo di Augusto", dal nome di una festività introdotta in onore dell'imperatore romano Augusto nell'8 a.C., che si associava ai riti pagani dei Vinalia rustica o dei  Consualia  con cui sic celetravano i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli dal prim o giorno del mese di agosto. Questa celebrazione, che di solito veniva festeggiata a settembre, alla fine del ciclo della stagione estiva, fu spostata da Augusto all'inizio di agosto.

Le Feriae Augusti o  Augustali, erano un periodo di riposodal lavoro e si svolgevano tra riti colettivi, banchetti, bevute ed eccessi a cui tutti potevano partecipare, compresi schiavi e serve. Raggiungevano il loro picco il 15 agosto ed erano così radicate che la Chiesa, invece di tentare di sradicarle, decise di cristianizzarle. Fu così che nel sec. VI, le Feriae Augusti furono trasfornmate nella celebrazione dell'Assunzione in cielo di Maria.

L'usanza della gita fuori porta arriva durante il fascismo, quando il regime iniziò ad organizzare gite popolari attraverso le associazioni del dopolavoro, istituendo i "Treni popolari di Ferragosto", per permettere ai più poveri di visitare l'Italia e recarsi nelle località balneari. Poichè il vitto non era previsto, nacque l'usanza del pranzo al sacco

Il giorno di Ferragosto i lavoratori ricevevano una mancia dal padrone, per poter godere della festa che divenne obbligatoria per decreto pontificio nel Rinascimento.

Mentre le mie creazioni con stoffine che ricordano posti stupendi per le vacanze, vi augurano un Buon Ferragosto. Alla prossima



lunedì 21 aprile 2014

Pasquetta

con la cuddhura

di pasta dolce o salata, di forme e dimensioni diverse (quella tradizionale è a forma di cestino), con un uovo al centro, è tipica del giorno di Pasquetta.
E dalle vostre parti, c'è qualcosa che si mangia solo a Pasquetta? fatemi sapere e.... buona Pasquetta

mercoledì 16 aprile 2014

Trozzule, panarini, fischietti e campanelle

Ovvero la Fiera dei campanelli
 che si tiene a Maglie (Le) il venerdì che precede la domenica delle Palme. E' la fiera dell'Addolorata, caratterizzata da bancarelle che vendono articoli in terracotta, tra cui fischietti in varie e variopinte forme e campanelle colorate.
Altra protagonista della fiera è la trozzula un arnese  fatto per produrre rumore, costituito da un pezzo di legno su cui è montata una linguetta di legno mobile che produce un suono simile al gracidare di una rana. Le "trozzule" servivano per annunciare le la resurrezione a mezzogiorno del Sabato Santo secondo una liturgia che imponeva il silenzio alle campane.
 I panarini sono fatti con foglie di palma  intrecciate con la tecnica degli scoubidou. Tra un intreccio e l'altro vengono inseriti cioccolatini e ovetti, mentre alla base viene appeso un  agnellino di pasta di mandorla ricoperta di zucchero
Un'altra usanza di queste parti è quella della cuddhura, ma ci aggiorniamo a Pasquetta.
E da voi che usanze ci sono in questo periodo?

Trozzule e panarini vanno alle raccolte a tema pasquale di Alex
Handmade Easter LINKY PARTY 
 e di Rosa

giovedì 13 marzo 2014

La Caremma



In molti centri del Salento alla fine del Carnevale fa la sua comparsa. la Caremma. La parola “caremma” deriva da Quaresima,  il periodo di digiuno che precede la Pasqua per il calendario cristiano. Nella tradizione popolare, la Caremma rappresenta la moglie del Carnevale, morto  il giorno di martedì grasso; viene appesa sui terrazzi delle case, sui pali  delle strade il mercoledì delle Ceneri per ricordare l’inizio della Quaresima, periodo di digiuno, di sacrificio e di astinenza. Rappresenta anche  una specie di  calendario che serve  a tenere il conto delle settimane che avvicinano alla Pasqua. Vestita con un abito nero in segno di lutto, la vecchina ha in una mano il fuso e la lana da filare quale simbolo della laboriosità, del tempo e della vita che scorre. Il tempo della penitenza e dell’astinenza viene invece rappresentato e dalle sette piume di gallina (una per ogni settimana di Quaresima), conficcate in un’arancia attaccata all’altra mano. Ogni settimana si toglie una piuma, fino al Sabato Santo, giorno in cui la stessa Caremma viene data alle fiamme, in segno di purificazione e dell’auspicato inizio di una nuova stagione di vita