Benedetta Folcarelli's Reviews > Agamennone
Agamennone
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Prima tragedia della trilogia dell'”Orestea”, l'”Agamennone” narra una parte cruciale dei miti riguardanti la sanguinaria stirpe degli Atridi. Agamennone, da cui l’opera prende il nome, fu sovrano di Micene e la tragedia si apre con il suo ritorno in patria, dopo la vittoria trionfale sui Troiani. La casata degli Atridi è segnata da un passato di violenza e fratricidi, che ha condotto i suoi discendenti a peccare di hybris, la stessa colpa di cui si macchierà il re, sacrificando la figlia Ifigenia ad Artemide per ottenere venti favorevoli. Sebbene la tragedia porti il nome di un uomo, il vero protagonista della vicenda è una donna: sua moglie Clitemnestra, figura femminile radicalmente fuori dagli schemi della società greca. Quest’ultima non è affatto passiva o sottomessa al marito ma, al contrario, è astuta, determinata e pronta a tutto pur di vendicare la figlia ingiustamente sacrificata. Sangue chiama sangue: a quello innocente di Ifigenia, sparso per volontà di Agamennone, segue quello del sovrano stesso, ucciso brutalmente dalla moglie in un impeto di vendetta. La sua morte è il compimento di una giustizia privata, guidata da un inarrestabile desiderio di riparazione. Questo atto, tuttavia, condanna ulteriormente la stirpe degli Atridi, già profondamente segnata dal crimine e dalla maledizione, e inaugura per Micene un nuovo regno, che si proclama fondato sulla giustizia ma è, in realtà, forgiato col sangue del legittimo re. Fondamentale è il ruolo di Cassandra, la giovane sacerdotessa di Troia, dolce e innocente, ma condannata a prevedere il futuro, senza essere mai creduta. Sebbene il pubblico conosca la verità grazie alle sue profezie, Agamennone la ignora, condannandosi al più tragico e crudele dei finali.
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Agamennone.
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