Qui vit encore
Durata: 113 minuti
Who is still alive
Su una mappa di Gaza tracciata a terra, nove rifugiati raccontano sogni infranti, perdite e resistenza, tentando di riconnettersi alla vita.
Tipologia: Film
Genere:
Canale:
Una mappa di Gaza, delle sue città, dei campi e dei quartieri. Vernice bianca su pavimento nero. Nei contorni disegnati grossolanamente, nove rifugiati che sono riusciti a sfuggire all’inferno raccontano le loro storie. Le loro vite precedenti, i loro sogni sepolti, il pericolo, le macerie, la perdita di persone care. Esistenze oppresse, bloccate, ma non ancora polverizzate, non ancora totalmente sprofondate nell’oblio e nell’oscurità. Condividendo le loro vicende, i protagonisti di Qui vit encore cercano di riconnettersi con se stessi, di smettere di essere fantasmi. Di tornare, forse, alla vita.
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Commenti
Monica
Uomini e donne diversi tra loro e da noi ma tutti come me, essere umano. Un racconto struggente della vita di ciascuno che rende giustizia alla narrativa su Gaza come luogo infimo e derelitto e sui Gazawi come persone lontane dai nostri valori.
LM888
bellissimo
lauralobina
Non è più disponibile già da qualche ora, non doveva esserlo fino alle 19 di oggi 10 settembre?
ingberg
potente, struggente, autentico
Elena Marconi
La testimonianza della distruzione di un intero popolo e del radere al suolo un'intera nazione, è difficile ascoltare tutto fino alla fine senza interruzioni.
arianna petris
Ha ragione Cristina, questo documentario non dovrebbe essere in scadenza. Questi sopravvissuti sono annientati dal dolore. E al dolore infinito si aggiunge il senso di colpa perché hanno scelto di andarsene. Ma siamo noi, ovvero tutto il resto del mondo, che dovremmo sentirci in colpa per non averli salvati.
Saverio Solimani
Lascia senza parole. Un dolore immenso che molte persone per fortuna non si troveranno ad affrontare. Un dramma che ci richiama come umanità ormai da decenni, che come occidente abbiamo favorito pensando di porre soluzione a un genocidio e avviandone invece un altro, e cui non abbiamo voluto porre rimedio come comunità internazionale con la complicità di molti. Ma la speranza non deve morire, il diritto ad esistere come dice Mahmoud va difeso e verrà il tempo anche per una Palestina libera.
no_data
grazie
kk
Una testimonianza preziosa. Ai protagonisti grazie per aver condiviso momenti così intimi e dolosi. Spero venga proiettato nelle sale. E' un dovere dare voce al genocidio di un popolo.
Silvia Trevale
Questo film dovrebbe essere proiettato nelle sale, nelle scuole, è un documento più reale di tanti discorsi. Il suo è un valore universale.
DiA
Spero che qualche regista del Dogma 95 veda questo toccante documentario. Quando la seconda intervistata, Eman Shannan, ha parlato dell'odore della morte, mi ha fatto venire in mente quando si passa vicino ad un cimitero in piena estate con 40 gradi, chissà se parla di quel insopportabile odore moltiplicato mila volte? Free Palestine
no_data
Grazie, molto doloroso!
no_data
Grazie, molto dolorosa!
Simona Minelli
Non ci sono parole, un documentario dovrebbe essere visto da tutti .... i missili che ha firmato Herzog hanno ucciso civili innocenti e distrutto le tracce della cultura palestinese.
Paola Agnello Modica
Intenso, doloroso, delicatamente rispettoso. Da vedere e far vedere.
Danaide Marcucci
un dono prezioso il racconto di chi è ancora in vita........
giulikka
Intenso,vero,doloroso vivere le storie delle persone ma indispensabile.da vedere e mostrare assolutamente..a TUTTI…l’indifferenza e la negazione sono complici di questo orrendo e disumano genocidio
rambaldomelandri
Un seme indispensabile in un campo di morte. E' la forza del cinema e della memoria. Grazie.
Walt Joyss
Toccanti, e insieme umanamente incredibilmente coraggiose le testimonianze reali di vittime, fuori da ogni propaganda vergognosa. Gaza come emblema supremo, perchè sotto gli occhi di tutti in questo XXI secolo di comunicazione, di genocidi che in molti non credevamo più possibili, mentre invece si stanno svolgendo nella grande indifferenza o impotenza della maggioranza del mondo. Una ferita nel corpo dell'umanità, che difficilmente, insieme a molte analoghe altre nell a Storia, difficilmente smetterà di suppurare. Che chi può sappia perdonare, per chiuderle.
no_data
straziante
Piero MiRa
I ricordi di morte e distruzione di alcuni sopravvissuti al genocidio di una città fantasma in macerie, disegnata come Dogville su un pavimento, per fissare meglio i ricordi; il cerchio della storia che ora vede trionfanti dei bulli criminali, fanatici e dissennati, causa di tanto dolore, quando girerà e inevitabilmente vedrà un giorno questi carnefici diventare a loro volta di nuovo vittime, difficilmente troverà qualcuno ancora disposto alla pietà...
no_data
Docufilm eccelso per come riesce a rappresentare i racconti sgomenti, dolorosi di 9 persone palestinesi e di quello che hanno vissuto in Palestina dall'ottobre 2023 ai primi mesi del 2024, prima di fuggire verso l'Egitto. Ognuno racconta chi ha perso, come lo ha perso, come si sia ritrovato egli stesso sotto le macerie, provocate dalle bombe, dai missili o dai droni lanciati dal governo militare colonialista e genocida. Dovrebbero poterlo vedere tutti: nelle scuole italiane, nelle scuole di tutta Europa, nelle scuole americane e soprattutto nelle scuole Israeliane. Vorrei che tutti gli adolescenti israeliani ascoltassero queste storie. La storia, il racconto, è più potente di un'immagine atroce scrollata su instagram o su tik tok. Il racconto rimanda a personali situazioni, ricordi, odori, immagini che ritrovano similitudini con la narrazione dell'altro e lascia che le persone si immedesimino nelle parole, nelle sensazioni, nell'esperienza del narratore e restano dentro acquisendo senso, forma e parola.
3 / 5