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martedì 30 settembre 2014

10 modi per educare i bambini alla felicità nella vita di tutti i giorni


La felicità diventa una materia di studio in molti paesi del mondo. La notizia, che potete leggere qui, dovrebbe essere rilanciata da tutti i giornali.
La felicità: educare i bambini e i ragazzi ad essere felici attraverso una diversa autostima e il miglioramento dei rapporti personali.

Quando ci rivogliamo ai bambini, senza volerlo, tendiamo a far pesare loro i comportamenti sbagliati e a correggerli mentre diamo per scontati i loro successi. Non li incoraggiamo mai quanto dovremmo perchè per noi è normale che si comportino bene.

STRUMENTI PER INSEGNARE LA FELICITA' - Dovremmo invece fare un passo indietro. Come si insegna la felicità ad un bambino? E perchè dovremmo insegnargli ad essere felice?

Noi pensiamo che un bambino è felice solo perchè è bambino. Ma nella sua mente, spesso, si affollano sensazioni che non sa come definire e che pensa siano sbagliate: la paura di un insuccesso, la paura che i genitori gli neghino l'affetto, la paura di smarrirsi, la rabbia e la frustrazione.

IMPARARE ATTRAVERSO L'ESEMPIO - Poi vedono noi. Noi siamo felici? Sempre di corsa e sempre indaffarati...sorridiamo mai?  Se è vero che i nostri figli imparano da noi attravero l'esempio: interroghiamo noi stessi: in quanti modi siamo capaci di esteriorizzare la felicità?
  1. SORRIDERE: Il primo mezzo che si utilizza per esprimere la felicità è il sorriso. Sorridiamo di più. Raccontiamo cose buffe o divertenti che ci sono accadute durante la giornata: la collega (povera!) che si è schizzata col caffè, la signora sulla metro che si è addormentata e russava...quella volta che siamo scivolati e per poco...mostriamo un atteggiamento allegro. In questo modo i bambini impareranno a concentrarsi sugli aspetti positivi e allegri che su quelli tristi.
  2. PICCOLI COMPITI: Diamo ai bambini piccoli incarichi da svolgere per elogiarli più spesso e avere l'occasione di mostrare quanto siamo fieri di loro. Qualcuno potrebbe obiettare che è un sistema che incoraggia l'esempio positivo in sfavore di quello negativo come nell'addestramento dei cani. Dico solo che, se i bambini non vengono etichettati come irresponsabili, pasticcioni, incapaci, sicuramente sentiranno che "sono in grado di", che 2sono bravi a" andando a sviluppare un nuovo senso di "ciò che posso fare, ciò che so fare".
  3. STIMOLI E AUTOSTIMA: Se un bambino non si sente bravo a disegnare, colorare, nuotare, sottolineamo i suoi successi quando compie azioni per cui non si sente portato. Anche se il disegno è uno scarabocchio o lo stile di nuoto non proprio perfetto, impostiamo una conversazione positiva e non critica. Un conto e dire: "potevi fare così..." un conto è dire:"Bravo! Si vede che ti sei impegnato tanto, vedrai che la prossima volta ti riuscirà ancora meglio"
  4. COMPLICITA': Un bambino che sente di poter confidare tutti i suoi sentimenti, tutte le emozioni, successi e insuccessi con i genitori, sarà un bambino felice.
    Un approccio positivo ad ogni momento della giornata, senza critiche e giudizi, sarà per lui un incentivo ad essere ascoltato e compreso. 
  5. NON GIUSTIFICARE MA INCORAGGIARE

    - Troppo spesso, come genitori, per giustificare un insuccesso di nostro figlio, tendiamo a colpevolizzare altri: i maestri per un brutto voto, gli istruttori per una brutta prestazione sportiva, i compagni per un litigio e così via. In questo modo insegneremo al bambino che vive in un mondo ingiusto e che anche se si impegna nessuno, tranne mamma e papà, riconosceranno i suoi meriti. La felicità non risiede in un bel voto o in una bella prestazione sportiva ma nel rapporto di positività anche verso gli altri. Nostro figlio non è più speciale rispetto ai suoi compagni. Insegnare al bambino l'impegno e il sacrificio per ottenere un risultato lo porterà ad essere felice per il risultato raggiunto e consapevole dei suoi mezzi e dei suoi limiti. "So che potresti fare di più" oppure "potevi impegnarti di più" equivalgono a dire che non ha fatto abbastanza. Non sono frasi incoraggianti. Mettersi accanto al bambino a fare i compiti non è un atteggiamento positivo. Incoraggiare vuol dire spronare il bambino a provare e riprovare con i suoi mezzi, senza scorciatoie, tutte le strade fino a che non trovi, da solo, quella giusta. 
  6.  LIBERI DI SPERIMENTARE - Non diciamo mai ai bambini "fai così..." mentre stanno giocando. Ricordiamo che il gioco è divertimento e attraverso il gioco i bambini misurano se stessi. Lasciamoli liberi di farlo senza apostrofarli.
  7.  RACCONTIAMO LE FAVOLE - Oggi abbiamo sostituito i libri con tablet, smartphone e tv. Raccontare le favole non insegna al bambino che esistono le streghe i maghi, i cattivi ma la certezza che possano essere sconfitti. Li fa riflettere, immedesimare e poi vincere. E la vittoria di cappuccetto rosso è quella di tutti i bambini un pò monelli che, nonostante abbiano disobbedito, alla fine, vengono accolti e coccolati ugualmente.
  8. COCCOLE, BACI, ABBRACCI - Non dimentichiamo quanto sia importante dimostrare amore ai nostri figli. C'è chi lo fa con discrezione, chi non è espansivo. Troviamo il modo di avere un contatto fisico con i bambini sempre. Loro ci tengono anche se non lo danno a vedere.
  9. LORO NON SONO COME NOI - Ogni volta che diciamo:"Lo capisco, lui fa così perchè ha ripreso da me" stiamo proiettando su nostro figlio qualcosa che non gli appartiene. L'ansia della prestazione, il disagio di un litigio con un amico, i sentimenti che nostro figlio prova non sono uguali ai nostri. Invece di dire al bambino:"ti capisco, anche io sono fatto così" raccontiamogli di quella volta che, invece, abbiamo cercato di reagire in maniera diversa, invitiamolo a provare nuove strategie di comuncazione. Non capiamolo. Non siamo compassionevoli con lui. Sproniamolo a reagire. E non obblighiamolo a giocare a calcio solo perchè piace a noi. Se vuole fare danza lasciamolo fare!
  10. A TUTTO C'E' UN RIMEDIO - A tutto c'è un rimedio. Insegniamo ai nostri figli che un brutto momento non durerà per sempre, che un brutto voto non è un'etichetta, che una punizione non è eterna e che se siamo adirati non vuol dire che smettiamo di amarli. Penso a quei ragazzini che si suicidano per un brutto voto o perchè si sentono diversi, non accettati...a quelli che si vendono per pochi soldi e a quelli che vengono sempre difesi a spada tratta dai propri genitori anche quando hanno torto. Penso ai bulli, alle vittime, alla perdita progressiva dell'identità per uniformarsi alla massa. Agli errori. E poi penso a mio figlio. A quello che voglio per lui. Alle aspettative, alle ambizioni. E alla felicità. 
 
Perché voglio insegnare a mio figlio ad essere felice. E prima di tutto devo imparare io ad esserlo. A prendermi i meriti quando mi spettano, agli insuccessi quando avvengono.





lunedì 15 settembre 2014

Cosa visitare a Londra con i bambini

COSA VISITARE A LONDRA CON I BAMBINI - Siamo appena tornati da Londra dove abbiamo passato un lungo week per festeggiare il compleanno di Matteo (7 anni) e Andrea (che ha superato gli anta) e sono pronta a darvi le mie istruzioni per avere una vacanza serena.

Mi aspettavo una città antica e ricca di storia, cultura e tradizioni e così l'ho trovata. Se dovessi descriverla in una parola direi, senza ombra di dubbio, EFFICIENTE. Mai un autobus, un treno, una metro in ritardo e tanta pulizia e civiltà. Peccato solo per la scarsa cura al dettaglio delle abitazioni che, pur essendo bellissime, vestite di mattoncini rossi, hanno fili in vista, nessuna grondaia e all'interno, tanta moquette e nessun bidet.
  1. HOTEL O APPARTAMENTO? Abbiamo scelto di stare in appartamento, l'abbiamo prenotato su booking.com in zona 2 (londra è divisa in zone) servito dalla linea metro jubilee che arriva direttamente in centro. È stata una scelta azzeccata perché abbiamo potuto visitare anche posti diversi da quelli turistici immaginando di vivere come i londinesi, con i bambini in divisa che vanno a scuola in monopattino, gli alberi lungo i viali curati e i supermercati aperti 24 ore su 24. 
  2. VIAGGIARE CON I MEZZI PUBBLICI Abbiamo preso la oyster card per gli spostamenti. Ha un costo di 5 sterline e si ricarica comodamente da ogni punto di londra. Il vantaggio di questa card è il prezzo agevolato delle corse in bus e metro. Ad esempio, il viaggio dall'aeroporto di heatrow al centro di londra è di 2,60 sterline con la oyster card e 5,70 senza. 
  3. COSA VISITARE avevo stilato un percorso molto serrato da casa che é stato rispettato quasi in tutto.
  • primo giorno pomeriggio: prendere la metro e  scendere a westminster, vedere big beng, london bridge, london eye, trafalgar square, buckingam palace. 
  • Secondo giorno: LEGOLAND windsor, prendere la metro fino a paddington, prendere il treno fino a slougt e poi un altro treno fino a windsor 
  • Terzo giorno: prendere la metro fino a  south kensinghton per il museo di storia naturale, museo delle scienze, harrods, prendere la metro fino a regent park con il parco giochi in memoria di lady D., portobello road (che è saltato) 
  • Quarto giorno: prendere metro fino a holborn per il british museum e il cartoon museum.
COSA MI E' PIACIUTO Mi sono emozionata davanti al big ben, avrò scattato milioni di foto, mai e poi mai mi sarei aspettata una simile reazione di ammirazione e stupore per un monumento! Altro posto che ho adorato è stato il museo di storia naturale. Non per quello che era esposto all'interno ma proprio per l'edificio in sé. Sembrava di stare nel castello di hogwarts con le scale a cui piace cambiare percorso e la calda pietra beige, gli intarsi meravigliosi, gli archi e la sensazione che il tempo si fosse fermato all'epoca di costruzione. Windsor è una bomboniera, vale davvero la pena di visitare la cittadina e il meraviglioso castello. Noi ci siamo passati andando a legoland che è un posto che vale assolutamente il viaggio da londra.
COSA NON MI È PIACIUTO buckingam palace mi ha tanto delusa! Non so perché ma mi aspettavo un edificio imponente, una architettura ricca, invece ho trovato il luogo molto poco entusiasmante.
COSA AVREI VOLUTO FARE sarei voluta andare a visitare gli studios di harry potter e fare il giro della londra di harry potter ma il tempo era poco...






mercoledì 30 luglio 2014

Dorayaki giapponesi: i dolcetti di Doraemon

DORAYAKI DI DORAEMON - Ieri, su questo sito, ho letto la ricetta dei dorayaki, i dolcetti di cui va pazzo Doraemon e ho deciso di provare a rifarli visto che per grandi e piccini, in casa mia, Doraemon è un must imperdibile!

I dorayaky sono dei semplici pan cakes, molto semplici da realizzare ma che seguono un procedimento diverso di conservazione che li rende più morbidi e spugnosi e li fa aderire gli uni con gli altri. Il ripieno di morbida crema al cacao li rende davvero unici al gusto!

RICETTA DORAYAKI - Per preparare 15 dorayaki (sono 30 pankaces) occorrono

  • 190 ml di latte
  • 200 gr di farina
  • 100 gr di zucchero
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di miele millefiori
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
Procedimento:

  • Nel mio adorato bimby ho amalgamato tutti gli ingredienti, prima ho montato le uova con zucchero e miele, poi la farina setacciata col lievito e, infine il latte a filo fino ad ottenere una pastella omogenea.
  • Ho fatto riposare l'impasto per 10 minuti e poi ho versato a cucchiaiate il composto nella padella fino ad ottenere dei cerchi.


 Non appena formano le bollicine in superficie vanno girati

  • Cuociono in pochissimo tempo

  • Poi li ho messi a riposare tra due fogli di carta da cucina intrisi d'acqua 
  • Li ho accoppiati a due a due dopo aver messo al centro di uno un abbondante cucchiaiata di crema al cacao.
  • Li ho chiusi nella pellicola trasparente ad uno ad uno in modo che rimanessero belli morbidi.


 E poi in casa sono stati divorati a tempo di record.





 

domenica 27 luglio 2014

Occorrente per la prima elementare: aperta la caccia al risparmio!


 OCCORRENTE PRIMA ELEMENTARE: Sono ufficialmente incominciate le offerte per la scuola 2014-2015. Noi quest'anno siamo fortunatissimi. Non acquisteremo nulla! Lo scorso anno, proprio in vista della prima elementare, avevo fatto una bella scorta di cancelleria e quaderni che non mi era servita a nulla!

Ecco cosa serve veramente:
  1. ZAINO: la giungla dello zaino perfetto è difficile da percorrere. Con trolley, senza trolley, robusto, capiente, con spallacci, di buona marca o con i personaggi dei cartoon. Insomma. Inutile dire che, difficilmente, lo zaino che acquistiamo in prima elementare potrà durare fino alla quinta. I gusti dei bambini cambiano e già a metà della prima elementare le amate winx verranno sostituite da violetta, ben ten dagli skylanders e così via. Dunque meglio optare per uno zaino comodo, robusto e capiente seguendo le offerte del momento. Il trolley in prima elementare serve a poco. Non c'è una mole di libri da portare ogni giorno e, come nel caso di mio figlio, le aule potrebbero essere troppo strette per contenere i trolley. A Matteo ho dovuto acquistare uno zaino senza trolley in corso d'anno da tenere dietro lo schienale della sedia in classe. In molti ipermercati si trovano gli zaini seven, con o senza trolley, a partire da 49 euro.
  2. ASTUCCIO e DIARIO: non è un accessorio che potete acuistare subito. Molte maestre, infatti, chiedono quello a una o due zip mentre in commercio si trovano più facilmente quelli a tre zip. Rischiate di fare un acquisto inutile. Mentre, invece, potete prenderne uno a bustina per contenere la cancelleria in più: una gomma, un temperamatite più grande (in prima vogliono quello chiuso che nell'astuccio non entra) e matite di scorta (se ne perderanno molte). Il diario in prima elementare non occorre, le maestre adottano un quaderno piccolo a quadretti per comunicare gli avvisi.
  3. MATITE E COLORI: Non lesinate culla qualità. In prima elementare si usano una quantità di matite colorate. Acquistate pacchi da 12 colori, se trovate colori sfusi prendete tanti rossi, gialli e celesti che sono quelli più utilizzati. Non prendete pacchi da 36 o 24 colori pensando di risparmiare. Nell'astuccio non c'entrano e i bambini non hanno bisogno di 4 tipologie di rosso. Per loro il rosso è uno e utilizzeranno solo quello! Anche sulle matite non lesinate sulla qualità: è importante che abbiano una buona impugnatura perchè i piccoli di prima elementare scriveranno soprattutto con le matite e non con le penne. 
  4. PENNE CANCELLABILI SI O NO? I bambini le adorano, a loro piacciono di tutti i colori. La maestra di mio figlio le utilizzava per dividere le sillabe e noi le abbiamo usate tanto. le repley hanno la punta fine mentra le tratto cancellik sono più morbide e tonde e hanno più colorazioni. Noi abbiamo preferito le seconde.
  5. CANCELLERIA VARIA: In prima elementare si utilizza tanta colla in stick. Acquistatene in quantità. Si utilizzano tante gomme da cancellare, etichette adesive, copertine trasparenti per i quaderni e i libri, insomma, cercate di trovare le offerte sulla cancelleria che poi non troverete più se non nelle cartolibrie scolastiche.
  6. QUADERNI: I quadernoni a righe di prima elementare si utilizzano anche in seconda. Se trovate offerte sotto l'euro per pezzo acquistatene in quantità. La stessa cosa non vale per i quaderni a quadretti: le maestre potrebbero volere quelli da 1cm o quelli da mezzo cm. Quindi meglio aspettare la riunioni di inizio anno.
  7. LIBRI: Se i vostri figli frequentano una scuola pubblica o privata paritaria, potete già prenotare i libri, in maniera gratuita, presso la cartolibreria del paese. Ad inizio anno vi verrà consegnato un cedolino da dare alla cartolibreria.
  8. GREMBIULI: Ne occorrono almeno 3, blu per i maschietti e bianchi per le femminucce. Si sporcano con una facilità incredibile. Acquistateli di buona qualità, dureranno per tutto l'anno scolastico.
  9. ABBIGLIAMENTO: Mi raccomando di mandare sempre i bimbi a scuola con un abbigliamento consono. No a cinte, scarpe con i lacci, mollette per capelli e accessori che possono perdersi, ingombrare, far male ed essere usati in modi imprevedibili. Acquistate delle tute da ginnastica da far indossare sotto il grembiule solo per andare a scuola, garzate per la mezza stagione con maglia a maniche corte e un pò più pesanti per l'inverno con maglia a maniche lunghe. Sotto il grembiule la felpa non serve, meglio un giacchetto con zip da mettere sopra se il bambino dovesse avere freddo e che poi può togliere al bisogno.
 

venerdì 27 giugno 2014

Manovre di disostruzione delle vie aeree: per favore fate un corso!


MANOVRE DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICHE - Sono una serie di tecniche per permettere di evitare che un bambino muoia per soffocamento. E' assolutamente necessario che ogni genitore impari a mettere in pratica questa prassi per non rimanere impreparato di fronte ad un bambino che si strozza.


E' SUCCESSO A ME - Ringrazio il cielo per aver saputo come comportarmi. Grazie al mio lavoro di pedagogista avevo avuto la possibilità di formarmi per effettuare questa tecnica semplice ed efficace così, quando Matteo stava soffocando, ho saputo cosa fare.
E' successo tutto in un secondo. Lui diventa blu e comincia ad emettere suoni gutturali. Io guardo Andrea che comincia a dargli le classiche pacche sulle spalle. In un istante sono in piedi, lo faccio alzare da tavola, lo metto in piedi e con due mavovre a cucchiaio, come si farebbe con un adulto in realtà (capisco dopo che è perchè io sono piccina di statura e matteo pesa troppo per poter fare le manovre pediatriche!) riesce a liberarsi di un bolo di carne con cui si era strozzato.
Matteo non si è nemmeno reso conto. Per me, il fatto di non essere rimasta pietrificata dal terrore e di aver saputo agire in maniera tempestiva ed efficace è stata una grande prova di coraggio. Dopo sono quasi morta di paura. Subito dopo Matteo si è rifiutato di mangiare la carne rimasta ed è andato a giocare. Io guardavo Andrea, incredula che un fatto simile fosse accaduto proprio a me, ad un bambino di quasi 7 anni.


PERCHE' ACCADE? - Avevo sempre pensato che un bambino, dopo i 3 anni, avesse un rischio minore di soffocarsi. Il corso l'ho fatto come educatrice. Forse come mamma non avrei mai partecipato. Molto probabilmente stavamo chiacchierando e ridendo a tavola, a cena, raccontandoci le cose accadute durante la giornata. E non abbiamo ricordato che quando si mangia non si parla. :(
 

QUESTO IL VIDEO DEL DOTT. SQUICCIARINI - Con lui ho fatto il primo corso. Il secondo l'ho seguito poco tempo fa, quasi gratuiamente, organizzato da un'associazione a Roma per rinfrescare la tecnica. Se potete fatelo perchè è importante sapere come intervenire su un bambino che potrebbe soffocare. E il tutto, credetemi, avviene in pochi minuti.

giovedì 3 aprile 2014

Noi, la scuola e il metodo Feuerstein


Non abbiamo passato dei mesi tranquilli da quando è cominciata la scuola. Abbiamo attraversato momenti di grande sconforto alternati a mesta rassegnazione.

Una scuola che non è come ce l'aspettavamo. 
Fare spallucce di fronte ai problemi non è quello che avremmo voluto trovare.
Invece è andata proprio così. 
La mensa non funziona.
C'è la muffa in classe.
Alcuni bambini non riescono a seguire il programma.
Le classi non vengono deterse da 4 mesi.
Nonostante una preside molto attenta ai problemi dei genitori, delle maestre capaci, i problemi della scuola pubblica rimangono tutti nella loro grandezza: l'immobilismo dei genitori. 
La mancanza della forza della coesione nel PRETENDERE che la scuola funzioni davvero. Perchè in fondo, a tutti va bene così. 
MA A NOI NO. 
E dopo aver lottato con un manipolo di genitori infelici abbiamo deciso che no. Noi vogliamo un ambiente diverso per nostro figlio. 
La risposta univoca è stata:"Nessuno si lamenta, solo voi avete recriminazioni, a tutti sta bene ma non a voi. Andate via voi."
Abbiamo cercato delle alternative nella zona fino a quando siamo approdati in un mondo sconosciuto, un metodo educativo diverso, che sconvolge per la estrema semplicità pedagogica: 
potenziare i punti forti e migliorare i punti deboli
E così il prossimo anno cominceremo l'avventura in una scuola che applica il metodo Feuerstein
Avrò modo di affrontare l'argomento nei prossimi post, intanto posso dire che la scuola è molto graziosa, adotta il maestro unico e i bambini ruotano nelle tre classi: aula polivalente, aula scientifica e aula letteraria. In quest'ultima c'è la lim e i tablet perchè i bambini utilizzano gli strumenti multimediali in classe, nella quotidianità. Mangiano cibo bio ogni giorno e fanno inglese ogni giorno.
Completano l'offerta formativa laboratori di arte e drammaticità, psicomotricità e musica.

Matto sembra felice di cambiare scuola. Purtoppo non è contento di frequentare quella in cui va attualmente. Nonostante si sia integrato con i compagni e voglia bene alle maestre, nonostante abbia un buon profitto, lamenta il fatto di sentirsi stupido, poco stimolato (nessuno è mai felice delle cose che faccio) e poco compreso. Inoltre mal sopporta i compiti a casa, ogni giorno si lamenta perchè non ha più tempo di giocare, di pensare, di oziare.

Speriamo, con questa scelta, di ritrovare la serenità di un bambino e di tutta la famiglia.
Avere il coraggio di cambiare e tornare sui propri passi, rivedere scelte e convinzioni è d'obbligo quando si sbagliano le valutazioni iniziali. E noi l'abbiamo fatto.

lunedì 31 marzo 2014

Parchi gioco inclusivi: tutti i bambini hanno diritto di giocare




Quando portate i bimbi al parco a giocare, durante i pomeriggi nella bella stagione, ci sono tantissimi piccoli che corrono, saltano, vanno in altalena, si divertono e socializzano.
Tutti questi bimbi possono frequentare i parchi pubblici perché sono normodotati.
Ma per i bimbi disabili?

Per quale motivo a loro è interdetto il gioco ai giardini pubblici?

Innanzitutto, molto spesso, ci sono barriere architettoniche difficili da superare per i piccoli diversamente abili e le loro famiglie, inoltre i giochi presenti non sono adatti a loro.

Negli ultimi anni, alcuni genitori, sostenuti dalle associazioni di settore, hanno cominciato a reclamare a gran voce giochi inclusivi all'interno dei parchi pubblici e così, ad oggi, si contano 5 parchi con giochi per tutti in Italia, purtroppo tutti al nord.

  • MILANO: le strade e le piazze dei venti in Via Carlo Bazzi e il Parco Formentano in Largo Marinai d’Italia.
  • JESOLO: il parco d’Europa in Via Piave Vecchia.
  • PARMA: il centro per l’autismo in Via La Spezia.
  • CANDELO: il Parco dell’albero d’oro in Via XXV Aprile.
  • GENOVA: Giochiamo Tutti-Area Giochi Mandraccio al Porto Antico.
  • VERCELLI: il parco giochi Andrea Bodo in Piazza Mazzini.

Se è possibile progettare giochi inclusivi e parchi gioco per tutti, allora da oggi in poi vogliamo vederli ovunque, anche al sud.

PER SAPERNE DI PIU' vi rimando a questo link dove troverete tutte le informazioni in merito ai parchi gioco inclusivi https://www.facebook.com/pages/Parchi-con-giochi-accessibili-per-tutti-i-bambini/223343917862297


venerdì 28 febbraio 2014

Bacchetta magica fai da te



Facilissima e bellissima, adatta a maschietti e femminucce, ecco come fare questa bellissima bacchetta.

Potete personalizzarla mettendo i cuori al posto della stella o lo stemma della squadra di calcio del cuore, potete usare una penna al posto del bastoncino o una matita. Insomma, questa vuole essere una base dalla quale partire per realizzare il modello che preferite.

COSA OCCORRE
  • Cartoncino o gomma crepla blu e giallo
  • filo colorato
  • colla vinilica
  • nastro biadesivo
  • fustella a forma di stella (per le stelline piccole)
  • una penna o un bastoncino
Scegliere quale sarà la base della nostra bacchetta.


Come prima cosa ritagliate il tondo blu. Io ho la big shot e l'ho fustellato ma si può fare anche a mano

 Incollate i due cartoncini tra il bastoncino e, sul davanti della vostra bacchetta, con il nastro biadesivo, posizionate i fili




Ora incollate la stella


Ai margini inferiori dei fili applicate il nastro biadesivo e posizionate le stelline

Ora siete pronti per fare incantesimi e magie :)



mercoledì 19 febbraio 2014

Evviva i Minions! Costruiamo un minion con i rotoli di carta igienica




La scorsa Domenica una cara amica mi ha chiesto di aiutarla a preparare qualche gioco per la festa della figlia di sette anni. Sono stata felicissima di sapere che il tema della festa era ispirato ai minions, i simpatici personaggi del film cattivissimo me.
Così ho pensato di inventare un laboratorio a tema minions.
I bambini si sono divertiti un mondo a costruirli e così ho pensato di condividere con voi la loro esecuzione

Ecco come prepararli:
  • rotoli di carca igienica
  • dischetto per la testa
  • fili di lana per i capelli
  • nastro bi adesivo
  • colore giallo
  • occhietti mobili
  • colori
  • passamaneria
Per prima cosa colorare il rotolo di giallo.
minions6

Poi ritagliare il dischetto da mettere sulla testa e posizionarlo.
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Ora passate alla fase decorativa: mettete l’occhio, tagliate i capelli e divertitevi a personalizzare il minion con i bambini.

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venerdì 31 gennaio 2014

La prima elementare: confrontiamoci


Ho bisogno di confrontarmi ancora sulla scuola.
Qui le responsabilità legate alla scuola stanno diventanto un delirio.
Premetto che ho molto rispetto e stima per le maestre di mio figlio.
Matteo frequenta una sezione modulo a 30 ore, dunque 3 giorni su 5 esce alle 13.
La mole dei compiti è impressionante per un bambino di prima elementare.
Io sono assolutamente favorevole ai compiti a casa ma trovo che questo carico di compiti non sia adeguato per un bambino di prima elementare.
Matteo lamenta spesso la mancanza di tempo per se stesso, tempo per giocare, tempo per guardare la tv.
Fino a oggi il suo compito era giocare. Ora pretendiamo da lui che si impegni, che stia attento, che studi e abbia cura delle sue cose.
Lui è molto disordinato.
Le maestre, quando sbaglia, fanno delle grosse x sull'errore e lo invitano a ricominciare.
Oggi mi ha raccontato che si è messo a piangere, che non capiva il perchè, che in classe c'era confusione e non riusciva a concentrarsi.
Quei compiti che a casa fa con cura e ordine, a scuola si trasformano in scarabocchi, quaderni sgualciti e libri tenuti male.
Non vorrei che in prima elementare mio figlio prendesse ad odiare la scuola.
Lui non va più volentieri, dice che tutti lo rimproverano perchè non è abbastanza bravo...possibile sia frustrato a soli 6 anni???!!!
Non facciamo altro che ripetergli quanto siamo orgogliosi di lui, quanto siamo fieri di lui...ma lui capisce perfettamente che qualcosa non va.
Lunedì ho chiesto appuntamento con le maestre.
Vediamo loro cosa ne pensano

Ma da voi cosa accade?

 

giovedì 9 gennaio 2014

Le madri di figli unici non sono madri di serie B


Si sa che noi donne, tra di noi, sappiamo essere amiche amorevoli e fidate così come nemiche temibili e crudeli.
Ma non mi abituerò mai al dispiacere che sento quando vedo questa sorta di "violenza gratuita" da parte di altre donne, mamme per giunta, in grado di capire perfettamente alcuni meccanismi e di farli propri al fine di ferire altre madri, proprio li, in quel punto remoto della sensibilità, che nessun uomo saprebbe mai toccare tanto abilmente. 
In questo periodo è toccato anche a me sentirmi dire:"tu non puoi capire perchè tu ne hai uno solo"
"Dammi retta che io ne ho 2, lo so io quello che passo"
Fatemi capire: Cos'è che non posso capire?
I rapporti tra fratelli? Le gelosie? Le dinamiche e i meccanismi?
Peccato che prima di essere madre sarei anche figlia. Con tanto di fratelli e sorelle.
Il fatto di avere un solo figlio mi rende una madre di serie B?
E se non fosse una scelta? 
Ma no. continuiamo a farci male tra di noi.
Continuiamo a fare le vittime devote dei figli.
Sindacare sui figli degli altri è sempre molto facile. Mio figlio è unico ma non è solo.
Le attenzioni di sua madre e di suo padre sono tutte per lui. 
E questo è un grande dono. Certo che poi, da sorella, so quanto sia importante il rapporto tra fratelli. Ma non mi sembra che i figli unici muoiano di solitudine. O siano meno brillanti. O abbiano difficoltà.
A volte fa fatica a condividere. E' abituato ai discorsi fra adulti. E tutte le attenzioni della famiglia sono concentrate sui suoi bisogni. Questo non ne fa di certo un bambino poco equilibrato, poco socievole o viziato (ammesso e non concesso che quello che a te sembra un vizio per me non lo sia affatto. e se no da fastidio a me a te cosa importa?).
Forse è un pò capriccioso, ancora non completamente autonomo su tanti aspetti (ha imparato da poco a vestirsi da solo, per dire)
Ma non ho scelta. Matteo è un figlio unico e lo sarà per tutta la vita.
Io me ne sono fatta una ragione.
Perchè gli altri no?

Ditemi se succede anche a voi, madri di figli unici.

 

martedì 3 dicembre 2013

Ghirlanda fuori porta con materiale di riciclo


Ecco un lavoretto da fare con l'aiuto dei più piccoli, richiede un pò di tempo ma è assolutamente favoloso! L'ho realizzato con l'aiuto dei bimbi "grandi" del nido, età 18/30 mesi.

-occorrente
  • colla vinilica
  • colla a caldo
  • spillatrice
  • glitter
  • tempera rossa
  • pirottino dei dolci
  • tappi di omogeneizzato
-realizzazione

Prima di tutto prendere tanti rotoli di carta igienica e colorarli di rosso sia dentro che fuori. questa è una operazione che divertirà i più piccini. Aspettare che la tempera si asciughi per bene.
Spillare i rotoli gli uni con gli altri fino a formare un cerchio.
Per nascondere il centro del lavoro prendere due pirottini dei dolci (o un cerchio di cartoncino) e ritagliarne i bordi nel modo che preferite.
Infine incollate con la colla a caldo sul pirottino un tappo di omogeneizzato e glitterate a piacere.

Noi ci siamo divertiti un mondo a realizzarlo. provate voi!

mercoledì 20 novembre 2013

Calendario dell'avvento con i tappi dell'omogeneizzato (tutorial)


 Eccoci pronti con il calendario dell'avvento edizione 2013! per Matteo utilizzerò lo stesso pannello dello scorso anno mentre quello che vi propongo oggi l'ho preparato con i bimbi del nido.







E' un progetto facile e veloce da fare con i più piccoli per creare un calendario dell'avvento con materiale di recupero.
Io l'ho fatto al nido con i nanerottoli dai 18 ai 30 mesi quindi è adatto ai piccolissimi.

Occorrente:
  • 25 tappi di omogeneizzato
  • cartoncino verde (100-120)
  • cartoncino rosso
  • cartoncino blu
  • immagini di Natale
  • porporina come se piovesse rossa, oro e argento
  • colla a caldo
  • colla vinilica
Ritagliare la sagoma di un abete dal cartoncino verde, sistemare, senza incollare, i tappi nella maniera che ci sembra più carina (i bimbi hanno impiegato almeno 20 minuti per decidere :D)


Poi procedere con la colla vinilica da spennellare all'interno del tappo di omogeneizzato. questa è un'operazione che possono fare i bimbi in piena autonomia. I miei nanetti non l'hanno mangiata nè l'hanno infilata negli angoli più remoti di orecchie e narici)
ed ecco che, subito dopo aver spennellato possiamo ricoprire di porporina tutti i tappi e incollarli con la colla a caldo al cartellone



 Ora incollare all'interno dei tappi con la colla a caldo le immagini del Natale a cui colleare storie, filastrocche, caccia al tesoro, pensierini vari


 Ritagliare dei dischi di cartoncino colorato della stessa misura del tappo, scrivere i numeri da 1 a 25 e incollare la parte superiore del disco alla parte superiore del tappo in modo da poterli alzare per scoprire l'interno del tappo stesso.





 ed ecco qui il calendario dell'avvento terminato!






Ecco anche i calendari dell'avvento che abbiamo preparato negli anni passati

calendario 2009
calendario 2010
calendario 2011
calendario 2012